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Esbat

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Arriva. Viene da un altro luogo, da un altro tempo. Hyoutsuki è un demone. È il protagonista di un famosissimo manga di cui l’autrice, la Sensei, sta scrivendo la fine.
Arriva. In una notte di luna piena: perché solo allora si celebra l’Esbat, un rituale potentissimo che mette in contatto due mondi.
Hyoutsuki è bellissimo e spietato. Le fan di tutto il mondo lo adorano. E anche colei che è convinta di averlo creato cede a una passione mortale.
Ma nei riti di sangue che permettono al demone di passare da un mondo all’altro si intromette Ivy. Quindici anni, introversa, solitaria. A scuola Ivy è lo zimbello di compagne e professori, a casa ha una madre che la ignora e l’unico luogo in cui si sente davvero al sicuro è la rete. Ma Ivy ha dentro di sé la forza del cambiamento, perché come il demone anche lei è sulla soglia tra due mondi e sta per trasformarsi in una donna.
Un horror ambientato fra Italia e Giappone: ma anche la storia del doppio passaggio che porta dall’adolescenza all’età adulta. E dall’età adulta alla morte.

288 pages, Paperback

First published June 4, 2009

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Lara Manni

3 books29 followers

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Displaying 1 - 22 of 22 reviews
Profile Image for Wu Ming.
Author 38 books1,284 followers
December 29, 2010
WM4: La prima cosa che mi è venuta in mente quando ho finito di leggere Esbat è che si tratta di una profonda riflessione narrativa sulla narrazione stessa.
Poi mi è venuto in mente Arthur Conan Doyle e il primo caso conosciuto in cui un personaggio letterario ha messo in discussione l’autorità del proprio autore.
Sherlock Holmes iniziò abbastanza presto a vivere di vita propria. Come si sa, il 221B di Baker Street non esisteva alla fine del XIX secolo. Ciononostante parecchia gente iniziò a scrivere a quell’indirizzo lettere che chiedevano l’ingaggio del celebre investigatore privato per risolvere casi reali. Oggi il numero civico esiste davvero, dal momento che ci hanno costruito una casa museo piuttosto trash, e la fermata della metropolitana di Baker Street è piastrellata con il profilo inconfondibile di Holmes.
Anche Conan Doyle, come la Sensei di Esbat, a un certo punto decise di fare finire in gloria il proprio personaggio, ovvero di farlo precipitare giù da una cascata nell’abbraccio mortale con il suo acerrimo nemico, il professor James Moriarty. Anche lui non immaginava che ne sarebbe seguita una rivolta dei fan. Il giornale su cui venivano pubblicate le avventure di Holmes, lo Strand Magazine, venne sommerso di lettere di protesta. Tanto scrissero e tanto fecero che Conan Doyle fu costretto a far resuscitare il proprio eroe e a motivarne l’assenza triennale con un espediente improbabile. Conan Doyle immaginò che Holmes, salvatosi dall’affogamento, avesse intrapreso un viaggio verso Oriente (fino in Tibet!) e fosse poi tornato in Inghilterra per condurre vita ritirata. Quando poi, ormai in là con gli anni, scrisse le ultime avventure di Holmes (questa volta davvero), decise di collocarlo in un buen retiro nel sud dell’Inghilterra, ad allevare api.
Ecco, il primo tema che Esbat affronta e sviscera (letteralmente, in certi casi…) è la relazione tra autore e personaggio. Un personaggio seriale può diventare un’ossessione per il proprio autore, una specie di condanna, senz’altro il fulcro di una relazione di amore e odio. Solo che spesso non si tratta di una relazione a due, bensì multipla, perché coinvolge anche i fan.
Il secondo tema del romanzo infatti è senz’altro il fandom. Al centro di questo rapporto complesso c’è la passione, che a volte può trasformarsi in ossessione insana, altre volte può servire a fare delle cose utili per la propria vita. Ci sono due personaggi speculari nel romanzo: il webmaster Sasaki, autorecluso nel mondo virtuale della rete, e l’adolescente in crisi d’identità Ivy. Uno soccombe alla propria ossessione, compiendo la vendetta contro il tradimento della comunità da parte dell’autrice e realizzando così il contrappasso dovuto; l’altra reagisce alla cattiveria del mondo circostante proprio attraverso la messa in discussione dell’autorità autoriale e rivendicandone una parte per sé, cioè proseguendo la storia con altri mezzi. Dio (anzi la Dea) salvi la fan fiction che salva gli autori da se stessi.
Divagazione. Ieri sera ho visto la puntata di CSI in cui la scientifica di Las Vegas indagava sul fandom di Star Trek (trasformato in “Astro Quest” per ovvie ragioni di copyright). Il caso verteva sull’omicidio di un giovane regista indipendente che aveva provato a resuscitare la serie aggiornandola alla sensibilità contemporanea. I fan si ribellavano all’inserimento nella serie di scene ultra-violente ed eroi piagnucolosi. Indagando sul caso, due poliziotti della squadra, entrambi fan di Astro Quest, proprio grazie al medium della passione comune riuscivano a portare alla luce l’attrazione reciproca rimasta latente per anni. Fine della divagazione (che però avrà una ripresa alla fine).
Il rapporto tra vita reale e fiction ricalca quello tra storia umana e mito (racconto), antico quanto il mondo. Esbat ce lo racconta agganciando il tema al dipanarsi serrato della trama. Ed è qui che entra in campo la Dea, evocata a più riprese, ma mai presente, ancorché incarnata dai personaggi femminili che dominano il racconto. Al centro della trama c’è la lotta/accoppiamento del demone maschile Hyoutsuki, bello e terribile come Apollo, con la Signora della Storia, l’Autrice, la Sensei, che finirà per assumere il terzo volto della Dea, quello mortifero e sanguinario.
Da “gravesiano” non posso non apprezzare la scelta di mettere in scena non già l’idealizzata Gilania (pure evocata da alcuni personaggi), ma la crudezza inesorabile del divino femminile, portatore di vita e di morte, cioè custode della ciclicità e del divenire, che poco o nulla ha a che fare con il mito di un fantomatico egualitarismo femmineo delle origini. La forza di Esbat è quella di far incontrare questo femminile arcaico con le dinamiche contemporanee che coinvolgono le donne di ogni età: in menopausa e non, nostalgiche dell’amplesso o spaventate dal primo rapporto sessuale, senza sangue lunare e imenaico o alle prese con lo stesso (l’intera narrazione, infatti, è scandita dai cicli lunari/mestruali). La Dea quindi c’è ma non si vede, perché agisce attraverso i personaggi stessi. Belli, tra l’altro, nient’affatto scontati (eccetto forse uno, non irrealistico ma senz’altro un po’ stereotipato: la madre di Ivy, “puttanesca” e in guerra contro il tempo).
Proprio il sangue – l’elemento chiave di Esbat, insieme alla luce della Luna che continua a rifrangersi sui capelli candidi del demone – mi riporta all’episodio di CSI visto ieri sera. Alla fine si scopre che le cause dell’omicidio non andavano cercate nella delusione e nella sete di vendetta dei fan di Astro Quest, ma nell’avidità, cioè nelle dinamiche di profitto (e di copyright) capitalistiche. Qualcosa su cui meditare, credo. Così come dà da pensare il dialogo tra i due agenti della scientifica a proposito del “genere”. A un certo punto uno dei due sostiene che Francis il mulo parlante è una serie di fantascienza, perché si svolge in un piano temporale parallelo in cui gli equini hanno sviluppato una laringe e un cervello in grado di farli ragionare e parlare. Il collega ribatte che al massimo si potrebbe definire un serial “fantastico”. Non necessariamente, replica l’altro: Asimov aveva ipotizzato un futuro in cui altre specie animali avrebbero potuto sviluppare le stesse abilità umane in forme diverse. Quindi Francis può rientrare nel genere ucronico-fantascientifico.
Ecco, forse Esbat potrebbe essere definito un romanzo fantastico, cioè un romanzo di attraversamento tra due mondi, due piani di realtà. Ma è poi così importante scegliere come etichettarlo? Ed è poi così “irrealistico” che l’altro mondo, quello delle narrazioni, viva un tempo proprio, parallelo e saltuariamente intersecato al nostro? Andatelo a dire alla buon’anima di Sir Arthur Conan Doyle (che – per inciso – trascorse gli ultimi anni della propria vita occupandosi di spiritismo, cioè di comunicazioni intra-mondi…). Dov’è stato Holmes in quei tre anni durante i quali il suo autore lo ha perso di vista? Cos’ha fatto il celebre detective dopo che il suo autore lo ha pensionato?
Per saperlo basta rivolgersi alla fan fiction e leggere due romanzi: il geniale Il Mandala di Sherlock Holmes di Jamyang Norbu (Instar Libri, 2002) e il meno bello, ma altrettanto interessante per la collisione creativa tra il misogino Holmes e una protagonista femminile, L’allieva e l’apicultore di Laurie K. King (Neri Pozza, 2006).
Be’, tutto questo divagare per dire: complimenti Lara.
Profile Image for Nicoletta Furnari.
367 reviews12 followers
April 7, 2023
“ESBAT” è un libro nato da una fan fiction sul manga “Inuyasha”, pubblicato inizialmente a puntate su EFP e, solo in seguito, trasformato in romanzo.
Chissà perché, conoscendo queste informazioni prima di leggerlo, mi ero immaginata che Lara Manni avesse centrato la storia proprio su quello che sarebbe diventato l’alter ego di Inuyasha invece, leggendo l’accurata descrizione (fisica, caratteriale e psicologica) del demone attorno al quale ruota l’intera vicenda, mi sono accorta che l’autrice ha prediletto un altro personaggio…
L’ho trovato un romanzo strano e un po’ inquietante, non tanto per gli elementi fantastici e horror, quanto piuttosto per l’attenta considerazione delle pulsioni umane, anche quelle più moralmente sbagliate: l’essere umano, nonostante la sua condizione di netta inferiorità rispetto ai demoni, diventa molto più potente in proporzione alla forza dei suoi desideri.
Ed è così che una minuta mangaka cinquantenne, vissuta fino ad allora in un assoluto rigore, che non prevedeva nessuno svago e nessun eccesso da alternare ad un lavoro costante ed indefesso, in seguito ad una inaspettata quanto incredibile visita da parte di Hyoutsuki, un demone che rientra tra i protagonisti della celeberrima serie manga da lei ideata, scopre di avere narrato le vicende di una realtà parallela da lei visitata in sogno e si accorge di tenere in pugno l’esistenza e la volontà di tutti i suoi personaggi. L’incontro con il demone, che riesce a penetrare nel mondo della Sensei grazie ad un potente rituale magico chiamato, appunto, Esbat, cambierà del tutto la sua vita e darà inizio al suo crollo mentale ed emotivo.
Questo però è solo un aspetto dell’intricata trama di questo libro che vede come protagonisti altri personaggi ed altri contesti, inizialmente di difficile collocazione, ma che contribuiscono, con lo scorrere delle pagine, alla comprensione delle varie tematiche paranormali ed esoteriche introdotte.
Esistono due sequel ma, tutto sommato, ritengo che questo primo volume per me sia sufficiente.
Profile Image for Callie S..
309 reviews96 followers
July 11, 2012
Sconfitta (per ora).
Quando avrò di nuovo voglia di perdere tempo, riaprirò questo libro troppo brutto persino per chiamarsi tale - infatti è una fanfiction mediocre (con l'aggravante del lucro).
Se mi riuscirà - come spero - di leggerlo tutto, vedrò di redigere un giudizio più giudizioso.
Profile Image for Tanabrus.
1,983 reviews205 followers
March 9, 2015
L’esbat è un rituale associato alle fasi lunari, ed è il fulcro di questo libro.
Un libro atipico, come cammino percorso, visto che è nato come fan fiction e solo in seguito, grazie al successo ottenuto, ha attirato le attenzioni della Feltrinelli diventando un libro.
Il mio passato da fanfictionaro dilettante mi porta ad ammirare enormemente questa autrice.

E la mia storia di lettore e nerd mi porta inevitabilmente a ritrovarmi in determinate situazioni. Situazioni che si trovano magari con più frequenza nelle fan fiction che non in libri più classici, dato che chi scrive fan fiction solitamente ha un folto background in comune con me, cosa che magari molti scrittori non hanno.

E così troviamo ragazzi italiani che passano le sere e anche le notti su msn a dialogare con persone conosciute sui forum e a cui si sentono legati, arrivando a farsi lunghi viaggi per conoscerle e scoprendo con orrore di esserci cascati e di essersi innamorati di quell’entità virtuale che conoscono quasi solo per via telematica.
Ragazzi giapponesi che riempiono forum dedicati a una serie o a un personaggio, che sviscerano ogni episodio, ogni pagina. Che fanno cosplay o che fanno scanlation.

Questa storia è una fan fiction diventata libro, e si rivolge al pubblico tipico delle fan fiction.
A chi passa o ha passato ore su ore in rete in compagnia di persone sconosciute ma che a volte diventano più vicine di chi abita a cento metri di distanza; a chi spende o ha speso interminabili ore in discussioni telematiche su un personaggio o su una storia; a chi sperimenta il brivido di incontrare finalmente la gente conosciuta solo online.
Ai nerdacci nostrani, insomma.

Mostra anche il lato oscuro di tutto questo, l”otaku che vive rinchiuso in una stanza, terrorizzato dal mondo esterno, collegato tramite internet solo a ciò che gli piace. Una visione raccapricciante, che purtroppo non è nemmeno così assurda come si possa pensare.

La storia parla di una non meglio precisata sensei. Una Maestra, un’autrice di manga che ha avuto un successo incredibile, planetario. Una leggenda vivente.
Ora il suo manga è vicino alla fine, e lei continua a disegnarlo nella sua casa, isolata da tutto e tutti. Come sempre.
Ma proprio quando pensa di aver finito la sua opera, e di potersi dedicare finalmente a altro, in una notte di luna piena, ecco che accade.
Il miracolo. L’orrore. L’incredibile. L’esbat.

Davanti a lei si materializza Hyoutsuki, il bellissimo demone che era rapidamente diventato uno dei personaggi principali della sua storia, altezzoso e sdegnoso ma affascinante e alla fine puro di cuore.
Il demone è reale, ed è anche molto arrabbiato con lei.
Infatti pare che la sensei sia in grado di scorgere in sogno qualcosa di un altro mondo, quello del demone. E con i suoi disegni è in grado di influenzarlo, di modificarlo. Di legare il fato delle sue creature a ciò che lei decide, modificando gli eventi e le azioni dei personaggi, non solo per quanto riguarda le scene da lei illustrate, ma anche per tutto ciò che accade dietro le quinte.
E se lei decide che il demone non si ciberà più di umani e sopporterà una bambina al suo seguito, il demone continuerà su questa falsa riga per tutto il tempo, per quanto i suoi istinti gli dicano di andarsene o anche di far fuori l’umana.

Così il demone ha scoperto la verità su ciò che stava accadendo, e attraverso un rito dell’esbat ha sacrificato la sua bellissima coda riuscendo per una notte a varcare il confine tra i mondi.
Per costringerla a cambiare la storia.

E qui si scatenano le trame.

Perché il demone scoprirà la potenza dei desideri umani, la sensei scoprirà di essere schiava delle proprie passioni, vedremo gli abissi neri cui può condurre il desiderio cieco, scopriremo la storia del manga e le trame del cattivo della storia, incontreremo un otaku che vive solo per questo manga e una ragazzina che adora la sensei, consoceremo una ragazza italiana nel pieno della sua fase di ribellione alla famiglia e la vedremo intraprendere una brutta strada molto pericolosa, sfioreremo più volte la cultura neopagana tra elementi reali ed elementi inventati.

La storia mi è piaciuta molto, scritta bene e con tutte le trame che si concludono.
Una storia anche cupa, sanguinaria.
Una storia che vede al centro i desideri umani, le fissazioni. In chiave nerdica.
Una storia in cui per certi versi mi posso ritrovare, e se leggete questa recensione molto probabilmente anche voi potete ritrovarvici.
Profile Image for Fabrizio Valenza.
Author 65 books36 followers
July 22, 2012
Seconda lettura:
indubbiamente più apprezzato della prima volta, soprattutto per lo stile maggiormente maturo di quanto avessi colto la volta precedente, tuttavia rimangono delle perplessità riguardanti la presenza dell'autrice (secondo me eccessiva, forse perché conosco la sua voce tramite il suo bel blog letterario) e l'improbabilità di certi pensieri. Talvolta ho avuto l'impressione che ci fosse del manierismo, sebbene la domanda se esso sia caratteristica dello stile "manga" - che non conosco - continui a lasciare in sospeso la risposta.
In ogni caso sono pronto a leggere il secondo volume, indipendente, della trilogia, Sopdet, per scoprire se si tratti di problemi relativi solo a questo volume o se si tratti dello stile dell'autrice.
Prima lettura:
Le tre stelline sono sulla fiducia nel futuro dell'autrice.
Esbat è per certi versi un buon romanzo: trama interessante, è scritto con proprietà di linguaggio, i personaggi sono ben delineati (anche se a volte poco credibili) e l'ambientazione è chiara pur venendo tratteggiata quasi a costo zero (indice delle capacità dell'autrice).
Tuttavia ci sono alcuni problemi: l'inizio decisamente confuso, con frasi fin troppo brevi che rievocano quasi dei "colpi di tosse", alcune improbabilità nei ragionamenti della protagonista, un immaginario decisamente astruso per chi non è pratico coi manga, e soprattutto uno, la "presenza dell'autrice".
In fin dei conti credo che il fattore che più di altri mi ha impedito di apprezzare fino in fondo il libro sia stata l'eccessiva presenza dell'autrice. Sembra quasi sempre che ci sia una terza persona tra le vicende narrate e il lettore, che si interpone creando distanza.
Indubbiamente un aspetto che nel futuro la Manni migliorerà, giungendo a un prodotto sicuramente pronto anche per la competizione internazionale.
Profile Image for Daniele Gabrieli.
Author 3 books24 followers
April 22, 2017
Nel 2009 esce in libreria Esbat, di Lara Manni, nato in Rete come fan fiction del manga Inuyasha e poi trasformato in romanzo da Feltrinelli grazie all'interessamento di un noto agente letterario.

Lo leggo e mi lascia tiepido. Belle premesse, bel finale, ma mi sembra che tutto quello che c'è in mezzo giri un po' a vuoto, che sia lì solo perché qualcosa ci deve pur essere. L'impressione è che l'autrice si sia innamorata di un'idea e abbia voluto svilupparla a tutti i costi, senza sapere esattamente quale direzione prendere.

(Ironico, perché il romanzo parla proprio di un'autrice che si innamora della sua stessa creazione e ne perde il controllo).

Tuttavia, se come opera di narrativa Esbat non mi convince, come spaccato di psicologia adolescenziale di inizio millennio - secondo la sua bio Lara Manni ha trent'anni, il che per gli standard contemporanei ne fa una tardoadolescente - lo trovo piuttosto interessante. Si sa, si scrive sempre di se stessi, e mi pare chiaro che le due protagoniste del romanzo - Ivy, una ragazzina disadattata e problematica, e la Sensei, una mangaka cinquantenne realizzata nel lavoro ma frustrata nelle relazioni personali - sono proiezioni della Manni: Ivy è come si vede; Ivy alla fine della storia - una giovane donna finalmente padrona del suo destino - è come vorrebbe essere; la Sensei è come teme di diventare. Insicurezza, autocommiserazione, volontà di potenza, paura del futuro, e fumetti giapponesi: tutto, per l'appunto, molto teen.

Poi, qualche tempo dopo, salta fuori che Lara Manni non esiste. Che la fiaba dell'aspirante scrittrice scoperta su Internet da un famoso agente è solo storytelling - una volta la buonanima di Tommaso Labranca ha detto che la traduzione più corretta di storytelling sarebbe contar su balle - e che in realtà Esbat l'ha scritto una celebre giornalista già matura e affermata, con diverse pubblicazioni e primavere alle spalle.

E io ci resto di sasso, perché se avessi dovuto scommettere sul fatto che dietro Esbat c'era una persona che si era appena affacciata, non dico alla vita, ma almeno al mondo della letteratura, ci avrei puntato sopra dei soldi senza esitare.

Che dire: sorvolando sulla discutibile onestà dell'operazione editoriale, c'è da levarsi il cappello davanti alla prova di scrittura mimetica, alla capacità di deliberata regressione contenutistica e psicologica.

A meno che.
Profile Image for Werehare.
778 reviews29 followers
December 17, 2012
6,5/10

Risente, a mio parere, molto del passato da fanfiction: non so nulla su InuYasha, ma leggendo ho avuto la nettissima impressione di un background (mancante, nel mio caso), che è stato solo parzialmente integrato nel primo capitolo - mediante infodump neanche troppo velati.
Come pro: la capacità di mostrare personaggi negativi, miseri e crudeli fino in fondo; si fa leggere tranquillamente quanto a stile (quasi dappertutto, almeno), che non è cosa da poco.
Come contro: la gestione di altri personaggi - il demone, la ragazzina - è più improntata al monocorde (lui) o più scontata (lei); nel tratto centrale c'è una secca quanto a ritmo e avvenimenti; non ho capito il Senso Profondo del finale.
Profile Image for Martina.
212 reviews7 followers
March 24, 2022
In questo periodo sto guardando "Inuyasha" e mi sta piacendo tantissimo. Perciò quando ho saputo che esisteva questa trilogia nata come fanfiction dell'anime mi sono affrettata a procurarmelo. L'entusiasmo poi è aumentato quando ho scoperto che la storia verte su Sesshomaru (Hyoutsuki) e Naraku (Yobai), i miei due personaggi preferiti della serie originale. Devo dire che verso questo libro ho provato sentimenti contrastanti: sono stata ammaliata dalla scrittura soave e poetica della autrice ma allo stesso tempo turbata dalla crudezza della storia e dal cinismo e dalla follia dei personaggi. Questo libro infatti non è solo una fanfiction, non è solo un urban fantasy, ma una storia di anime inquiete e tormentate che non riescono a trovare un posto nel loro mondo, e allora fuggono, metaforicamente o letteralmente, dalla loro realtà per cercare rifugio in un altro mondo. E quando il rifugio non basta più, allora subentra il desiderio di plasmare quel mondo e il proprio destino, anche piegando la volontà di coloro che ne fanno parte. Ogni personaggio è quindi tormentato da un desiderio che non gli dà scampo e che non si placa neanche quando raggiunge il proprio obiettivo. E sono questi desideri che li spingono a isolarsi sempre di più, perdendo il contatto con la propria realtà e finendo col compiere atti estremi che sconvolgono le loro vite. Non esistono buoni o cattivi, e anche i personaggi più inaspettati possiedono un lato oscuro. Mi è piaciuta quindi l'ambiguità di questa storia e il contrasto fra una narrazione poetica e dei contenuti dark e conturbanti. Ho amato un sacco la Sensei e ho sofferto un sacco per il suo isolamento e il suo crudele destino. A non essermi piaciuti invece sono Ivy e i due yokai, Hyoutsuki e Yobai. Credo che pochi personaggi mi siano stati tanto antipatici quanto Ivy, di solito sono estremamente empatica e solidale con i personaggi eccentrici, nerd ed emarginati, ma in questo caso non sono proprio riuscita a farmela piacere: l'ho trovata una ragazza davvero egoista e stupida. Sì, è brutto dirlo ma non riesco a definirla diversamente: Ivy non sembra mai in grado di comprendere le intenzioni di chi le sta accanto, facendosi raggirare in più di una situazione. Inoltre è una di quelle persone che cerca disperatamente l'approvazione di chi la disprezza (le compagne di scuola popolari e Hyoutsuki) mentre tratta con disprezzo e indifferenza chi le vuole bene e cerca di aiutarla (Max, Cilla e la psicologa), che io personalmente trovo oltremodo irritanti. I due yokai invece sono stati una vera delusione: immaginavo che non potessero essere identici a Sesshomaru e Naraku, ma penso che l'autrice non abbia nemmeno saputo cogliere lo spirito, l'essenza dei personaggi originali. Hyoutsuki è oltremodo noioso e borioso mentre Yobai è la quintessenza dell'inutilità, letteralmente non fa niente nel corso di tutto il libro a parte dialogare con Hyoutsuki, giusto nel finale sembra riacquistare una parvenza di spessore. La ship fra Hyoutsuki e Ivy è una delle più brutte che mi sia mai capitata, secondi solo agli impareggiabili Lancillotto e Ginevra. Il finale mi è piaciuto un sacco, ci sono stati alcuni colpi di scena davvero sorprendenti, anche se mi ha lasciato l'amaro in bocca per quello che succede alla Sensei, speravo in qualcosa di diverso, anche se temevo di peggio. Non so se leggerò il seguito, se non altro perchè non ho la minima voglia di ritrovare Ivy. Però questo libro mi è piaciuto abbastanza, lo consiglio agli appassionati di Urban Fantasy e Giappone, in particolare il mondo degli anime e dei manga. Non so se consigliarlo agli appassionati di "Inuyasha": temo che potrebbero restare turbati dallo stravolgimento in chiave dark della storia che amiamo e da queste versioni poco convincenti di Sesshomaru e Naraku.
Profile Image for Light of Astarte - Bookgram.
128 reviews11 followers
October 18, 2020
Trilogia: Esbat, Sopdet e Tanit 

Autrice: Lara Manni / Loredana Lipperini

🦋

Sinossi: Ha cinquant'anni, disegna manga, è conosciuta con il nome di Sensei - maestra - e ha fan sparsi ovunque nel mondo. Inventa storie piene di buoni sentimenti ambientate in mondi fantastici, e da anni disegna La leggenda di Moeru, un manga di successo planetario di cui ora si sta accingendo a finire le ultime tavole. La Sensei è una donna superba che gestisce il proprio successo con orgoglio e sapienza: poche apparizioni pubbliche la avvolgono in un'aura di mistero e le permettono di non entrare in contatto coi propri lettori che disprezza profondamente. Una notte di luna piena, proprio mentre sta per mettere la parola fine al suo manga più celebre, riceve la visita di un ospite inatteso: è Hyoutsuki-sama, principe demoniaco antagonista di Moeru. La Sensei crede di essere impazzita, ma ben presto si convince che Hyoutsuki-sama è un'entità reale, che ha abitato per anni il mondo che ha creato e che ora ha attraversato per reclamare un finale diverso. La Sensei se ne innamorala l'amore con lui e gli propone un patto: un finale diverso in cambio di altri sei mesi in cui il demone verrà richiamato e sarà a sua disposizione per una notte al mese. Per far ciò è necessario eseguire un rito - Esbat - che richiede alla Sensei di sacrificare parti del proprio corpo. Dopo essersi tranciata alcune dita di una mano e di un piede, la Sensei decide di "sacrificare" i propri fan, che attira a casa con la promessa di un disegno autografo.


Sull’autrice:

 Lara Manni è un eteronimo utilizzato da Loredana Lipperini per la pubblicazione di alcune opere di letteratura fantastica. Nel maggio 2009 Feltrinelli pubblica il suo romanzo gotico Esbat, nato come Fanfiction del manga Inuyasha[11], pubblicato online nel 2007 a firma di Lara Manni, presentata come romana, classe 1976, con un blog attivo dalla primavera del 2008. Nel 2011 Fazi pubblica Sopdet - La Stella della Morte e, l'anno dopo, Tanit - La Bambina Nera, ultimi due volumi della trilogia iniziata con Esbat.

Il mio parere:

Tra ultimi esami della sessione e fantastiche giornate di pioggia, ci saranno giorni di mega ripesconi riguardo molti libri che lessi da ragazzina.
Una saga tre molte mi è rimasto nel cuore e sto parlando di Esbat, Sopdet e Tanit.
In Italia non era solito fino ad una decina di anni fa la cultura j-pop, ma Lara Manni ha avuto un’iniziativa anacronista e l’ho sempre apprezzata per questo.
Parliamo dei nomi di ogni libro: i titoli scelti dall’autrice non sono stati fatti per caso, scegliendo i nomi cartaginesi/fenici delle fasi lunari (già per questo adorai il primo libro solo per il nome e lo studio che ne viene fatto dietro!).
Per le copertine: fantastiche anche se la mia libreria soffre nel vedere una copertina flessibile e due rigide, ma questo provi il fatto che Lara è stata così brava da farsi notare dalla Lain, non togliendo nulla alla Feltrinelli, ma la Lain è sempre stata specializzata in urban fantasy, prubblicando negli anni i libro che hanno riscosso più successo.

Il romanzo in sé è una fanfiction su Inuyasha,quando lessi la trilogia non avevo la più pallida idea di chi fosse e chi l’avesse ideato (ho visto l’anime quasi otto anni dopo!).
Nonostante tutto ho amato questa trilogia, a parte per l’ultima parte del terzo libro, la trovai un po’ pesantuccia, ma nulla di irrimediabile.

Se siete fan di Rumiko Takahashi vi consiglio questa trilogia, attendendo i sequel (verranno trasmessi in Giappone a Novembre) sui figli di Inuyasha e Kagome e la figlia di Rin e Sesshomaru.

-Astarte
Profile Image for Mirya.
Author 9 books250 followers
January 13, 2014
Questo libro mi ha aperto un mondo nuovo, che per mia fortuna non è quello dei demoni.
Abituata a tipi di fantasy più canonici, non immaginavo che questo genere letterario potesse in realtà offrire qualcosa di così diverso e innovativo. Forse dovremmo dire che non è del tutto un fantasy o che non è solo un fantasy: vive ai confini del fantasy, supera quei confini e ci mostra che, dopo di essi, c'è un universo inesplorato in cui vale la pena addentrarci; o magari ci insegna proprio che non esistono confini ai generi letterari e che dovremmo smetterla con queste etichette; in fondo i generi letterari, lo insegno a scuola, si distinguono solo per personaggi, tempo e spazio, e servono più che altro a indirizzarci vagamente, ma alla fine quello che dovremmo considerare è che ogni libro è un mondo a sé. Questo, direi, è tre mondi insieme.
C'è il mondo dei demoni, appunto, alieno e affascinante, sì, ma anche spaventoso, in cui noi appariamo come un'anomalia, un'imperfezione, una crepa. C'è il mondo della Dea, che non ci è dato nemmeno immaginare. E poi c'è il nostro mondo, che non è mai stato così meschino e contorto e perciò, temo, così realistico.
I personaggi umani di questo libro si muovono in un universo di ossessioni che prendono il nome di desideri e che si rivelano il loro grande potere; un potere che potrebbe essere creativo ma che si dimostra in ultima analisi, proprio per nostra scelta, prettamente distruttivo: distrugge il demone, certo, ma distrugge anche gli uomini, psicologicamente e fisicamente. I desideri sono la pulsione ultima dell'anima umana e non riescono mai ad essere canalizzati e convogliati in qualcosa di produttivo, perché sono pulsioni irrazionali e più forti di chi li prova; forse sono proprio loro, il mondo della Dea, qualcosa per cui noi siamo solo un tramite e che esisterà prima e dopo di noi.
Non c'è personaggio che si salvi, in questo libro, che si redima, per così dire; quando ci pare che abbiano fatto un passo avanti, che siano sul punto di comprendere e di voltare pagina, accade l'imprevisto che li rigetta nell'abisso e forse il sospetto è che l'imprevisto ci sarebbe anche se non ci fosse, perché ce lo creeremmo noi come giustificazione alla nostra bassezza, alla nostra incapacità di elevarci.
Il demone, di tutto questo, è all'oscuro e ci si scontra a suo discapito; e alla fine ci pare che la sua apparente indifferenza, che le morti che lui provoca per il gusto di farlo, perché è nella sua natura, siano infinitamente più misericordiose e corrette di quanto lo siano quelle che provochiamo noi, anche noi per nostra natura, ma una natura malsana che si rivolge, infine, persino contro se stessa. L'istinto di sopravvivenza, che sfarfalla brevemente solo in Ivy, è quasi del tutto assente negli altri personaggi, accecati dai loro sentimenti, come Masada, o devastati dalle loro morbosità, come la Sensei. Perché quando l'umano e il divino si incontrano, sembra suggerirci Lara Manni, non importa come appaia il finale, non importa se sia il demone ad essere messo fuori gioco: è l'umano che perde se stesso, schiantandosi contro ciò che non può davvero avere, che non può davvero essere. Forse l'alternativa è restare nel nostro bozzolo, restare umani, semplicemente; ma non pare possibile a chi ha visto anche solo uno scorcio di altre possibilità.
Un manga che genera follia, un corpo che risveglia istinti sopiti, una lotta contro le tenebre che non può avere vincitori né vinti; e in sottofondo la storia stessa del manga, appena abbozzata eppure così struggente, così diversa, così disumana.
Le citazioni si disperdono nel libro con una grazia e un'accortezza nell'utilizzo che ce le farebbe pure passare inosservate, se non fosse l'autrice stessa a richiamarci a loro, in totale onestà e palesando la sua voglia di giocare con noi, di dialogare con noi, di ricordarci che noi siamo il mondo che vede Yobai e che plasma il suo, che noi, nelle stesse condizioni della Sensei o degli altri esseri umani in scena, potremmo comportarci proprio come loro; a meno che, magari, questo libro non ci abbia insegnato qualcosa.
Perché qualcosa ce lo insegna eccome, e questo sì, che è nella migliore tradizione del fantasy, dove l'intento didattico non va mai dimenticato e che, perciò, è uno dei generi secondo me più sottovalutati e importanti a cui ci si possa avvicinare.
Ma per il resto, appunto, questo non è il fantasy tipico a cui siamo abituati: i personaggi che ritroviamo non provengono dall'immaginifico fatato a cui ci hanno addestrato gli scrittori più noti, provengono invece da un manga (non solo per sfizio citato alla fine da un premio Nobel) - manga che io non conosco minimamente e che perciò non è propedeutico alla lettura di questo libro, che segue la sua strada in solitario - e soprattutto dalla realtà.
La stesura al presente è un'altra discordanza col fantasy classico ed è incredibilmente vincente: c'è sempre il rischio, usando questo tempo verbale, di perdere il dinamismo, di ridurre il tutto a mero diario, di smarrire il lettore; Lara Manni invece tiene sapientemente le fila della narrazione dall'inizio alla fine, pur se questa narrazione è spezzettata - ed anche questo è originale - in una miriade di punti di vista e scene domestiche e meno domestiche e momenti cristallizzati quasi nell'infinito; anche in questo caso avremmo potuto perderci, ma l'autrice ci salva con un reticolo di trame e sottotrame perfettamente congegnato che rivela la sua vera natura e la sua immagine conclusiva solo alla fine, facendoci venire voglia di poterci librare anche noi, come Yobai, per guardare tutto dall'alto e vedere meglio il disegno sottostante; o di seppellirci, anche, il più in basso possibile, per non vedere che le pedine insanguinate di quel disegno siamo proprio noi.
Perché ha ragione il demone.
Gli esseri umani sono inaffidabili.
E affidabile, alla fine, è solo la penna di Lara Manni, che ce lo ricorda ad ogni pagina, incastonandoci per sempre questo libro nella mente.
Profile Image for Flavio Mele.
37 reviews4 followers
January 5, 2024
Questo libro è terrificante, e non in senso buono!
- la trama non ha senso;
- il world building è totalmente incomprensibile;
- succedono cose offscreen che non hanno senso di succedere e creano buchi enormi di trama perché poi si riprende il discorso quando ormai è successo e nessuno fa un pensiero su quello che è successo;
- i personaggi sono tutti esseri abbietti, veramente non se ne salva uno neanche per sbaglio, comprese le comparse;
- ci sono un paio di plot twist che boh, ma chisenefrega, anche perché sono totalmente inutili;
- ci sono tutti i trigger warning che vi possano venire in mente;

In poche parole, uno schifo.
Profile Image for Sara Booklover.
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July 22, 2012
"Esbat" non nasce come romanzo, ma come fan-fiction del manga ed anime InuYasha. La prima pubblicazione avvenne sul web, a puntate, in vari siti italiani di fan-fiction e solo successivamente si trasformò in un vero e proprio romanzo cartaceo. Questi presupposti mi incuriosivano, ma ne avevo sempre rimandata la lettura perché io sono totalmente profana del mondo dei manga. Non ne ho mai letto neanche uno e, in particolare di InuYasha, non ne sapevo neppure l'esistenza, nonostante documentandomi sulla rete appare chiaro che è uno dei manga più famosi e amati. Quindi il mio dilemma era: affrontare questa lettura oppure no? L'idea mi ronzava nella mente già da tempo, ma mi sono decisa soltanto adesso che "Sopdet" (secondo libro della serie) è già stato pubblicato e "Tanit" (terzo ed ultimo) verrà pubblicato a Febbraio 2012.
Ma passiamo alla mia opinione su "Esbat". Come immaginavo il mio primo approccio con il libro non è stato facile, lo sbalzo in questo mondo di manga a me sconosciuto è avvenuto in maniera troppo veloce, i personaggi e le dinamiche della storia sono state introdotte in maniera superficiale, dato che l'autrice dava per scontato che fossero già chiari nella mente del lettore. Sì, certamente questo libro per chi già conosce il manga è l'ideale, mentre per me le questioni che lo riguardano sono state quanto mai confuse e ammetto che le lacune che avevo all'inizio me le sono tirate dietro per tutta la durata della lettura, senza mai riuscire a colmarle, tanto che alcuni passaggi rimangono tutt'ora un mistero. Ma non mi sono scoraggiata. Perché "Esbat" fortunatamente non è solo una rielaborazione del manga, ma al suo interno si snodano tante storie, tutte legate a quella principale, ma totalmente inedite ed ambientate principalmente nel nostro mondo, non in quello del manga. Diciamo che quindi per chi come me è partito svantaggiato da assoluto profano non riuscirà ad assimilare un 10% della storia, ma un 90% invece sì.
Il romanzo si snoda partendo dalla protagonista, l'autrice del manga chiamata Sensei, una donna di mezza età ricchissima e solitaria, ormai giunta ai capitoli finali della sua fortunata serie e ormai convinta di potersi finalmente godere i frutti del suo lavoro ritirandosi dalla scena. Ma uno dei suoi personaggi, (un demone bellissimo e cattivo che durante la stesura del manga ha reso di anno in anno più mansueto e amabile, tanto che il pubblico lo adora) entrerà in contatto con lei nel mondo reale, mettendola davanti ad una verità che mai avrebbe immaginato. Ovvero: che il manga non è frutto della sua fantasia, ma di un mondo parallelo che davvero esiste e che lei con la stesura dei suoi racconti riesce a pilotare contro la volontà dei suoi personaggi. Il demone è furioso, perché la sua mente è maligna ma le sue azioni non rispondono alla sua volontà e vuole assolutamente che la Sensei cambi il finale del manga e gli dia nuovamente la libertà di essere il demone malvagio che vuole essere. La Sensei rimane totalmente ammaliata e innamorata del suo personaggio, tanto che il demone, capendo il suo potere su di lei le concede una notte d'amore per convincerla a cambiare la storia. Questo gesto servirà a far uscire completamente di testa la Sensei, che da quel giorno in avanti, sarà ossessionata dal desiderio di reincontrarlo e farà qualsiasi cosa pur di riaverlo con lei, anche se inizialmente non ha idea di come fare a riportarlo nel suo mondo. Da questo punto la storia prenderà diverse direzioni. Da una parte ci sarà la follia della Sensei e i suoi tentativi di reincontrare il demone. Dall'altra parte ci saranno degli scorci sulla vita di alcuni fan del manga, che rimarranno di stucco quando scopriranno che le nuove puntate del loro manga preferito prendono una svolta totalmente diversa da quello che si aspettavano e speravano. Tra sconcerto, delusione, rabbia, cercheranno in tutti modi di lamentarsi ed esprimere il loro malcontento e alcuni di loro avranno la sfortuna di incrociare la loro vita con quella della ormai matta Sensei con un risultato che vi lascerà senza fiato.
Nonostante la mia confusione per alcune scene questa storia è stata capace di tenermi incollata alle pagine, l'ho letta in maniera quasi "frenetica" dalla curiosità che avevo di scoprire come sarebbero andate le cose. Ne sono rimasta totalmente affascinata. Anche se lo spunto di partenza non è stato frutto della fantasia dell'autrice, ma è partita da un mondo fantastico e da personaggi già esistenti, reputo "Esbat" un romanzo del tutto originale, con interessanti sviluppi. La trama è ottimamente congegnata, con numerosi cambi di punto di vista e concatenamenti. La scrittura mi è piaciuta molto, è dinamica, veloce, formata da periodi brevi. Una lettura sicuramente diversa da quelle a cui ero abituata. Non posso darle il massimo dei voti, in quanto la confusione che mi hanno arrecato alcune scene che non ho capito non mi hanno dato la possibilità di godere appieno della bellezza della storia, ma 4 stelle se le merita tutte!
Profile Image for Sakura87.
418 reviews105 followers
July 9, 2012

Giappone: la Sensei (non ci è dato conoscerla con altro nome), superba cinquantenne che soffre della comune solitudine della mangaka, da dieci anni ormai disegna una storia di enorme successo, La leggenda di Moeru, manga che ha consacrato il suo successo e che le ha assicurato un impressionante numero di lettori. Manga che, la notte della Luna di Ghiaccio, viene portato a termine.
Italia: Ivy, adolescente sovrappeso che condivide con molte delle sue coetanee una profonda insoddisfazione della vita ma è troppo pavida persino per l'autolesionismo, tende troppo spesso a rifugiarsi nei sogni e nelle fantasticherie.
Cos'hanno in comune le due donne, che non si conoscono e non si conosceranno mai?
Vivono in bilico, come tutti noi, tra due realtà egualmente concrete. E se il sottile velo che le separa si squarciasse?
Cosa accadrebbe se la realtà immaginata rifiutasse il suo ruolo di subordinazione e insorgesse per rivendicare i suoi diritti? Se il destino che il Dio Creatore (la Sensei) ha preparato per i suoi personaggi non fosse ciò che realmente essi desiderano e uno di loro, l'inconfessabile debolezza dell'arcigna Sensei, sfruttasse il rituale dell'Esbat per persuaderla a modificare ciò che ha in serbo per loro?
Il bellissimo Hyoutsuki, potente demone dagli artigli di madreperla, con il suo sangue puro e freddo, con la sua indistruttibile superiorità, la sua estrema certezza della manichea divisione tra bianco e nero, si rivelerà incapace di comprendere le sfumature del grigio, e la potenza che possono generare le feroci passioni dell’animo umano, e rimarrà suo malgrado invischiato nel sordido ricatto di una donna ossessionata dal desiderio e pronta a qualsiasi sacrificio pur di ottenerlo. Perché è questa la potenza dei ningen: essi desiderano. E una tranquilla signora di mezza età può anche trasformarsi in un serial killer pur di offrire alla Dea del sangue sacrificale.

L'autrice si dichiara grande fan di Stephen King, e in effetti compare più di una citazione dei suoi personaggi nel romanzo, in cui fa anche uso (voluto o causato da un'inconscia assimilazione) di alcuni stilemi del grande scrittore americano: alcune brevi frasi spezzate, il dialogo della protagonista con una voce interiore che rappresenta una controparte soffocata, l'uso del presente storico. Ricordano Stephen King (ma non sono certo di sua invenzione) anche alcuni dei temi del romanzo: la suggestiva concretezza della realtà immaginata, tanto che, in casi rarissimi, può sfiorare il nostro mondo ed entrarvi, e l'idea di un serbatoio onirico da cui attingere per crearla.
Tralasciando ispirazioni e un evidente ipercitazionismo, in ogni caso, lo stile di Lara Manni è straordinariamente poco amatoriale: la raffinatezza delle sue espressioni, la sua ottima padronanza del linguaggio, l'efficacia di alcune scelte strutturali e dei cambi di scena rendono difficile credere che si tratti di un'esordiente.
Sulla prima metà del romanzo pesa un eccessivo ancoraggio all'opera da cui è tratta la fanfiction che poi è stata riadattata a romanzo. Chi ha già letto il manga Inuyasha dell'autrice Rumiko Takahashi, infatti, non potrà fare a meno che immaginare i personaggi con fattezze e le movenze di quelli originali, sebbene, per ovvie ragioni, l'autrice abbia dovuto modificare alcune delle loro caratteristiche fisiche, oltre ai loro nomi e ad alcuni elementi della trama. Chi è all'oscuro del manga, invece, non risentirà affatto delle lacune e potrà godersi ugualmente il romanzo.
Con il procedere della storia, i personaggi fortunatamente si libereranno di buona parte delle loro spoglie, assumendo un’identità autonoma. Lara Manni, inoltre, ne crea di nuovi, conferendo loro un'ottima caratterizzazione: la Sensei, che definitivamente perde le sue sembianze di Rumiko Takahashi (nella realtà donna tranquilla e riservata) e, perdendo gradualmente la sua sanità mentale, si trasforma in un mostro accecato dalla passione, disposta a sacrificare il sangue proprio e altrui per appagare il suo desiderio, fino alla sua stessa autodistruzione; Ivy, che del desiderio non ha ancora esperienza, dotata dello stesso potere della Sensei se solo la sua insicurezza le permettesse di coglierlo, ed eppure sarà proprio la sua paura a impedirle di perdersi, com'è successo all'altra; Sasaki, un hikikomori: il termine indica una pericolosa sindrome molto diffusa in Giappone che porta i giovani oppressi dalle pressioni del mondo esterno a confinarsi nel proprio appartamento con la sola compagnia di un computer.
Esbat è un un tributo al potere dell’immaginazione, alla forza del desiderio, una favola macabra sul modo in cui i sogni troppo vividi conducano all'autodistruzione, sui pericoli della bellezza… e sul destino a cui va incontro chi si lascia accecare senza criterio dalle sue seduzioni. Perché è veramente facile lasciarsi sopraffare da quel compagno segreto, l'Ombra, di cui parlava Conrad.
Profile Image for Riccardo.
260 reviews10 followers
December 11, 2014
premetto che nonostante mi sia avvicinato a questo titolo principalmente per averlo visto citato nel blog di Gamberetta, prima o poi sono sicuro che sarei riuscito a metterci le mani sopra. La copertina �� molto accattivante e la trama descritta nel risvolto sembra molto avvincente. Poi una parola: horror. �� carino, poi, scoprire che solo la copertina ha qualche attinenza con quello che �� veramente il libro, e viene da chiedersi cosa abbia fumato chi ha scritto il risvolto di cui sopra e abbia catalogato questa opera come horror. La storia �� bella, avvincente, a tratti dai toni cupi ma sicuramente non ricade mai nella narrativa dell'orrore, pi�� nel thriller se proprio ha senso classificare un libro. Molto ben scritta, scivola via molto piacevolmente senza praticamente nessun buco. Due cose, per��, non mi sono piaciute: innanzitutto ho dovuto fare un grandissimo sforzo di volont�� per non identificare i personaggi di Esbat con quelli di Inu Yasha (che poi il titolo nasca come FanFiction �� un altra storia, a tratti mi �� sembrato comunque rasentasse l'indecenza). E poi il tono della voce narrante, che per quanto mi �� dato capire sembra accomunare tutti gli scrittori (pi�� o meno bravi) di fantasy italiano. Non saprei descriverlo, ma la sensazione �� stata la stessa che ho provato leggendo "perle" come Le Cronache del Mondo Emerso. Una sensazione come di distacco, altezzosit��... non so. A parte queste due piccolezze, Esbat �� comunque un prodotto di valore all'interno del panorama fantasy (si, a mio avviso �� un fantasy) che consiglierei a tutti gli amanti del genere e a chi abbia voglia di leggere un bel libro.
Edito da: Feltrinelli. Per la collana Canguri: bellissima copertina, bella rilegatura con finta sovracopertina (io la chiamo cos��, non so il termine tecnico), buono tutto. O quasi, visto che la trama da quarta di copertina (anche se questa sta nel secondo risvolto) non c'entra una mazza con la storia e la classificazione nel genere horror non si capisce bene da dove provenga.
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books96 followers
January 24, 2016
L'eterna domanda dell'artista: creo o vengo creato?

Questo libro racconta di una donna che ha il dono meraviglioso di trasporre per immagini un mondo altro, un mondo affascinante, di eroi, di semidei, di demoni... una disegnatrice di manga. Lei, di cui non sapremo mai il nome, attinge la sua ispirazione dal mondo dei sogni. Sogni particolari, sogni più reali della realtà, sogni che sono un passaggio verso quel mondo. E se lei è in grado di passare quella porta, anche i legittimi proprietari di quel mondo possono farlo e piombare qui, nella nostra vita ordinata e banale, per portare orrore, amore, passione, morte.

A ben guardare un libro che va oltre il semplice intrattenimento e affronta temi che da sempre si dibattono nei salotti letterari, sì, proprio in quei posti dove questo romanzo mai otterrebbe diritto di cittadinanza. Perché da sempre chi scrive si chiede quale e dove sia realmente la fonte dell'ispirazione. E quando un personaggio assume uno spessore tale da travalicare la pagina scritta o disegnata ed entrare nella vita del lettore, costringendo quello stesso lettore a pensarlo come un essere in carne ed ossa, ad odiarlo, amarlo, desiderarlo, invocarlo, allora chi ci dà il diritto, chi ci dà la sicurezza che quella storia sia pura invenzione? Chi ci dice che quel personaggio che spinge, preme e si agita per acquistare vita propria non esista realmente in una qualche realtà alternativa? Chi può negare che uno scrittore non sia altro che un tramite per consentire a simili creature di uscire dall'oscurità e vivere?

Dice il fantasma di Albus Silente a Harry Potter nel settimo e ultimo libro della saga: "Sì, tutto questo è solo nella tua testa. Ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non sia reale?"

Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
May 2, 2011
Giappone: la Sensei (non ci è dato conoscerla con altro nome), superba cinquantenne che soffre della comune solitudine della mangaka, da dieci anni ormai disegna una storia di enorme successo, La leggenda di Moeru, manga che ha consacrato il suo successo e che le ha assicurato un impressionante numero di lettori. Manga che, la notte della Luna di Ghiaccio, viene portato a termine.

Italia: Ivy, adolescente sovrappeso che condivide con molte delle sue coetanee una profonda insoddisfazione della vita ma è troppo pavida persino per l'autolesionismo, tende troppo spesso a rifugiarsi nei sogni e nelle fantasticherie.

Cos'hanno in comune le due donne, che non si conoscono e non si conosceranno mai?



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http://lastambergadeilettori.com/2011...
Profile Image for Eustachio.
707 reviews72 followers
May 25, 2012
Un'autrice che incontra un suo personaggio, e tutte le morbose conseguenze.
La storia è bella, la scrittura efficace. In particolare alcuni capitoli hanno una struttura a se stante, dove per esempio una frase ricorre per ogni personaggio, o in cui si dà del tu. Un tocco di stile in più.

Devo dire che, non conoscendo il manga di partenza, tutto il racconto nel racconto mi è parso sfocato, come se mi mancasse la giusta chiave di lettura. Ma di fandom in generale mi intendo abbastanza da seguire facilmente il resto.
Morale della favola: non è un libro adatto a tutti.

Una nota a margine: troppe citazioni. Non ci sarebbe niente di male, se solo: 1) una giapponese con una cultura fondamentalmente occidentale mi sa di irreale (alla poesia di Pascoli mi sono cadute le braccia, per intenderci); 2) viene buttato lì il finale di Anna Karenina. E devo ancora leggerlo. Ahi.
Profile Image for Eva.
Author 1 book39 followers
August 25, 2019
non sono ancora sicura di aver capito se questo calderone di generi e stili mi sia davvero piaciuto. Thriller, horror, fantasy, con scene semi-erotiche, linguaggio epico alle volte, stile Bridget Jones più spesso, forse mi ha più che altro stordito. Poi si fa leggere, perché scorre molto bene. Ma ho avuto l'impressione, soprattutto all'inizio che fosse un discorso sulla scrittura, e forse sull'arte, che non un'immersione totale. Un fantasy, ma un po' metaletterario. Però c'è caso che legga il secondo, tanto per vedere cosa succede alla giovane e al demone
Profile Image for Sofia Fresia.
1,246 reviews25 followers
August 27, 2015
Veramente pesante da leggere, noiosissimo...ero a Tignes con niente di meglio da fare, nessuno a disturbarmi, eppure non riuscivo ad andare avanti...
Strano. Troppo strano. Scrittura particolare, peccato per gli argomenti poco interessanti dal mio punto di vista. Non sono mai stata un’appassionata di manga e letteratura giapponese… Non lo metto in scambio solo perché la copertina e' stupenda!!!
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