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Hardcover
First published January 1, 2009
Storia di Z. che racconta se stessa dall'infanzia, anzi ancora prima, dall'infanzia della mamma, dalla vita della mamma fino ad arrivare alla sua comparsa e poi c'è il racconto della sua vita attraverso i ricordi più forti fino a giungere alla malattia che la sta indebolendo poco alla volta.
E' la sua ultima estate quella che sta vivendo e la trascorre a raccontare il suo passato.
Sapevo che si trattava di un romanzo che parlava di malattia e sofferenza affrontato in maniera diversa, senza pietà senza dolore ma come una parte della vita.
E così accade infatti negli ultimi capitoli. Credo che siano proprio questi capitoli la novità e la forza del romanzo (oltre al fatto che il romanzo sia l'opera prima di una settantenne - che le ha anche guadagnato il premio Campiello opera prima - ), è a questi capitoli che io avrei dato le 4 stelle piene perchè mi piace come parla del manifestarsi della malattia, dei medici, dei consigli ai nuovi malati, di ciò che si prova quando scopri di essere malata, e il suo atteggiamento è tutto diverso dall'abbattimento e dall "oddio come farò".
Mentre la storia del suo passato non mi ha interessata tanto: mi è sembrata troppo... non so, forse è esagerato dire "inutile" al fine di questo romanzo?
Durante la narrazione del passato non c'è cenno alla malattia, è una semplice biografia e non è certo questo aspetto che rende il romanzo quello che è.
La scrittura è sì scorrevole e si legge facilmente in un giorno, ma mi sono resa conto a fine lettura che nella mia mente si confondevano gli episodi riguardanti la giovinezza della mamma di Z e quelli di Z stessa: non so più chi delle due ha vissuto cosa!
E' la malattia che da' un volto nuovo al romanzo e, come dicevo prima, è anche la sua forza. Ed è ciò che mi resterà più impresso quando il libro sbiadirà dalla mia mente...