Mai come oggi l’Occidente si sente minacciato dai fondamentalismi e troppo facilmente riduce la complessità del mondo musulmano a quella di una piatta categoria aggressiva. Ecco allora che un volume sulla religione dell’islam è strumento prezioso di conoscenza. Dall’Arabia preislamica alla contraddittoria realtà contemporanea, gli avvenimenti principali attraverso i quali l’islam si è diffuso nel mondo e i temi essenziali per riscoprirne la ricchezza e le varietà storico-religiose.
Molto (troppo) approfondito ma valido dal punto di vista accademico. Riguardo il capitolo sullo sviluppo dell'islam politico e le questioni dell'Islam contemporanee forse un po' troppo confuso. Su quella parte converrebbe informarsi tramite altri manuali e saggi specifici. Lo consiglierei solo se si ha già un minimo di familiarità col mondo arabo-islamico, assolutamente no se si parte da zero.
Vero che io ormai non ho più il fisico per reggere queste letture, però, senza nulla togliere alla competenza degli autori, ho trovato l'opera mal strutturata e poco chiara. Salvo giusto la sezione sulle origini.
Questo libro parte dall’Arabia preislamica per arrivare alle origini del fondamentalismo. E’ un saggio sull’islam come religione, dunque sulla sua origine ma anche su diverse sue caratteristiche dottrinali. E’ un libro molto dettagliato, per me anche troppo: cercavo qualcosa che mi desse un’idea precisa di come l’islam è nato e come si è sviluppato, dunque forse un approccio più storico-sociologico e meno teologico. Lo consiglio, dunque, solo a chi è interessato a dettagli molto minuti, spesso difficili da ricordare.
Non mi è mai stato facile comprendere la logica dietro all'islam. Dopo aver letto questo libro ho almeno in parte capito il perché. Noi continuiamo a sentire parlare dell'islam come un unicum, cosa che è lontanissima dalla realtà. C'è la differenza di base tra sunniti e sciiti, dove questi ultimi - a parte la venerazione per i primi successori di Maometto - hanno un clero e quindi una struttura che manca ai primi (da cui la difficoltà di trovare interlocutori almeno in Europa); ci sono le due risposte alla crisi ottocentesca, quella wahabita fondamentalista e quella radicale dai fratelli musulmani in giù, che sono diversissime: in Arabia una donna non può uscire da sola, per i radicali deve essere coperta dallo hijab ma può tranquillamente essere medico o architetto; ci sono le soluzioni europee (purtroppo datate, anche solo vent'anni qui contano) su una possibile dimensione individualista dei musulmani in Europa, non avendo un'autorità statale; c'è l'idea di unità armoniosa del mondo, ma ci sono feroci dispute sulla posibilità o meno di interpretazione della sharia, cosa che era data per assodata nel primo millennio; e naturalmente c'è la grande dicotomia tra islamismo e arabismo. Peccato che almeno la versione che ho letto io non abbia un aggiornamento ai movimenti del XXI secolo, il che aiuterebbe ancora di più a comprendere il mondo attuale.
Molto (troppo) approfondito ma valido dal punto di vista accademico. Riguardo il capitolo sullo sviluppo dell'islam politico e le questioni dell'Islam contemporanee forse un po' troppo confuso. Su quella parte converrebbe informarsi tramite altri manuali e saggi specifici. Lo consiglierei solo se si ha già un minimo di familiarità col mondo arabo-islamico, assolutamente no se si parte da zero.