Qualcuno sembra divertirsi a uccidere con inaudita violenza le giornaliste di un noto quotidiano parigino. Ci sono pochi indizi, nessun sospetto, troppi pettegolezzi. Questo è un lavoro per Les italiens. Fra sfilate di moda, lotte di banlieu e carta stampata, la brigata di poliziotti italo francesi comincia ad indagare, rendendosi ben presto conto che per arrestare l'assassino dovrà ricostruirne la storia e i tormenti senza sapere nulla di lui. Dovrà cercarlo, stanarlo, mettere in gioco la propria astuzia e i propri metodi. In una Parigi invernale, dove tutto viene lentamente e inesorabilmente ricoperto da una nevicata senza fine, ogni cosa è diversa da quello che sembra e il commissario Mordenti si addentra in un'inchiesta difficile, distratto dalla presenza morbida e avvolgente di Nadège, una bella giornalista di colore che forse ha qualcosa da nascondere.
Sono rimasto piuttosto deluso da questo secondo libro di Pandiani, forse per le eccessive aspettative suscitate dalla lettura dell’eccellente esordio “Les Italiens”.
I punti di forza di “Troppo piombo” sono già tutti presenti nel primo episodio, un’indubbia spigliatezza di scrittura, un protagonista accattivante, lo sfondo parigino, ma qui la trama è davvero prevedibile, poco originale e sviluppata secondo cliché che non hanno mai un sussulto di particolare originalità e seguono un canone letto e riletto infinite volte.
Manca il folgorante incipit di “Les Italiens” che proiettava subito la vicenda in una dimensione inedita e catturava l’attenzione del lettore a pagina 1, manca la sorprendente storia d’amore che si sviluppava al centro del racconto, sostituita qui con una banalissima storia in stile James Bond con la bella giornalista, personaggio monodimensionale, manca il succedersi di eventi che deviavano la storia su un binario sempre diverso, sostituiti qui da una catena di delitti ripetitivi, una polizia sempre in ritardo, un colpevole anonimo e banale.
Troppo presto… avevo creduto di individuare in Pandiani un autore da inserire nel ristretto numero degli italiani in grado di competere con gli specialisti americani ed europei del thriller e del noir. Per ora il giudizio è quanto meno rimandato…ma ci riproverò comunque (con minore entusiasmo..) perché l’autore è in grado di generare divertimento.
secondo libro su les italiens: storia truculenta e misteriosa ambientata nell'ambiente giornalistico parigino- tra donne belle, scomparse, incomprensibili omicidi e segreti che emergono pian piano. avvincente, molto nero.
Secondo testo della serie degli "Italiens", questo romanzo di Pandiani conferma tutti i pregi del primo volume della serie e dà al alettore qualcosa in più. I personaggi si approfondiscono e si caratterizzano sempre di più. La trama gialla è serrata e non banale, ma il vero punto di forza del testo sono Parigi e il divertissment che viene trasmesso al lettore da ogni pagina. Questo è un testo di ottima qualità ed un esempio di come dovrebbe essere un grande libro giallo.
Scrittura veloce e precisa di taglio cinematografico, grazie alla quale sfilano davanti ai nostri occhi il fascino intramontabile di Parigi e la insidiosa complessità delle periferie; dialoghi concisamente efficaci e, grazie a dio, un finale che non scivola nel miele di un’iperdisponibilità posticcia, scriveva qualche tempo fa Margherita Oggero su La Stampa. Una boccata d'ossigeno nel buon vecchio noir, sostiene invece Giancarlo De Cataldo.
Sopravvalutazioni? Dopo aver degustato il suo secondo romanzo, penso che entrambi i commentatori abbiano colto nel segno. (Avrei preferito iniziare con Les Italiens, ma era momentaneamente esaurito nella pur fornitissma libreria M.R. di Castiglione delle Stiviere dove Enrico Pandiani è venuto a presentare il suo ultimo, "Lezioni di tenebra".)
Ritengo che Pandiani, il quale vive a Torino ma frequenta da sempre la Francia, abbia pochissimo a che spartire con i giallisti italiani, di cui evita la maggior parte dei difetti e dei manierismi, e moltissimo con il polar francese, in primis con Malet e Manchette. Ne ha l’umorismo, non sempre nero; la metafora sapida e fulminante (e vagamente chandleriana); l’azione e il senso del ritmo; le ambientazioni convincenti; i dialoghi pressoché perfetti; generose femme fatale come si conviene al genere. Dovessi trovargli un difetto, è l’uso del passato prossimo, che a mio parere rallenta l’azione e toglie un po’ di pathos, ma sono scelte stilistiche che possono piacere o non piacere. "Troppo piombo", mia prima immersione nella Parigi fantastica di Pandiani, ha momenti molto drammatici e molto crudi, con due climax di notevole (non gratuita, attenzione) violenza all’inizio e alla fine, che agli amanti del noir inglese ricorderanno Derek Raymond; e il prefinale non sarà affatto consolatorio, ma è giusto così. Il mondo – soprattutto fuori del nostro stanco Paese - non va avanti a tarallucci e vino. Il noir, tantomeno.
Curiosità: nella cena di gruppo dopo la presentazione, sotto le brillanti e amorevoli cure del gruppo Corpi Freddi, Pandiani ha risposto con grande disponibilità a tutte le nostre domande, si è fatto fotografare con noi, ha parlato di tutto un po’, compreso il cinema italiano che secondo lui versa in stato di coma profondo. Non considera nemmeno Toni Servillo o film come Il divo, e su questo sono in totale disaccordo con lui. Alla mia domanda sull’accoglienza francese ai suoi romanzi, mi ha stupita, spiegando che si sta cominciando solo ora a tradurli. Aggiungendo però che un produttore televisivo li ha apprezzati al punto che medita di trarne una serie televisiva, spezzando ciascun romanzo in due puntate. Enrico: Il fatto è che non riusciamo a immaginare chi possa interpretare Mordenti. Forse Vincent Cassel, ma ci vorrebbe uno con una faccia alla Mastroianni. Io: Allora ci vedrei bene Stefano Accorsi... abita a Parigi... ormai è mezzo francese. E.: Mah... (smorfia di disgusto per il nuovo cinema italiano) Io: La faccia da les italiens ce l’ha!
Enrico, ti chiedo pubblicamente scusa: adesso che ti ho letto, ho capito che Accorsi non va mica bene. Trova un francese con la faccia da Jean Gabin giovane e facciamola finita.
Dopo Les Italians, seconda vicenda con protagonista Mordenti e la sua squadra, Servandoni, Coccioni, Leila ecc…
Rispetto al primo c'è meno "fragore" nell'azione, anche se non ci si annoia nemmeno per poche righe. Il linguaggio è sempre tagliente e stilettato, così come si conferma l'ironia molto spaccona di Mordenti. Tutti valori aggiunti che rendono il romanzo appassionante
Seconda avventura della squadra di Les Italiens. Scritto in modo impeccabile, rapido e coinvolgente. A suo modo una storia d'amore, se non fosse, come dice il titolo, intrisa di troppo piombo. Mordenti un personaggio quasi irriverente ma che si fa amare. Consigliatissimo.
Ho scoperto Enrico Pandiani su suggerimento del mio capo e da allora sto recuperando tutti i libri della sua serie Les Italiens. Tutti da divorare! Forse che Pandiani è torinese come me e i suoi romanzi sono ambientati nella mia città d'adozione, ma li trovo molto molto piacevoli!
"It's another lonely evening and another lonly town. But I ain't too young to worry and I ain't too old to cry..." Indecisa tra le 4 e le 5 stelle. Indecisa perché avrei preferito un finale meno Hollywoodiano, anche se non saprei immaginare una conclusione più reale e meno d'effetto per questa storia. E' vero anche che in Mordenti ci vedo molto il John McClane di Die Hard e trattandosi di un romanzo è perdonabile anche un po’ di esagerazione. Per quanto riguarda il resto ho ritrovato l'inconfondibile stile di Enrico Pandiani, storie un po’ sopra le righe, con sparatorie da Far West ma anche piene di sano umorismo L’ambientazione è bellissima, una Parigi gelida e ricoperta di neve. Personaggi veri, umani, donne bellissime, ottima cucina e buon vino. E poi ci sono i motivetti canticchiati da Mordenti e Servandoni. E ancora quest'ultimo che strofina i cerini su ogni superficie disponibile. E poi c'è il giallo naturalmente. E non mancano i colpi di scena, l'azione e la suspense. Insomma un libro da leggere assolutamente!
Un altro Pandiani che rimette in sesto: trama appassionante, la giusta spolverata di intrigante sensualità, e dinamico ma con noçalance…senza strafare, giusto quel tanto che non arrivi a sconvolgere quell’indolenza tutta francese. Ancora brillanti “les italiens”, ancora coinvolgenti questi guasconi!
Ho cercato per diverso tempo questo libro dopo aver letto, un po' per caso, Les italiens. Tra i due ho letto Più sporco della neve. Pandiani mi piace! scrive molto bene e anche le storie ed i personaggi che crea sono sempre molto appassionanti e mai scontati! Consigliato!
A bout de souffle Strepitoso Pandiani, in questo noir-poliziesco quasi d'antan, che va dritto alla meta, fino all'ultimo respiro. Non vedo l'ora di leggere anche il terzo!