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L'uomo che non credeva in Dio
. 8vo pp. 152 Rilegato, sovracoperta (hard cover, dust jacket) Ottimo (Fine)
- GenresBiography
154 pages, Hardcover
First published January 1, 2008
About the author
Eugenio Scalfari
72 books8 followersEugenio Scalfari was an Italian journalist and writer, editor of the news magazine L'espresso (1963–1968), former member of parliament in the Italian Chamber of Deputies (1968–1972), co-founder of the newspaper La Repubblica and its editor from 1976 to 1996.
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Community Reviews
Displaying 1 - 8 of 8 reviews
July 18, 2025
Eugenio Scalfari: l'uomo che non credeva in dio. Ma non solo. Un giornalista, un figlio, un padre, un amico, un filosofo e un nonno.
Credevo avrei letto del suo rapporto con la religione, magari raccontata attraverso aneddoti personali e racconti di vita e devo ammettere che è quello che ho effettivamente fatto. Per alcune pagine. Nelle restanti, il padre de La Repubblica ci spiega, come un nonno fa con i nipotini, la sua vita e, in qualche modo, la filosofia che l'ha portato ad essere l'uomo che tutti conoscevano.
Il Giornalista ci ha accompagnato per mano dalla sua infanzia all'ultimo periodo della sua vita attraverso una scrittura talmente chiara che quasi mi sono immaginata davanti alla statua di Garibaldi davanti alla chiesa con lui e suo padre.
Ci ha raccontato alcuni degli episodi vissuti, relazionandoli sempre a ragionamenti filosofici sulla vita, la morte, la morale, la politica, il giornalismo e Dio. Ho scoperto che Scalfari ha condiviso l'adolescenza a Sanremo con Italo Calvino, ho scoperto che quest'ultimo l'ha insultato per l'appoggio al fascismo, ho scoperto del rapporto stretto con Enrico Berlinguer.
Ho vissuto attraverso le sue parole la guerra, il Ventennio, gli anni di piombo, la nascita dell'Espresso e de La Repubblica. Tutto in poco più di cento pagine.
Avrei voluto conoscerti prima signor Scalfari.
Credevo avrei letto del suo rapporto con la religione, magari raccontata attraverso aneddoti personali e racconti di vita e devo ammettere che è quello che ho effettivamente fatto. Per alcune pagine. Nelle restanti, il padre de La Repubblica ci spiega, come un nonno fa con i nipotini, la sua vita e, in qualche modo, la filosofia che l'ha portato ad essere l'uomo che tutti conoscevano.
Il Giornalista ci ha accompagnato per mano dalla sua infanzia all'ultimo periodo della sua vita attraverso una scrittura talmente chiara che quasi mi sono immaginata davanti alla statua di Garibaldi davanti alla chiesa con lui e suo padre.
Ci ha raccontato alcuni degli episodi vissuti, relazionandoli sempre a ragionamenti filosofici sulla vita, la morte, la morale, la politica, il giornalismo e Dio. Ho scoperto che Scalfari ha condiviso l'adolescenza a Sanremo con Italo Calvino, ho scoperto che quest'ultimo l'ha insultato per l'appoggio al fascismo, ho scoperto del rapporto stretto con Enrico Berlinguer.
Ho vissuto attraverso le sue parole la guerra, il Ventennio, gli anni di piombo, la nascita dell'Espresso e de La Repubblica. Tutto in poco più di cento pagine.
Avrei voluto conoscerti prima signor Scalfari.
July 27, 2022
Considerando la fama di scalfari mi aspettavo un libro colmo di aneddoti, personaggi ed eventi di rilievo. Invece è una sorta di biografia incentrata sul "pensiero" dell'autore, sicuramente non così profondo o straordinario da meritare un intero libro. Doveva essere provvisto di un ego discretamente sovradimensionato.
August 10, 2017
Una piacevole chiacchierata in salotto
Non una vera e propria autobiografia, ma ricordi significativi e riflessioni su una vita importante di un'altra epoca. Flashback sparsi che ricordano i motivi di alcune scelte anche rivoluzionarie, ormai virate seppia. Paradossalmente, la parte più importante e viva è laddove ci parla della morte. Quella subita delle persone care e quella che ci aspettiamo, con serenità. Tutto sommato, un libro piacevole e scritto con perizia e stile antichi, ma forse non memorabile.
Non una vera e propria autobiografia, ma ricordi significativi e riflessioni su una vita importante di un'altra epoca. Flashback sparsi che ricordano i motivi di alcune scelte anche rivoluzionarie, ormai virate seppia. Paradossalmente, la parte più importante e viva è laddove ci parla della morte. Quella subita delle persone care e quella che ci aspettiamo, con serenità. Tutto sommato, un libro piacevole e scritto con perizia e stile antichi, ma forse non memorabile.
October 6, 2017
"La nostalgia è il rimpianto d’un passato che è stato e non può tornare; ma la malinconia è diversa. È rimpianto di ciò che non è stato ma che sarebbe stato possibile, di un’altra vita non vissuta, d’un amore che ti ha sfiorato senza fermarsi. Di un tu che avresti voluto incontrare ma non hai incontrato, di un te stesso che avresti voluto essere e non sei stato." (p. 13)
April 3, 2024
Una breve scorsa al pensiero e al vissuto dell'autore, niente di particolarmente rilevante ma neanche totalmente privo di interesse.
Una lettura che a tratti è stata piacevole, a tratti vuota. Non completamente da buttare, ma non lo rileggerei.
Una lettura che a tratti è stata piacevole, a tratti vuota. Non completamente da buttare, ma non lo rileggerei.
June 23, 2026
Un libro profondo e delicato, una conversazione privata e genuina, il racconto di una vita e dei suoi sentimenti.
August 23, 2026
Mah questo flexa quello che ha fatto in vita e basta, l'unico Dio che ci ho visto è quello che pregavo io perché sta lettura finisse (sono ateo)
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