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176 pages, Paperback
First published November 11, 2008





Quello che accade entro il perimetro della struttura è praticamente un mistero coperto da segreto militare e da segreto industriale, quello che accade nei dintorni dal 1988 no: su 150 abitanti della frazione di Quirra sono stati registrati una ventina di casi di leucemia o tumori del sistema emolinfatico, le stesse patologie riscontrate in certi soldati reduci della guerra del Golfo e dei Balcani dopo l’esposizione all’uranio. L’Italia ufficialmente non utilizza armi radioattive, ma altri Paesi, che testano il proprio arsenale a Pedras de Fogu, come gli Stati Uniti, hanno in dotazione questo tipo di armamento. Eppure l’uranio impoverito ha effetti devastanti solo se esposto ad altissime temperature, come quelle prodotte dalla detonazione. Cosa c’è quindi nell’aria, nella terra, nell’acqua della zona?
Il romanzo si apre con una scena da film postatomico di sereie b, una veterinaria esamina degli agnellini, hanno le orecchie al posto degli occhi. Mama Sabot, non inventa nulla, e infatti oltre agli animali deformi nell’Ogliastrino sono nati bambini senza il cervello, e sono stati rilevate tracce di plutonio e di nanoparticelle, come a Chernobyl.
Per il collettivo di nove scrittori e per Carlotto si tratta di portare in scena una realtà ai limiti della fantascienza e della fantapolitica attraverso i canoni del noir, traslando sul palcoscenico della narrazione personaggi tipici del genere come il barista dal passato torbido Sebastiano, il disertore Pierre, Nina la veterinaria travolta dagli eventi e costretta a fare i conti con il suo lato oscuro, Tore il miserabile cattivo da operetta, alcuni mercenari ed ex contractor, militari e politici corrotti, criminali di mezza tacca, agenti dei servizi deviati a cavallo tra la macchietta e il Pete Bondurant di American Tabloid. Personaggi disperati, senza via d’uscita, stretti nell’angolo dal destino, il cui futuro per forza di cose è segnato. Il nume tutelare in questo caso è, come già detto, Izzo.
Forse il libro poteva essere più corposo e trovare un equilibrio migliore tra fiction e non-fiction, l’inchiesta e la faccenda del poligono rimangono un po’ troppo sullo sfondo ed è la parte noir a prevalere, quella dell’intreccio. Non era un compito facile e forse il registro narrativo aveva bisogno di un afflato più “epico” e “complesso” ma è comunque un buon romanzo di genere da leggere tutto d’un fiato in grado di far scorgere la punta dell’iceberg, un iceberg radioattivo.
Nota anobiiana: È da due stelle e mezzo, tre per l'amalgama dello stile collettivo davvero buono, da quasi due per l'intreccio e da tre per il "motore".
Quello che accade entro il perimetro della struttura è praticamente un mistero coperto da segreto militare e da segreto industriale, quello che accade nei dintorni dal 1988 no: su 150 abitanti della frazione di Quirra sono stati registrati una ventina di casi di leucemia o tumori del sistema emolinfatico, le stesse patologie riscontrate in certi soldati reduci della guerra del Golfo e dei Balcani dopo l’esposizione all’uranio. L’Italia ufficialmente non utilizza armi radioattive, ma altri Paesi, che testano il proprio arsenale a Pedras de Fogu, come gli Stati Uniti, hanno in dotazione questo tipo di armamento. Eppure l’uranio impoverito ha effetti devastanti solo se esposto ad altissime temperature, come quelle prodotte dalla detonazione. Cosa c’è quindi nell’aria, nella terra, nell’acqua della zona?
Il romanzo si apre con una scena da film postatomico di sereie b, una veterinaria esamina degli agnellini, hanno le orecchie al posto degli occhi. Mama Sabot, non inventa nulla, e infatti oltre agli animali deformi nell’Ogliastrino sono nati bambini senza il cervello, e sono stati rilevate tracce di plutonio e di nanoparticelle, come a Chernobyl.
Per il collettivo di nove scrittori e per Carlotto si tratta di portare in scena una realtà ai limiti della fantascienza e della fantapolitica attraverso i canoni del noir, traslando sul palcoscenico della narrazione personaggi tipici del genere come il barista dal passato torbido Sebastiano, il disertore Pierre, Nina la veterinaria travolta dagli eventi e costretta a fare i conti con il suo lato oscuro, Tore il miserabile cattivo da operetta, alcuni mercenari ed ex contractor, militari e politici corrotti, criminali di mezza tacca, agenti dei servizi deviati a cavallo tra la macchietta e il Pete Bondurant di American Tabloid. Personaggi disperati, senza via d’uscita, stretti nell’angolo dal destino, il cui futuro per forza di cose è segnato. Il nume tutelare in questo caso è, come già detto, Izzo.
Forse il libro poteva essere più corposo e trovare un equilibrio migliore tra fiction e non-fiction, l’inchiesta e la faccenda del poligono rimangono un po’ troppo sullo sfondo ed è la parte noir a prevalere, quella dell’intreccio. Non era un compito facile e forse il registro narrativo aveva bisogno di un afflato più “epico” e “complesso” ma è comunque un buon romanzo di genere da leggere tutto d’un fiato in grado di far scorgere la punta dell’iceberg, un iceberg radioattivo.
Nota anobiiana: È da due stelle e mezzo, tre per l'amalgama dello stile collettivo davvero buono, da quasi due per l'intreccio e da tre per il "motore".