Da una parte Elogio della Pirateria è un libro per me inutile: ero già d'accordo con metà delle sue tesi prima ancora di leggerlo, soprattutto grazie agli interventi di Nina Paley sull'assurdità del copyright. Gubitosa non aveva alcun bisogno di convincermi perché ero già convinto. Inoltre, qualsiasi libro con una forte componente tecnologica è destinato a invecchiare presto. Scrivendo nel 2005, Gubitosa non poteva prevedere l'inflessione del mercato dello streaming, né la questione AI adesso.
Detto questo, elogio della pirateria mi ha sorpreso con quello che non sapevo: la pirateria contro gli interessi delle lobby farmaceutiche, ad esempio, e quelle agroalimentari come la Monsanto. Gli esempi - sia internazionali che nostrani - sono stati utili e interessanti. L'elogio condivide i toni ottimisti, sognanti e sicuramente solarpunk della cultura hacker. E se quei valori non si sono incarnati - anzi, sembra che siamo sempre più lontani dall'incarnarli - proprio per questo serve riportare l'attenzione sulla pirateria.
Consigliato per tutti quelli che hanno interesse di copyright
Scritto nei primi 2000, il libro comincia trattando l'argomento della pirateria informatica, che giocoforza dimostra i suoi anni. La discussione però si allarga poi ad altre forme di "pirateria" moderna, tra cui quella farmacologica o ambientale, e lì mi sono esaltato abbastanza. Libro veramente pirata, comunque, da gustare nel ricordo del nostro essere più sovversivo
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E' carino, ma allo stesso modo mi ha deluso. Il titolo è ingannevole, e i dieci racconti sono carini ma narrati in maniera molto semplice e breve, come un mini-raccontino da giornale.