Siamo nel 1683, due anni prima degli eventi narrati nel romanzo "Tortuga". Il cavaliere Michel de Grammont, ultimo leggendario capo dei Fratelli della Costa che infestano il mar dei Caraibi, propone ai compagni un'idea conquistare e saccheggiare Veracruz, la città più importante della Nuova Spagna, giudicata imprendibile. Un'impresa condannata anche da quella corona di Francia di cui i pirati si dicono gli agenti, che ha firmato con gli spagnoli un effimero trattato di pace. Prende il largo dall'isola di Roatàn la flotta più imponente che abbia solcato le acque centroamericane. Uomini spericolati, cinici, rotti a ogni crudeltà. Se esiste un ideale, è di arricchirsi in fretta e sperperare tutto nei pochi anni di vita che rimangono. Un quadro dei Fratelli della Costa al tempo stesso crudamente realistico e oggettivamente pittoresco, ma documentato con serietà. Quasi l'antitesi del romanticismo salgariano, e dell'abbondante saggistica che ha letto l'epopea dei pirati della Tortuga in chiave di rivolta libertaria. Lo sfondo ambientale sono isolette suggestive, mari cristallini, sabbie bianchissime, città costiere protette da banchi di corallo. Chi ha detto che l'inferno abbia colori cupi?
Valerio Evangelisti è stato uno dei più importanti scrittori italiani di genere fantasy e horror. Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere numerosi saggi, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti seguiti altri numerosi romanzi, tradotti in più di dieci lingue.
Evangelisti earned his degree in Political Science in 1976 with a historical-political thesis. He was born in Bologna. Until 1990 his career was mainly academic. He also worked for the Italian Ministero delle Finanze (Treasury Department). His first written works were historical essays, including five books and some forty articles. In 1993 his novel Nicolas Eymerich, inquisitore won the Urania Award, which was established by Urania, Italy’s main science fiction magazine, with the aim of discovering new talent in the field. Urania published other novels of the series in the following years: Le catene di Eymerich ("Eymerich’s Chains", 1995), Il corpo e il sangue di Eymerich ("Eymerich’s Body and Blood", 1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich ("Eymerich’s Mystery", 1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno ("Picatrix, the Stairway to Hell", 1998), Il castello di Eymerich ("Eymerich’s Castle", 2001), Mater terribilis (2002). Most of the last ones were however first published as hardcover. Nicolas Eymerich is a real historical character, member of the order of the Dominicans and inquisitor in the Spanish Inquisition. He was born in 1320 in Girona, Catalonia, and died in 1399. Evangelisti’s interpretation of his character is a cruel, ruthless, haughty, restless man, who acts mercilessly to protect the Catholic Church against perceived menaces of natural or supernatural origin. At the same time he shows an outstanding intelligence and a deep culture in his actions. In the novels of the series he investigates the mysterious phenomena of Medieval Europe, thus subtly influencing many of the historical events of that epoch; on many occasions the solution of the riddles comes up from stories which are narrated along with the main plot, normally set in the present and in the future. Evangelisti's atmospheres are normally dark, nightmarish, haunting. Another success of 1999, also translated in several languages, is the Magus trilogy, a romanticized biography of the famous Middle Ages prophecies writer Nostradamus. The three novels, Il presagio ("The Omen"), L’inganno ("The Deceit") and L'abisso ("The Abyss") sold 100,000 copies in Italy. Evangelisti's novels are greatly appreciated in France (where he won several literary awards), Spain, Germany and Portugal. He is currently the director of the Carmilla magazine. In the last years he has written some works which show his love for heavy metal music, namely the short stories collection Metallo urlante (referring to the French magazine Metal Hurlant) and the novels Black Flag and Antracite: they are set during the American Civil War and feature a new character, Pantera, a palero shaman. One of his latest novels, Noi saremo tutto ("We Shall Be All"), spans several decades of the last century, exploring the life of Eddie Florio, a gangster, against the background of the history of the trade unions and the workers' battles for civil rights. Mexico is the setting for his next two novels, Il collare di fuoco ("The Fire Collar"), which was published in November 2005 and Il collare spezzato ("The Broken Collar", October 2006). In 2007 La luce di Orione was released, the ninth title in the Eymerich series, followed in 2010 by Rex tremendae maiestatis. Tortuga, a novel about pirates of the Caribbean, was published in 2008.
… la Jolie Rouge … quelle épouvantable merveille … «Et merde pour le Roys de la terre à qui nous faison la guerre!». 1683, il cavaliere Michel de Grammont si propone di saccheggiare Veracruz … Stevenson, su pirati e corsari, scriveva: «era difficile perfino trovarne uno capace d governare la sua nave! Non erano nemmeno marinai: era gente che non sapeva nulla di navi, persone rozze, autentici idioti …». Probabilmente Stevenson aveva ragione. Tra i pirati erano più quelli che morivano affogati perché non sapevano nuotare, che non quelli che morivano in battaglia. Ma quale fascinazione nel leggere di inseguimenti e arrembaggi, di burrasche e bonacce, di isole sottovento e risse nelle bettole della Tortuga. «Siete strana gente, voi virtuosi ad oltranza. Prima o poi dovete tradire la morale a cui vi ispirate. È inevitabile: non corrisponde alla natura dell’uomo. Siete persino capaci di fare rivoluzioni, per mantenere una coerenza impossibile. Ma alla fine siamo noi cinici ad avere la meglio. È sempre stato così e sempre sarà così.» Avevo scoperto e apprezzato Evangelisti leggendo il suo Tortuga. Questo libro ha solo fornito conferme.
Veracruz è il degno successore del primo libro di questa trilogia dedicata ai pirati della Tortuga. Nel senso che ne peggiora quasi tutti gli aspetti e si attesta lontano dalla sufficienza. Vediamo prima i (molti) difetti. La trama, intesa come intreccio, successione ordinata di eventi accomunati da un'idea di fondo, è inesistente. I personaggi sono piuttosto piatti, soprattutto i protagonisti. Tendono a rappresentare delle "idee" che Evangelisti cerca quasi di spingere dentro il romanzo a forza. Esempio: Macary, il protagonista, rappresenta l'idea militaresca e gerarchica dell'uomo, messa in crisi da Gabriela che è la Donna tentatrice etc etc. . Male, molto male. Peggiore di trama e personaggi è la scrittura dei dialoghi. Ora, io conosco molto bene questo autore e lo apprezzo molto per altri lavori, ma i dialoghi non sono mai stati il suo forte, nemmeno nei migliori libri. In Veracruz sono veramente pessimi. Colpa forse anche dell'editing non all'altezza. Una delle prime regole di un buon dialogo è che ogni battuta deve rispondere alla precedente, ma variando in modo che non risultino botte e risposta banali e troppo diretti, tagliando anche dove necessario le ripetizioni inutili, facendo cadere una risposta nel vuoto, facendo rispondere un personaggio con un gesto, o con una frase che non c'entra proprio nulla, ma crea una sensazione di verosimiglianza. I Pro: L'autore si è ben documentato. E rispetto al libro precedente della trilogia, c'è meno exposition. Insomma, non ha strafatto con i termini marinareschi, riuscendo allo stesso tempo a rendere molto bene la parte storica e i vari dettagli della vita a bordo delle navi.
Nonostante sia il secondo volume di una trilogia, gli eventi narrati sono cronologicamente antecedenti a quelli raccontati nel primo romanzo "Tortuga". E nonostante il titolo di questo secondo volume, l'assedio della città viene portato a termine nella prima parte del romanzo. Tutto il resto della storia ruota attorno a una donna seducente e misteriosa Gabriela Junot-Vergara, che riesce a tenere in qualche modo in scacco ciò che rimane dell'ormai agonizzante, ma pur sempre temibile, Filibusta che ha infestato i Caraibi. Una lettura piacevole senz'altro, ma che per quello che ne ho tratto non aggiunge molto a quanto già scritto nel precedente romanzo.
Veri gli avvenimenti, veri i personaggi, e più veri del vero la violenza e l'irresistibile pulsione di morte che scorre tra le righe di questo romanzo che descrive gli splendori e la miseria di quella masnada di liberisti ante litteram che erano i filibustieri. Una magnifica lezione sul romanzo storico, all'altezza del Magister.
Può ricordare Salgari, tipo Il Corsaro nero, per come si sviluppa la trama, ma mi sembra più crudo come descrizione dei fatti; comunque è un romanzo d'avventura, più che un romanzo storico, perché di descrizione del contesto storico c'è ne è poca. Abbastanza avvincente, senza troppe pretese, ma scritto in maniera scorrevole e non appesantito da eccessive considerazioni a latere. Carente la personalizzazione delle figure femminili, per esempio avrei visto un maggior approfondimento della vicende di Gabriela Junot-Vergara, delle persecuzione religiosa in cui era incorsa e delle motivazioni delle trame da lei ordite, per me è anche poco credibile la motivaxzione della sua fine. Anche il protagonista Macary non mi sembra né carne né pesce, vuol fare il soldato in una banda di assassini e obbedisce a tutto quel che gli comandano, passando sempre sopra alle sue idee e sentimenti!
evangelisti riporta il lettore a fare una corsa sulle navi pirata: c'è lo stesso mix tra fascinazione e repulsione per quel mondo, c'è l'abilità di evangelisti di costruire personaggi efficaci e di creare trame interessanti, c'è anche il saper cogliere lo spirito di un'epoca di passaggio, in cui la pirateria è schiacciata tra l'inevitabile fine (troppo scomoda la loro libera iniziativa i per i trattati internazionali) e la volontà di resistere e andare avanti ad ogni costo. peccato però che il finale "sospeso" lasci troppe domande in attesa di risposta: speriamo allora che prima o poi evangelisti metta mano a "cartagena" (l'annunciato terzo capitolo)...
I liked it, but I've always liked reading or listening to stories of pirates conquering something... It's a book that makes sex and other negative things very explicit, the story is nice, maybe a little less so when it talks about slavery, rape, etc for this reason I give 3 stars! is just a personal opinion!
(spoiler). But I have to say Gabriela's death was unexpected!!!
anyway because what I understood there are 2 other books that continue this story that I will buy them. 1.Veracruz 2.tourtuga 3.(I'm not sure but you will surely find it in the plot published here.)
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Fotocopia sbiadita del primo romanzo. Le solite scene ripetute dall'inizio alla fine, senza una vera trama a reggere la storia. Macary, il protagonista è perfettamente interscambiabile con Rogerio, protagonista di "Tortuga". Descrizioni sommarie e piatte. Peccato, con tutta la ricerca storica fatta, è stata un'occasione persa.
Secondo romanzo, ma storicamente si parla di fatti antecedenti Tortuga. Anche in questo caso la capacità di Evangelisti di appassionare ai suoi scritti è parecchio fuori dal comune. Diciamo che il romanzo aggiunge qualche cosa a quanto precedentemente scritto, ma non troppo. Quindi un prequel interessante nel suo complessivo e che nella sommatoria della trilogia ha una sua dimensione.
Soffre degli stessi problemi di Tortuga, prosa farraginosa, didascalico, nonostante la grande accuratezza storica i dialoghi suonano completamente astoricizzati, non ha ritmo narrativo, riempie di dettagli il testo senza essere Melville, gli orrori descritti sono senza profondità e annoiano, senza pathos. Noiosissimo
Impossibile non proseguire l'avventura dei pirati, riscoprendo nomi già sentiti in Tortuga apparire, curiosi dei loro avvenimenti e delle loro bassezze, partecipando ai complotti e ai loro momenti di gloria.
«Mia signora, se c’è qualcosa di inaccessibile siete voi. Lasciate che congedi questi gentiluomini, poi riprenderò il mio assedio.» La frase era ardita, ma Gabriela Junot-Vergara appariva molto sicura di sé. «Don Fernando» replicò vagamente beffarda «siete in numero insufficiente per farmi capitolare. «Parlo da uomo che sa che il mare non è solo acqua. Ha un suo spirito, e detta regole. Chi le viola deve tenersi pronto a una punizione crudele.» «Il mare sarebbe Dio?» «No, ma è lo specchio in cui Dio si riflette. Guai a chi infrange il suo ordine e altera il ritratto dell’Onnipotente, composto dalle onde quando sono calme e si succedono regolari. Non può risultarne che una tempesta, attraverso la quale Satana troverà il suo varco.» «I filibustieri non scambierebbero la loro tragedia in un atto per la commedia in tre atti della gente comune. Siamo nati per combattere e combatteremo, si vinca o si perda. L’importante è non crepare nel proprio letto.» Siamo nel 1683, il cavaliere Michel de Grammont, ultimo leggendario capo dei Fratelli della Costa che infestano il mar dei Caraibi, propone ai compagni un'idea folle: conquistare e saccheggiare Veracruz, la città più importante della Nuova Spagna, giudicata imprendibile. Un'impresa condannata anche da quella corona di Francia di cui i pirati si dicono gli agenti, che ha firmato con gli spagnoli un effimero trattato di pace. Prende il largo dall'isola di Roatàn la flotta più imponente che abbia solcato le acque centroamericane. Uomini spericolati, cinici, rotti a ogni crudeltà. Se esiste un ideale, è di arricchirsi in fretta e sperperare tutto nei pochi anni di vita che rimangono. Un quadro dei Fratelli della Costa al tempo stesso crudamente realistico e oggettivamente pittoresco, ma documentato con serietà. Una trilogia godibile nella rilassata estate.
Secondo volume de Il Ciclo dei Pirati, ma in realtà prequel di Tortuga, Veracruz rimane sullo stesso livello del suo precedente: si legge in un soffio, ma non è che rimanga granché.
Come ho già detto per Tortuga, avrei preferito più azione e meno riflessioni filosofiche sulla natura umana: anche questa volta, mi sono sembrate quasi superflue. Credo inoltre che Evangelisti dovrebbe imparare a dosare meglio le informazioni: dubito che, rivoltagli una domanda, un pirata fuorilegge e probabilmente analfabeta diventi una specie di professore e si metta a descrivere, raccontare e spiegare con tanta perizia.
Altro elemento di perplessità è stata doña Gabriela che, nel suo rapporto con Macary, il pirata protagonista, ricorda quello tra Rogério e la schiava in Tortuga, sebbene le due vicende si rivelino diverse.
Ancora una volta manca una caratterizzazione convincente dei personaggi e ribadisco che è un peccato: un capitano matto come Lorencillo ne avrebbe tratto grande giovamento, dato che, anche così, è un tipo che rimane facilmente nella mente del lettore (molto più di De Grammont, per quanto mi riguarda).
Alla fin fine, però, il libro è scorrevole e intrattiene: non mi sono mai annoiata durante la lettura e quindi il romanzo è promosso. Da leggere senza troppe pretese e quando si è in cerca di qualcosa di leggero.
Questo secondo libro di Evangelisti dedicato alla scorrerie dei Fratelli della Costa, alias pirati, è strutturato come prequel del precedente romanzo. Infatti, in tale libro si narra della mitica presa di Veracruz, città spagnola considerata tra le più fortificate dei Caraibi, da parte di De Grammont e gli altri vascelli dell'isola di Tortuga. Lo stile di Evangelisti si mantiene sempre crudo, seppur in maniera minore, ma è la storia a risultare un pochino noiosa. La presa di Veracruz avviene praticamente nei primi capitoli, ed in maniera alquanto comica (pare che la vicenda si basa su reali testimonianze storiche), mentre il resto è un po' un girovagare tra i mari alla ricerca di un porto sicuro dove approdare e vendere il bottino di guerra. In mezzo alle solite crudeltà piratesche, si innesca anche la vicenda di Macary e Dona Gabriela, che finisce in maniera troppo drastica per i miei gusti. Per il resto tutto già visto e letto nel precedente libro, e questo libro ne rappresenta una trascurabile appendice. Un vero peccato...
Dopo Tortuga, un nuovo libro di Evangelisti ambientato nei Caraibi con protagonisti i famigerati Fratelli della Costa. Il romanzo narra della presa di Veracuz e rappresenta quindi un prequel della storia narrata nel libro precedente. Nonostante l'ambientazione esotica sia particolarmente affascinante, la trama non è riuscita ad appassionarmi forse anche a causa dell'estrema violenza presente in tutto il racconto e che fa sembrare quasi di contorno gli eventi che la scatenano. In fin dei conti un romanzo con alcuni spunti storici interessanti tenendo sempre ben in mente che i pirati protagonisti delle vicende del libro (probabilmente più vicini alle controparti reali) non sono gli stessi pirati dei romanzi di Salgari ne tanto meno quelli visti in tv.
secondo capitolo della saga sui pirati ambientata nel mar dei caraibi, ho voluto leggere il secondo capitolo ma devo ammettere che non mi ha stupito il mio mito resta altro... In questo capitolo si narrano le vicende relative all'assalto di veracruz, l'azione e la violenza non mancano ma d'altronde non si possono eliminare altrimenti non parleremmo di pirati. Il cavaliere Michel de Grammont propone di conquistare e saccheggiare Veracruz, dalla conquista alla conoscenza della La "femme fatale" Gabriela Junot Vergara il passo sarà breve.
Confermo che a Evangelisti piace insegnare, come già fa in Tortuga. E si conferma anche truculento, a tratti morboso. La trama è lineare, la vicenda povera di avvenimenti.
2 stelle lorencillo del cuore protagonista leggermente più gradevole del precedente, ho apprezzato scoprire qualcosa in più sul passato di ravenau de lussan, uno dei pochi personaggi perfettamente riuscito nella sua astuzia e crudeltà
update dalla seconda rilettura: 5 stelline a lorencillo del cuore
Evangelisti ci riporta nel mondo dei pirati, lontano dal romanticismo leggendario e dalla favola d'avventura. Una storia dura sporca e senza pietà come ci aveva già abituato con Tortuga. Un ottimo libro con una scrittura cinematografica che ti sbatte nel mezzo dell'azione.
ottima ricostruzione storica, intreccio e personaggi carismatici per un libro che non indulge nella romantica che da sempre avvolge le ben più truculente vite dei pirati dei caraibi. finale forse un pò sbrigativo
Storia senza romanticismo e nessuna censura hollywoodiana. Personaggi amorali fanno da sfondo a questa storia nella quale un pirata un po', molto, ingenuo si barcamena tra un amore impossibile e figure leggendarie della Filibusta. Da leggere!
Ancora una volta entusiasmante. Forse leggermente meno accattivante e sviluppato per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi rispetto Tortuga, ma anche questo l'ho finito in un soffio completamente stregata dal mondo caraibico di Evangelisti.
Tortuga was pretty awful and this was even worst, dull and boring. I gave a second chance to this trilogy but it wasn't worth it, really disappointing.