Il est l'un des rares auteurs occidentaux à avoir travaillé directement pour un éditeur japonais. Le Japon le fascine et, à travers ses livres, il nous fait découvrir les facettes moins connues du pays du Soleil Levant. Avec ce troisième ouvrage, Igort revient sur des artistes ou mouvements artistiques. Les Moga (Modern girls) Mobo (Modern boys) et les monstres qui peuplent des récits... ou les écrivent.Ce Japon qui défie les tabous peut être glauque et fascinant, voire excessif. Et si, de prime abord, on en est déconcerté, c'est peut-être parce que ses codes sont conditionnés par des règles bien particulières, qui ne sont valables que sous ces latitudes. Mais si nous voulons interroger la complexité de cet archipel de passions, il faudra se lancer dans un parcours tout sauf conventionnel.L'une des étapes fondamentales est, après des siècles d'isolement volontaire, l'ouverture du pays au monde occident et de son Modernisme. En vingt-cinq ans (1912-1937), le visage du Japon en fût profondément changé.
Igort is an Italian illustrator, comic book artist, writer, publisher, film director and musician. He is considered a key figure in the development of European graphic novels. Igor Tuveri was born in 1958 in Cagliari, Sardinia, Italy. At age 20 Tuveri moved to Bologne and started publishing comics with the pen name Igort. His early works appeared in 'Linus', a famous Italian comic magazine aimed at an adult readership, of which Igort himself will become editor-in-chief in the 2000's. In the 80's Igort founded the independent magazines 'Il Pinguino' and 'Dolce Vita' with fellow cartoonists from the so-called 'Valvoline' collective. The collective included artists Daniele Brolli, Roberto Baldazzini, Lorenzo Mattotti, Giorgio Carpinteri, as well as American cartoonist Charles Burns. Igort's works from this period include Goodbye Baobab (1982), a story set in Japan in the 40s and co-created with Daniele Brolli, and Ishiki no kashi - Il letargo dei sentimenti (1984), a comic taking place in a futuristic version of Japan. Igort is also one of the first Western authors to have worked in the Japanese manga industry, most notably with the series Yuri (1996) for Kōdansha. In 2000, Igort founded his own publishing house, Coconino Press. The publisher played an important role in the development of the 'graphic novel movement' in Italy, releasing new works by national and international authors, as well as classic works by cartoonist like Jacques Tardi, Daniel Clowes, Adrian Tomine, Chris Ware, Will Eisner, and so on. In 2017 Igort left Coconino to found a new publishing house, called Oblomov Press. Between 2008 and 2009, Igort travelled through the Ukraine, Russia and Siberia, carrying out research for the books Quaderni Ucraini (2010, Ukrainian Notebooks) and Quaderni Russi (2011, Russian Notebooks). Together with the two volumes of Quaderni Giapponesi (2015-2017, Japanese Notebooks), these form a trilogy of illustration travel notebooks. In 2019, Igort directed the live action film adaptation of his most famous graphic novel, 5 is the Perfect Number (2002), starring actors Toni Servillo and Valeria Golino. Besides drawing, writing, publishing and occasionally working in cinema, Igort has also been a life long musician. Since 2022 he hosts a Youtube Channel on the medium of comics, called 'lezionidifumetto·it'.
Igort è un fumettista, regista, artista a tutto tondo ben noto al pubblico, ma soprattutto è uno dei pochissimi fumettisti italiani che ha avuto la possibilità di lavorare anche in Giappone. Quindi, un profondo conoscitore del mondo del manga, un profondo conoscitore e appassionato del Giappone e che al Giappone ha dedicato diversi lavori, fra cui la graphic novel Quaderni giapponesi - di cui questo è il terzo volume.
In questa terza parte, Igort coglie con grande raffinatezza e grande sensibilità un momento del Giappone forse anche che ci è particolarmente caro, il momento in cui - come afferma lui stesso nelle pagine della novel - "tutto era ancora possibile". Stiamo parlando dell’avvento della modernità, del periodo agli inizi del '900 in cui il Giappone sembra sospeso ancora fra una tradizione culturale forte, che sta cercando per molti aspetti ancora di superare, e la modernità che arriva dirompente dall’estero e dall’Europa e determina una profonda trasformazione nel Paese. Una trasformazione che è sociale, che è politica, trasformazione che è economica e sicuramente che è anche culturale.
Igort ci accompagna attraverso le sue parole e attraverso i bellissimi disegni in questo mondo, riproponendoci in modo particolare quelli che sono alcuni tratti peculiari della cultura giapponese che si sviluppa in questi anni e che poi sono destinati a essere e a rivelarsi incredibilmente fruttuosi anche negli anni successivi. In particolare parliamo dell’ero-guro-nansensu, un movimento di cui abbiamo già avuto occasione di parlare nelle nostre Pillole perché è sicuramente uno dei filoni e delle correnti della cultura giapponese del '900 che è più interessante e più curiosa, e che ci porta lontano da quel mondo un po’ idealizzato e stereotipato fatto di geisha, fiori di ciliegio, cerimonie del tè e zen, e ci fa vedere invece un Giappone diverso, un Giappone più problematico, un Giappone più ambiguo, un Giappone più sperimentale.
CUADERNOS JAPONESES ' MAESTROS DE LO SENSORIAL AUTOR: IGORT EDITORIAL: SALAMANDRA PAGINAS: 170
Volver a leer a Igort y su viaje y descubrimiento por Japón es fantástico, este tercer tomo, nos muestra y explora esa parte de Japón que pocos ven, un lado oscuro , la vida nocturna del barrio Rojo en Kabukicho, el género del Ero-Guro y así mismo, la técnica del amarre Shibari.
Es interesante ver en pocas páginas, imágenes e ilustraciones situaciones de oscuridad, sexualidad y perversidad que poco se conoce, además es fascinante saber que editoriales undergroud, el mismo cine y, otro tipo de giros comerciales tienen una forma diferente. de ver a el país Nipon. Aquí entran en juego personajes como Suehiro Maruo, Kyōden Yoshitoshi, Yamamoto Takato entre otros mas.
La forma en que se exploran estos temas es de una forma de ver los mismos claroscuros de la sociedad nipona y como toda esta es una respuesta no solo a las buenas costumbres sino también a la época de posguerra, siendo una parte importante en dónde se instauró la semilla de la rebeldía bajo estos lugares. No me queda más que decir que Igort es fascinante y que complementa su trabajo con la entrevista al fascinante Suehiro Maruo. Así que recomiendo ampliamente esta Novela grafica!!!.
Il volume che conclude la trilogia di Igort è quello che mi ha catturato di meno, semplicemente perchè mi è sembrato che se avessi avuto maggiori conoscenze sulla storia del Giappone avrei capito molte più cose. I riferimenti sono tutti spiegati in maniera precisa, ma mi sono sentita una novizia dell'argomento. Il mio libro preferito rimane quindi il secondo. In questo si parla di arte ed erotismo, e di censura.
I disegni di Igort sono sempre bellissimi. Gli argomenti di questo terzo quaderno sono invece noiosi se non appassionati dei Grandi Maestri della cultura visiva giapponese, di cui a me frega francamente poco.
‘’La bellezza senza veleno è noiosa ‘’, afferma Toshio Saeki. Quaderni giapponesi. Vol.3 rappresenta una finestra insolita sulla cultura giapponese, forse non nota ai più. Quando si pensa al Giappone, ci vengono in mente storie delicate, quasi sussurrate. Igort, invece, si allontana dagli stereotipi e ci mostra l’altra faccia del Giappone, quella decadente e grottesca, rappresentata da illustrazioni che sembrano aggredire il lettore. Il Modernismo rivoluzionò ampiamente la cultura giapponese. Il Giappone si ispirò sempre più al mondo occidentale e così nacquero le cosiddette MOGA, ‘’Modern Girl’’, e i MOBO, ‘’Modern Boys’’. La parte più interessante di questo volume è la panoramica sul mondo del genere ero-guro-nansensu, ovvero una corrente che rappresenta il connubio tra erotico, grottesco e ‘’nonsense’’. Una componente che mette in luce un Giappone torbido. Il fascino della mostruosità è tipico del Giappone e Igort ci mostra delle forme d’arte che lo esprimono perfettamente, come gli Shunga, le stampe erotiche giapponesi, poi censurate con bollini neri. O le stampe xilografiche sanguinarie e violente, chiamate Muzan-e. Anche il bondage giapponese, chiamato Kinbaku oppure Shibari, è una forma d’arte, esaltata per prima da Seiu Ito. Il bondage, derivato dall’antica tecnica samurai chiamata ‘’Hojō -Jutsu’’, aveva lo scopo di accrescere l’attrazione ed esaltare la bellezza del corpo legato. Non era semplice eseguire la tecnica della legatura, perché era necessario stare attenti a non ferire il soggetto, utilizzando corde in canapa o bambù. Igort ci presenta una carrellata di artisti dal fascino maledetto, come Santō Kyōden, Yoshitoshi il crudele e Suehiro Maruo. Personaggi ai margini della società, che non si piegano alle esigenze del mercato che li vuole costantemente produttivi, perché preferiscono curare le loro opere con dovizia di particolari. Un viaggio meraviglioso alla scoperta di un Giappone inedito.
Igort racconta e illustra la sua esperienza con gli estremismi della cultura giapponese, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua storia e quella del Giappone.
Un bel libro-fumetto per immergersi nei meandri più sconosciuti del Paese del Sol Levante, sotto la saggia guida della penna e delle matite del faro del fumetto italiano moderno.
Pochi autori riescono, alla pari di Igort, a restituire una cultura in maniera così approfondita, nonostante il mezzo spesso ritenuto meno adatto per discorsi approfonditi, e soprattutto a farlo entrando nel punto di vista di quella cultura, senza pretendere di adottare uno sguardo oggettivo, ma confrontandola esplicitamente con la propria soggettività europea. In questo volume il focus è soprattutto sulla produzione letteraria e di fumetti relativi ad alcuni specifici generi, per alcuni versi, se non proprio lontani dai gusti europei, sicuramente con uno scarto rispetto ad essi. L’aspetto più affascinante risiede nel rapporto tra controllo e decoro pubblico tipicamente giapponesi e lo sfogo dirompente che questi generi permettono e per cui hanno avuto tanto successo. Il viaggio, costruito per frammenti tra il diaristico e il saggistico, quasi una zibaldone di impressioni e riflessioni, permette quindi di scoprire sia una porzione del panorama culturale giapponese poco nota, sia di rilevare dinamiche che, mutatis mutandis, si possono poi riconoscere anche in Europa. Lo stile di disegno di Igort, infine, molto riconoscibile, trovo che sia indicatissimo e molto efficace usato in questo tipo di albi, fluttuando come fa tra poeticità e informatività.
Terzo libro dell' illustratore/scrittore Igor Tuveri, scritto e disegnato in modo veramente magistrale. In questo terzo quaderno giapponese l'autore ci accompagna in un Giappone un pochino diverso da quello che noi sempre immaginiamo, con ciliegi in fiore, ikebana, sushi, kimono, salaryman. Qui possiamo conoscere un Giappone problematico, alle prese con la trasformazione dei primi anni del novecento, grazie all'incontro con grandi autori maledetti e disegnatori di manga, registi, grandi maestri alle prese con problematiche varie, con mostri, scene erotiche, censurate immancabilmente da un governo chiuso e dittatore, e dalla yakuza, la mafia nipponica. Attraverso disegni di vicoli bui e solitari la visione notturna del paese del sol levante non è poi così magica come tutti crediamo. Bello, colorato e molto particolare questo viaggio immaginario nel Giappone storto e irregolare raccontato da disegni che sembrano parole. Consigliato
Después de tres años, por fin se me atravesó el tomo que me faltaba de Cuadernos japoneses. Tanto tiempo pasó que hasta pensé que ya lo había leído. A decir verdad mis recuerdos de los primeros dos están ya borrosos, pero si mi memoria no me falla disfruté mucho el primero y el segundo también pero no tanto. Pues el tercero, el que menos. El tema se tornó muy oscuro, pues en este ejemplar todo lo que se habla es el lado tabú de Japón, que si bien claramente da mucho morbo y es fascinante, no es ni lo que esperaba ni lo que quería. Mucho asunto truculento. 3 / 5
Pagine scritte, illustrate e narrate su un paese lontano non solo per i km che ci separano ma anche culturalmente. In alcuni punti veramente complesso per le citazioni di movimenti che non conosco. Strane forme mentali degli autori che vengono raccontate da Igort . Non posso dire se mi sia piaciuto o no. Sicuramente da riprendere perchè sapere è sempre positivo.
Viaggio in compagnia dei grandi maestri secondo Igort, ma meno interessante dei primi due quaderni della serie.
"Mi pareva ci fosse qualcosa di vero nel fatto che in ogni attività artigianale, anche la più semplice, questo popolo pareva ricercare l'aspetto rituale, sottile e nascosto, collegato alla sua spiritualità millenaria." (pagina 85)
Per chi ama il Giappone, l'arte, la cultura e i fumetti di questo paese, non può non leggere Igort. Questo libro è una ricerca accurata e ben confezionata dell'illustrazione giapponese che, col passare degli anni, ha portato alla produzione dei manga. Consigliata tutta la trilogia!
Lettura interessante per tutti gli amanti della terra del Sol levante. Racconta da vicino e tramite interviste e biografie la storia della cultura Giapponese ( questo per lo specifico riguardo l’arte ed i manga )
Il Giappone nascosto⛩ In questo terzo volume di Quaderni Giapponesi dai tratti autobiografici Igort ci fa conoscere un Giappone underground, oscuro, controverso. Partendo dal Modernismo e dall’apertura del Giappone all’Occidente Igort descrive le MOGA “Modern Girl”, donne giapponesi che vestivano all’occidentale e che rivendicavano i loro diritti e la loro indipendenza sentimentale ed economica, concedendosi a rapporti occasionali e privi di attaccamento emotivo. Dedica poi una buona parte al genere Ero-Guro (che unisce erotico e grottesco) parlando di grandi scrittori come Edogawa Ranpo e Tanizaki Jun’ichirō e di autori di stampe erotiche shunga e muzan-e che uniscono all’ero-guro una componente sanguinaria ed inquietante, riproducendone alcune stampe e raccontando anche aneddoti divertenti sulla loro vita. Vorrei raccontarvi tutto quello che ho imparato, tutte le cose che non insegnano all’università e di cui ignoravo l’esistenza ma vi lascerò giusto qualche curiosità tra quelle che più ho trovato interessanti: Sapevate che il Bondage ha origine da un’antica tecnica samurai per la legatura degli ostaggi? L’eseguire bene la tecnica “Hojō-Jutsu” dimostrava l’onore di un samurai: la legatura doveva essere esteticamente pregevole e serviva ad immobilizzare l’ostaggio senza però ferirlo. Conoscete la censura giapponese? Era così invadente da censurare stampe erotiche di secoli prima con antiestetici bollini neri quando le stesse stampe erano disponibili al naturale nei libri occidentali! Ho scoperto che è da un romanzo di Tanizaki che è stato tratto il primo “Pinku eiga”, film rosa o soft porn. La censura non permetteva di mostrare genitali e peli pubici e il regista Tetsuji fu processato per oscenità per una scena dove si intravedeva la peluria sotto l’ascella e il seno di una donna. Siete curiosi di sapere come funziona uno spettacolo di strip-tease gestito dalla mafia cinese? In questo prezioso volume troverete questo e molto altro ma non voglio rovinarvi tutta la sorpresa quindi leggetelo e scoprite anche voi questa parte di Giappone misteriosa e complessa che vi lascerà a bocca aperta!