Barcelona. 21 cm. 134 p. Encuadernación en tapa blanda de editorial ilustrada. Colección 'A clásica. Biografías', numero coleccion(3). Stendhal 1783-1842. Traducción, Consuelo Berges. Mozart, Wolfgang Amadeus. 1756-1791. Alba clásica .. Este libro es de segunda mano y tiene o puede tener marcas y señales de su anterior propietario. 8484280411
Marie-Henri Beyle, better known by his pen name Stendhal, was a 19th-century French writer. Known for his acute analysis of his characters' psychology, he is considered one of the earliest and foremost practitioners of realism in his two novels Le Rouge et le Noir (The Red and the Black, 1830) and La Chartreuse de Parme (The Charterhouse of Parma, 1839).
Stendhal indica que a obra é uma tradução de uma obra de Schlichtgroll (que, por sua vez, se teria inspirado na obra de C. Winckler publicada em 1801, em Paris) contudo, é unânime que Stendhal deu várias contribuições a esta obra, enriquecendo-a consideravelmente.
Mozart, o menino prodígio que encantou a Europa e que se tornou imortal, apesar dos seus breves trinta e cinco anos de vida. Apaixonado por bilhar e por Händel, aprendeu, ainda em criança, o Miserere de cor (ouviu-o na Capela Sistina) e tinha uma grande consideração por Haydn (a quem dedicou uma colectânea de quartetos).
Aliás, Haydn saía sempre em defesa de Mozart, e vice-versa; um compositor vienense tinha o maligno prazer de procurar incorreções na obra de Haydn e mostrava-as, maliciosamente, a Mozart. Certa vez, Mozart, revoltado, disse-lhe:
" - Senhor - disse-lhe num tom um pouco brusco -, se nós os dois fossemos fundidos, ainda assim não se encontraria com o que fazer um Haydn."
Bon-vivant, generoso, genial e astuto. Em relação ao salário que recebia, pronunciou-se da seguinte forma: " muito para o que faço, muito pouco para o que poderia fazer."
O seu legado é imortal. A sua vida: um sopro breve, mas maravilhoso.
Είναι μια σύντομη βιογραφία του Μότσαρτ απο τον Stendhal. Γνωρίζουμε λίγο πολύ το έργο του Μότσαρτ. Με αυτό το βιβλίο ο συγγραφέας μας μεταφέρει άγνωστες πτυχές απο την ζωή του. Εμαθα αρκετά πράγματα για την καθημερινότητα του και για τις στιγμές καθώς δημιουργούσε τα έργα του που έμειναν αθάνατα και όπως ξέρουμε πέθανε πολύ νέος. Το ταλέντο του φάνηκε ενώ ήταν παιδάκι μαζί με την αδερφή του έπαιζαν σχεδόν σε όλες τις βασιλικές αυλές της εποχής του με την καθοδήγηση του πατέρα τους. Μου έκαναν εντύπωση αρκετά πράγματα. Συνήθως έγραφε την νύχτα. Οι σύγχρονοι του θαύμαζαν ακόμα και την ταχύτητα που έπαιζε με το αριστερό του χέρι. Ηταν 5 χρονών και μπορούσε ήδη να γράφει μουσικά κομμάτια με απόλυτη ακρίβεια και με τέλειο ρυθμό. Αξίζει να σας μεταφέρω και ένα συμβάν. Ηταν μικρός όταν βρέθηκε στην Καπέλα Σιξτίνα και ήταν Μεγαλοβδομάδα έψαλλαν το Miserere του Γκριγκόριο Αλέγκρι. Το παρακολούθησε δυο φορές μέσα σε μια βδομάδα και κατάφερε να το απομνημονεύσει χωρίς λάθη και όλοι έμειναν άφωνοι όταν τον άκουσαν. Ο ίδιος θαύμαζε τον Χαίντελ και ήξερε σχεδόν όλα του έργα απέξω. Είχε παίξει σε πολλούς βασιλείς της εποχής και ίδιοι τον καλούσαν συχνά να παίξει σε αυτούς. Ο Χαιδν τον θαύμαζε και είχε πει πως ήταν ο μεγαλύτερος συνθέτης της εποχής του. Από τις όπερες του ξεχώριζε τον Ντον Τζιοβάννι και τον Ιδομενέα. Δεν ήταν φιλοχρήματος και έκανε αγαθοεργίες. Αγαπούσε την Βιέννη. Δυστυχώς έφυγε νέος αλλά μας άφησε το έργο του.
Di fianco al riconoscimento - universale - del genio di Mozart, esiste da sempre una diatriba leggera e inesauribile tra gli estimatori incondizionati del sommo musicista e coloro che, pur consci della sua bravura, non sempre ne apprezzano l'impeto, o più ancora la facondia. L'ultimo capitolo di questa deliziosa raccolta di scritti contribuisce non poco a chiarire le radici, culturali e comprensibili, di tale educato dissidio. Sorprende ancor di più la felicità dell'intuizione di Stendhal, che tali ragioni illustrò già nel 1823, di fatto "chiudendo" il dibattito prima ancora del suo sviluppo, ancora futilmente vivo ai giorni nostri. Questo, tuttavia, non è che uno dei pregi della piccola silloge (ottimamente tradotta). L'intera lettura procura diletto. Anche chi non fosse esperto di musica può trovarvi interesse e divertimento, pur solo apprezzando l'agilità del racconto. Si è al cospetto di un maestro che parla di un genio, e tanto basti.
È difficile per noi figli del progresso tecnologico e della produzione quasi imbarazzante di informazioni su qualsiasi argomento, di cui il dilemma principale resta solo certificarne correttezza delle fonti, immaginare che nel 1814 Sthendal potesse scrivere una biografia su Mozart che era morto già da 23 anni, senza l'ausilio di internet, senza tutte le infinite pubblicazioni degli studi che nei decenni a venire sono stati fatti sul compositore, dissezionando ogni evento della sua vita e ogni nota delle sue opere musicali con nuove loro interpretazioni, perché l'opera musicale si svela e varia anche a seconda delle diverse esecuzioni che si succedono e che finiscono per fare "giurisprudenza musicale". La maniera di eseguire una composizione conta quanto la composizione stessa. È pertanto una biografia parziale che non soddisferà i palati forti, i tecnici di Mozart che vanno scoprendo ogni segreto scritto nel pentagramma, ogni alterazione di nota diesis o bemolle che sia sul suo rigo musicale. Vi si ritroverà invece tutta la freschezza, la parzialità di un quasi contemporaneo che ha vissuto l'atmosfera mozartiana, l'eco del suo successo città per città, teatro per teatro.
Ed è anche interessante sapere che Vita di Mozartè il primo romanzo firmato da Stendhal il quale, parlando di Mozart, dice molto anche di sé poiché la musica fu una delle sue passioni più forti, più dell'amore che delude (quasi) sempre, forse anche più della letteratura. Inutile dire che Mozart era dotato di una straordinaria memoria musicale. Nel 1765 nella Cappella Sistina a Roma sentì il Miserere mei Deus e tornato in albergo seppe riscriverlo tutto a orecchio e di getto. Già a 14 anni invitato da tutte le corti europee esibendosi presso la corte di Versailles, a Vienna innanzi l'imperatore Giuseppe II Napoli a Milano. Era libero di scegliere qualsiasi capitale europea. Eclettico trionfatore in qualsiasi genere opera, sinfonia arie, brani strumentali. Preciso al dettaglio, durante l'ascolto di un'opera o di un concerto era in grado di riconoscere il minimo suono falso, capace all'istante di indicare da quale strumento fosse stato commesso l'errore e come potesse essere corretto.. Inutile che io stia a fare un elenco dei suoi prodigi, per quello c'è Wikipedia. La sua vita si chiude giovanissima a 36 anni, età in cui oggi c'è gente che ancora è in uno stato di semi adolescenza. La sua vita si chiude con il Requiem che Mozart non riuscirà a portare a compimento e che per ironia della sorte diverrà il "suo" Requiem. Sentiva il presagio della morte il tormento di non avere più tempo non per vivere, ma per comporre, e allora lavorava con una tale rapidità e concentrazione da dimenticarsi di tutto ciò che non concerneva la musica.
Curioso che la nota Sindrome di Sthendal sia nata come reazione dell'autore alla visione di un'opera d'arte visiva e non per effetto dell'ascolto di un brano musicale. Personalmente un dipinto mi emoziona e anche moltissimo, ma la musica, in qualsiasi sua espressione o genere, mi fa vibrare come un diapason. La musica è rumore alternato a silenzio vive nel tempo e nella sua assenza, e il tempo è l'unica cosa di cui l'essere umano non può disporre
Stendhal escriu aquí un assaig biogràfic d'admirador rendit de Mozart, el grandíssim Mozart. Gairebé no en sabia res de la seva vida, i tot i la simplicitat del relat, la no exhaustivitat força evident, una es queda amb una certa imatge sobre la vida i la manera de ser de Wolfgang, extraordinària i alhora amb paral•lelismes evidents amb la del seu contemporani Beethoven. Quina tragèdia, la del Rèquiem!
"Fin dalla piu' tenera eta' Mozart ebbe un cosi' alto senso della propria arte da non inorgoglirsi degli elogi dei grandi personaggi. Trovandosi tra gente che non conosceva la musica eseguiva bagatelle di nessun impegno, suonando invece con tutto il trasporto e la bravura di cui era capace quando era alla presenza di intenditori..."
Stendhal publicó La vida de Mozart en 1814. Era la Europa de Napoleón, la Europa de un Imperio que, por entonces, parecía desmoronar... Mozart y Stendhal fueron coetáneos, aunque por poco tiempo, hasta 1791. No obstante, Mozart impregnó de arte al literato francés, que le dedicó sus letras, con un estilo sencillo y ágil, y con un aire romántico que ensalza su figura y sus triunfos. Stendhal narra sus giras así como sus proezas, como son memorizar una misa con solo escucharla, o pulsar ante emperadores siendo todavía una criatura. También nos revela, por otro lado, momentos clave como sus nupcias, que fueron vividos en soledad; pues Mozart, aunque reconocido y extravagante, también se inspiró en la soledad para extraer hondos motivos. Por supuesto, hay anécdotas de interés, como esta conversación entre Mozart y un afinador de clavicordio, que puso algunas cuerdas en el pianoforte que Mozart portaba consigo en sus viajes: -Buen anciano -dijo Mozart-. ¿Cuánto os debo? Me marcho mañana. El pobre hombre, que lo consideraba como una especie de dios, contestó balbuciente y confuso: -¡Majestad Imperial!... ¡Señor maestro de capilla de Su Majestad Imperial!... No puedo... Es cierto que he venido varias veces... Me daréis un escudo. -¡Un escudo! -exclamó Mozart-. Un buen hombre como vos no debe molestarse por un escudo. Y le dio varios ducados. El buen viejo, al retirarse, seguía repitiendo, confundiéndose en profundas reverencias: -¡Ah! ¡Majestad Imperial! En definitiva: un genio de la literatura biografiando a un genio de la música.
Stendhal’s The Life of Mozart is a delightful, little biography. It does not provide a precise account of Mozart’s life: Stendhal is no music historian, and at his time knowledge concerning this composer and his works was more limited and less accessible.
However, I liked the ‘sentimental’ aspect of this Life of Mozart. Stendhal really insists on the emotional depth, the sweetness of Mozart’s music, which is, according to the author, the kind of music that only really speaks to sensitive souls. It was a nice read.