Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato d’urgenza, sotto una pioggia micronizzata attraversa i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Quando arriva può solo constatarne la morte per infarto. Ma c’è qualcosa che non lo convince… E nelle ore successive arrivano altri indizi, e i sospetti crescono. Il dottor Lonati non può fare a meno di indagare: vuole a tutti i costi sapere la verità sulla morte del suo vecchio amico. Per farlo, dovrà però conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Lonati. E scoprire che la verità si trova forse sull’altra sponda del lago di Como... Dopo lunga e penosa malattia è l'unico giallo scritto da Andrea Vitali. E forse non è un caso che abbia come protagonista un medico sensibile e acuto. L'indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell'improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale.
Italian writer and doctor. Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; Premio Campiello selezione giuria dei letterati; finalista premio strega), Pianoforte vendesi (2009) e Mamma de sole (2010) . Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.
Libro pervenutomi in omaggio, non so per quali meriti. O meglio lo so benissimo: il famigerato premio fedeltà del Club. Inventarsi premi alla fedeltà è quasi un ossimoro, un controsenso. La virtù, qualunque semplice virtù, non dovrebbe prevedere premi, almeno su questa terra. "Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me" non si può barattare, o contrattare con "altro". Chiusa seriosa parentesi, torniamo al libro. Stavo per riporlo da qualche parte -la lista di letture in attesa è sterminata- quando mi è saltato l'estro di cercare notizie dell'autore, che non conoscevo. Benedetto sia internet in omnia saecula saeculorum. Trovo il sito e leggo che Andrea Vitali non è, diciamo così, scrittore professionista. Ufficialmente esercita la professione di medico. Medico di provincia, in una cittadina sul lago di Como. Primo campanello d'allarme: il lago di Como (la Svizzera è a due passi). Ok, ci vuole l'autointervista. - Qual è il tuo ambiente naturale preferito? Risposta: il lago. - In alternativa a quello disgraziatissimo che ti è toccato, in quale Paese vorresti vivere? Risposta: la Svizzera, l'Austria, la Finlandia... (insomma un Paese pieno di laghi). - E cosa ti fa pensare un libro ambientato su un lago mezzo svizzero e mezzo italiano? - Ma è ovvio: a Piero Chiara. Avanti a spigolare altre notizie, allora. Dalle note biografiche in home. Era il 1988, il mese di maggio. Avevamo appena finito di cenare in cucina, ma la porta, che dava sul terrazzo a lago, era rimasta aperta, in modo che, come una spezia, il denso odore dell'acqua immobile e scura aveva invaso il locale. E' un profumo che droga, quello del lago d'estate. Ricco, a volte pesante. Bisogna saperlo portare e, anche, sopportare. Lo sperimento di continuo, anche adesso, a distanza di tanti anni. Droga, perché amplifica le sensazioni, le attese, oppure i ricordi. Se sei giovane, insomma- e io nel 1988 lo ero- ti infonde fiducia nell'avvenire, invitandoti a guardarlo con coraggio. Se non lo sei più ti fa indulgere al ricordo felice, ti illude di ritrovare il passo della gioventù, la canzone che avevi tanto amato, il profilo di una vecchia morosa e via di questo passo. Ho messo il libro sul comodino e in poche ore l'ho letto. Non è un capolavoro, ma le tremende stroncature che ho incontrato via Google non sono del tutto meritate. E' una lettura piacevole, la scrittura è bella. Delude il finale poco chiaro, o meglio sbrigativo. Qualche capitolo in più non ci sarebbe stato male, visto che il canovaccio era già pronto da anni. La trama. Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato per un'urgenza, il paziente lo conosce bene. Attraversa sotto una pioggia micronizzata i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c'è qualcosa che non lo convince, e nelle ore successive arrivano altri indizi e i sospetti crescono. Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. Per farlo, dovrà conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Galimberti. E scoprire che la verità si trova forse sull'altra sponda del lago di Como. "Dopo lunga e penosa malattia" è l'unico giallo scritto da Andrea Vitali. E forse non è un caso che abbia come protagonista un medico sensibile e acuto. L'indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell'improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale. Lo schema narrativo è quello del giallo. A tratti mi ha ricordato certe atmosfere di Simenon, persino la celebre sigla televisiva della serie di sceneggiati sul commissario Maigret. Di sottofondo, dall'inizio alla fine, ti accompagna una colonna sonora che è tutt'uno col paesaggio: la musica del vento. Il lago ed il vento sono i veri protagonisti del romanzo: i personaggi e gli eventi si adeguano, modellati da quell'ambiente, quei toni sul grigio, quei suoni ora impetuosi, ora impercettibili. Su tutto, una struggente aria retrò di un mondo ormai lontanissimo: dove si trovano più i telefoni a gettone? Infine: Dongo. "Nella piazza di Dongo cartacce volavano qua e là. Dai lampioni cadeva una luce faticosa, pareva fermarsi a mezz'aria. Il rumore delle onde che si frangevano sulla riva era imponente". Dongo, con piazzale Loreto, se vuoi, è ormai il richiamo di un passato che nessuno (almeno i dotati di cervello e senso della Storia) vorrebbe rivivere. Mai più. Intendiamoci, nel libro non c'è nessunissimo riferimento a "quel" passato. Qui Dongo è di nuovo Dongo, ridente -quando è ridente- paesino sul lago di Como, semplice itinerario turistico. Ma qualunque lettore minimamente avvertito, se lo incrocia, non può non evocare "anche" il resto. Per quanto mi riguarda ha contribuito a sedimentare vecchie atmosfere e nuove curiosità sull'autore. Tre stelline e mezzo
Il primo (e forse unico) giallo nella vastissima produzione di Vitali, in cui mette momentaneamente da parte l'umorismo eccentrico per immergerci in atmosfere noir: è una Bellano irriconoscibile, cupa, nebbiosa ed ostile. Il protagonista è un medico anziano e cardiopatico, che si approccia al mistero quasi controvoglia; ne viene fuori una trama che si dipana lentamente ma inesorabilmente e che proprio per questo riesce a tenere desto l'interesse del lettore, che pian piano sarà sempre più invischiato in una cappa di sospetti e verità taciute. Interessante anche l'idea della malattia come fil rouge, compagna costante del dottore sia nel corpo che nella mente. Purtroppo questo meccanismo perfetto si inceppa nel finale, confuso e raffazzonato: assistiamo ad una sequenza conclusiva forzata e non in linea col resto dell'opera, che rimette tutto in discussione senza arrivare ad una spiegazione soddisfacente. In un poliziesco le ultime pagine sono la parte più importante, è il momento in cui i nodi vengono al pettine; qui invece l'unica cosa ad emergere è l'incapacità dell'autore a gestire una trama gialla. Peccato, perchè le premesse erano buone, ma resta un libro riuscito a metà (la metà sbagliata aggiungerei).
Accidenti! Sono state tre stelle fino al finale, fino a QUEL finale. Ma perché non concludere? Perché? Un libro giallo/noir è affidabile proprio perché ti dà sempre la sicurezza di un finale chiuso con soluzione e soddisfazione. Bad move.
Porodični doktor Lonati ima malu privatnu praksu u italijanskom gradiću pored jezera. Iako i sam oboleo od angine pektoris, čiji ga napadi sve češće ometaju u životu i radu, potajno odbija da se penzioniše iako odavno za to ima uslova. S druge strane, doktori su najgori pacijenti, i ne pridržavaju se saveta koje daju drugima. Ordinacija mu je stalno puna i taj osećaj da je potreban ga dodatno održava u životu. Svakodnevnica u mestašcetu je provincijalna sa zjapećom dosadom koja preti da sve proguta. A i kišno je doba godine i sve je sivo. Večernjim pozivom da hitno dođe kod nekadašnjeg prijatelja beležnika Galimberija, s kojim deli istu bolest i prošlost, dok se nisu razišli u mišljenjima po pitanju vernosti u braku, započinje spirala vratolomnih događaja koja će se napokon razrešiti za osam dana, mada ne zadovoljavajuće za tvrdokorne ljubitelje krimića. Kad stigne u beležnikov stan on je već mrtav i porodica je u šoku. Tu su ćerka, sin i supruga svako u svojoj ulozi ucveljenog bližnjeg kakav je i red, ali sve je to samo na prvi pogled. Doktor uočava sumnjive tragove koji poljuljaju njegov stručni zaključak da je smrt nastala kao posledica infarkta. I njemu pozli, on krišom uzima prijateljeve pilule nitroglicerina koje mu je prepisao, ali kad se vrati kući shvata da on ne deluju. Zašto? Od tog trenutka doktor sprovodi tajnu istragu pokušavajući da sklopi kockice mozaika. Tajanstveni telefonski pozivi kasno noću obojeni ćutanjem, lažne umrlice, prevrtljivi apotekar, preglasni krčmar i fatalne žene dovešće lekara do zaključka koji ga može koštati života. Brižna Lonatijeva supruga Elize strepi nad muževljevom sudbinom i pokušava da izađe na kraj s njegovim čudnim ponašanjem pošto ga previše dobro poznaje da bi poverovala da je sve u redu kako on tvrdi trudeći se da je umiri. Napetost stvaraju i kratka poglavlja koja su kao scene u filmu, odlično napisana i knjiga se brzo čita pošto vuče da se sazna šta se dalje dogodilo, ali kraj je malo razočaravajući, ne zato što nije potpuno jasan nego zato što se lik sina pojavi samo kao deo enterijera i nikad se više njegov glas ne čuje, neobjašnjena je motivacija apotekara za ono što radi i ljubavnica skrivena iza velova tišine koja nikad ne progovori, niti saznamo ko je u pitanju i kako se povezala sa beležnikom. Ja sam prvi za otvorene završetke, ali po meni ovo je previše široko polje za slobodna tumačenja jer se nekako naposletku izgubi taj žar istraživanja slučaja. Izostaje katarza
Više jedna i po zvjezdica nego dvije, ali da ne završavam godinu baš tako kritično :) Simpatično, ali ne baš razrađeno, uz prevelika naglašavanja pojedinih detalja i kraj koji i nije neki kraj. Dakle, ok, ali daleko od bilo čega dobrog i posebnog.
È il primo libro di Vitali che leggo, quindi non posso fare il paragone con le altre cose che ha scritto. Le componenti del romanzo giallo ci sono tutte, la trama non ha lacune. È vero che manca l'introspezione dei personaggi ma, proprio per questo, risulta una lettura leggera e veloce, il libro ideale per chi ha un pomeriggio da impegnare.
A dispetto delle pessime recensioni che ho letto, io ho trovato questo romanzi giallo bello e interessante, scorrevole e dal finale spiazzante. Andrea Vitali non mi delude mai!
Il libro non è male, è un bel giallo e la trama regge senza problemi. Il punto negativo è che manca la solita verve di Vitali, che ha preferito tinte più fosche.
Ma chi me lo ha fatto fare di leggere questo libro? Fin troppo lungo nonostante le sue 176 pagine e decisamente "penoso" (se mi è permesso usare una delle parole del libro). Doveva scattarmi una lampadina quando ho letto il titolo e invece no, mi sono ostinata a leggere un libro arrivato come omaggio con un ordinazione... Dovevo semplicemente immaginare a cosa andavo incontro.
E questo dovrebbe essere un giallo? Non c'è nessun elemento che mi incuriosisce ad andare avanti conn questa sorta di mistero, perchè non ci sono elementi misteriosi! Mentre si legge si capisce immediatamente chi è implicato nella vicenda, e come può esserci curiosità quando si sa già praticamente tutto?
E vogliamo parlare dello stile usato? Brevi, brevissime frasi che non esprimono alcuna emozione o sentimento. I personaggi sembrano attori di una soap-opera di terz'ordine che non riescono a trasmettere una qualsiasi emozione a chi li sta guardando se non quella di noia. Ebbene mi sono sentita talmente distaccata che è stata una tortura portare a termine una lettura. Personaggi talmente incolori che si potrebbe persino fare fatica a capire chi è il protagonista, se non fosse che la maggior parte dei capitoli segue le sue vicende.
L'unico aspetto positivo che si potrebbe trovare è la lunghezza dei capitoli, talmente corti che mi hanno dato la possibilità di proseguire con la lettura anche quando avevo 10 m inuti.
Non mi piace giudicare uno scrittore da un solo libro letto quindi chissà, forse, in futuro, mi pcapiterà di leggere qualcos'altro di Andrea Vitali, ma per il momento no grazie!
Che brutto passo falso per Andrea Vitali, uno scrittore di cui ho letto con piacere altri libri. Lacustre come me, condividiamo le origini geografiche e i paesaggi, i personaggi, i modi di dire dei suoi racconti mi suonano familiari. Questa volta però è tutta l'operazione ad avere una brutta faccia, a cominciare dalla scelta tipografica di fare uscire un libro di 176 pagine che, stampato normalmente, non arrriverebbe alla metà. Capitoli (sic) di mezza pagina, "a capo" messi "a capocchia". Della trama che dire? Il meccanismo giallo non funziona, c'è almeno un personaggio che non ha alcun senso o ruolo all'interno della storia se non quello di "chiave di volta". La conclusione è tirata via, sbadatamente, senza attenzione. Resta una felice descrizione della vita coniugale di due persone anziane, dai tocchi delicati e affettuosi, e pochissimo altro. Peccato.
Non è da 3* ma neanche da 2*. È una storia semplice da leggere con rilassatezza tra una pausa e l'altra. Una storia comune non molto originale, con molti punti trattati superficialmente. Ad esempio il rapporto profondo del protagonista (Lonati) con la moglie Elsa: trattato con leggerezza, su cui poteva trarre spunto per intensificare la storia. La struttura del breve romanzo, al contempo, è piacevole e ben fatta. Una scrittura scorrevole e chiara, adatta anche ad un lettore occasionale. Il finale, di cui molti si sono lamentati, a mio avviso non poteva che essere altrimenti per dare vigore alla storia che a tratti con ritmi lenti e noiosi. Niente di ché, ma piacevole per staccare la spina.
Interessante la figura del dottore, l'ambientazione, l'atmosfera.......ben scritto, un po' troppo debole il finale, che però ha il pregio di lasciare al lettore la fantasia di un perché è di un colpevole
Iniziare a leggere Vitali partendo dall'unico giallo della sua produzione non è sicuramente il modo migliore per apprezzare un autore come questo. La storia si svolge a Bellano, un paese sul lago di Como, e vede protagonista principale il dottor Carlo Lonati. In una piovosa notte di novembre il medico viene chiamato per un'urgenza a casa del notaio Galimberti, suo vecchio amico, ma una volta giunto dovrà purtroppo constatarne il decesso per infarto. La morte del notaio suscita nel dottor Lonati, anche lui malato di cuore come l'amico, una serie di riflessioni e alcuni strani accadimenti, in modo particolare il singolare necrologio che il dottore troverà affisso in paese il giorno successivo al decesso, insinuano nella sua mente un dubbio riguardo alle cause della morte. Con l'aiuto della figlia di Galimberti, l'anziano medico inizierà ad indagare con i pochissimi elementi di cui dispone portando alla luce le falsità che circondano la morte dell'amico. Malgrado l'empatia immediata che ho provato nei confronti del protagonista, questo libro non mi ha del tutto convinta. La storia è semplice e lineare e non si può non parteggiare per questo medico di paese che, nonostante sia affetto lui stesso da "penosa malattia", porta avanti praticamente da solo l'indagine. Si tratta di un piccolo libro con capitoli brevi forse per aumentare il senso di tensione nella narrazione, tuttavia la lettura mi è parsa a tratti lenta e ho avuto spesso la sensazione di essere circondata dalla nebbia del lago, come il dottor Lonati durante il suo peregrinare alla ricerca della verità. La parte che mi ha deluso maggiormente riguarda il finale che rimane sospeso e aperto quindi all'interpretazione del lettore. L'atmosfera dell'intera storia più che un giallo ricorda un noir sufficientemente riuscito se si esclude appunto la fine. Nonostante l'impatto con Vitali non sia stato dei migliori non limiterò le mie letture a questo libro, tutt'altro. La produzione dell'autore è davvero ampia e conosco per fama il suo stile ironico. Non lasciatevi quindi condizionare dalla recensione a questo libro che rimane unico nel suo genere tra i suoi lavori.
Spazzatura Non penso ci sia tantissimo da dire, a mio avviso. Non vale la pena neanche citare questo testo carente. Fortuna che me l'hanno regalato, altrimenti col cazzo (ma veramente) che compravo questa spazzatura. Premesso che la storia è il classico banale giallo di adulterio di provincia con annesso omicidio. Ovvero c'è il solito amico (questa volta di un medico) che ha ovviamente tutti gli acciacchi di questo mondo, gli mancano forse l'ebola, l'aids, la tbc e qualcos'altro. Che muore nel classico modo sospetto, e il protagonista inizia subito a sospettare della moglie. Con lo stile di uno scrittore che ha appena imparato ad usare un pc e pertanto ha voglia di scrivere cazzate, Vitali ci porta ad un finale banale e sciocco come l'intero romanzo, che per inciso è stato fatto a pezzi e ricostruito in cubetti di paragrafi che lasciano più il bianco della pagina che la copertura effettiva dell'inchiostro. Uno stile melodrammatico, carico di emozione e straordinariamente banale nella sua rozzeria come (vado a memoria): "l'amico si era goduto la vita, quarant'anni di ristoranti bla bla bla e alla fine il cuore aveva detto basta". I personaggi sono piatti, banali ed inutili. Stereotipati, grezzi, come di una persona che ha fretta di concludere la sua storia inutile. Si muovono su uno sfondo di cartone, banale anch'esso, come fosse soltanto lo sfondo di un teatro. Questa è la spazzatura classica che si pubblica in Italia: il giallo classico di provincia, con personaggi minori, con una storia tutto sommato inutile, che se la leggi e o non la leggi è indifferente, sopravvivi lo stesso. Eh ma Vitali è un grande scrittore eh, paragonabile a Joyce, del resto nei dintorni di Como c'è una enorme cultura della scrittura altro che scrittori decenti.
Vitali ci descrive sempre la sua provincia, Bellano il lago i profumi e le sensazioni di una provincia che non c’è più, il protagonista è un medico. Un medico di paese di cui tutti di affidano e si fidano, il dottor Carlo Lonati. Tutti inizia in una notte di novembre, fredda quando Carlo viene svegliato per un urgenza, deve andare a casa di un paziente ma anche suo amico notaio Luciano Galimberti. I due uomini hanno in comune anche la malattia soffrono di angina, e quella notte il suo vecchio amico muore d’infarto, Una morte naturale, ma alcuni indizi cominciano a ronzare nella testa del dottore, è veramente morto Luciano per infarto o qualcuno è intervenuto ed è un omicidio? Come può indagare un medico non più tanto giovane? Cosa deve cercare Carlo? Di chi si può fidare? L’unica soluzione è conquistare la fiducia della moglie e dei figli del notaio, e indagare sull'altra sponda del lago, perché li può trovare la verità.
La scrittura è scorrevole, si legge velocemente e non si lascia finché non si arriva alla fine, una fine che non ti aspetti, che ti fa esclamare: “ E bravo, questo non me l’aspettavo!”. Questo piccolo giallo, ha tutte le carte in regola, per farti passare un ora di piacevole lettura, adoro la descrizione della provincia, dei luoghi vicino al lago, che prima o poi andrò a visitare, perché Vitali mi ha fatto venire una grande voglia di conoscere quei luoghi. Libro consigliato.
Stavolta Vitali mi ha proprio delusa, un finale c'è, ma troppo veloce oltre che inconcludente. Capitoli brevi unico motivo che mi ha portato a terminare la lettura, ma una storia piena di perplessità. Andando avanti capisci subito chi è il colpevole di tutto e ma non capisci perché il dottore si ostina a fare tutto da solo e in gran segreto. Una storia poco credibile e che ti lascia l'amaro in bocca. Per non parlare di alcune descrizioni bizzarre e altre superflue. Mi dispiace ma stavolta non ci siamo proprio, peccato perché avevo buone aspettative, pensavo di leggere un libro di intrattenimento come la zia Antonia sapeva di menta che avevo trovato simpatico ed ottimo come libro di collegamento tra due volumi più impegnativi. Pazienza, tenterò sicuramente con un altra opera dell'autore nonostante tutto, sperando che si sia trattato di un caso.
Jedan vrlo, vrlo melanholičan detektivski (?) roman... melanholični su i krajolik, i vreme, i svi odreda likovi uključujući i detektiva i ubicu i ubijenog i ostale umešane, i to je moja najjača impresija o ovoj knjizi. Kao eksperiment forme i tona, interesantna ideja.
Giallo provinciale, niente sparatorie, sangue, inseguimenti a tutta velocità. Grigio inverno lacustre, episodi di vita quotidiana in un paesino di poche anime. Scrittura scorrevole, pacata proprio come le acque di un lago a novembre. Eppure io non ho capito chi è l'assassino.
Dopo aver letto "Camera con vista lago" e "La signorina Tecla Manzi" mi aspettavo molto di più. Ma soprattutto la cosa che mi ha lasciata perplessa è il finale.... Sinceramente non l'ho neanche capito fino in fondo.
Troppo cinematografico per i miei gusti, una quantità esagerata di fumo per una forchettata scarsa di arrosto. Da leggere in viaggio, non come qualcosa di serio. Alcune figure retoriche molto belle, per questo non ho messo due stelle.
Si legge velocemente ma non è niente di particolare, nemmeno un brivido.... Non sembra nemmeno scritto da Vitali. Mancano gli scorci popolari. Unica nota simpatica il richiamo al Pinguino innamorato.
È il primo che leggo di Vitali e sicuramente per come scrive ne leggerò altri,peccato però che sopporto poco i finali lasciati lì. Al lettore la scelta...peccato!
In un certo senso è un peccato dover dare solo tre stelle a questa incursione di Vitali nel genere del giallo. Perché il romanzo era cominciato davvero bene. La morte per arresto cardiaco, apparentemente naturale, di un notaio suo amico, mette in agitazione un medico particolarmente attento e sensibile: alcuni particolari che lui stesso ha potuto osservare non tornano ed una donna misteriosa ha dettato un annuncio funebre fasullo che dichiara l'uomo morto "Dopo lunga e penosa malattia". Un chiaro falso, ma anche un indizio che dietro a quella morte c'è qualcosa di strano. Il dottore comincia così ad indagare per conto suo, quasi per un naturale bisogno di giungere alla verità, ma non osando ammettere con nessuno i suoi sospetti. Il finale è però deludente. Sarebbe potuto essere un curioso caso di ribaltamento dei cliché del giallo ma, per qualche ragione, non funziona, non mi convince. Mi sembra tirato via, affrettato. Persino poco credibile se vogliamo. La scrittura è comunque piacevole e la caratterizzazione del protagonista e dei comprimari gli merita ampiamente la sufficienza. Ma nulla di più.
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Usred noći četvrtog novembra, doktor Karlo Lonati dobija hitan poziv od pacijenta kojeg vrlo dobro poznaje. U pitanju je njegov dugogodišnji prijatelj, beležnik Lučano Galimberti. Kada dođe, može samo da konstatuje smrt od infarkta. Nešto mu ne da mira, a kroz nekoliko sati se javljaju znaci koji podstiču njegovu sumnju. Ne može da se odupre porivu i kreće da istražuje prijateljevu smrt. Da bi uspeo, mora da zadobije poverenje Galimbertijeve porodice. Ova knjiga je meni bila samo okej. Skroz prosečna. Ništa posebno. Na početku mi se nije dopadala, ali se malo izvukla. Likovi mi nisu interesantni. Ovo bi trebalo da bude misterija/triler, a ovde nema nijednog od ta dva žanra jer radnja uopšte nije uzbudljiva. Ovo je više neka lagana drama. Prednost je što je kratka, pa može vrlo brzo da se pročita. Možete da probate, ali nije obavezno, ima mnogo boljih knjiga koje bih vam pre preporučio.
Che brutto passo falso per Andrea Vitali, uno scrittore di cui ho letto con piacere altri libri. Lacustre come me, condividiamo le origini geografiche e i paesaggi, i personaggi, i modi di dire dei suoi racconti mi suonano familiari. Questa volta per�� �� tutta l'operazione ad avere una brutta faccia, a cominciare dalla scelta tipografica di fare uscire un libro di 176 pagine che, stampato normalmente, non arrriverebbe alla met��. Capitoli (sic) di mezza pagina, "a capo" messi "a capocchia". Della trama che dire? Il meccanismo giallo non funziona, c'�� almeno un personaggio che non ha alcun senso o ruolo all'interno della storia se non quello di "chiave di volta". La conclusione �� tirata via, sbadatamente, senza attenzione. Resta una felice descrizione della vita coniugale di due persone anziane, dai tocchi delicati e affettuosi, e pochissimo altro. Peccato.