Il piccolo robot Wall-E, che nel 2008 ha divertito e commosso milioni di spettatori? Nel 1970 vagava già negli spazi siderali in compagnia di uno sbandato spaziale. La mitica scena del bar alieno in Guerre Stellari? Quarant'anni fa era già folle luogo di perdizione per due personaggi davvero fuori dal comune. Artisti originali e seguitissimi, Bonvi e Guccini si dimostrano, in Storie dello spazio profondo (1970), anche geniali precursori: e ci regalano una storia a fumetti dalle dimensioni del romanzo, in cui due viaggiatori spaziali - un essere umano sempre a caccia di soldi (Bonvi) e il suo pedante compare robot, pieno di tic e nevrosi (Guccini) si spostano da un pianeta all'altro alla ricerca di facili guadagni, nella speranza di sfuggire all'uniformità di un mondo ormai massificato.
After a brief experience in advertising work, Franco Bonvicini made his debut in the comics world in 1968 with his most famous strip, Sturmtruppen. The strips were published periodically until Bonvi's death. Bonvicini was a friend of another famous Bolognese citizen, singer-songwriter Francesco Guccini. As a duo, they produced a science fiction series called Storie dello spazio profondo (1972). In 1969 he also created Cattivik, another surreal strip parodying the anti-hero Diabolik. The series was to be continued with success by his pupil Guido Silvestri, better known as Silver. Bonvi's second-best known character was created in 1971: Nick Carter, a humourous series featuring a trio of detectives. In the same decade Bonvi created an adult science fiction series, Cronache del dopobomba, which takes place in a grotesque post-apocalyptic world. His most serious comic book, L'uomo di Tsushima was published in 1978. He died in 1995.
Si ride tanto, ma si riflette e ci si appassiona tanto. Due ottimi autori per dei racconti a fumetti che mostrano quanto sia straordinario il mezzo se usato da chi ha cuore e cervello da vendere.
Questo fumetto l’ho comprato anni fa, appena saputo che lo stavano ristampando. Mi ero già rassegnata a cercarlo nell’usato poiché è stato una pietra miliare del fumetto italiano. Racconta le vicissitudini di un avventuriero dello spazio, ironiche e a volte amare, ma la cosa che colpisce di più, per chi, come me, ama il cinema avventuroso, sono i film che, in parecchi momenti, ti passano per la testa mentre lo leggi. Non ho detto “citazioni” e c’è un motivo preciso. Se andate a controllare l’anno in cui il fumetto fu pubblicato per la prima volta, vi accorgerete che i film che la storia sembra citare sono arrivati DOPO.
Lo spasso inizia dalle due presentazioni che troviamo in apertura del libro: “Guccini dixit” e “Bonvi respondit”, dove i titoli sono già tutto un programma. Ciò che traspare dalle loro parole è il giocoso accordo tra due vecchi amici, che si sono messi assieme per scrivere storie e si sono divertiti un mondo. E poi ci sono loro, il protagonista, avventuriero pasticcione (con cui Bonvi ritrae se stesso), e il suo compare robot (che rappresenta Guccini), brontolone e pedante.
Dunque, provate a cercarlo nei mercatini dell’usato. Merita davvero. Non vorrete perdervi il nostro eroe che legge Shakespeare agli sbirillioni, per calmare i loro istinti feroci, e allo stesso tempo suona l’arpa psichedelica venusiana per aiutare a schiudersi le uova di blorp? Ah, sì, poi bisognerebbe anche dare la caccia ai pazzorilli..
Cinque stelline (anche dieci o quindici). Fernanda Eomani per il Blog Babette Brown Legge per Voi.
Anche riletto dopo tanto tempo questo divertentissimo fumetto mi ha regalato sorrisi e attimi davvero godibili. Il Mostro Giovanni, il pirulazio, Morgan, sono stati dei flash che si sono riaccesi appena ho intravisto le tavole. I ricordi degli anni dell'universita' in cui ho letto per la prima volta questo volume han fatto il resto.
Storie ironiche, personaggi carini, protagonisti da ricordare. Un appassionato di fumetti ritroverà nel tratto di Bonvi le future Sturmtruppen o Nick Carter, e si godrà l’ironia gucciniana, ben prima che diventasse un cantautore ed uno scrittore di talento. Da leggere sia che si sia appassionati di fumetti che di scrittura, per ricordare un’epoca che non c’è più, un disegnatore ormai leggendario, e personaggi che hanno precluso altre epoche.
Fumetto (o come dicono quelli bravi: graphic novel) degli anni 70 scritto dalla coppia Bonvi-Guccini. Praticamente un classico. La grafica è quella di Bonvi, le storie sono scritte a due mani. Ne avevo una copia degli anni 80, che poi ho perso... Meno male che ogni tanto qualcuno ha della buone idee, ed ha dato alle stampe questa versione. Se amate il disegno di Bonvi, non potete farvi mancare questo volume.
Sinceramente dati gli autori mi aspettavo di più. Si ride pochino, inventiva a livelli appena sufficienti (a proposito, sbandierare così tanto di aver prefigurato la scena del bar spaziale in Guerre stellari - solo perché c'è un bar, dato che le similitudini finiscono qui - è francamente imbarazzante), ironia ai minimi, e anche il disegno è disordinato e spesso poco efficace.
Mi ha fatto piacere leggerlo per completezza e per amore nei confronti di Bonvi, ma le sue amarissime "Cronache del dopobomba" lasciano un segno ben più profondo e originale, mentre il successivo analogo volume realizzato con Giorgio Cavazzano ("Altre storie dallo spazio profondo") è infinitamente più divertente, sarcastico e spiazzante.
Mia delusione a parte si tratta di un tentativo apprezzabile e di una collaborazione memorabile, segno di una bella vitalità.