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Smettila di camminarmi addosso

Margherita, scrittrice e donna in crisi, va a vivere in una nuova casa con il suo compagno. Ma lui, Sergio, giornalista e corrispondente di guerra, è sempre assente e lei deve affrontare il trasloco e le difficoltà del cambiamento da sola. Nel silenzio del nuovo appartamento, forse per distrarsi, comincia a prestare attenzione alle voci e ai rumori del palazzo. Così, a poco a poco, incredula, dubbiosa, ascoltando quello che le arriva attraverso una parete più sottile delle altre, finisce per scoprire l'inquietante e ambigua realtà di Anna, la sua vicina, una donna con due figli, picchiata e maltrattata dal marito. O è solo il frutto della sua immaginazione? Un eccesso di fantasia in un momento di fatica e di debolezza? Margherita, a distanza ogni giorno più ravvicinata, scruta Anna, la sua famiglia in apparenza normale. E in quella donna, nei suoi lamenti che filtrano dalle pareti, in quel segreto imprigionato tra le mura domestiche, lei si riflette, quasi in un gioco di specchi, che la disorienta e la sorprende.Una storia coinvolgente, che racconta, anche nelle sue sfumature, nei suoi confini incerti, nella sua dolorosa ambivalenza, un mondo di solitudine e di sopraffazione troppo spesso taciuto.

246 pages, Paperback

First published April 9, 2009

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9 (37%)
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1 (4%)
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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Ania Marci.
355 reviews13 followers
December 20, 2019
Smettila di camminarmi addosso è un libro denuncia che parla di donne, di solitudine, di abusi e violenza, ma anche di coraggio, di forza, di sostegno e Claudia Priano lo fa senza cadere nella retorica o nel melodramma, semplicemente racconta quello che troppo spesso accade dentro le mura di casa; racconta di come l’autostima va in frantumi giorno dopo giorno quando persone che sostengono di amarti ti annientano psicologicamente e fisicamente, di uno Stato e di una legge che, a conti fatti, non tutela la vittima.
Con una scrittura a tratti ironica che, delicatamente, smorza i toni senza banalizzare il tema trattato (da questo punto di vista mi ha ricordato “Magari domani resto” di Marone), l’autrice racconta una storia triste e purtroppo attualissima, nonostante sia stata pubblicata ben 10 anni fa. Ma la cosa più triste è che questo romanzo sia fuori catalogo. Per la bellezza e la forza che dona è un grandissimo peccato.
Profile Image for Moloch.
507 reviews786 followers
December 30, 2010
Inizio questa recensione con le ultime parole del romanzo:
Questo libro non è rassicurante. Non lo vuole essere.
È un grido d'aiuto.
Spero che qualcuno lo senta.

Si tratta dell'incipit del romanzo della protagonista, Margherita. Margherita e il suo compagno, Sergio, sono appena andati a vivere insieme in un nuovo appartamento, a Genova. Lui però è un fotografo impegnato in reportage di guerra e non c'è quasi mai, al momento è in Afghanistan, perciò il trasloco è tutto sulle spalle di lei. Margherita è una scrittrice, ma è appena uscita da un periodo di depressione, ha avuto un esaurimento nervoso, e deve ancora riuscire a convivere con i traumi della sua infanzia, e quindi inevitabilmente sente molto la fatica di quell'incombenza, la lontananza del suo uomo, un senso di abbandono e solitudine.
Complici le sottili pareti dell'appartamento, però, diventa testimone del dramma della sua vicina di casa, Anna, il cui marito la picchia regolarmente. Tra queste due donne, dopo le iniziali difficoltà e la riluttanza di Anna a confessare il suo problema, si instaura un rapporto di solidarietà, che si estende anche pian piano alle altre donne del condominio, del quartiere, alla stessa cugina di Margherita, Irene, con cui la protagonista era sempre stata in conflitto. Margherita infatti affina le sue capacità di osservazione e le concentra sulle vite delle sue vicine, ne coglie la stanchezza, il grigiore, l'impressione di essere intrappolate in una serie di gesti ripetitivi e meccanici, la disillusione verso i sogni coltivati in gioventù, la sensazione di essere state sostanzialmente tradite e abbandonate da uomini che, in tutto il romanzo, si rivelano, quando non apertamente violenti o egoisti, nel migliore dei casi lontani, come Sergio, o assenti, come il padre di Margherita, morto quando lei era bambina.
E quindi questa "rete" di donne che si mette in moto per aiutare finalmente Anna a uscire da quell'incubo di violenza familiare è l'unica ancora di salvezza contro la solitudine. È un romanzo molto molto triste, ma anche tragicamente vero (nelle ultime pagine sono presentate alcune statistiche sulla violenza sulle donne in Italia negli ultimi anni), popolato di personaggi affascinanti nella loro riuscita caratterizzazione psicologica (Anna, suo marito, la cugina Irene, la madre di Anna) e scritto meravigliosamente.

3,5/5

http://moloch981.wordpress.com/2009/1...
Profile Image for Lisa.
14 reviews1 follower
March 11, 2014
Un tema più che mai attuale come quello della violenza domestica trattato in modo delicato e leggero ma non banale dalla penna di Claudia Priano.
E' un romanzo dove le protagoniste sono le donne, un'analisi delle loro solitudini e delle loro sofferenze, donne che non devono avere paura di lanciare un grido, anche silenzioso, perchè al di la della parete ci può e di deve essere qualcuno disposto ad ascoltare queste voci.
Ed è anche un invito a tendere l'orecchio e anche la mano perchè spesso, dall'unione di molteplici solitudini e passando attraverso i propri dolori e le proprie sconfitte, si può trovare la forza di reagire.

Profile Image for Stefania.
200 reviews
October 24, 2012
Davvero bello, molto coinvolgente. molto umano. bello lo stile. insomma da leggere!
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