Se una città è in continuo movimento, come la si può fermare in un libro? Come fissarla sulla pagina? Per farlo, Alessandra Montrucchio si abbandona alla corrente e segue Berlino negli anni, dal 1987 al 2005, in una serie di viaggi che ogni volta le presentano una città che si trasforma e la trasforma: prima turista ingenua ed entusiasta, poi turista sempre entusiasta ma più smaliziata, infine frequentatrice abituale, l’autrice osserva e descrive le metamorfosi di Berlino con la passione di un’innamorata. Così, la città viene incontro al lettore in forme sempre nuove e mai definitive: come Potsdamer Platz, che non è stata solo un check point o una piazza avveniristica ma anche una distesa di fango, vuota e affascinante; o come Charlottenburg, quartiere occidentale elegantemente in declino, con il fascino della vita di provincia. O come le persone che accompagnano Alessandra, e con lei cercano di spiegare e spiegarsi Berlino: da Ilwa e Uwe, testimoni del difficile adattamento al mondo occidentale di chi è nato a Est, fino a Hart, capace di mostrare l’ovvio e il non ovvio, le lotte di strada degli anni Settanta e l’eccezionale birra del Ka De We. E tra falsi e veri miti, angoli inediti, citazioni colte e tappe obbligate, si snoda il racconto attento, romantico ma anche ironico, di una capitale che non ci tiene a esserlo, di una città che non può fermarsi eppure sa offrire luoghi e momenti di pace e rivelazione.
Alessandra Montrucchio (Torino, 25 settembre 1970) è una scrittrice italiana. È nata e cresciuta a Torino, dove ha conseguito la laurea in Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea. Nel 1995 ha ricevuto il Premio Calvino per alcuni racconti, poi pubblicati da Marsilio in una raccolta dal titolo Ondate di calore. Tra i suoi titoli più noti, Macchie rosse e Cardiofitness, dal quale è stato tratto un film nel 2006. Dal 1997 tiene una rubrica su "Torinosette", supplemento settimanale de La Stampa per Torino e provincia, intitolata "Cattive ragazze". Lavora anche come traduttrice. Tra i titoli tradotti per Einaudi, La città che dimenticò di respirare.