1,5/10
Terribile, ancora peggiore del precedente. Sembra in tutto e per tutto l'episodio di un anime di serie B per bimbe under 10 - non per niente c'è un riferimento della protagonista alle terribili Mermaid Melody (sigh... ). La trama è strutturata come l'episodio di un cartone animato: le protagoniste individuano un obiettivo, il nemico di sempre è sulle loro tracce, conoscono un nuovo personaggio, scontro con uno scagnozzo, vittoria anche grazie al nuovo personaggio, il nuovo personaggio si unisce al party, il nemico minaccia di ritornare nel prossimo episodio. Tutto qui, una trama talmente esigua che in qualsiasi altro libro sarebbe stata liquidata al massimo in tre capitoli. Ma ehi, dobbiamo far pure una pentalogia! Per spillare diciassette carte a volume alle adorate lettrici, una storia che finora avrebbe potuto entrare benissimo in un singolo volume viene frammentata in microepisodi e spalmata in due (tre? Quattro? Cinque?).
Non manca nemmeno la new entry sempre tipica del cartone animato di cui sopra: nuovo componente del gruppo dei bbbuoni con nuovi magicyssimy poteri degni dei Miei Mini Pony. Questa volta si tratta del belloccio che farà innamorare perché sì la protagonista a prima vista. Dovendo scegliere tra il bel tenebroso e l'angelo custode, la Troisi ha fatto la conta e il ditino è caduto sul primo: bel tenebroso sia! E allora via con gli occhi nerissimi e pieni di mistero, il potere del fuoco (che da quando mondo è mondo negli anime scarti ha sempre indicato una testa calda, potenzialmente traditore), l'immancabile passato tragico che spinga tutte le lettrici tredicenni a considerarlo "trpp puccho!!1!" - e ponga le basi per l'altrettanto immancabile redenzione in nome dell'Ammore e dell'Amicizia e dei Buonisentimenti assortiti. Il ragazzo, per evidenti esigenze di trama, viene inoltre dispensato perché sì dal controllo della mente da parte del Kattyvo.
Ovviamente, per quella polenta deambulante della protagonista è amore a prima vista (altro elemento degno delle Mermaid Melody e compagnia). Con conseguente aumento esponenziale della sua autocommiserazione: lei è grassa, lei è brutta, lei è brocca, lui non la vorrà mai, lui sicuramente la odia, snif snif snif. Tutto ciò per mettere ancora in maggiore evidenza le sue super-Marysue-capacità che Sofia è troppo modesta per notare, il cuore d'oro!, con grande soddisfazione delle tredicenni apparecchiomunite in lettura.
Tutti i kattivi inoltre, sempre per restare nella tradizione shojo anime, sono dei figaccioni da paura con tanto di "sorriso sghembo" (!), e Sofia non riesce a non restare con la mascella disarticolata a sbavare nemmeno mentre combattono. Sigh.
Ogni tanto poi Sofia se ne esce con considerazioni che chiaramente sono di bocca dell'autrice, come quella sulle sculture usate come materiale edile e l'antichità che rivive e bla bla bla, ancora più ridicole perché messe in bocca a una frignona che appena vede il suo True Love fa gli occhi a cuoricino come Ruchia.
Merita menzione la macchina del professore nascosta "nel dungeon", manco fosse la batmobile nella batcaverna.
Lo sviluppo della storia è frettoloso, appena inizia è già finita; i mostri da combattere sembrano presi da un videogioco, come pure lo svolgimento degli scontri; la scrittura è ancora più sciatta del solito, furoreggiano i cambi di PoV a cavolo e gli aggettivi sul genere di "terrificante, orribile, atroce" eccetera che sembrano mutuati allo storico GL D'Andrea, peraltro a quel che mi risulta amico dell'autrice. Sembra insomma che si tratti di una storiella buttata giù per forza e di fretta. Come dicevo sopra, tutto è troppo simile all'episodio di un anime scarso: ma quello che funziona (si fa per dire) negli anime fa una ben magra figura in un volume - peraltro non economico. Se dovete proprio leggere una storia del genere comprate il manga Mermaid Melody Pitchi Pitchi Pitch, o Tokyo Mew Mew: il livello è quello e risparmiate pure un po' di soldi.
Unico elemento che mi sento di non biasimare è l'inserire dettagli della vera Benevento: è un passo avanti rispetto allo standard, sebbene questi siano appunto solo dettagli - ben lungi quindi dal ricreare un'atmosfera organica che immerga il lettore nella città.