Ci sono avventure straordinarie che sfrecciano lungo la linea del tempo e sembrano inseguire gli uomini da un capo all'altro del pianeta, segnando il loro destino. E poche avventure sono più straordinarie di quella delle Pietre della Luna, statuette d'oro che hanno attraversato i secoli, immutabili nel loro splendore, forti di un potere arcano e inattaccabile. Ma perché i servizi segreti delle grandi potenze sono così interessati alle vicende delle statuette d'oro? E quali sono i fili nascosti che collegano il passato delle Pietre e il loro presente? E' ciò che si chiede la giovane scienziata Sara Terracini, decifrando nella quiete del suo laboratorio i documenti che ripercorrono appunto le vicende delle Pietre, dalla Roma del I secolo dopo Cristo sino ai fondali dell'Oceano, nel 1600. Sara tuttavia non può sapere che queste vicende non si sono concluse lì: da qualche tempo le Pietre sono tornate tra gli uomini, riemerse da un sottomarino nazista affondato negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale e recuperato da Laura Joanson.
Marco Buticchi nasce a La Spezia il 2 maggio del 1957 e risiede a Lerici, in quella pittoresca parte della costa ligure chiamata Golfo dei Poeti. E’ sposato dal 1987 con Consuelo, con la quale ha due figlie. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bologna nel 1982 ha lavorato per diversi anni come Trader Petrolifero presso una multinazionale, lavoro che lo ha portato a viaggiare spesso in Medio Oriente, Africa, Europa e Stati Uniti. « Scrivevo fin da quando ero bambino e la storia, in particolare, mi ha sempre interessato enormemente. Ci sono strane coincidenze di date, fatti e nomi che hanno del misterioso. Se si riesamina la Storia con le moderne possibilità di ricerca si riescono a scoprire risvolti interessanti, lati oscuri e spesso inquietanti!»
My parents really enjoy Marco Buticchi's books and have encouraged me to give him a try for a few years. I wanted a light read over the holidays so on their recommendation I tried his first novel.
Le Pietre della Luna is set in a variety of historical periods ranging from ancient Rome to Nazi Germany, with a side order of 1622 Caribbean Sea. The bulk of the book is taken up by the (mis)adventures of Roman legionary Giunio di Luna and his love-at-first-sight love interest Clelia, who is of course an unattainable Vestal virgin. The "moon stones" of the title are Giunio's family's most precious possession, three anthropomorphic gold statues whose heads are shaped like the three phases of the moon. These objects recur through the various time periods covered by the book. Linking the various period narratives is a section set in "the present day" (1995-6) which revolves around a researcher translating a document about the stones written in 1622. The researcher's employer is the mysterious Oswald Breil, who has also enlisted the help of a marine researcher/scientist to recover the German submarine where the stones were found.
The book is very entertaining and I didn't have any trouble reading 100 or so pages of this a day. It's got pretty much everything I could possibly want from a historical fiction book - adventure, ancient Rome, a Spanish galleon, secret societies, even a little bit of romance if that's your sort of thing. The ancient Rome chapters in particular were gripping and very well written, and clearly had been researched extensively.
What brings the whole thing crashing down is the present-day chapters. The last hundred pages or so especially take the whole mysterious-objects-with-a-mysterious-history and extremely-shocking-long-buried-secrets-threatening-to-become-public narratives to an ending that it would be indulgent to call improbable. In the present-day sections the language and style also change almost completely to a much more colloquial register that looks like a vain attempt to reproduce everyday conversation, except when the characters actually speak they don't sound like real people at all. One of the female characters alternates between being extremely professional and having sudden temper tantrums about how she's treated. She also occasionally, and in my view clumsily, inserts into her dialogue phrases that imply she is being treated a certain way because she is a woman, or even states sarcastically that she has done something well *despite* being a woman. I realise 1996 was very much pre MeToo, but this struck me as a sexist male writer trying to write a feminist character. The two female characters from the 1990s sections of the book are both young, stunningly gorgeous and remarkably intelligent and are well-respected by their peers for their professional achievements. The reader is never allowed to forget how good looking they are, despite the fact that said professional achievements would be much more believable if the characters weren't in their (I'm guesstimating here) mid to late 20s.
To put it briefly, I don't think Buticchi can write female characters. The book is a lot of fun, but I could have read just the period sections, or even just the excellent ancient Rome section, and done without the present-day thriller/science fiction extravaganza without feeling there was something missing. In fact, I think I would have enjoyed it more. I'll be reading more from Buticchi from time to time for fun, but I surely hope he's learned to write better female characters in the last 20+ years.
Le pietre della luna è il titolo di un romanzo di Marco Buticchi edito da Longanesi nel 1997 ed uscito in edizione tascabile nel 1998. Ha venduto 250000 copie in Italia e all'estero. Ambientato in epoche diverse, deve il suo titolo a tre statuette d'oro, dette appunto "pietre della luna", risalenti alla Roma del primo secolo d.C. e che, tra furti e ritrovamenti, giungono fino ai giorni nostri.
Con questo libro si apre la serie che ha come protagonisti Oswald Breil e Sara Terracini. Oswald Breil è un funzionario del Mossad che diverrà, nei romanzi seguenti, vice ministro della difesa ed infine primo ministro israeliano. Fisicamente è caratterizzato da nanismo, ma le sue doti intellettuali gli hanno permesso una vita avventurosa e brillante. Sara Terracini invece è una studiosa di archeologia nata alla fine degli anni '60 e vive a Roma, fisicamente è molto bella.
La trama del romanzo è presto scritta: durante il recupero di un sommergibile della seconda guerra mondiale vengono riportati alla luce documenti di vitale importanza che portano Oswald Breil a battersi contro una società segreta per la salvezza dell'umanità. Sara Terracini, incaricata dall'amico del restauro dei documenti, scopre le interessanti vicende della vita di Giunio e di Clelia.
Mi dissero: "Guarda leggilo, abbiamo in casa nostra il nuovo Cussler!" Mia alzata di sopracciglio. "No, guarda, devi leggerlo assolutamente se ti piacciono i libri di avventure" Arriva il mio "mh", lo prendo e lo porto a casa.
Come scritto nella trama il libro si scompone in tre diverse trame ambientate in epoche differenti: l'antica Roma, i Caraibi ai tempi dei corsari, e i giorni nostri con flashback nel 1945. In queste tre storie Buticchi ci infila dentro tutto l'infilabile: legionari, gladiatori, nazisti, Hitler, asteroidi che minacciano la terra, servizi segreti sparsi, tesori nascosti, naufragi, storie d'amore, società segrete. Ovviamente si sprecano tutti i cliché che si possono sprecare e i personaggi sono lo stereotipo vivente dei buoni e dei cattivi. Fatti, stampati, chiari e scuri.
I continui salti avanti e indietro nel tempo e i repentini cambi di scena spezzano un po' troppo la narrazione sempre sul più bello e il mestiere di interrompere sempre la storia sul più bello (così tipica delle serie tv attuali) per incitare la curiosità del lettore ad andare sempre avanti nella lettura, qui non fa altro che complicare ed annoiare.
Direi che di questo Cussler "de' noi altri" se ne poteva fare anche a meno.
"Ritengo sia da accreditare alla giustizia di Roma il merito di saper riconoscere gli errori compiuti e porvi rimedio. Questo accade perché l'errore è insito nella natura degli uomini, ma ciò che conta, non appena lo si sia individuato, è avere il coraggio di ammetterlo e riabilitare la dignità di chi è rimasto ingiustamente offeso". In passato avevo già letto altri libri di Marco Buticchi con protagonisti Oswald Breil e Sara Terracini, ma senza nessun ordine temporale (compravo e leggevo il primo che trovavo); perciò, visto che mi son piaciuti, ho deciso di colmare la mia personalissima lacuna comprando anche quelli che ancora mancano alla mia "Buticchi Collection"… e questo romanzo, datato 1997, è proprio il primo in assoluto con le avventure dei due eroi. Con Le pietre della luna veniamo catapultati in un bellissimo e spettacolare intreccio tra varie epoche storiche: si parte dall'antica Roma (nei giorni dell'inaugurazione dell'Anfiteatro Flavio, il Colosseo) e si arriva ai giorni nostri… ma passando sia per la Spagna di inizio '600 che per la caduta del Nazismo. Romanzo che, pagina dopo pagina, ti tiene incollato alla sua lettura, e il merito va tutto alla straordinaria ricostruzione delle ambientazioni storiche e all'incredibile e fantasiosa rielaborazione storica della caduta di Hitler e del Nazismo. L'unico appunto che mi sento di fare (ma è un mio personalissimo pensiero) è causato da quell'alone di "già visto da qualche altra parte" che aleggia in tutto il libro: ovviamente mi riferisco alle vicende di Giunio che, per sommi capi, mi hanno ricordato il film "Il Gladiatore", e alla parte finale dell'intero romanzo che ricorda un po' troppo "Armageddon", altro film cult. Va comunque detto che entrambi i film sono usciti dopo il libro di Buticchi. [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Sono un lettore, da anni ormai, anzi da decenni, di Clive Cussler, un autore definito giustamente il re dei romanzi avventurosi e ambientati a mare. Beh, dopo aver amato la saga di Dirk Pitt ho scoperto che esiste un Clive Cussler tutto italiano, ed è proprio Marco Buticchi il quale somiglia molto allo stile di Cussler, ovvero ci presenta una storia del passato (in questo caso alla Roma degli imperatori) e contemporaneamente ci fa vivere un'avventura al presente, dove i nostri protagonisti devono risolvere i misteri che provengono, appunto, dal passato che man mano riescono a ricostruire. Questo romanzo è il primo di 15 facente parte della serie Sara Terracini & Oswald Breil.
Devo dire che mi è piaciuto lo stile di Buticchi, riesce, capitolo dopo capitolo, a farti appassionare alle avventure del povero Giunio il quale viene ingiustamente punito e arrestato per poi diventare un gladiatore. Nello stesso momento, nel presente (il 1996) Sara Terracini ricostruisce la storia di Giunio e Oswald Briel, una sorta di James Bond, tenta di scoprire che fine abbia fatto un importante e pericoloso personaggio della seconda guerra mondiale (la fuga di Hitler dalla Germania) che dallo spazio (l'arrivo di un asteroide che potrebbe distruggere la vita sulla Terra).
Consiglio la lettura di questo romanzo a chi ama la storia ambientata al tempo degli imperatori romani ma anche a chi ama le storie d'amore che non hanno tempo.
Un avvio di lettura lento, ma di certo non dovuto alla storia raccontata. Il libro di Buticchi coniuga avventura e storia, misteri archeologici e misteri spionistici. Ci porta nell'Antica Roma, nel Nuovo Mondo del '600 e nello spazio fra le stelle. Su tutti spicca il personaggio di Giunio della città di Luna: prima soldato valoroso, poi schiavo-gladiatore, poi abile mercante. Più volte sconfitto e messo a terra dai suoi nemici mortali, sa sempre rialzarsi e ripartire. L'incontro con la vestale Clelia prima gli salverà la vita e poi gliela cambierà.
Non ci sono brutte storie, ma ci sono storie scritte male. Questa è una di quelle. Così infarcita di stereotipi da risultare insopportabile alla lettura. Dialoghi del tutto irrealistici. Personaggi contemporaneamente troppo perfetti e di un'ingenuità al limite del possibile. Peccato. Una stella perché lo sforzo di aver prodotto una storia è comunque un merito da riconoscere.
Anche se era l'ennesima rilettura, è sempre bello leggere questo libro. Ritmo incalzante, personaggi unici di cui ci innamorerete, e fino alle ultime pagine non sai davvero tutta la verità. Bellissimo, lo consiglio vivamente a tutti quelli a cui piace l'avventura, gli intrecci storici tra passato e presente e un bel enigma da risolvere!
Quali avventure ci verranno proposte, attraverso il tempo, partendo dall’era moderna, scendendo fino ai tempi gloriosi di Roma, e coprendo l’epoca coloniale Spagnola che vi sta in mezzo?
Si è dinanzi ad un’odissea abbastanza particolare, grazie alle svariate ere percorse, ricche di peripezie fra loro connesse, specie per quanto riguarda un mistero che si sta tentando di svelare nell’era moderna. Non vi è un protagonista, ovviamente, ma molteplici, anche se però spicca soprattutto Giunio da Luna (luogo situato nella moderna Liguria), la cui discendenza è presente in ciascuna epoca, giocando sempre ruoli importanti, nonché epici.
La storia inizia con l’introduzione di Sara, una ricercatrice di Roma, mentre è occupata con la traduzione di vari manoscritti rinvenuti dal suo amico Israeliano Oswald. Siamo così dunque introdotti a Giunio da Luna, un militare romano, nel bel mentre di un conflitto, nel quale, tramite i suoi riflessi sviluppati, riesce a salvare la vita a Marzio, un legato, la cui riconoscenza gli permetterà di scalare i ranghi, e ritrovarsi adunque, assieme al suo nuovo mentore, a Roma. La fatiscente città eventualmente si dimostrerà essere un vero e proprio covo di vipere, soprattutto in ambito politico, dove Marzo è intenzionato a fare il suo esordio. A causa di vari intrighi appunto politici, i due si ritroveranno in prigione, e Giunio, in particolar modo, pure condannato a morte. L’incontro con la vestale Clelia lo farà tuttavia graziare, e si ritroverà di conseguenza ai lavori forzati, per la costruzione dei condotti Romani, piuttosto che al patibolo. Eventualmente, si ribellerà, in seguito all’ennesimo abuso da parte dei suoi detentori, diventando così, piuttosto che un cadavere, un gladiatore, e grazie alla sua nuova professione riconquisterà la sua libertà, tramite la quale, successivamente, si metterà subito in azione per giustiziare coloro che hanno fatto del male a lui e Marzio. La storia di Giunio sarà alternata a quella del suo discendente frate, caricato a bordo di una nave Spagnola durante l’espansionismo coloniale della Spagna, e con eventi che si susseguono nell’era moderna, dove Oswald, prima di aver richiesto a Sara di tradurre i documenti da lui forniti, si ritroverà a fronteggiare svariati pericoli con una famosa scrittrice (perlomeno nell’universo in cui si colloca il romanzo), ossia Laura Joanson.
Le pietre della luna, finora da me non menzionate, nonostante il ruolo importante che esse giocano, e che evidentemente danno il nome al libro, mi hanno affascinato parecchio, grazie alla loro peculiare capacità di ritornare sempre fra le mani dei loro veritieri proprietari, infatti Giunio riuscirà a recuperarle, al termine della sua storia, dopo essere diventato una figura di rilievo nella società Romana, ed il suo discendente Kevin Dimarzio le otterrà da Laura, come prova del suo amore nei suoi confronti, e le pietre, insieme a Kevin stesso, sopravviveranno alla sequenza più epica in assoluto di tutto il romanzo, ovvero all’impatto con un asteroide, specie poiché tale impresa si credeva essersi conclusa con la morte dell’astronauta, ma così non fu, come viene rivelato nelle ultime pagine del libro.
Per quanto riguarda il segmento di trama che si colloca nel periodo corrispondente al colonialismo Spagnolo, che, per il suo ruolo transitorio, ha ricevuto meno attenzione rispetto agli altri due, mi è comunque parso abbastanza soddisfacente, grazie alle molteplici sequenze marittime (che apprezzo sempre, in un romanzo di avventura), nonostante il ruolo di poco rilievo giocato dal discendente di Giunio, il frate, al quale risalgono le prime traduzioni del documenti, che poi si ritroveranno fra le mani di Sara. Detto ciò, vi sono un paio di sequenze erotiche che non aggiungono nulla alla storia, e che potevano essere tranquillamente omesse.
Per concludere, mi ha fatto piacere vedere che questo libro appartiene ad una serie, e che dunque possiede molteplici seguiti, dato che ho gradito le storie avvincenti e ricche di colpi di scena da esso proposte. Mi ha fatto piacere anche vedere la Liguria come uno dei luoghi più importanti del racconto, poiché, solitamente, è sempre oscurata da altre regioni Italiane, con capoluoghi più noti, tra cui Roma, Venezia, o Firenze, per nominarne alcuni.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Un romanzo storico? D'avventura? Una spy-story? "Le Pietre della Luna" è tutto questo e anche più; la caratteristica più importante è sicuramente una struttura molto particolare, suddivisa in quattro macro capitoli (terra, acqua, fuoco e aria) che a loro volta si frastagliano in frammenti narrativi dalla lunghezza variabile da mezza a non più di cinque pagine, coinvolgendo l'ascoltatore in un'avvincente spola tra l'Impero Romano della dinastia dei Flavi e gli anni '90 del '900, due epoche storiche apparentemente lontanissime ma entrambe caratterizzate da un fitto dedalo di macchinazioni e giochi di potere. Il montaggio alternato di micro sequenze che interrompono l’azione sul più bello ricalca l’antica e nobile tecnica dell’entrelacement: è un vecchio trucco, oggi abusato anche nel cinema e nelle fiction in Tv, utilizzato già nei poemi epici quali ad esempio l’”Orlando furioso” per far sì che chi legge spinto dalla curiosità non abbandoni il testo. Colpi di scena che si susseguono repentini ed in continuazione fino ad un epilogo agrodolce e uno stile narrativo semplice ed elegante fanno di questo libro una lettura scorrevole, avvincente e piacevolissima, anche se i personaggi non sono poi niente di speciale: ognuno ha il suo ruolo ben definito, ognuno è uno strumento al servizio della trama, anzi, delle trame, vere protagoniste del romanzo. Le vicende romane e l'interludio seicentesco ambientato nelle colonie spagnole del Nuovo Mondo, tra tesori, galeoni, ammutinamenti e naufragi per me hanno un fascino maggiore rispetto agli intrighi spionaggistici del filone "odierno", ma questo credo dipenda in gran parte dai gusti e dalla sensibilità personale del lettore, in ogni caso penso che "le Pietre della Luna" sia un bellissimo romanzo, moderno e molto curato dal punto di vista della documentazione storica. Perfetto per chi cerca una lettura d'intrattenimento, ma con qualità, gusto e stile. Un romanzo che, se fosse stato scritto da un americano, sarebbe già diventato un film, ve lo garantisco! Appassionante dalla prima all’ultima pagina, vi regalerà davvero tanti colpi di scena! Ve lo consiglio se amate i romanzi di avventura ricchi di suspense!
Sono una grande fan della serie di Sara e Oswald, e mentre stavo leggendo il recentissimo "Il mare dei fuochi" ho provato la curiosità di rileggerne i primi volumi, soprattutto, lo ammetto, per rivivere l'evolversi della storia d'amore tra i due protagonisti.
"Le pietre della Luna" é la prima avventura di Oswald Breil, straordinario "piccolo uomo" israeliano e Sara Terracini, bellissima restauratrice, storica dell'arte e archeologa italiana, anche se in questo primo volume i due non si confrontano mai a tu per tu, comunicando solo tramite messaggi crittografati. Le poche interazioni comunque bastano a farci percepire il rapporto di amicizia e rispetto che corre tra loro.
Leggendo le altre recensioni ho notato lettori che si lamentavano degli spostamenti temporali che avvengono nel libro, delle azioni inverosimili che compiono i personaggi, e di come Buticchi sia considerato a torto il "maestro del libro storico italiano". Colgo l'occasione per fare chiarezza su questi punti per chi volesse continuare a leggere la serie.
L'ultima considerazione è sbagliata: i suoi libri non sono storici ma sono di avventura, infatti lo scrittore ligure è considerato "il maestro italiano dell'avventura". Questo implica che i suoi romanzi abbiano quindi una base storica di partenza (tra l'altro studiata e ricercata approfonditamente dall'autore) e poi siamo completati da una larga porzione di "fiction", ovvero di vicende inventate ambientate nella realtà storica scelta. Chi cerca quindi solo assolute verità storiche da questi libri, rimarrà deluso, in quanto essendo libri di avventura, hanno il "permesso" di essere non veritieri.
Chi critica poi le azioni "incredibili" compiute dai personaggi, forse non ha compreso bene il genere che si appresta a leggere: io apprezzo le storie di Buticchi proprio perché i suoi protagonisti risolvono casi millenari, combattono contro il male e salvano anche il mondo(!). È come vedere un film di Indiana Jones: sono film divertenti che sanno intrattenere, ma non sono film verosimili o storici. Lo stesso vale per i libri di Buticchi, con una marcia in più però: la parte storica è talmente scritta bene che leggendo si apprende anche.
Per quanto riguarda l'ambientazione in diversi periodi storici, capisco che possa apparire leggermente confusionaria se non si è avvezzi. Però è una costante a cui se leggerete gli altri libri, vi dovrete abituare. Ma non lasciate che sia questo a scoraggiarvi: Buticchi é un maestro nel ambientare storie apparentemente slegate tra loro in periodi storici lontani per poi far combaciare e confluire tutto nella trama odierna, in cui agiscono i nostri personaggi, Oswald e Sara.
In questo romanzo i periodi storici prescelti sono l'epoca romana al tempo della dinastia Flavia, che segue le avventure di Giunio di Luna (la cui trama tra l'altro viene usata ma non accreditata nel film "Il gladiatore"), le avventure nel XVII secolo di un gruppo di personaggi, e la trama ambientata durante la seconda guerra mondiale. Elemento comune tra tutte le epoche sono le "pietre della Luna ", idoletti romani in oro che rappresentano le fasi lunari e che tornano sempre al proprio possessore...
Rileggendo, mi sono resa conto che la caratterizzazione di Oswald e Sara risulta diversa da come sarà poi nei romanzi successivi (quasi "out of character") , ma sicuramente è dovuto al fatto che questo è il primo libro della serie, e i personaggi dovevano ancora prendere bene forma nell'immaginario dell'autore.
Concludendo, consiglio vivamente la lettura della serie, e soprattutto di questi primo capitolo, che considero tra i migliori della raccolta.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Meglio tardi che mai direte voi e non potrei essere più d’accordo! Finalmente ho fatto la conoscenza della sapiente penna di Buticchi, che così bene vi guiderà attraverso i secoli.
Primo volume della saga con Oswald Breil e Sara Terracini (che ad oggi vanta 14 libri, il più recente uscito nel 2020), mi ha colpito soprattutto nella parte dedicata all’antica Roma che da sempre mi affascina moltissimo. Non mancheranno certamente momenti alla Mission Impossible, forse un po’ troppo al limite del reale, ma quando ci rendiamo conto che l’eroismo prende il connotato puro del coraggio, il libro sale di livello. Gli enigmi archeologici mi hanno sempre appassionata (dai tempi di Indiana Jones) ed è per questo imperdonabile il mio ritardo nell’avvicinarmi ai romanzi di Buticchi, decisamente nelle mie corde.
Verrete catapultati in un incredibile intreccio tra epoche storiche, perfettamente ricostruite viaggiando letteralmente nel tempo dall’antica Roma, nei giorni dell’inaugurazione dell’Anfiteatro Flavio, fino ai giorni nostri, alla ricerca di tre statuette d’oro il cui mistero resiste attraverso i secoli. Vi posso assicurare che vi incollerà alle pagine in un turbine di eventi senza fine!
Questo libro mi ha tenuta impegnata praticamente tutto il mese. Seguire la sua trama non è facile, perché si salta dall'epoca romana al 1600, fino ai giorni nostri. Ma la trama è avvincente: un coraggioso eroe del passato alla cui famiglia sono legate tre splendide statuette, cerca di vivere con onore in un'epoca in cui la corruzione e il profitto dilagano. Un eroe romano, che si innamora di una splendida Vestale. Un galeone spagnolo che dall'America tenta di riportare un enorme tesoro in oro, argento e monili. Un antico manoscritto da decifrare, da salvare e da riportare alla luce dopo secoli di segretezza. E in tutto questo non potevano mancare spie, servizi segreti di mezzo mondo e un grande pericolo per la Terra da sventare. Sembra impossibile mixare elementi così diversi in un unico libro, ma Buticchi c'è riuscito egregiamente.
DNF - Un grandissimo peccato, perché l'idea del romanzo d'avventura mi è sempre piaciuta, con le sue scoperte archeologiche, ricerche di antichi manufatti ed intrighi planetari, e le trame di Buticchi sono tutte avvincentissime. Ma lo stile... Un polpettone da fotoromanzo, con buoni integerrimi, cattivi malvagissimi e sfide rocambolesche continue. No no, troppo scontato e piatto. Ancora peccato.
Mi avevano parlato bene dell'autore per il tono avventuroso diviso tra passato e presente delle sue storie. Cosa dire, non è male, ma non so se continuerò la lettura degli altri volumi della serie. In diversi frangenti mi sono annoiata a morte e per i libri di avventura questa è una cosa che non dovrebbe mai accadere. Anche le storie di Smith, con tutte le estenuanti descrizioni dei paesaggi non mi hanno fatto calare la palpebra come questo libro.
Non è facile avventurarsi in una vicenda simile e mantenere alti ritmo e attenzione fino alla fine del libro. In questo libro Buticchi ci riesce magistralmente, recuperando le sorti di una vicenda che sarebbe sfociata facilmente nella banalità e rendendola scorrevolissima e abbastanza intrigante. voto 6.5
Bel romanzo di avventura, in cui si toccano temi come storia antica, moderna, si parla di Spazio, asteroidi... e di tre pietre misteriose. Consigliato.
Primo libro di Buticchi che leggo, consigliatomi per la grande competenza storica nelle ricostruzioni e le trame avvolgenti e intrecciate…tutto meravigliosamente vero!!!
Oyyy... This guy had some interesting plot ideas, and most of the reading is pleasant enough, but, at least in this book, his writing pretty much sucks. It is so filled with clichés and predictable events, plus the juxtaposition of different times and places sometimes seems kind of forced, and leaves loose ends. Since I have a later book by this guy too, I hope he learned how to write after some practice. I still gave it three stars because it had some very interesting parts, plus I just really love reading Italian. I had to lower his grade after reading "La Doppia Vida de M Laurent" because i gave it two stars, but it is better than this thing.
Non ho apprezzato molto i continui salti nel tempo, troppo frequenti anche all'interno di uno stesso capitolo, che rendono a tratti molto complesso seguire la trama. Anche il mischiare tre periodi storici non mi è troppo piaciuto. Il finale mi ha un po' deluso, creando un passaggio troppo brusco dal clima epico a quello melenso strappalacrime da romanzo rosa. Proverò a leggere ancora qualcosa di questo autore, che sembra essere un maestro di del romanzo storico italiano, sperando che si riscatti.
I continui salti avanti e indietro nel tempo, e i repentini cambi di scena spezzano un po' troppo la narrazione...
E anche il fatto di mischiare 3 periodi storici completamente diversi, facendoli intrecciare (e neanche troppo bene) dopo 380 pagine con una spiegazione striminzita non ne fanno un bel libro.
Un piacevole libro di avventure e azione, ambientato in più epoche. Mi è piaciuta molto la parte relativa all'Antica Roma, che poi è quella che occupa un abbondante 50% della storia. Credo che leggerò altro di questo autore.