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Vermicino: l'Italia nel pozzo

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Un afoso pomeriggio di giugno del 1981 il piccolo Alfredo Rampi precipita in un pozzo artesiano nei pressi di Vermicino. Ora dopo ora in quel budello ci finisce tutta l'Italia. In televisione va in onda una diretta non stop che ipnotizza la nazione intera per poi lasciarla inebetita e depressa quando il finale non sarà quallo atteso da tutti. Ne viene fuori una folgorante istantanea dell'Italia di quel periodo, a cavallo tra arretratezza e modernità.

277 pages, Paperback

First published January 1, 2007

25 people want to read

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews341 followers
September 13, 2017
Chiunque avesse più di 5-6 anni nel 1981 ricorda bene la vicenda di Vermicino, quei terribili 3 giorni che tennero l’Italia col fiato sospeso nella speranza sempre più labile di un finale da favola e non da tragedia.
A Vermicino, un bambino di 6 anni era caduto in un pozzo, andando giù giù fino a -30 metri.
Per fortuna arrivarono i buoni a salvarlo, i pompieri con il capo dei pompieri; purtroppo non vollero ascoltare i consigli degli speleologi che si divertivano ad andare nei buchi, perché i pompieri pensavano di essere i più buoni di tutti. E così decisero di fare un buco di fianco al buco, ma la grossa trivella scavava e vibrava, e il bambino scendeva, ma nessuno se ne accorgeva. Solo la mamma sembrava capire cosa fare, ma nessuno voleva ascoltare. E poi arrivarono in tanti, 20000 persone ad aspettare che il bambino Alfredino tornasse su. Una telecamera della TV, ad aspettare che il bambino venisse tirato fuori. Arrivò anche il Presidente partigiano, ma questa battaglia era difficile da vincere. Serviva competenza e sangue freddo, oltre che cuore e generosità. E fuori da quel buco, 30milioni di persone guardarono per 3 giorni la tv, ad aspettare che qualcuno tirasse fuori una soluzione. Nel buco si infilarono in due, riuscirono ad arrivare al bambino, ma non c’era più niente da fare. Poi la favola andò a finire male. Le Tv si spensero, la gente tornò a casa, e il bambino rimase nel buco ancora un bel po’ prima che riuscissero a tirarlo fuori. Cercarono la colpa di quello che era successo, ma la colpa non era di nessuno.
Siamo in Italia. Oggi, le emergenze le sappiamo gestire molto meglio (ma a prevenirle siamo messi come allora).
Libro di notevole rigore ed asciuttezza (pubblicato nel 2006, e non sull’onda del trentennale, come hanno fatto altri, ogni riferimento a Uolter Ueltroni è casuale), che ha un approccio del tutto diverso dalla ormai storica diretta a cui si imputa di avere creato il mostro della “tv del dolore”. Infatti, nelle sue quasi 300 pagine non “chiama” mai le lacrime, pur se non risparmia dettagli e minuziose ricostruzioni dei fatti.
Ottimo lavoro non solo di ricostruzione storica dei fatti ma anche di interpretazione politica e semiotica della loro rappresentazione (le due parole evocano noia e partitismi ma non è assolutamente questo il caso).
Profile Image for Astrid Virili.
60 reviews7 followers
June 16, 2012
avevo solo sette anni quando �� successa la tragedia di vermicino, e me la ricordavo come una storia triste ma solo in maniera molto vaga.
l'ho letto ieri sera tutto d'un fiato senza riuscire a staccarmene, e dopo non potevo dormire. non si tratta semplicemente di una storia tragica e triste, �� un racconto orribile che fa rizzare i capelli in testa per l'incredibile serie di errori commessi da chi diresse le operazioni di soccorso. una storia che al tempo emozion�� tutti, ma che sembrava quasi rimossa dalla memoria storica.
massimo gamba riesce a ricostruire gli eventi e a trasmettere le emozioni di allora in maniera molto avvincente e commovente insieme.
Profile Image for Giada.
867 reviews13 followers
July 17, 2022
4,5 stelline

Credo che non ci siano molte parole per esprimere quello che ho provato quando ho sentito parlare per la prima volta del caso di Alfredo Rampi. Alfredino è un bambino che è diventato negli anni un simbolo. Un piccolo angelo che ci ha ricordato la nostra umanità, la nostra forza di volontà e purtroppo... anche la nostra impotenza. Alfredino non è solo un bambino caduto in un pozzo ma è l'incarnazione di un mondo che nonostante la continua evoluzione, la tecnologia, le scoperte mediche e scientifiche si deve inchinare di fronte a un nemico invincibile: la morte. Questo libro è la ricostruzione di quei tragici momenti, di quelle lunghe ore che hanno portato l'Italia a unirsi in un unico abbraccio e che ha portato per la prima volta le tv italiane a seguire febbrilmente e in diretta ogni singola mossa dei soccorritori. È la nascita delle grandi dirette ma anche di quella tv "del dolore" che ci sconvolge e affascina allo stesso tempo. Conoscevo solo in parte il caso di Alfredino e riscoprire ogni singolo retroscena, da quelli più "luminosi" a quelli decisamente più discutibili mi ha sconvolto e in parte traumatizzato. Non ero ancora nata quando è avvenuta questa tragedia ma i miei genitori mi hanno raccontato di quel piccolo alimentando fin da bambina la mia paura dei pozzi, soprattutto quelli di campagna, più nascosti e spesso lasciati incustoditi. È difficile dare un giudizio perchè… è una storia vera. Sono le ricostruzioni accurate di quegli istanti e ripensare a quel bambino, a quei genitori così amati e in seguito odiati dai mass media, a quei soccorritori visti in un primo momento come angeli e in seguito come mostri da additare per ricercare il "mostro/ colpevole" fa...male. È una storia che spezza il cuore e che spero possa almeno in parte aiutare il prossimo. Spero possa mettere in guardia e far capire l'importanza di cercare di evitare certi incidenti ma anche di intervenire prontamente e con i giusti mezzi di soccorso. Ho i brividi ogni volta che ci penso. L'ho pure voluto leggere a giugno e in prossimità dell'anniversario della morte del piccolo proprio per vivere con maggiore intensità quei drammatici momenti. Se siete alla ricerca di un libro sull'argomento credo che possa fare al caso vostro. La ricostruzione degli eventi è molto accurata e divisa in giorni e ore per analizzare ogni istante, ogni scelta e ogni conseguenza.
La storia di Alfredo Rampi per quanto tragica deve essere raccontata, deve essere un monito e un insegnamento, deve mostrarci come anche dalle tragedie più terrificanti possa nascendere qualcosa di nuovo… qualcosa di buono.
Essendoci parti molto strazianti e momenti molto forti e purtroppo autentici vi consiglio di iniziarlo con la giusta preparazione. Sapere di star leggendo la storia vera di un bambino morto tragicamente in un freddo pozzo e senza poter riabbracciare la sua mamma e il suo papà, sentire il racconto di quegli istanti, della sua vocina disperata chiamare la sua mamma… è… orribile…
Iniziatelo solo se vi sentite forti abbastanza. Se siete sensibili e non in grado di affrontare questo viaggio evitate… leggendolo ho pianto tantissimo, sono stata male immedesimandomi in Alfredino e in tutte quelle persone che hanno provato a salvarlo, ho pensato ai genitori e… non vi consiglio di leggerlo se già sapete che potreste stare ancora più male. Iniziatelo a vostro rischio e pericolo e mettendo al primo posto la vostra salute fisica e mentale!
Profile Image for Chiara Canu.
179 reviews8 followers
July 21, 2021
"L'ultima volta che gli parlai Alfredino mi urlò col tono che usava quando era arrabbiato: 'nun me sta' a racconta' bugie, che nun te credo più'. E così, da allora non ebbi più la forza di parlargli. Aveva ragione lui, io gli stavo raccontando bugie, e quando una mamma racconta bugie i figli lo capiscono".

Non sono passati molti anni da quando conobbi questa vicenda per la prima volta. Non ricordo nemmeno come, forse un accenno alla TV o da parte di mia madre. Fatto sta che mi ritrovai subito coinvolta dalla ricostruzione de "La storia siamo noi" del 2005, recuperata facilmente su YouTube. E quello che ancora più mi arriva come una gelata nel petto è il pianto di questo bimbo intrappolato dalle profondità di un pozzo artesiano. Straziante quanto basta per voler andare avanti e approfondire, al punto da rientrare nella classifica delle tragedie di cui la mia mente non si capacita mai. Ma forse nessuno può esserne in grado, ancora di più chi quella vicenda l'ha vissuta e seguita nella lunga diretta storica del 1981, durata ben tre giorni di fila, dalla mattina alla notte fonda.

Mentre alla TV debutta la nuova serie Sky sulla storia di Alfredino, io mi imbatto nel libro di Massimo Gamba, giornalista e autore televisivo. Ci si ritrova di fronte a una ricostruzione dettagliata e accuratamente ricercata. Ciò che colpisce è che questo libro non è solo la rivisitazione di quelle tre notti, ma è la più forte testimonianza di ciò che fu dall'inizio alla fine: dai soccorsi alle incomprensioni tra gli operatori, al primo fenomeno che diede vita agli odierni e abituali reality, per arrivare a tutto quello che fu nei giorni successivi, dalle infinite polemiche fino al processo. In tutto questo l'autore lascia poco spazio alle personali prese di posizione. Ogni cosa di quei fatti andò così, fino all'oblio sociale ma non emotivo, come qualsiasi finale di ogni tragedia importante che ha colpito l'Italia, questa Italia bellissima ma affamata di protagonismo, che sempre casca nella trappola di saper tutto solo dopo, sempre e soltanto dopo. Oggi come allora, poco è cambiato.

Ed è facile allora sentire come l'amaro in bocca somigli sempre più al destino della nostra nazione.
Profile Image for stefano.
188 reviews159 followers
November 14, 2019
C'è un bambino nel pozzo! Che si può fare? Tiriamolo fuori, caliamoci un contorsionista, scaviamo un pozzo accanto. Mandiamo giù una corda, una tavoletta, qualcosa a cui si aggrappi. Cerchiamo uno speleolgo, un geologo, una trivella. Un piccone e una vanga. Intervengano i pompieri, la protezione civile, il club alpino italiano. Si giri, dottore, in favore di telecamera. Proviamo! Proviamo! Proviamo! Non facciamoci mancare nulla, nemmeno il piccolo sardo, come se fosse una barzelletta. Chissà se aveva anche il formaggio... Mandiamo giù un microfono, contattiamo il cameraman: si apra il circo, arrivino i fenomeni. Possiamo prenderlo così, dovremmo far cosà, che lo imbraghi per di qui, ma non è meglio per di qua? Chi lo sa!?! C'è mica qualcuno che lo sa, là in mezzo, com'è che si tira fuori un bambino da un pozzo? E tutti, ma proprio tutti, che arrivino a Vermicino, stendano le tovaglie, mangino i ghiaccioli! Lo spettacolo è gratis, signori, c'è un bambino dentro il pozzo. E chi non può venire, non si preoccupi, può seguire il rito comodamente da casa, in poltrona: è la tv, bellezza. Un momento, fate largo! È arrivato il presidente! Si mette le cuffie, parla con il bimbo! Che bravo presidente! Fosse un po' più mingherlino, si calerebbe anche lui dentro il pertugio. Venghino, siori, venghino, tutti a Vermicino, c'è un bambino dentro il pozzo, si chiama Alfredino, c'è persino il presidente!

(e nel frattempo Alfredino scivola sempre più giù, fino a morire. Vittima della sfortuna e dell'improvvisazione, dell'Italia che si rivolge al cognato invece che all'esperto.Di quell'Italia geniale e maneggiona che costruisce la casa abusivamente, non copre i pozzi, e se un bimbo casca dentro si affida alla tv... E io, ogni volta che in radio sento code per curiosi non posso che pensare a quel presidente con la pipa: se l'ha fatto lui, il curioso, perché non lo possono fare tutti gli altri?
Profile Image for Elisa.
242 reviews6 followers
February 10, 2022
Da tempo questo libro è nel mio Kindle ma non avevo mai trovato la forza di affrontarlo.
La storia di Alfredo Rampi credo la conoscano più o meno tutti. Io non ero ancora nata, ma a grandi linee sapevo cosa era successo. Solo marginalmente però. Per questo per me questa lettura è stata molto dolorosa e difficile.
Il libro tratta sia l’evoluzione della ‘catastrofe’ sia il dopo legato alla ricerca di colpe, ai se ai ma ed a tutto quello di cui è facile parlare dopo.
La scrittura è fluida e ci sono tantissime fonti citate più volte, insomma un vero e proprio lavoro certosino di studi ed informazioni.
I sentimenti che fa nascere questo libro sono tanti. Rabbia, dolore, indignazione, disperazione mentre ci si trova a pensare ad un bimbo che è sopravvissuto per un tempo davvero lunghissimo ad una situazione al limite del possibile.
C’è anche una serie su sky, ben fatta che alla fine non ho potuto non guardare.
Un pezzo di Italia da leggere e da non ripetere mai più.
Un pensiero ad Alfredino ❤️
Profile Image for Naki.
565 reviews
November 12, 2022
4,5 stelline

Una ricostruzione accurata e angosciante su un caso di cronaca che è impossibile dimenticare :(
Molto interessante. Consigliato.
Displaying 1 - 11 of 11 reviews

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