In questa composita raccolta Flaiano descrive luoghi dell'Abruzzo natio in cui la desolazione è profondamente radicata e figure che, su quei fondali, paiono inesorabilmente votate all' come l'intellettuale romantico e decadente che sospende un'assunzione fatale di veronal solo per la momentanea fioritura di una rosa, o il giovane, ultimo di sei fratelli, cui la famiglia non perde occasione di rinfacciare il suo status di indesiderato, di nato "a tavola sparecchiata". E quando, nel più lungo di questi racconti, Flaiano rievoca la vicenda di uno zio prete, don Oreste, la narrazione affonda ancor più tra quelle rocce scarne, dove "i cattivi umori della terra cristallizzano" e generano quel Blu di Prussia "velenoso, sordido, intelligente...".
Flaiano wrote for Cineillustrato, Oggi, Il Mondo, Il Corriere della Sera and other prominent Italian newspapers and magazines. In 1947, he won the Strega Prize for his novel, Tempo di uccidere (The Short Cut). Set in Ethiopia during the Italian invasion (1935–36), the novel tells the story of an Italian officer who accidentally kills an Ethiopian woman and is then ravaged by the awareness of his act. The barren landscape around the protagonist hints at an interior emptiness and meaninglessness. This is one of the few Italian literary works (which has been constantly in print for sixty years) dealing with the misdeeds of Italian colonialism in Eastern Africa. In 1971 he suffered a first heart-attack. "All will have to change", he wrote in his notes. He put his many papers in order and published them, although the major part of his memoirs were published posthumously. In November 1972 he began writing various autobiographical pieces for Corriere della Sera. On November 20 of the same year, while at a clinic for a check-up, he suffered a second cardiac arrest. His daughter Lelè, after a long and grave illness, died at age 40 in 1992. His wife Rosetta Rota, sister of composer Nino Rota, died at the end of 2003. The entire family is buried together at the Maccarese Cemetery, near Rome. [edit]Flaiano's Rome Flaiano's name is indissolubly tied to Rome, a city he loved and hated, a caustic witness to its urban evolutions and debacles, its vices and its virtues. In La Solitudine del Satiro Flaiano left numerous passages relating to his Rome. In the Montesacro quarter of Rome, the LABit theatre company placed a commemorative plaque on the facade of his house where he lived from 1952. Critic Richard Eder wrote in Newsday: "To read the late Ennio Flaiano is to imagine a bust of Ovid or Martial, placed in a piazza in Rome amd smiling above a traffic jam. In his antic, melancholy irony, Flaiano wrote as if he were time itself, satirizing the present moment."
Dovrebbe essere una raccolta di pezzi inediti ed editi di Flaiano. In realtà è una collana di perle fatta di pura sagacia. Flaiano non scrive aforismi, è un aforisma lui stesso. Incisivo, brillante, tagliente, mai compiacente.
Uno per tutti:
«Un tale, morto, consegnò al suo angelo custode la propria coscienza. Era intatta, senza il più piccolo rimorso. - Senza il più piccolo rimorso? - commentò l'angelo che quel giorno era di buonumore. - Che mancanza d'immaginazione. -»
"L'inchiesta", "L'ispirazione del mattino", "Prova di scrittura" sono dei piccoli diademi che sottolineano la sua finezza intellettuale. Da leggere, rileggere, rifletterci, riflettersi.
Una raccolta di scritti (brevi racconti, note, pensieri, aforismi) disomogenea, ma piacevole. Flaiano è lieve come una piuma e tagliente come un bisturi, arguto, sagace, ironico, sarcastico, amaro, mai cinico (forse un po' lo è, ma poi gli passa); smaschera le nostre ipocrisie, mette a nudo i nostri difetti facendoci riflettere e sorridere insieme. Un uomo intelligente.
Un tale, morto, consegnò al suo angelo custode la propria coscienza. Era intatta, senza il più piccolo rimorso. - Senza il più piccolo rimorso? - commentò l'angelo che quel giorno era di buonumore. - Che mancanza d'immaginazione. -
Primo approccio del tutto casuale all'autore, quindi non so se sia il testo giusto o meno per iniziare ma avevo un buono e il libro era del prezzo giusto per cui la decisione è stata presa dal destino. È una raccolta che comprende oltre all'opera da cui il titolo anche altri racconti dell'autore. L'autobiografia è un insieme di stralci, racconti, aforismi il cui protagonista è il blu di Prussia che ci dispensa verità e considerazioni. Personalmente ho sottolineato quasi tutto, entrando in risonanza, trovandomi stimolata da quasi tutti: è infatti la parte che ho preferito di tutto il libro. I racconti sono un po' altalenanti: alcuni buoni, altri estremamente sagaci e geniali (ad esempio il palloncino del 1948 e l'inchiesta). La prosa è ben studiata, come se ci fosse una riflessione dietro ogni parola, scelta con cura e precisione e posizionata come una gemma incastonata del diadema della frase. Il tutto è apparentemente disordinato, ma ci si orienta dopo poco e pian piano si mette a fuoco che in realtà tutto quello che serve è a portata di mano, anche se non dove ci si aspetterebbe che sia, ma forse proprio dove davvero dovrebbe essere.
Mentre me lo gustavo mi sembrava il primo libro che leggevo da secoli, mi ha fatto riscoprire il piacere della letteratura, nonostante venissi da altre letture eccezionali: ma con i libri fatti su misura per me è sempre così, una riscoperta del mio amore, come nuovo innamoramento per gli scritti, che assaporo come non avessi mai letto null'altro in vita mia e mi si aprisse un mondo pieno di promesse e mi rimane la voglia di immergermi di più, continuare con altre opere miracolose.
Direi adatto a chi ama le narrazioni brevi, la completa assenza e non necessità di trama, la pungente prosa di chi non teme di parlare di nulla e poi parla di sé, mascherato in un doppio anche se irreale, assurdo perché l'interiorità talvolta è meglio affrontarla sul piano astratto, non macchiarla con la triviale concretezza del reale.
Il libro è una raccolta di scritti inediti di Ennio Flaiano, abbastanza disomogenea. Spiccano alcuni pensieri veramente brillanti:
“I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume”
“La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia.”
“Il pensare ai buoni momenti del passato non ci conforta perché siamo convinti che oggi li sapremmo affrontare con maggiore intelligenza e trarne migliore profitto”
Ho fatto un po’ fatica a trovare il collante tra le varie parti; che forse non c’è. Tanti pensieri interessanti ma non connessi tra loro alla fine si leggono con minore interesse.
La vita di società ha questo di buffo, che ognuno crede di recitarvi la parte principale. Tu, grida più degli altri.
Non avendolo trovato in libreria e impaziente di leggerlo, ne ho recuperata in biblioteca una vecchia edizione Rizzoli (1974), risultato di una scelta, curata da Cesare Garboli, di scritti ‘superstiti’ di vario genere: racconti, pensieri, limerick e calembour, per lo più inediti e che ho apprezzato ancora di più alla seconda lettura. Con sorpresa ho ora scoperto che, pur avendo lo stesso titolo, è per la maggior parte differente dalla nuova edizione ”Adelphi” (2003), curata da Anna Longoni, nel frattempo procurata. Infatti solo i racconti della prima parte, Autobiografia del Blu di Prussia e alcuni della seconda Taccuino del marziano sono gli stessi; la terza raccolta poi, La valigia delle Indie, non compare affatto nell’ultima edizione. Questa (1974) contiene anche in appendice riproduzioni di appunti a mano e dattiloscritti dell’Autore. Ha la copertina rigida e una colorata sovraccoperta… spiraleggiante (v.nota pag. 169): belle sì, ma così poco pratiche! Devo restituire il libro alla biblioteca, ma andrò a cercarne in libreria uno che contenga quelle parti escluse, perché ho bisogno di non perderne i contenuti.
Qui giace Ennio Flaiano tra il materiale raccolto del suo romanzo inedito Le memorie di un giorno non durano più.
«L'evo moderno è finito. Comincia il medio-evo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato».
Flaiano postumo e in parte dispensabile soprattutto per quanto riguarda le lettere e gli epigrammi (in cui indugia anche nell'inglese e in una divertita scurrilità). Eppure, per lo meno nella parte intitolata "Taccuino del marziano", e in particolare nelle brevi "confessioni romane", c'è il Flaiano più indispensabile.
Si tratta di una raccolta di racconti e abbozzi di racconti, spesso privi di particolare interesse. Eccezioni sono due piccole gemme: Il palloncino del 1948 e L’inchiesta. Il primo, descrivendo i diversi atteggiamenti dei passanti di fronte a un palloncino sfuggito al proprietario, offre uno spaccato della Roma del dopoguerra. Il secondo è una satira dello stolido atteggiamento dei funzionari pubblici, testimoniato da un paradossale interrogatorio.
"Ma alla fin dei conti, essere pessimisti circa le cose del mondo è un pleonasmo, non è che anticipare quel che accadrà." (p. 25)
"Le migliori poesie si scrivono con un dito sull'acqua della vasca da bagno e i più bei saggi di prosa sulla sabbia, con un bastoncino di bambù." (p. 52)