Tiziano Sclavi is an Italian comic book and novel writer, who has also worked as a journalist. Sclavi is most famous for creating the Italian bestselling comic Dylan Dog, started in 1986 and still ongoing, a horror pastiche featuring a paranormal investigator. More than 450 monthly 90-pages long issues have appeared in the series, with Sclavi as the most recurrent script writer in the first decade of serialisation.
La premessa era interessante: tre persone deformi che condividono una stanza di ospedale. Perchè sono lì? Perchè, come il resto dei pazienti del reparto, sono considerati "mostri" dal resto del mondo. Persino le infemiere che li assistono quotidianamente (la grassa Marisa e la materna Ilde) a volte non possono fare a meno di lasciar trapelare un leggero disgusto nei loro confronti. Ogni giorno la stessa routine: sveglia alle 6, bagno, sigaretta per Ciccio e qualche battuta scambiata con le infermiere, pranzo, giro dei medici e un'attesa infinita per i risultati degli esami del sangue, che sembrano non arrivare mai. Questo è il triste destino di Ciccio il nano, Sam l'uomo senza arti e il demente Gnaghi (ritorna direttamente da Dellamorte Dellamore, e ci chiediamo se è un omonimo o siamo nello stesso universo di Francesco Dellamorte). Tutto sommato è una lettura molto leggera, con una storia che sembrava interessante, ma che sembra non concludersi. Nei capitoli ogni tanto ritroviamo le illustrazioni di Federico Maggioni con brevi titoli o didascalie (es. "Ciccio sogna questo", "Gnaghi vede quello"), che però sembrano non c'entrare molto con la narrazione, cosa che mi ha confuso un po' durate la lettura. Come ho già detto la storia sembra incompleta. Capisco che forse Sclavi voleva dimostrare un senso di rassegnazione in Ciccio per il proprio destino, ma diciamo che non è così chiaro e sembra soltanto che la narrazione si interrompa quasi bruscamente. Inoltre molti misteri rimangono inspiegati che mi lasciano perplessa e che mi fan dire "E dunque cosa succede dopo?". Penso che Sclavi sia un miglior fumettista che scrittore. Riesce a ideare trame che funzionerebbero in un fumetto perchè accompagnate da una parte visiva che può dire di più della situazione rispetto ai dialoghi, ma che in un romanzo risultano solo banalotte e incomplete.
Il mio personale amore (e riverenza e gratitudine) verso Tiziano Sclavi mi ha portato a leggere questo suo oramai vecchio romanzo: nell'edizione per me cult della Camunia, copertina nera lucida, illustrazione fascinosa in copertina, curiosità da evadere, sapore di anni Novanta fra le dita.
Leggerlo, però, è stato decisamente deludente. L'ambientazione ospedaliera è interessante, i "mostri" ci sono e con loro tutti i migliori presupposti: ma la storia non va da nessuna parte, non c'è trama ma routine, non c'è psicologia, non c'è terrore o -come avrei creduto- insegnamento pedagogico e sociale. Ciccio, Sam e Gnaghi vagano, più o meno interloquiscono, interagiscono con infermiere-fate che non si sa che fine fanno, indagano su misteri che restano irrisolti, vanno a ritirare esami che non leggono.
Più che un affresco, queste pagine sembrano piccoli accenni minimi di pennellata di un quadro che resta sospeso, senza sfondo, senza primo piano, senza tema. Non basta, per quanto sapientemente fatto, fare una carrellata di deformità viste in corsia per salvare questo libro. Anche se non basta questo per intaccare il mio personale amore (e riverenza e gratitudine) verso Tiziano Sclavi.
Piano piano sto recuperando tutte le opere di narrativa di Tiziano Sclavi e anche Mostri non delude. Racconto scarno della vita di tre "mostri" in un ospedale come chissà quanti, che si sottopongono alle cure di dottori, infermieri e studenti. Persone comuni, capaci o meno che si susseguono una scena dopo l'altra. Questo è un racconto che parla di attese, infelicità, dolori, di piccole gioie ma più in generale della vita, di persone sfortunate che cercano negli altri un appiglio per andare avanti. Stupendo.
Spettacolare, il più bel libro di Sclavi letto fin'ora. Semplice, chiaro e crudo. Come sempre Sclavi è molto bravo a mostrare il lato brutale e nascosto del quotidiano.
chi non conosce tiziano sclavi? vi dò un aiutino... chi non conosce dylan dog? ecco, il suo autore è tiziano sclavi. principalmente fumettista, ha scritto oltre a questo (ultima creazione) altri romanzi da cui sono stati tratti anche dei film. ed ecco il motivo per cui ho voluto tentare con questo libro: quando guardando gli ultimi arrivi alla biblioteca ho preso in mano questo libro incuriosita dalla copertina sono rimasta incuriosista dall'autore, dal formato e dall'aspetto generale del libro quindi l'ho preso in prestito. è stata un sorpresa. come sempre quando mi avvicino a un libro per caso, mi limito a leggere dalla prima riga all'ultima, senza soffermarmi a guardare interni di copertina o cose simili, generalmente la storia mi avvolge e terminato il libro è un po' come se lasciassi un amico. lasciando perdere queste sdolcinatezze da lettrice, questo libro non mi ha lasciato questa sensazione, sembra quasi un libro incompiuto. arrivata all'ultima pagina il pensiero è stato: "è quindi?" il che può essere un bene o un male a seconda del punto di vista, nel mio caso tende a essere un male.
ma andiamo con ordine, il libro è interessante già solo per come è fatto. non pensate al classico libro senza illustrazioni e non pensate neanche a un libro illustrato. è un libro diverso. alcune pagine sono colorate come se ci fosse caduto l'inchiostro, altre sono colorate a metà. in alcune è presente un'illustrazione, tutte le immagini sono a cura di federico maggioni, disegni semplici e complessi, se volgiamo un po' infantili che accompagnano la lettura rendendo visivo quello che le parole narrano, senza essere invadenti. alcune illustrazioni a doppia pagina sono davvero magnifiche, altre lasciano un po' perplessi ma nel complesso direi che sono azzeccatissime! le pagine non sono numerate, sicuramente superano il centinaio, ma il carattere è scritto grosso e io ci ho messo un paio di ore a leggerlo tutto (sono piuttosto veloce, ma non è un libro lungo). veniamo ora alla storia, ammesso che di storia si tratti, credo che sia meglio definirla istantanea. siamo in un'ospedale, o meglio in una clinica di lungo degenza e i pazienti sono i mostri a cui fa riferimento il titolo. persone bizzarre nell'aspetto e nella mente, che vivono la loro vita nel loro reparto, anzi nella loro stanza e i cui contatti umani sono molto limitati. i nostri compagni di avventura sono Gnaghi (un demente), Sam (privo di braccia e gambe) e Ciccio (un nano). attorno a loro medici, infermiere, personale dell'ospedale. nessun altro, se si esclude qualche rara visita dal mondo esterno. i contatti con gli altri degenti del reparto sono nulli, a volte ciccio camminando per il corridoio ci rende partecipi di come sono fatti gli altri pazienti, ma nessun contatto avviene con loro. tutto il libro è un narrare le loro giornate, dalla sveglia alla sera.
inutile dirvi che non è un libro coinvolgente, non c'è azione, in nessuna forma, il momento più emozionante è quando i tre vanno in giro "di nascosto" per l'ospedale per ritirare degli esami! eppure è un libro interessante, da leggere un po' per curiosità visto l'autore e un po' perchè qualcosa, alla fine, rimane nel lettore.