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Una settimana di bontà: Tre romanzi per immagini

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Con il romanzo, com’è noto, i surrealisti non ebbero fortuna. Sicché, alla distanza, i più rapinosi potrebbero rivelarsi proprio quei romanzi per immagini che Max Ernst elaborò fra il 1929 e il 1934 ritagliando illustrazioni di feuilleton dell’Ottocento e dei primi del Novecento, e assemblandole poi in collage a cui aggiungeva didascalie di sua mano, destinate a essere, scrive Giuseppe Montesano, «segnali devianti e pervertimenti del senso comune». Sono immagini folte di fanciulle sensuali e innocenti insidiate da tenebrosi allievi di Sade, e di messieurs in abito nero e ghette che nascondono manie vergognose, mentre sullo sfondo freme «la città piena di sogni» di Baudelaire e ancora «lo spettro adesca il passante in pieno giorno». Un allestimento onirico ereditato dai romanzi d’appendice, dunque, ma che Ernst – con il suo montaggio fatto di accostamenti misteriosi e tagli oscuri, di esaltazione del caso e di ebbrezza dell’analogia, con il suo cinema al ralenti e il suo graphic novel per soli adulti bambini – ha saputo trasformare, non senza un tocco di germanico unheimlich, in vessillo della sommossa perenne del desiderio. Si installa così in queste pagine perturbanti il più cupo e luminoso erotismo mai evocato dai surrealisti, dove un seno è un giocattolo e una capigliatura un sesso palpitante, dove i fantasmi del piacere hanno scollature abissali e le ossessioni si mutano in animali da preda, dove un lenzuolo su un corpo nudo è una cascata letterale e i rivoltosi dell’amore volano dalle finestre degli abbaini.

497 pages, Paperback

First published October 1, 2008

133 people want to read

About the author

Max Ernst

156 books99 followers
Max Ernst was a German painter, sculptor, graphic artist, and poet, considered one of the chief representatives of Dadaism and Surrealism.

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Sarinys.
466 reviews174 followers
April 7, 2016
Un po' troppo perso nel suo trip esoterico, per i miei gusti. Surrealista è surrealista, ma i quadri di Ernst sono più lisergici. Interessante l'ultimo romanzo, Una settimana di bontà, senza didascalie, dove mostri e chimere affollano stanze borghesi in mezzo a divani e lampadari pomposi.
Profile Image for Zioluc.
718 reviews49 followers
March 20, 2017
Tre "romanzi per immagini" che Ernst ottenne ritagliando e incollando illustrazioni di vecchi feuilleton e - a volte - inserendo didascalie evocative.
Surrealismo a ruota libera in fumetto senza parole che spesso offre immagini bellissime nel loro essere sorprendenti, minacciose, sensuali o comiche. Da sfogliare mille volte.
Profile Image for Moloch.
507 reviews781 followers
February 18, 2015
Sono in ritardo col Reading Challenge (tutta colpa de L'Aleph ) e quindi ricorro a squallidi mezzucci: leggere libri di sole figure!

Scherzi a parte, in realtà ciò non vuol dire che questo Una settimana di bontà, dell'artista surrealista Max Ernst, sia un libro facile, anzi. Lo vidi per la prima volta al bookshop della mostra "Genio e follia" (Siena, 31 gennaio-25 maggio 2009): purtroppo costava (e costa) parecchio, e il mio primo pensiero fu: "spendere così tanto per un libro di cui probabilmente non capirò nulla?". Eppure è rimasto sempre presente nelle mie "liste desideri" e, quando finalmente si è presentata l'occasione vantaggiosa, l'ho acquistato.
Come spiega il sottotitolo, "Tre romanzi per immagini", sono riunite qui tre storie, La donna 100 teste, Sogno di una ragazza che volle entrare al Carmelo e Una settimana di bontà, i cui quadri sono composti da Ernst attraverso la tecnica del collage, assemblando insieme ritagli da giornaletti scandalistici o dal Petit Journal (un quotidiano popolarissimo in Francia alla fine dell'Ottocento, riccamente illustrato, in cui si potevano trovare notizie di cronaca nera e romanzi a puntate) e di altra provenienza. A queste composizioni vengono aggiunte, in La donna 100 teste e in Sogno di una ragazza..., delle didascalie oscure o ironiche. Per avere un'idea dello stile di queste immagini (senza però le didascalie), questo è il risultato in Google Images digitando "une semaine de bonté". Il risultato è estremamente affascinante e inquietante, con queste strane tavole, popolate da figure spesso metà umane metà bestiali, con scene spesso violente, tra supplizi bizzarri e fanciulle seminude, con dettagli ingigantiti o sproporzionati o del tutto fuori luogo, e soprattutto sinistramente erotiche, le cui didascalie (quando presenti), se non arrivano proprio a spiegarne il senso, quanto meno orientano in una certa direzione la lettura.

Come è evidentente fin dal titolo nel caso di Sogno di una ragazza che volle entrare al Carmelo, questi "romanzi per immagini" hanno tutti le caratteristiche di lunghi sogni malati, morbosi (in particolare quello appena citato, in cui sembra quasi di affondare in questa inquietante palude di fanatismo religioso, misticismo quasi barocco, sessualità repressa e paradossalmente inconsapevole, infantile), in cui le proporzioni non esistono, le scene e i visi si sovrappongono, tutto avviene simultaneamente. Nella postfazione si fa soprattutto riferimento a Freud e al suo concetto di "spostamento", secondo cui l'elemento rimosso dalla coscienza e riportato in superficie dal sogno si sostanzia in dettagli apparentemente incongrui o insignificanti, ed ecco il perché (credo) di questi interni opulenti, di queste immagini sovraccariche di oggetti e particolari, quasi come strani "rebus" della Settimana enigmistica.

Arrivata all'ultima pagina, non posso dire, se voglio essere onesta, di averlo capito al 100%... però certamente è un libro che lascia un'impressione potente, fra immagini che scorrono via come in un film muto impazzito, e talvolta ti colpiscono per intuizioni e associazioni rivelatrici tra figura e testo.
E poi, per passare improvvisamente su un terreno più prosaico, è in definitiva un libro assai elegante, intrigante, "bello" da sfogliare anche qua e là.

In un libro come questo, il mini-saggio di Giuseppe Montesano nelle ultime pagine è importantissimo per cercare di non uscirne senza averci capito nulla... Interessanti, oltre alle informazioni sulla biografia di Ernst, i riferimenti ai precedenti di questo tipo di arte, da quelli più remoti come Brueghel a quelli più recenti come Grandville e Vallotton: utile per capire che, sebbene costituisse sicuramente una novità, il movimento surrealista non nacque "dal nulla".

3,5/5

http://moloch981.wordpress.com/2013/1...
8 reviews
July 6, 2020
Libro illustrato, a metà tra collage e graphic novel. Come nella buona tradizione surrealista Ernst gioca con libere associazioni, trompe d'oeil e accostamenti spesso astrusi e vertiginosi.
Lo scarno testo di accompagnamento sembra avere una funzione ancora più straniante - come i titoli dei quadri di Magritte - atto a evocare una sorta di legame logico/narrativo coatto, autoinflitto dalla nostra mente analitica, colta in fallo dalla commistione enigmatica di scritto e immagine.
Le atmosfere sono spesso violente, oscure e grottesche, pregne di una sensualità deviata e sadica.
Profile Image for Ign33l.
369 reviews
March 1, 2022
I have never read a book based on a collage such dark. That book is so dark that gave me chills, it helped me go through that dark era of the first and second world war. Max enrst is one of my favourites because turn dark into love and gave me and made me feel that special uncomfortableness that made me be ina place where i have to fight those bad feelings to find the true happiness.
Profile Image for Alice.
8 reviews
July 29, 2022
"Senza dire una parola, e con qualsiasi tempo, luce magica."
- Max Ernst, Una settimana di bontà: Tre romanzi per immagini, pag. 53.
Displaying 1 - 8 of 8 reviews

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