Non la storia dell’oggetto e della sua fabbricazione è lo scopo di questa opera, ma una scienza dello specchio, con i ragionamenti, la poesia e le visioni spesso stravaganti che nel corso dei secoli si sono accumulati intorno ai corpi riflettenti. Scienza dello specchio, la catottrica non è soltanto una scienza delle riproduzioni esatte della realtà, è anche scienza di un surrealismo visionario. Fin dalla Antichità, a queste dimostrazioni ottiche furono consacrati apparecchi speciali, musei interi e Wunderkammern, che nel Rinascimento non cessarono di diffondersi e moltiplicarsi. Spettacoli fantastici, metamorfosi dell’uomo, fantasmi, racconti e favole nascono intorno a queste macchine e alle proposizioni di Euclide che ne regolano il funzionamento. Gli specchi si rivelano ovunque: la luna, il sole, la nuvola, l’aria stessa diventano un gabinetto di specchi cosmico. L’Onnipotente appare nei riflessi di uno specchio in aenigmate, e con lo specchio si identificano il Cristo e la Vergine. I suoi poteri sono infiniti. Concentrata, moltiplicata, l’immagine del sole accende il fuoco: da Archimede a Buffon e da Buffon ai forni solari di oggi, lo specchio ustorio si sviluppa continuamente fino a raggiungere risultati imprevedibili e clamorosi. In due delle Sette Meraviglie del Mondo, il Faro di Alessandria e il Colosso di Rodi, si scoprono gli antenati dei telescopi del nostro tempo. Lo strumento di Newton, che fissa le soluzioni del futuro, restituisce anche un passato fantastico. Lo specchio di Pitagora che proietta le lettere dell’alfabeto sulla luna è una prefigurazione delle comunicazioni via satellite. Lo specchio magico permette di vedere oltre gli orizzonti e oltre il presente. Nel Medioevo lo strumento oracolare mitologico è abitato dal demonio. Il Rinascimento e, poi, i tempi moderni si ricollegano a questa duplice tradizione, antica e medievale. Installazioni e specchi truccati cercano di convincere gli scettici. Nei trattati tecnici, «errori» e «inganni» sono i termini usati per definire un fenomeno speculare costante, in cui tutto è calcolato minuziosamente dalla geometria dei raggi incidenti e riflessi. I fantasmi, i mondi rovesciati, sfigurati, moltiplicati, sigillano il loro caleidoscopio entro un ordine immutabile. Filosofi, eruditi e poeti hanno scrutato, affascinati, l’iridescente superficie levigata. Questa opera presenta lo specchio, oggetto della scienza esatta e luogo di elezione di ogni fantasia, nei suoi aspetti morfologici e nei suoi sviluppi molteplici, ma è anche una antologia di testi rari che, come i pezzi di un puzzle, a poco a poco si incastrano a comporre un vasto panorama poetico e scientifico (J. B.).
Jurgis Baltrušaitis (May 7, 1903 – January 25, 1988) was a Lithuanian art historian, art critic and a founder of comparative art research. He was the son of the poet and diplomat Jurgis Baltrušaitis. Most of his works were written in French, although he always stressed his Lithuanian origin. After Lithuania was occupied by the USSR in 1945, he served as a diplomat in exile.
Un'opera eccelsa, una pietra miliare della catottrica, che stupisce il lettore pagina dopo pagina, grazie anche alle meravigliose immagini che illustrano l'intero volume.
Comprato per l’autore e per la copertina affascinante: il particolare dello specchio dal ritratto dei Coniugi Arnolfini di van Eyck: http://it.wikipedia.org/wiki/Ritratto...