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Napoli Ferrovia

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Napoli Ferrovia è l'abnorme insieme di strade, vicoli e slarghi che compone il poligono più disperato della città. Ogni notte un uomo lo percorre in lungo e in largo forse alla ricerca di se stesso, forse di nulla, forse perché attratto in maniera invincibile da tutto ciò che è "in fondo al pozzo". Caracas (così ama farsi chiamare) è un ex naziskin allo sbando che ha scelto Maometto e pratica un'accanita militanza tra gli ultimi della terra. Dall'incontro casuale con l'io narrante, "vecchia cariatide comunista", nasce una paradossale ma saldissima amicizia, filo conduttore di questo romanzo rapsodico e nevrotico che si costruisce tra continui lampi narrativi, mettendo in scena passioni, dolori, amori, ricordi, speranze, utopie. Metafora dalle molte facce, Napoli Ferrovia sta anche per stazione d'arrivo di un viaggio iniziato con Mistero napoletano e proseguito con La dismissione.

La traversata finisce qui: con un ambiguo addio di Ermanno Rea alla sua città natale — l'indiscussa protagonista di sempre — che però non chiude completamente la porta all'ipotesi di un ricongiungimento. E di una "resurrezione": personale e collettiva ("resurrezione" è la parola-chiave che suggella i tre libri della trilogia, incollandoli l'uno all'altro). Tassello finale di un'epopea che parte dall'ultimo conflitto mondiale, Napoli Ferrovia non rinuncia per questo alla sua quasi febbrile attualità. Fino a farsi inventario dei più recenti dolori e disguidi. Fino a farsi sogno di mutamenti e palingenesi.

360 pages, Hardcover

First published January 1, 2007

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About the author

Ermanno Rea

19 books13 followers

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3 (3%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Gerardo.
489 reviews34 followers
October 13, 2016
Testo scorrevole, seppure molto complesso. E' la cronaca-diario (parole dell'autore) di Rea, che parla del suo rapporto di amicizia con Caracas, un nazi che frequenta l'umile umanità della zona Ferrovia, a Napoli.

La trama è molto sfilacciata, eppure è presente: sono una serie di immagini, riflessioni, scenette, racconti intorno ai due personaggi. Nel caso di Rea, il tema portante è il suo rapporto con la città natale, Napoli, e con la sua gioventù in città, oltre che con i ricordi della sua famiglia. E' una malinconica resa di conti con una città abbandonata a trent'anni, con la quale Rea non è mai riuscito a chiudere i conti: Napoli gli è rimasta dentro come un dubbio, un rovello, un enigma da risolvere. L'incontro con Caracas gli permettere di ripercorrere quegli spazi abbandonati da giovane, ormai vecchio e provvisoriamente tornato a Napoli. La geografia di Napoli diventa occasione di ritratti impressionistici che diventano viaggi intimi, 'intermittenze del cuore' proustiane che aprono al lettore il passato e il mondo di Rea.

Se da una parte c'è il racconto dell'amore/odio tra Rea e Napoli, dall'altra c'è il racconto di amore/odio tra Caracas e Rosa La Rosa. L'intreccio amoroso tra i due è occasione per parlare della piaga della droga, che viene analizzata nei suoi risvolti esistenziali: il rapporto a due, con la droga di mezzo, diventa una via verso il paradosso: dove l'amore dovrebbe costruire, la droga porta la distruzione. Il tentativo di Caracas di amare Rosa nonostante la sua dipendenza, è il racconto di un uomo che rinuncia a tutto per vivere in maniera assoluta, cioè fuori da ogni cosa, il suo amore. Ma questo assolutismo, purtroppo, lo distacca da tutto e anche da se stesso: per questo, sarà costretto ad andare via. Per questo, anche la storia d'amore di Caracas avviene solo nei ricordi, così come la storia d'amore tra Rea e Napoli.

Allo stesso tempo, è anche il conflitto tra due idee di mondo: da una parte il comunismo di Rea e dall'altra il nazismo di Caracas. Ma è qui che le cose si fanno complesse: queste due parole, leggendo il romanzo, stentano a combaciare con i due protagonisti. Il romanzo è la dimostrazione di come queste due parole siano diventate due etichette: non spiegano il carattere dei due protagonisti, anzi a volte sono davvero poco coerenti con quanto narrato. E Caracas sembra un doppio di Rea, il suo lato più ferino e romantico, quello meno intellettuale e più fisico. Un alter ego che mette in discussione le sicurezze di un intellettuale di sinistra che è ormai disilluso, ma che ancora tiene a certi principi, a certe pose. In questo filone narrativo, il testo si manifesta nella sua vena spiccatamente letteraria: i personaggi sono due rappresentazioni di due modi di vedere che hanno perso la loro coerenza, quindi anche la loro consistenza. Per esistere, quindi, non resta che ricordare, muoversi tra le cose passate (e qui si ritorna a quanto detto prima).

In realtà, un quadro chiaro dei due personaggi non si riuscirà mai a farlo: infatti, i personaggi descritti con maggiore chiarezza sono quelli secondari: il padre di Rea, Luigi Incoronato (amico di Rea e scrittore), l'imam della moschea in cui Caracas si convertirà e pochi altri. E' come se solo il marginale potesse aspirare a una sua completezza, mentre i due protagonisti sono costretti a vagare all'interno di una narrazione che non è coerente, che impedisce di coglierli con chiarezza e coesione. Ogni qual volta arriva un dato netto sui due, viene narrato qualcosa che lo smentisce nei fatti.

E' un testo molto interessante, perché mostra come ogni rappresentazione umana può avvenire solo se messi in controluce con l'altro: c'è bisogno di un contrasto, di un conflitto, di un discorso dialettico per far emergere le singolarità di ogni punto di vista. Ciononostante, non bisogna credere che questo sia sufficiente: la vita è troppo complessa affinché si possa restituire un racconto omogeneo, riconoscibile nella sua temporalità e spazialità, dove ogni carattere sia limpido.
121 reviews
December 30, 2023
Il ritorno in patria con tutte le emozioni che ne comporta, un incontro con tutte le differenze che porterà ad una crescita, nonostante una vita vissuta. Due ali politiche diverse che si scontrano ma viaggiano vicine per lo stesso sentiero di una città che li ha cullati. Il passato che li scava e un futuro di probabilità incerte. Lo scrittore con i dubbi ma idee ferree, il naziskin con ideali malleabili e tanta ferocia per le cose sbagliate ma in fondo un animo nobile. Bastano gli incontri giusti a cambiare un percorso? Ho amato ogni singolo dialogo, l'approccio dei due e il modo in cui si sono analizzati. Il finale completa il viaggio nel modo mistico che ha caratterizzato la narrazione. Storie vere? Storie inventate, taciute? Passeggiate solitarie o in compagnia di una figura con cui confrontare le proprie paure? Reale o finzione? Ti prende dalla prima pagina, aiuta tantissimo la scrittura diretta e colloquiale. Ho solo visto Nostalgia senza averlo letto e la base è la stessa, aspetto di vedere Caracas con le differenze tra pagine e pellicola.
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
January 28, 2013
"La dismissione" era stato una rivelazione, uno scrittore che entrava pesantemente nella realtà e nella nostra storia recentissima senza perdere l'idea del romanzo, con una scrittura di grande pregio.
Questo libro si fa leggere, ma poi lascia sospesi. Non ci dice nulla di interessante, se non i rovelli interiori di Rea, che tuttavia non assumono a questione universale. Un peccato, perchè Rea scrive benissimo, dice e pensa cosa molto sensate, il personaggio del naziskin prometteva bene. Però il libro si perde. O forse in partenza non aveva precisa una meta cui approdare.
Profile Image for Gennaro Duello.
Author 7 books21 followers
October 4, 2020
Sulla storia di Caracas, il libro si impantana. Forse, il peggiore di Ermanno Rea.
Profile Image for Lee Foust.
Author 11 books216 followers
January 14, 2025
Although perhaps a tad long for what it is, this is a lovely and thoughtfully meditative book about three things primarily, two men who share a common impulse toward compassion yet who have always defined themselves on the opposite poles of the political spectrum and their relationship to the city of Naples and the sad trajectory of that city's fate in the post-war era. I use the generic "book" because its form or category remains rather ambiguous. The cover neither declares it fiction or non-fiction, but it was a finalist for the Strega prize (awarded to fiction) and most bookstores lump all of Rea's work into the fiction section, even if this one and the earlier Mistero Napoletano appear to be much more reportage and personal reflection than made up story.

Actually, the three books of Rea's that I've so-far read make up a kind of trilogy revolving around the city of Naples. The first, Mistero Napoletano, also filled with the author's personal presence and experience, is a sort of journalistic exercise in which Rea (unnamed, the I narrator however) return to Naples after an absence of some years and goes about interviewing people and digging through archives to reconstruct the historical moment when, as a young man, he worked at the Unita' Communist daily newspaper in Naples and particularly to see what light can be shed on the suicide at that time of one of his colleagues, music critic and novelist Francesca Spada.

This tome, Napoli Ferrovia, takes pretty much the same form as Mistero Napoletano (it calls itself more than once a chronicle/diary "in the odor of a novel") as it recounts the narrator's return to work in Naples again after other protracted absences and his encounter with a benevolent Nazi Skinhead on the verge of his conversion to Islam nicknamed Caracas, after the city of his birth. Like Mistero Napoletano the book seeks to invoke the post-war history of the city as a kind of motor/backdrop, both setting the scene but also in a way creating these two characters out of its womb, Communist and Fascist, who meet and construct a kind of double fascination one with the other over their shared personality traits yet completely opposite political beliefs.

The third book in the trilogy, Nostalgia, was originally a section of this book but dealing with the Sanita' neighborhood more specifically. An editor suggested Rea cut this section as it was just too much ground to cover here, and out of that portion he later created a more classically fictional tale to enclose the historical/geographical setting, and it was posthumously published in 2018. While I enjoyed it, I have to say, given the three reads, Rea is most comfortable and best at the reportage and that Mistero Napoletano and Napoli Ferrovia are slightly superior reading experiences.

Needless to say, the value of the presentation and dialogue between two quite human and particularly benevolent people on either side of a harshly combative political spectrum is great. Especially in this moment of tension for we Americans waiting for the most immoral man ever to run for president be sworn in, even as we know he was mostly supported by the most moral (or at least moralistic or morally obsessed) members of our populace. This anarchist takes note! Benevolence, empathy, and morality all wither absolutely in the face of the need for power. Whether its the Inquisition, a soviet Gulag, or a covert CIA operation, the very best people among us consistently do the most heinous things imaginable to their fellow human beings in the name of good. We need to endlessly examine the crusade for good and why it so often produces so much evil.

If you speak Italian and want to see and hear the real-life man behind the Caracas character (apparently, although actually born in Caracas, Venezuela, his real nickname is Mexico) and meet the editor who accompanied he and Rea on their perambulations about the city and helped to edit the text, there's this: https://youtu.be/Bep_SRqmjIs?si=oRc4L...
Profile Image for Massimo Ungaro.
26 reviews
June 13, 2025
Era da un po’ nella mia libreria nella pila dei non letti, ma l’uscita al cinema di “Caracas” mi ha dato la spinta a leggerlo. L’idea era quella di farlo prima di andarlo a vedere al cinema, ma gli impegni vari con le nane hanno spostato la deadline all’uscita sulle piattaforme di streaming.

Per Ermanno Rea ho un debole assoluto: “Mistero napoletano” e “La dismissione” hanno cambiato la mia maniera di guardare e vivere Napoli, e lo stile di questo libro è lo stesso, con l’io narrante che proietta sull’ex-naziskin Caracas la sua analisi introspettiva, in cui il rapporto con la città è solo uno dei livelli che Rea usa per confrontarsi con la sua giovinezza e la sua coscienza politica. Nella scrittura la senilità è incline alla disillusione, ed alcune delle tesi dei libri citati in precedenza sono presentate non più come ipotesi, ma come certezze, per certi versi funzionali alla ricerca delle radici a cui la tarda età malinconicamente induce.

Son curioso di vedere il film, e di verificare quanti dei passaggi che mi hanno colpito maggiormente sono stati inclusi nella sceneggiatura. Il vero Caracas, che in realtà è conosciuto come Mexico, si è lamentato di non esser stato coinvolto dalla produzione, ma una volta dato alle stampe a mio parere Caracas già non era più Mexico, ma solo un riflesso dei tanti frammenti del caleidoscopio di Rea, o più semplicemente di quello del lettore.
285 reviews
May 31, 2023
Il rapporto tra un vecchio comunista ritornato a Napoli dopo una lunga assenza ed un anziano Naziskin che gli fa da guida nei vicoli della città e di cui si scoprono le sfaccettature del carattere diviso tra antisemitismo e aitu dei poveri, accoglienza degli stranieri fino alla conversione all'islam.
Due biografie intrecciate alla storia della città l
6 reviews
April 26, 2024
Un libro bello, intenso, sincero, che descrive una curiosa amicizia tra un post comunista e un naziskin, intervallata dalla descrizione di Napoli e del suo lato oscuro e meraviglioso.
Libro ricco, scritto benissimo.
Profile Image for Pietro Bertino.
Author 17 books4 followers
April 26, 2024
Un libro bellissimo, intenso, sincero dove si mescola la storia di una strana amicizia tra un post comunista e un naziskin con quella personale dell'autore e il quadro di una Napoli oscura, bellissima, universale.
Libro ricco, scritto benissimo.
Profile Image for Giovanna Battaglino.
13 reviews
January 18, 2025
Un libro doloroso. La prosa scorre fluida, il contenuto ti costringe a rallentare... a pensare, a riflettere, rivelando le inveterate contraddizioni di una Napoli fatta anche di aspetti poco lusinghieri. Da leggere!
5 reviews
February 4, 2025
L’ho iniziato e non l’ho finito, bellissime descrizioni della zona della ferrovia, sembra di entrare nei vicoli tra piazza principe Umberto e via ferraris, grande merito del libro.
Per il resto, il romanzo non mi ha tenuta attaccata, trama molto frammentata e tensione che si perde in molti punti.
Profile Image for Luca.
78 reviews16 followers
June 6, 2016
L'ho divorato. Un libro di cui avevo personalmente bisogno. Napoli sempre sullo sfondo con la sua difficile bellezza. Un dialogo tra due protagonisti senza fine, un'amica struggente. Un bel finale un po' amore.
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