non tutti i racconti di questa piccola raccolta mi hanno convinto, ma nel complesso si lasciano leggere con piacere: raimo scrive benissimo (aprendosi pure a qualche sperimentazione senza farsi prendere la mano) e la maggior parte delle situazioni narrate sono assolutamente efficaci (anche se il finale del primo racconto -"la vita che verrà"- era abbastanza prevedibile).non so perchè, ma mentre li leggevo pensavo a certe canzoni di alcuni gruppi indie-rock italiani dal retroterra cantautorale (come valentina dorme, en roco, artemoltobuffa o non voglio che clara), come se ci fosse una sorta di parallelo tra le ambientazioni e i personaggi di queste piccole storie e quelli cantati da questi gruppi: è un'ipotesi del tutto personale, probabilmente errata e probabilmente dovuta al fatto che essendo l'autore coetaneo di buona parte di questi gruppi è cresciuto con le medesime influenze culturali e sociali e che quindi non è difficile scorgere una certa attitudine comune...
discorso a parte merita l'ultimo racconto, "il segno di giona", talmente bello da valere da solo la lettura del libro: qui raimo osa un po di più col lingaggio e la struttura e il risultato è perfetto, tanto da spingermi a rileggerlo appena terminato.