Questo volume narra dell'ebreo in viaggio che racconta e si fa raccontare, l'ebreo che sosta, impara, insegna. Che parla del suo credo, del cielo e della terra, del sole e delle stelle, degli animali e delle piante. Parla dell'uomo e dei suoi bisogni, dell'individuo e delle sue relazioni. Parla di Dio, degli angeli e dei demoni. Parla di sé e della sua storia, che con gli anni si intreccia in una relazione sempre più stretta con le culture che ha conosciuto. Ecco allora che nell'immaginario ebraico compaiono principi e principesse, cavalli bianchi, streghe, laghi incantati, sultani e pascià. I cinque itinerari di questo libro vogliono proporre una sorta di viaggio ideale verso il miraggio della Terra d'Israele. Un viaggio con la voce di tanti narratori, accomunati dalla Torah, dal rigoroso rispetto per il riposo del Sabato ma, soprattutto, dal forte sentimento di appartenenza.
Stupendo, davvero stupendo! E' il quarto libro di questa splendida collana che leggo e fino ad ora nessuno tra queste raccolte di fiabe mi ha mai deluso, ma questa in particolare ha superato di gran lunga le mie aspettative. Ogni fiaba raccolta in questo libro è un autentico gioiello, e scegliere le solite due preferite è stato davvero un arduo compito. Dopo molto riflettere, credo che citerò semplicemente la più commovente e quella che, invece, è stata scritta con uno stile più ironico e spiritoso. Sono le due fiabe che, in qualche modo, riassumono al meglio lo spirito di questo libro: vicende cariche di dolore e di dure prove per i personaggi e per il loro popolo (come se la Storia stessa non ci fornisse già abbastanza esempi di questa cruda realtà), ma anche di molta speranza, di allegria, di serenità. La prima fiaba, 'Il Figlio Maschio', è raccontata con la delicata tristezza e la poetica malinconia di cui credevo capace soltanto il magnifico Hans Christian Andersen, il quale arricchisce le sue fiabe con tanta dolcezza e poesia da essere sempre considerato, a mio parere, ineguagliabile. Fino ad oggi. Si tratta di una fiaba stupenda, semplicemente meravigliosa. La seconda, 'I Soldi nella Fossa', è davvero divertente e scombussola leggermente i classici schemi della fiaba dando al tutto un tocco di originalità e di realismo. In particolare, c'é un elemento della fiaba che ho trovato davvero piacevole e sorprendente: il personaggio più avaro, astuto e bugiardo della fiaba alla fine non viene punito. Anzi, viene persino premiato con i soldi che Dio gli avrebbe dovuto sottrarre come punizione per aver profanato la tomba di un uomo onesto. Questa strana ed originale situazione, insieme a numerose battute di spirito e personaggi divertenti, mi ha fatto ridere durante l'intera lettura della fiaba. Inoltre, dovrei aggiungere che in questo periodo mi sono dedicata parecchio alle mie ricerche sulla Lituania, un Paese di cui solo recentemente ho scoperto la ricca storia e le splendide tradizioni. Trovare una fiaba ebraica che viene proprio da quel luogo ('Il Figlio Musicista', mi pare) si è rivelata una piacevole sorpresa e l'ho letta con molto piacere. Per finire, non so se questo libro è davvero il mio preferito tra tutti quelli che ho letto della collana. Lo metterei senz'altro al primo posto se solo non ci fossero le Fiabe Persiane a competere con queste. Credo che 'Una Pesca, Mille Pesche' sia e sarà sempre la fiaba più bella che troverò in uno di questi libri, anche se quelle trovate in questo libro ci sono andate davvero molto vicine. E' comunque un libro stupendo e lo consiglio a tutti. E' veramente speciale, ricco di astuzia e sentimento, e lo conserverò per sempre nel cuore.