La presenza della Chiesa nell'Italia moderna si è fatta sentire in termini non solo di potere politico ma anche di conquista delle coscienze. Scopo di questo volume è ricostruire le forme e i tempi di affermazione dell'egemonia cattolica in Italia dopo la rottura dell'unità religiosa europea. Fu solo un processo di reazione, di «controriforma», oppure l'avanzata di un'onda più lunga di quella suscitata dalla predicazione di Lutero? La risposta viene cercata attraverso l'analisi di tre tipi di presenze istituzionali della Chiesa: l'Inquisizione romana, primo tribunale centralizzato della penisola come potere poliziesco e repressivo; le nuove forme di confessione come intervento persuasivo e dolce di sostegno delle coscienze; la predicazione dei missionari nelle campagne e tra le classi popolari come strumento di animazione e conquista culturale. Nella realtà storica del Cinque e Seicento, questo schema subì variazioni di ogni genere: l'Inquisizione, dopo la prima, durissima fase di lotta contro l'eresia, si piegò a tribunale della moralità quotidiana. La confessione, impiegata all'inizio come strumento poliziesco, diventò teatro di sollecitazioni e seduzioni di varia natura, tipici reati di una divisione tutta moderna tra religione e politica, che lasciava alla guida ecclesiastica il controllo della coscienza come tribunale di un sistema di norme morali a carattere individualistico, dominato dalle colpe del sesso. Spettò ai missionari collegare persuasione e repressione, dando così una base di massa all'egemonia cattolica.
Adriano Prosperi, nato nel 1939, si è formato presso l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore, dove, negli stessi anni di Carlo Ginzburg e di Adriano Sofri, è stato allievo di Armando Saitta e Delio Cantimori. Ha insegnato Storia moderna presso l'Università della Calabria, l'Università di Bologna, l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore. È membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei. I suoi principali interessi di studio hanno riguardato la storia dell'Inquisizione romana, la storia dei movimenti ereticali nell'Italia del Cinquecento, la storia delle culture e delle mentalità tra Medioevo ed età moderna. Ha scritto per le pagine culturali del «Corriere della Sera»