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Toghe rotte. La giustizia raccontata da chi la fa

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Il cittadino che abbia voglia di capire perché molte persone condannate per reati finanziari le ritroviamo coinvolte in scandali successivi; perché perfino i reati più comuni (rapine, estorsioni, sequestri di persona, omicidi, ecc.) spesso sono commessi da gente che è già stata condannata per altri reati; perché il processo termina, nel 95% dei casi, con una sentenza di non doversi procedere per prescrizione. Per capire perché accade tutto questo, è necessario sapere che cosa succede nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure. Ecco un libro che finalmente lo racconta. Se si supera lo choc di queste testimonianze offerte da vari magistrati e avvocati, sarà poi più facile valutare le esternazioni in materia di giustizia che provengono dal politico di turno, di volta in volta imputato, legislatore, opinion maker, e spesso contemporaneamente tutte queste cose.

181 pages, Paperback

First published January 1, 2007

20 people want to read

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Bruno Tinti

5 books

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Barbara Ab.
757 reviews8 followers
April 20, 2020
Deprimente perché capisci che non c’è speranza di giustiza in questo paese. … :0(
2 reviews
January 24, 2021
Utile per comprendere un po' di più come funziona la giustizia in Italia raccontata da chi la vive ogni giorno.
Profile Image for Andrea Ratti.
59 reviews
February 19, 2014
Credo che il miglior aggettivo per definire sinteticamente "toghe rotte", sia il termine inglese stunning. Fondamentalmente il testo �� diviso in due parti principali, decisamente differenti tra di loro.
Nella prima parte vengono raccolti una molteplicit�� di eventi che interessano il sistema giudiziario italiano, che viene descritto con uno stile quasi satirico (anche se tragicamente spaventoso).
Nella seconda parte, il clima che gi�� appare abbastanza critico in seguito alla prima parte del libro, viene completamente sconvolto. L'autore riesce a descrivere il sistema giudiziario italiano senza un filo di retorica, con uno stile secco e sintetico, quasi metodico. Non utilizza giri di parole, non si perde in inutili divagazioni: va dritto alla radice del problema. E ci va in un modo cos�� diretto che i profani rimangono sconvolti. Sconvolti perch�� con la fine del libro, una persona di fronte all'assioma "la magistratura �� il potere dei senza potere" non sa se ridere (per il disgusto) o piangere (per la disperazione).
La disperazione nasce in seguito alla rassegnazione. Rassegnazione per lo stato in cui giace la magistratura italiana. "Perch�� i giudici e i loro organi costituzionali non sono immuni al degrado del paese in cui vivono. E alla fine, all'interno della Magistratura �� accaduto qualcosa di molto simile a ci�� che �� accaduto all'esterno, nei palazzi della politica...Il "governo" della Magistratura �� il CSM, i "partiti" sono le cosiddette "correnti". Le elezioni sono gestite dalle "correnti". Sono le "correnti" che decidono chi deve andare a far parte dei Consigli Giudiziari e del CSM; [...] sono le "correnti" che fanno propaganda per questo e per quest'altro e che, in pratica, garantiscono che nessuno, ma proprio nessuno (se non un altro aderente ad un'altra "corrente) possa fargli concorrenza".
Ed �� tremendamente triste verificare quanto detto da Tinti andando a spulciare i quotidiani oppure la storia moderna italiana. Una realt�� nella quale un magistrato �� tenuto a "[...] scegliere tra applicare la legge a tutti e in maniera uguale per tutti; oppure essere sgherro e aguzzino nelle mani della maggioranza di turno".
Ma tutto questo non cambier�� mai. Non cambier�� mai finch�� non ci si impegner�� per "cambiare la cultura etica del nostro paese. Debbono cambiare quelli che fanno politica e debbono cambiare i giudici italiani". Siccome "Non c'�� un'alternativa. O c'�� una legge e la si rispetta, o la legge che si applica �� quella del pi�� forte".

Qui si che servirebbe davvero una rivoluzione. "In Italia l'unica vera rivoluzione sarebbe una legge uguale per tutti".

Greetings-

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