Il cittadino che abbia voglia di capire perché molte persone condannate per reati finanziari le ritroviamo coinvolte in scandali successivi; perché perfino i reati più comuni (rapine, estorsioni, sequestri di persona, omicidi, ecc.) spesso sono commessi da gente che è già stata condannata per altri reati; perché il processo termina, nel 95% dei casi, con una sentenza di non doversi procedere per prescrizione. Per capire perché accade tutto questo, è necessario sapere che cosa succede nelle aule dei tribunali e come si lavora nelle Procure. Ecco un libro che finalmente lo racconta. Se si supera lo choc di queste testimonianze offerte da vari magistrati e avvocati, sarà poi più facile valutare le esternazioni in materia di giustizia che provengono dal politico di turno, di volta in volta imputato, legislatore, opinion maker, e spesso contemporaneamente tutte queste cose.
Credo che il miglior aggettivo per definire sinteticamente "toghe rotte", sia il termine inglese stunning. Fondamentalmente il testo �� diviso in due parti principali, decisamente differenti tra di loro. Nella prima parte vengono raccolti una molteplicit�� di eventi che interessano il sistema giudiziario italiano, che viene descritto con uno stile quasi satirico (anche se tragicamente spaventoso). Nella seconda parte, il clima che gi�� appare abbastanza critico in seguito alla prima parte del libro, viene completamente sconvolto. L'autore riesce a descrivere il sistema giudiziario italiano senza un filo di retorica, con uno stile secco e sintetico, quasi metodico. Non utilizza giri di parole, non si perde in inutili divagazioni: va dritto alla radice del problema. E ci va in un modo cos�� diretto che i profani rimangono sconvolti. Sconvolti perch�� con la fine del libro, una persona di fronte all'assioma "la magistratura �� il potere dei senza potere" non sa se ridere (per il disgusto) o piangere (per la disperazione). La disperazione nasce in seguito alla rassegnazione. Rassegnazione per lo stato in cui giace la magistratura italiana. "Perch�� i giudici e i loro organi costituzionali non sono immuni al degrado del paese in cui vivono. E alla fine, all'interno della Magistratura �� accaduto qualcosa di molto simile a ci�� che �� accaduto all'esterno, nei palazzi della politica...Il "governo" della Magistratura �� il CSM, i "partiti" sono le cosiddette "correnti". Le elezioni sono gestite dalle "correnti". Sono le "correnti" che decidono chi deve andare a far parte dei Consigli Giudiziari e del CSM; [...] sono le "correnti" che fanno propaganda per questo e per quest'altro e che, in pratica, garantiscono che nessuno, ma proprio nessuno (se non un altro aderente ad un'altra "corrente) possa fargli concorrenza". Ed �� tremendamente triste verificare quanto detto da Tinti andando a spulciare i quotidiani oppure la storia moderna italiana. Una realt�� nella quale un magistrato �� tenuto a "[...] scegliere tra applicare la legge a tutti e in maniera uguale per tutti; oppure essere sgherro e aguzzino nelle mani della maggioranza di turno". Ma tutto questo non cambier�� mai. Non cambier�� mai finch�� non ci si impegner�� per "cambiare la cultura etica del nostro paese. Debbono cambiare quelli che fanno politica e debbono cambiare i giudici italiani". Siccome "Non c'�� un'alternativa. O c'�� una legge e la si rispetta, o la legge che si applica �� quella del pi�� forte".
Qui si che servirebbe davvero una rivoluzione. "In Italia l'unica vera rivoluzione sarebbe una legge uguale per tutti".