Una storia dei nostri giorni, in cui lei, Clare, e lui, Daniel, semplicemente si innamorano. Inaspettatamente, gradualmente, incontrollabilmente, con tutte le contraddizioni, le difficoltà e i problemi che due persone di oggi possono avere. È una storia nata "dal desiderio di non farsi condizionare dall'assunzione per cui un romanzo che parla di sentimenti è un lavoro di letteratura bassa", in cui l'autore si è immedesimato al punto da raccontare i moti dell'animo sia dal punto di vista femminile che da quello maschile.
Non capisco come si possano scrivere 570 pagine di impressioni di lei e di lui. Avrei voluto lanciare il libro e urlare. Ma la cosa che più mi ha irritato è la scelta di specificare in ogni singolo dialogo chi sta parlando, attraverso l'uso del "dice lei - dice lui", anche quando sono solo in due a parlare, e sono in due nel 90% dei dialoghi. Se fosse stato di 250 pagine, sarebbe stato anche gradevole.
banale e per nulla originale. ero rimasta troppo affezionata a due di due..che comunque ho letto da adolescente,quindi con più leggerezza!! non consiglio!
Nota di prelettura: so che non dovrei. Ma ogni volta non posso fare a meno di ricascarci. E' che De Carlo, nonostante la palese banalità delle sue storie e il target ovviamente adolescenziale a cui si rivolge (ricordo ancora quando scoprii Due di due a sedici anni e fu amore), mi attira a sè con un suo fascino e una sua forza a dir poco irresistibili. La sua attenzione a particolari che vorremmo integrare nella vita di tutti i giorni ma che in realtà per noi sono quasi insignificanti, i personaggi odiosi per come reali e deboli e falsi e stupidi, ma troppo affascinanti perché tu ti ci possa rivedere oltre la loro vena di stupidità. Della storia d'amore non me ne frega nulla. Sono i particolari che sto cercando. Quei particolari che De Carlo è così meraviglioso nel descrivere. E non resisto, sono come una droga.
Post lettura: Lascio il commento precedente per spiegare perché, nonostante ciò che sto per scrivere, ho messo comunque ben due stellette a questo libro. Il fatto è che questo libro è di una banalità esasperante. E' l'ennesima lettura che negli ultimi mesi mi porta a chiedere se sono io che sono cresciuta, o se sono gli autori che ho letto più volte dalla mia adolescenza a ora che, nel disperato tentativo di rinnovarsi restando uguali, sono scaduti, perdendo quel poco di magico che possedevano e mi aveva conquistato. Ma andiamo per gradi, ripercorrendo la storia. Lei, donna adulta dalle pulsazioni contrarie, americana mezza irlandese mezza italiana, abiuata a fuggire da tutto e da tutti, definita nell'arco del libro da un numero improponibile di aggettivi contrastanti ed eccessivi. Lui, affascinante scrittore, cinico e disilluso, incapace ormai di mettere più di tre parole per iscritto, perde tutto il suo tempo a dispezzare i suoi fan, disprezzare i suoi editori, disprezzare i suoi colleghi, disprezzare la televisione, moralizzare e pontificare e criticare una società che reputa troppo persa dietro a scrittori che lui è troppo in per leggere invece di leggere e riconoscere per strada lui. I due suddetti personaggi originalissimissimi si incontrano in un modo burrascoso che più burrascoso non si può. Seguono 489 pagine di inutili descrizioni minuziose di ogni stato d'animo, ogni gesto, ogni sguardo, ogni modo di camminare, di guidare, di sedersi, di sorridere, di mettersi gli occhiali, che, ok, a me piacciono le descrizioni, gli sguardi e i particolari di De Carlo, ma qua si esagera un pochino, forse. In esse circa 350 sono piene di aggettivi di lei, aggettivi su come si arriccia i capelli, su come si imbroncia, come sta in silenzio, come parla, come si muove, come sta ferma, come tradisce, come si sente in colpa per come cornifica il suo ragazzo in un'infantile rivendicazione di libertà elaborata a metà. E il tutto si conclude con il più mieloso, idiota, noioso, esagerato, idilliaco, irreale, romantico, diabetico dei finali sbagliati.
Lei è Clare Moletto, americana da anni in Italia. Lui è Daniel Deserti, noto scrittore attualmente in un momento di crisi. . S’incontrano per caso in un giorno di pioggia che accompagna sia la scena iniziale sia la scena finale di questo romanzo di De Carlo, che ho letto giudicato come banale mentre a mio avviso cerca di descrivere il mistero dell’amore in modo molto reale e terreno. Il discorso più interessante che intraprendono #leielui in una calda notte estiva ruota proprio intorno a questo: l’amore è un riflesso condizionato? Un equivoco di atteggiamenti e combinazioni apparenti che lasciano poi spazio a delusione e amarezza? Facciamo finta di essere meglio di quello che in realtà siamo fino a quando non ci si stufa? Quanto durano realmente i sentimenti prima di lasciar spazio all’abitudine? . “LeieLui” è l’incontro/scontro di due anime che non capiscono immediatamente che qualcosa è cambiato in loro. Un capitolo dopo l’altro, alternando i punti di vista, emergono la curiosità di scoprirsi, attrazione e repulsione, comprensione e ostilità, partecipazione e distacco. Entrambi illusi da un sogno bruciante di intensità continua, decideranno di arrendersi al magnetismo che li catalizza uno verso l’altra? . L’ho letto due volte in due momenti diversi della mia vita ed è un po’ casa e un po’ cuore per me.
In realtà gli ho dato 3 stelle perché, pur saltando le descrizioni infinite, l'ho letto in pochi giorni e quindi vuol dire che in qualche modo mi ha intrattenuto. Però De Carlo si diverte a fare queste pagine interminabili di descrizioni fisiche o psicologiche che sono davvero pallose, quindi se non avete tanta pazienza o non siete in un De Carlo mood, io ve lo indico come un libro da 2 stelle!!! Fatemi sapere........
Un Harmony ben scritto con il solo pregio di non avere la copertina rosa che svela al prossimo a considerevole distanza la natura delle proprie letture. Purtoppo nell'era dell'ebook anche questo pregio diventa pleonastico. Scontato e stereotipato come De Carlo pensa che siano i rapporti fra uomo e donna.
un libro pessimo, da zero stelle. Peggio di un harmony, di 50 sfumature e di tutta la letteratura pseudoimpegnata rosa e becera prodotta da Fabio volo in poi. Storia presumibilmente autobiografica stracolma di cliché: la donna straniera ed esotica con una proprietà di linguaggio in italiano perfetta, lo scrittore 50enne pluridivorziato, sciupafemmine, alcolista a giorni alterni, narcisista ma scambiato per "romantico e passionale", a cui si perdona tutto, ma proprio TUTTO; inlcuso il fatto che stava per ammazzarti ubriaco alla guida. La scrittura è sciatta, leielui hanno la stessa proprità di linguaggio e usano gli stessi vocaboli anche se lui è appunto uno scrittore e lei una americana che formalmente non ha nemmeno un'istruzione universitaria (ergo, parlano entrambi con la voce di De Carlo), i buchi di trama dilagano (figli menzionati una volta e mai più visti, idem le ex moglii, lui è alcolista ma a quanto pare quando lei è nei paraggi riesce a trattenersi dal bere perché... beh è innamorato, lui provoca un incidente d'auto da ubriaco, ma non ci sono ripercussioni legali e continua a poter guidare, chissà come mai; e ce ne sarebbero ancora) Il tutto si conclude con il classico trio trito e ritrito di lei contesa tra due uomini, poverina fugge e viene inseguita dall'unico vero amore. 600 pagine di nulla cosmico a livello di trama, dialoghi, scrittura dei personaggi ed espedienti letterari. Vi sono capitoli interi in cui non succede nulla di rilevante a cui si frappongono plot twist faciloni (proposta di matrimonio dal nulla, fuga in aeroporto e rincorsa in taxi) per arrivare al finale in cui...guardacaso...lui e lei stanno insieme. Anche se lei sa benissimo (per ammissione del diretto interessato) che lui è un sociopatico misogino narcisista incapace strutturalmente di mantenere in piedi una relazione...ah ed è anche alcolizzato ed un padre a dir poco discutibile. Felici loro.
E' vergognoso che un autore che scrive così sia osannato come tra i migliori italiani contemporanei che venda questo prodotto a 18,50 euro Con buona pace di chi apprezza questo genere letterario ed è liberissimo di farlo, almeno non lo si spacci per una delle punte di diamante della nostra produzione contemporanea.
(Recensione scritta di getto, chiedo venia per eventuali punti contorti)
Nel corso degli anni gli è capitato di viaggiare per curiosità, per necessità, per paura, per noia, per impazienza, per delusione, per incertezza, per irrequietezza, per esasperazione, per disperazione, per mancanza di ispirazione. ========== È esattamente il tipo di considerazione che non dovrebbe fare, perché tende a trascinarsene dietro molte altre, a proposito della distanza tra quello che sostiene e quello che fa, quello che vorrebbe essere e quello che è. ========== Pensa che si è cacciato in questo guaio da solo; che non aveva nessun bisogno al mondo di infilarsi nei circuiti mentali ed emotivi di ancora un'altra donna, con tutte le richieste e delusioni e lamentele ricorrenti che deve già fronteggiare. Si sente fuori posto, fuori ruolo, stufo. Pensa che per quanto lei possa essergli sembrata interessante e diversa, la situazione verso cui stanno andando non lo è affatto. Se solo vuole fare l'esercizio mentale, ha un repertorio di decine di feste sulla spiaggia a cui attingere, complete di falò di legni portati dal mare e birre tiepide e vino scadente e spinelli e discorsi a vuoto ed esaltazioni ingiustificate e sguardi e baci tra semisconosciuti, tutto il resto. ========== quando invece i suoi motivi stanno tutti nella difficoltà di adattamento che già da bambino lo faceva sentire escluso da qualunque compagnia o gruppo o squadra di calcio o aggregazione di più di due o tre persone alla volta. ========== Pensa a come si sono esauriti i suoi tentativi di essere diversa da come è, alla fine delle sue storie; al senso di perdita e di liberazione, la leggerezza irreale che la faceva sentire terribilmente sola, fino a quando non decideva di prendersi un altro carico sulle spalle.
Einfach grossartig. „Sie und Er“ könnte nicht typischer sein und ist Andrea De Carlo pur. Die ersten hundert Seiten sind allerdings ein bisschen zäh und wirken, wenn man die Bücher von De Carlo kennt, etwas gar stereotyp und dadurch voraussehbar, aber eben auch so unvergleichbar eigen. Im Mittelpunkt steht die Frage, ob es die wahre Liebe, die alles erdenk- und erfühlbare jederzeit abzudecken vermag, gibt. Daniel Deserti, ein nicht mehr ganz so erfolgreicher Erfolgsautor und Clare Moletto, eine Frau mit amerikanisch/italienischen Wurzeln, geraten zufällig aneinander und durchleben, jeder für sich allein und zu zweit Höllenfahrten und paradiesische Zustände in ihren inneren Welten. Ist es möglich, aus lang verwurzelten Konventionen auszubrechen. Dieser Frage stellen sich die Beiden konkret auf der individuellen Erlebnisebene und gleichzeitig auch auf einer grundsätzlichen analytischen Metaebene. Andrea De Carlo versteht es, wie meistens, diese Ebenen geschickt miteinander zu verknüpfen und mit seiner süffigen und präzisen Erzählweise einen Liebesthriller zu schreiben, der fesselt und auch Spuren in der eigenen Innenwelt hinterlässt.
È il primo libro di Andrea De Carlo che ho letto. Sicuramente scrivere una storia d'amore è sempre un'ardua sfida, sia che si punti all'originalità nella narrazione, sia che si punti a quella dello stile.
D'altra parte ho trovato in molti casi barocche le descrizioni iperrealiste di ambienti, spazi, oggetti e situazioni che poca funzione avevano ed hanno nella narrazione.
La caratterizzazione psicologica è notevole, con descrizioni molto precise, capaci di dare un taglio definito a personalità tutto sommato non completamente straordinarie.
L'espediente della narrazione a due voci è l'aspetto che più mi è piaciuto di questo romanzo. La lentezza di alcuni passaggi, me lo ha fatto quasi abbandonare. ma poi ho deciso di concedergli una seconda possibilità. così sono arrivata fino all'ultima pagina, scoprendo un finale irritante e s0rprendente al tempo stesso.
che dire? forse troppo lungo, forse a tratti scontato, forse vittima di qualche cliche. ma de carlo scrive come de carlo, e io devo essere succube della sua prosa, o particolarmente portato a subire il fascino dei personaggi che mette in scena. e infatti ho fatto notte.
frau lernt verrückten, depressiven autor kennen. beide brechen aus ihren leben aus und irgendwie auch nicht. die fragen über beziheungen und dominanz. wofür lebt und liebt man am ende. und geht beziehung überhaupt. einiger input zum nachdenken für mich(ggf situationsbedingt)
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Ogni romanzo di De Carlo equivale alla commedia italiana commerciale di cui prevedo limiti e forzature, che tuttavia non posso fare a meno di vedere al cinema, di cui apprezzo i momenti di introspezione profonda e che mi fa sentire a mio agio, protetta, accolta: l'ho scritto altre volte, leggerlo è come tornare a casa, dove sono tutti nevrotici ma a cui voglio sempre bene. Quello che gli rimprovero è la ripetizione delle trame, delle dinamiche nel rapporto uomo e donna, nella definizione dei personaggi. Se spesso la passione tra due protagonisti è stati al centro della vicenda, qui la storia d'amore è il soggetto intorno al quale si muove l'intero romanzo. L'autore ha la giustificazione ideale per scatenarsi nell'introspezione, nell'analisi e nella registrazione di pensieri, stati d'animo, riflessioni, sensazioni, oscillazioni sensoriali, osservazioni, cambi d'umore e sentimenti, un'inclinazione evidente in ogni suo libro: seziona i personaggi affogando il lettore in una marea di aggettivi, dialoghi esasperati, disperazione palpabile. Eppure, per quanto nausei di parole, quello che fa seduce molti di noi. In Leielui ho trovato anche passioni stucchevoli ed espressione di sentimenti stolidi, però mi piace l'idea di base dietro a questo progetto: l'amore come persona in cui ci si riconosce, capace di scuotere e rimettere ogni punto fermo in discussione, intenso e inebriante, che aggiunge valore alla propria vita senza pretese di cambiarti, senza progetti di normalità, compromessi o quotidianità appiattite. Del resto, sulle convenzioni e i conformismi borghesi De Carlo ci ha sempre sputato sopra, a maggior ragione quelli che riguardano la coppia: tanto il fidanzato di Clare è l'emblema della relazione rassicurante, dell'uomo equilibrato e maturo che progetta la casa nuova e la porta a scegliere i mobili, tanto Daniel Deserti è senza filtri, sempre vicino alla disperazione, eppure talmente autentico e passionale da far saltare in aria tutte le storie stabili e noiose in cui spesso ci troviamo invischiate. Sebbene si è detto molto sulla sensibilità dell'autore milanese nel costruzione dei personaggi femminili, la ripetizione di certe clichés è problematica: giovani donne magre e attraenti, sempre in fuga dal protagonista innamorato folle, dipendenti da qualche relazione complicata. Mai che prendano una sbandata, che abbiano voglia di chiamarli dopo l'avventura di una notte. Mancano di realismo, di autodeterminazione, di diversità. Tuttavia non posso negare quanto sia dannatamente bravo a descrivere situazioni in cui ritrovo qualcosa del mio vissuto: essere bloccate in relazioni che non ci soddisfano ma da cui non siamo capaci a svincolarci, la noia di svaghi ordinari e incolori, la fatica di adattarsi a ritmi e ambienti che non ci appartengono per diventare finalmente adulte, la rinuncia a una vitalità gioiosa, alla propria natura irrequieta e selvaggia. La riflessione sulla perdita d'identità in una relazione mi ha coinvolta molto da vicino. I protagonisti maschili sono invece più interessanti. Daniel Deserti è nevrotico, disperato e aggressivo come Guido Laremi: la sincerità disarmante, il modo inquieto in cui si muove nel suo appartamento torrido, l'incapacità di risparmiarsi che lo fa agire sempre d'impulso, litigare con tutti e buttarsi in inseguimenti senza speranza diverte tantissimo, oltre a fare innamorare. Certo che, come ho già osservato, i pipponi che De Carlo mette in bocca ai personaggi maschili sono capaci di abbattere un cavallo in corsa. Sfido a trovare qualcuna che li sopporterebbe, eppure mi piace anche pensare che esistano davvero uomini del genere: furibondi, eccessivi, trasparenti e profondi. Insomma, il romanzo mi è piaciuto parecchio, al di là di qualche criticità, e mi ha intrattenuta piacevolmente per qualche settimana. Ci sono descrizioni delle situazioni più banali e immobili assolutamente appaganti per la capacità di restituire la vividità del minimo dettaglio, immagini del levante ligure talmente belle ed esotiche da infondere una serenità meditativa. Leggerò ancora, leggerò tutto, anche se mi ha contrariata assai scoprire che La nave di Teseo, casa editrice per cui ora pubblica l'autore, ha nel suo vivaio uno scrittore di destra che non ha remore di ciò in cui crede (e di dui adesso non ricordo il nome).
L'ho scritto in modo puramente meccanico. Pur di starmene altrove rispetto allo schifo della mia vita reale./ E naturalmente è una delle ragioni per cui chiunque si mette a scrivere."
" Quando passi dall'immaginarti con qualcuno in un posto all'esserci. I due piani non si sovrappongono mai nel modo magico che vorresti, mai. Ci sono mille dettagli che non avevi anticipato, troppe cose che non corrispondono. Il peso dei dati di fatto ti arriva addosso come un carico di cemento. "
De Carlo è sempre De Carlo. Scoperto in gioventù, dopo aver letto un suo romanzo dietro l'altro l'avevo abbandonato, archiviato nei meandri del tempo che passa. Poi mi imbatto per caso in questo libro del 2010, un libro con più di 500 pagine, e mi ricordo il perchè del mio innamoramento giovanile. Ci metti un pò ad apprezzare i personaggi...anzi forse il personaggio maschile non finisci nemmeno per amarlo più di tanto, ma la storia ti prende e ti porta con sè fino alle ultime pagine, quando vorresti ci fosse altro dopo il finale. Una storia d'amore alla De Carlo, con le sue descrizioni e considerazioni che potrebbero essere anche un pò le nostre, con i suoi elenchi senza punteggiatura che non potrebbero esprimere meglio il flusso di pensieri che ci affollano la mente.
Ho avuto un rapporto d'amore/odio verso questo romanzo, che pensavo scritto in modo totalmente diverso, e che per questo forse mi ha lasciato profondamente delusa, almeno nella sua prima parte. Parte iniziale che si potrebbe saltare a piè pari, così noiosa e priva di azione, con capitoli lunghi in cui hanno voce soprattutto i pensieri dei due protagonisti, lei, così irrequieta e insofferente verso la vita che la circonda, lui, così egocentrico e cinico verso ogni situazione. Ho pensato seriamente di lasciarlo perdere, ma ho cercato di sforzarmi per finirlo, e sono stata premiata: nella seconda parte, quando finalmente i due protagonisti si avvicinano, la storia ha accelerato, i dialoghi tra i due un continuo crescendo finché gli ultimi capitoli si leggono d'un fiato, e mi sono ritrovata scaraventata nella frenesia dell'inseguimento di lui a lei, fino al prevedibile ma pur sempre bell'epilogo. Ecco, non so se lo consiglierei o no: posso dire che non mi é dispiaciuto, ma continuo a pensare di aver letto molto altro di più avvincente ed emozionante. 2.5/3 stelle finali, una media tra la singola della prima parte e le 4 della parte conclusiva.
Il libro migliore tra le mie letture di De Carlo. In passato avevo già letto Uto e Macno che mi erano piaciuti veramente poco e la mia croce sui suoi libri era stata messa. Poi amici mi hanno suggerito altri titoli come più caratteristici dell’autore e quindi ho fatto un nuovo tentativo; il risultato è stato questo giudizio decisamente positivo. Non mi aspettavo niente da questo libro né tantomeno di entrare nel clima giusto, invece così è stato. Nel blog ci sono dettagli sul libro e riferimenti specifici alla trama per chi volesse saperne di più: http://ferdori.wordpress.com/2011/01/...
Molto interessante l'alternanza delle due voci ; Lei e Lui, ben rese le caratteristiche, i pensieri, le azioni ... trovo particolarmente interessante il personaggio di Deserti, un autore un po' folle o forse solo stanco di recitare la vita...stuzzicante l'idea che De Carlo descriva se stesso. ... lungo e bello prolisso ma per alcuni passaggi val la pena, il finale invece è una nota stridula, è una conclusione che mi sarei aspettata di più da un Nicholas Sparks o una Danielle Steel
Mi piace sempre come scrive quest'uomo. scorrevole, come se stesse parlando con me. Sciolto ma profondo.le frasi sincopate che seguono emozioni e pensieri e immagini e ricordi. I personaggi che ti trascinano dentro le loro vite anche se non vuoi. il racconto che ti risucchia e non vedi l'ora di tornare a casa per leggerlo. pensieri e sensazioni libere e senza paura (LUI), una vita sacrificata (LEI) e poi...
Più che una storia d'amore è una contemplazione della contemplazione dell'amore. Due personaggi più indecise su cosa fare e cosa pensare non si può immaginare. Mi ha costato un vero sforzo leggerlo ma alla fine il libro ha ricompensato lo sforzo. Amo De Carlo ma questo non è il suo migliore. Avrebbe potuto tagliare 100 pagine senza danni.
Non c'è una pagina dove non abbia sottolineato, marcato, evidenziato una frase. Bravo De Carlo. Sai sempre interpretare alla perfezione i meccanismi della mente umana con grandissima precisione. Sembra quasi scritto da una donna questo libro.
Claire... una figura di donna sfuggente e nel contempo luminosa, presente, intensa. E ritrovare la scrittura di uno degli scrittori italiani che più ho amato...
Non so perché la prima volta che ho letto questo libro gli ho dato addirittura 4 stelle. L'indecisione della protagonista tra due uomini ugualmente tossici è stata a malapena sopportabile.