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Sorelle Materassi

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Composto nel 1934, “Sorelle Materassi” è il romanzo più noto di Aldo Palazzeschi. Protagoniste sono Carolina e Teresa Materassi, due anziane sorelle ricamatrici, simili “alle agavi indistruttibili e incapaci di crescere, decrepite e bambine”. Nella grigia esistenza delle due zitelle, dedite al lavoro in compagnia della terza sorella Giselda e della serva Niobe - ” Le due ricamatrici non si movevano mai dal loro arsenale intorno al quale, a rispettosa e rispettiva distanza, si moveva tutto il resto come le stelle intorno al sole” - piomba ad un tratto il nipote Remo, rimasto orfano di madre (la defunta quarta sorella Materassi). La giovinezza, la bellezza e la disinvoltura del ragazzo spingono le zie a piegarsi ai suoi comandi, cambiando vita e bruciando in poco tempo i risparmi accumulati in anni di duro lavoro. Abbandonate dal nipote, ridotte alla miseria, le tre donne non cessano tuttavia di adorare Remo, accontentandosi di ricevere qualche cartolina e accettando anche Peggy, modernissima ragazza americana che egli ha sposato.Il testo è suddiviso in otto grandi capitoli: "Santa Maria a Coverciano", "Sorelle Materassi", "Remo" "Palle", "Teresa e Carolina stanno a vedere, Giselda canta, Niobe va a vendemmiare", "Giselda! Niobe!", "Peggio", "Sepolte vive".Il primo capitolo inserisce la vicenda sullo sfondo delle colline di Coverciano, intorno a Firenze, con un esplicito richiamo a Boccaccio (una lunga citazione dalla VII giornata del “Decameron”), che inquadra la storia sotto il segno della "beffa", classico tema della novellistica toscana. Aldo Palazzeschi raffigura con sarcasmo le sorelle attraverso un linguaggio teatrale ricco di formule orali e di espressioni del vernacolo - più evidenti nella sintassi che nel lessico - intessute in un dialogo sorprendentemente effervescente, punto di forza dell'arte palazzeschiana. Altrettanta vivacità è data dai particolari scenici delle descrizioni e dai giochi linguistici con cui l’autore dà vita a siparietti esilaranti come la scena della “cambiale”, in cui Remo arriva a chiudere le zie in dispensa pur di farsi firmare un’astronomica cambiale. Il grande successo del romanzo è testimoniato anche dalle riduzioni cinematografiche: il film “Le sorelle Materassi” del 1943, sceneggiato da Bernard Zimmer e diretto da Ferdinando Maria Poggioli, e lo sceneggiato televisivo della Rai del 1972, con la regia di Mario Ferrero.

304 pages, Paperback

First published January 1, 1934

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About the author

Aldo Palazzeschi

91 books22 followers
Aldo Palazzeschi (Italian pronunciation: [ˈaldo palatˈtseski]; 2 February 1885 – 17 August 1974) was the pen name of Aldo Giurlani, an Italian novelist, poet, journalist and essayist.

He was born in Florence to a well-off, bourgeois family. Following his father's direction he studied accounting but gave up that pursuit as he became enamored with the theater and acting. Respectful of his father's wishes that the family name not be associated with acting, he chose his maternal grandmother's maiden name Palazzeschi as a pseudonym.

His family's comfortable circumstances enabled him to publish his first book of poetry, I cavalli bianchi (The White Horses) in 1905 using his acting pseudonym.

After meeting Filippo Tommaso Marinetti, he became a fervent Futurist. However, he was never entirely ideologically aligned with the movement and had a falling out with the group over Italy's involvement in World War I which he opposed, even though he did spend a brief period at the front lines after having been inducted into the military in 1916. His "futurist period" (roughly the 1910s) was a very fecund time in which he published a series of works that cemented his reputation. Most notable of these are his book of poems L'incendiario (The Arsonist) (1910) and the novel Il codice di Perelà (translated into English as Man of Smoke) (1911). Marinetti used to give away more copies of the Futurist books he published than those he sold, and Palazzeschi later recalled that in 1909, so many copies of one of his books were given away that even he failed to secure a copy.

During the interwar years, his poetical production decreased, as he became involved in journalism and other pursuits. He took no part in the official culture of the Fascist regime, but he found himself working in various magazines that did. Some of those were: Pegaso, Pan, and Il Selvaggio.

In the late sixties and early seventies he started publishing again, with a series of novels that resecured his place in the new, post-war avant-garde. He died in 1974 in his apartment in Rome.

Today he is often considered an important influence on later Italian writers, especially those of the neoavanguardia in both prose and verse. His work is well noted by its "grotesque and fantastic elements".

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Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews470 followers
March 14, 2018
Che beffa (a volte) la vita!

Ad una trama ironica, sarcastica e grottesca, Palazzeschi contrappone una prosa ricca di perifrasi, circonlocuzioni e metafore che appare molto più vicina al movimento liberty, per la sua ricchezza ed il "ricamo" quasi floreale cui si dedica frase dopo frase nella ricerca quasi maniacale di ogni singolo filo di cui intesse la sua tela, che a quello futurista per il cui movimento l'autore fu fonte di ispirazione mai ricambiata fino in fondo.
Personalmente ho amato molto più la sostanza che la forma, così come mi era già successo con il Don Giovanni in SiciliaDon Giovanni in Sicilia di Vitaliano Brancati a cui mi azzardo di accostarlo.
Palazzeschi, così come Brancati, si diverte a mettere in mostra i difetti e le ipocrisie della società in cui vive e lo fa con tono divertito e canzonatorio e con mano (e penna) impietosa. Ma mentre Brancati, in fondo, criticando "l'uomo" siciliano critica se stesso, Palazzeschi allarga il suo orizzonte criticando un sistema di vita che pone in opposizione la borghesia e il popolino, le donne e gli uomini.
Le sorelle Materassi, Teresa e Carolina, ma anche Giselda e la fedele Niobe, rappresentano ciascuna e proprio modo, un diverso tipo di pensiero femminile ma anche uno specchio sociale in cui trovare riflessi tutte i pregiudizi e le storture dell'epoca.
Remo invece, il nipote Remo, è il nuovo che contribuisce, irrompendo nelle vite e nelle abitudini consolidate, non solo delle quattro donne, ma anche di tutto il circondario, a scardinare un equilibrio generazionale e, in alcuni casi, persino secolare.
La novità affascina Teresa, ammalia, persino sensualmente e quasi eroticamente, Carolina, risveglia in Niobe un istinto materno sopito, indispettisce ed irrita Giselda; sveglia la curiosità di tutto il piccolo borgo, che inizia a ruotare intorno a Remo e alla sua vitalità.
E Remo, giovane bello egoista e ambizioso, sarà la grande beffa che cambierà l'ordine delle cose a Santa Maria di Coverciano, portando alla rovina le zie che alla fine, nonostante tutto, continueranno a ricordare con tenerezza quel nipote che ha dilapidato quanto avevano costruito in tutta una vita di lavoro; quel nipote che le ha prese, travolte, illuse e talvolta persino crudelmente derise, per poi continuare la propria vita lanciandosi in nuove avventure, lasciandole a vivere, come solo si può dopo che un turbine ha travolto la propria esistenza, con un cumulo di ricordi illusori.

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Sorelle Materassi, con Giuseppe Pambieri, Rina Morelli, Ave Ninchi, Nora Ricci, Sarah Ferrati.
Quando le fiction Rai si chiamavano ancora sceneggiati (ed erano bellissime!)
Profile Image for Dagio_maya .
1,110 reviews351 followers
May 15, 2021
Lettura pesante per buona metà del romanzo.
Pesante per le frasi chilometriche, arzigogolate, sovraccariche di vocaboli e degne di un negozio di antiquariato.

Si comincia con un primo capitolo puramente descrittivo dello scenario geografico di questa storia.
Si tratta della campagna fiorentina e più precisamente l’azione si svolge a Santa Maria a Coverciano.
L’autore gioca con le parole, sventola aggettivi e snocciola sostantivi, offrendo con ironia l’affresco di un paesaggio antropomorfo e quindi dotato di vizi e virtù umane.
Lo fa a lungo e con spessore eseguendo quasi un complicato ricamo come quei preziosi lavori artigianali per cui sono conosciute le due sorelle Teresa e Carolina, dette per l’appunto le Materassi.

Il cancello della loro casa è un via vai di carrozze lussuose che contano una clientela di alto rango anche nel clero per i lavori di ricamo di altissima qualità per cui sono ricercate ed apprezzate.
Questo il potere delle due sorelle che attraverso l’abilità delle mani riescono ad accumulare un patrimonio risollevando le sorti di una famiglia in rovina a causa del padre spendaccione.

SORELLE MATERASSI
Cucitrici di Bianco – Corredi da Spose.


Questa l’intestazione delle fatture che emettono e questa la definizione di tutta la loro esistenza. Scandita da ritmi e rituali ben definiti e connotata da pochissime eccezioni.
L’inizio della storia è collocato nel 1918.
L’ultimo anno della prima grande guerra, di cui Palazzeschi, tuttavia ci narra una storia candeggiata e lontana da ogni benchè minimo accenno storico o politico.
Le sorelle Materassi protagoniste di questa storia sono due ma in realtà ce ne sono altrettante:
Giselda che dopo un matrimonio sbagliato va a vivere con loro portandosi dietro tutta la sua rabbia e Augusta che, invece, si è sposata e vive ad Ancona.
Le due protagoniste principali dividono la scena con la serva Niobe:

” ... buona e gioviale e la sua bocca, per quanto priva di molti denti, sorrideva sempre. Aveva pochi capelli e grigi, tirati sulla testa e alle tempie in quell'acconciatura che usano certe donne di fatica non potendone immaginare una più semplice. Piccola e tozza, ingrassata con gli anni e quasi informe, le sue rotondità ballonzolavano con pesantezza, ma senza sofferenza né pigrizia. Non vi era parola, atto, cattivo umore che potessero offenderla e, come il buon asino, piegava le spalle sapendo ch'era fatta per portare, e portava senza un lagno né un segno di rivolta o di stanchezza. Le sorelle, pure trattandola con degnazione per la sua miseria fisica e la passiva bontà, le erano affezionate proprio nel cuore.”

La quotidiana routine viene, però, sconvolta alla morte della sorella Augusta che prima di spirare chiede loro di prendersi cura del figlio quattordicenne Remo.

Niente sarà più come prima.

Una lettura che ho trovato, come dicevo, faticosa per buona metà del racconto.
La potenza, tuttavia, della trama vince la sfiancante sintassi.
L’equilibrio perfetto tra i toni comici e tragici producono un racconto quasi grottesco.

Queste due donnette da ammirare per l’abilità artigianale si finisce, poi, col compatirle per un’ingenuità estrema di cui danno una crescente prova.
Si ride, dunque, dell’inesperienza delle due zitelle; del loro sguardo disincantato ed infantile che smaliziato vive una realtà circoscritta.
Trincerate dietro una scenografica alterigia prendono le distanze dalla disprezzata plebaglia continuando così a far ridere per i loro eccessi.
C’è poi un filo sotteso di erotismo mascherato che fa ricordare una novella boccaccesca.
Remo da subito è caricato di questa potenza che dallo sguardo imperturbabile si riflette in un corpo da Adone.
Lui sa, conosce il suo potere e senza scrupoli se ne serve con chiunque:

”... egli era giuocatore d'azzardo di fronte alla vita, abilissimo, in qualunque modo gli avessero disposto le pedine si sentiva la forza per vincere.”

Le scimmie ammaestrate così chiama Remo le due zie sono da subito nelle sue mani.
Man mano che la lettura procede il riso si attenua e diventa pena per queste due macchiette che calpestano ogni orgoglio per un piccolo morso di vita che gli si offre.
Ad un certo punto della lettura più forte per me è stato il compatimento e l’azione del girare le pagine è diventata quasi un gesto disperato che potesse salvare dagli artigli del rapace questi due agnellini ridicolizzati ed inermi.
Faticosa sì ma memorabile lettura.


” Niobe, con le mani sui fianchi, rimase ferma e perplessa sul cancello. La creatura solare incominciava a vedere delle ombre davanti a sé, a non vederci più bene, con la prodigiosa chiarezza che ci aveva veduto sempre, e che le veniva dal cuore. E pur non sapendo con precisione che fossero queste due cose, si domandava: "era la vita, quella, o si recitava una commedia?". L'una cosa nell'altra: tutte e due le cose insieme.”
Profile Image for Sandra.
964 reviews336 followers
April 18, 2016
“Ci vuole una bella faccia tosta per agire così, ma gli uomini non sono tutti a questo modo? O almeno, non sono a questo modo proprio quelli che ci piacciono di più? Di quelli perbene, in fondo, non ce ne importa niente, ci lasciano apatiche, preferiamo romperci la testa con questi accidenti, è il nostro destino, sono questi che ce la fanno girare, e dopo ci conciano per il dì delle feste”.
Questa frase pronunciata da Niobe, la fidata domestica delle sorelle Materassi, la diceva anche mia mamma e prima di lei mia nonna al ramo femminile della famiglia (peraltro quello prevalente, visto che in famiglia siamo tutte donne, io e le mie cugine, ad eccezione di un solo cugino maschio più piccolo) quando scoppiava una crisi sentimentale di una nipote per colpa di un ragazzaccio. Ed è una frase che sempre verrà detta per giustificare amori insensati e passioni irragionevoli per uomini che non “ci” meritano ma che ci piacciono tanto, quelli che più sono stronzi più ci fanno impazzire. La frase di Niobe si riferisce a Remo, l’adorato nipote di Teresa e Carolina Materassi, entrato inaspettatamente nelle loro vite tranquille di ricamatrici figlie di famiglia agiata, e che la sconvolgerà, seducendole con la sua bellezza fisica, con il fascino torbido di un Adone di pietra, tanto perfetto nelle forme quanto vuoto e freddo nell’anima: Teresa, Carolina e Niobe soccombono immediatamente all’attrazione fatale che promana da Remo, niente riuscirà a scalzarlo dai loro cuori, non le sue spese folli, i debiti, la miseria. Tutto questo per dire che Teresa, Carolina, Niobe, Remo, la terza sorella Giselda, l’unica indifferente al fascino del nipote perché vittima inacidita di un marito uguale a lui, sono caricature di personaggi concreti, che esistono nella realtà, interpreti di una storia semplice, dai toni familiari, briosa come il Chianti delle colline fiorentine protagoniste di uno degli incipit più belli e ben scritti che abbia letto. Una storia divertente, carica dell’ironia fiorentina dello scrittore, brillante ed intelligente come poche, che degenera in tragedia lasciando sempre un sorriso sulle labbra del lettore. Mi è piaciuto molto questo romanzo dai toni retrò, scritto decisamente bene, con una scrittura datata ma non pesante, una storia di un’epoca che non esiste più eppure di una modernità sorprendente.
Profile Image for Dimitri.
176 reviews72 followers
February 26, 2025
“In questo romanzo scritto durante la guerra di Abissinia, parve di vedere la storia dell’Italia, della onesta, laboriosa, povera Italia che d’un tratto s’innamorava di un avventuriero. Guardato così, il romanzo è anche profetico.” (Vitaliano Brancati)

Due zitelle innamorate del nipote bello e spendaccione: la tragicommedia è servita.

Una volta finito a viva voce e a tutte braccia, e senza un pratico risultato di chiamare a sé gli eventi, con la più grande disinvoltura gli eventi vennero avanti da sé. E’ una cosa che succede sempre. Nella nostra vita quotidiana si è spesso vittime di certi abbagli, sia come attori che come spettatori, è un’illusione dei sensi, della vista principalmente, e quando siamo più sicuri di essere noi a mandare la barca, proprio in quel momento ci accorgiamo (un momento terribile) che la barca ci fa andare, e dove vuole; ed è allora che ci affanniamo con ogni mezzo per mantenerci nella primitiva illusione e dimostrarlo a chi vede. Voi penserete certo che la giuntura sia delle più bislacche, giacché se possiamo mantenerci noi nell’illusione, ciò non accade per coloro che dalla riva ci stanno a guardare, i quali sempre meglio accorgendosi che la barca va da sé, se la ridono a crepapelle di tutto il nostro gestire e gridare.
Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
November 23, 2022
Attuale pur nel suo essere antiquato. L'inizio è pedante, verboso, tutto il contrario di invitante. Per fortuna si riprende alla svelta per iniziare a mostrare le sue vere carte.


"era la vita, quella, o si recitava una commedia?". L'una cosa nell'altra: tutte e due le cose insieme.
Qualcosa che stava fra l'operetta e il circo equestre.



Frivolo, frizzante, divertente, ironico e amarissimo: queste caratteristiche vanno a valorizzarne tanto il lato positivo - quello di commedia ottimamente imbastita - quanto quello negativo - ossia l'imbastitura di cui sopra interamente fatta con un filo di maschilismo: "Povere donne, non sarà mai un'altra femmina a fare l'apologia del vostro genere". Non calca la mano, per carità, ed inoltre il testo va sempre contestualizzato all'epoca in cui è stato scritto (anni trenta) e/o è stato ambientato (dal diciotto in avanti per una decina d'anni)... ma pur con tutte le attenuanti del caso, non riesco a non notare che l'unica donna di cui Palazzeschi faccia mostra di apprezzare la femminilità, l'unica su cui si posa la sua benevolenza è la serva Niobe, quella che in gioventù, pur essendo più volte stata fregata e anche maltrattata dagli uomini, non solo non porta rancore a nessuno ma infondo infondo ne vorrebbe ancora un po'... verrebbe da dire: "...'a Palazze', ti piace vincere facile, eh?". Se penso che poi ci sono in giro commenti che per trovare il pelo nell'uovo cercano tracce di maschilismo in Biancaneve o in Cenerentola...
Ed inoltre: il personaggio maschile, il nipote Remo, è una specie di adone, di più, una specie di semidio o di superuomo, e anche la costruzione di questo personaggio non può non aver risentito di certe arie e certe febbri dell'epoca. Ma non sarà la prima né l'ultima volta che un autore, per sua utilità, inventa un personaggio fatto di una perfezione completamente fuori dalla realtà, e non sarò certo io a lagnarmi della cosa (altrimenti come farei ad innamorarmi di personaggi in stile Lagardère?).
La verità ultima è che Palazzeschi vuol semplicemente raccontare la commedia agrodolce in cui qualcuno si fa giuoco di qualcun altro. In questo frangente è un nipote che si vanta di avere ammaestrato zie (e serva) come fossero scimmie o pappagalli; poi a far da contraltare chissà quante altre storie ci saranno in cui viceversa è una donna a farsi giuoco di uno o più uomini.

Ottima e attualissima la riflessione sul pur noto e arcinoto meccanismo in virtù del quale le donne vanno sempre a complicarsi la vita perdendo la testa per gli uomini più scapestrati (...anche se a ben vedere questa cosa non è poi così universale, si può riuscire benissimo a complicarsi la vita anche perdendo la testa per una specie di santo, provare per credere...); ottima e ancor più ricercata la riflessione sull'altro meccanismo in cui per i "vecchi" (zii e zie ma anche genitori e/o nonni) arriva sempre un momento in cui essere completamente fuori posto e fare la figura - se non delle scimmie - per lo meno degli allocchi.

Prosa invero elegante, alcuni periodi sono proprio vellutati; ma ve ne sono altri di difficile se non impossibile comprensione: per questo e per la prolissità di cui all'inizio non vado oltre le tre stelle e mezza.
Profile Image for Simona Stefani.
435 reviews18 followers
February 9, 2022
Bellissimo, BELLISSIMO questo libro reso ancora migliore dalla lettura di Paolo Poli per Ad Alta voce. Tenendo conto che è un libro scritto nel 1934 devo sottolineare che è anche molto ma molto attuale.
Teresa e Carolina Materassi sono due di quattro sorelle, che grazie alla loro bravura nell'arte del cucito e del ricamo, riescono ad assicurarsi un certo benessere economico dopo un'infanzia segnata da privazioni e povertà. Il nonno era un gran risparmiatore, mentre il padre uno scialacquatore di prima categoria. Proprio a causa sua, della povertà e della vergogna provate durante l'infanzia, Teresa e Carolina iniziano da giovani a lavorare incessantemente per riuscire a risollevarsi economicamente e ci riescono con un discreto successo. Tutto ha un prezzo però e le due sorelle non fanno altro che lavorare, infatti sono ancora signorine sebbene abbiano ormai 50 anni. In casa con loro vive Giselda, la più giovane delle sorelle la quale, indurita da un matrimonio finito male, torna da Teresa e Carolina decisa a non voler mai più aver nulla a che fare con gli uomini.
Alla morte della terza sorella (Augusta), le Materassi accolgono in casa loro il nipote Remo, adolescente di circa 14 anni talmente bello da rincretinire le sorelle che iniziano ad amarlo senza remore ed in maniera alquanto imbarazzante. Remo dal canto suo si lascia adorare dalle zie e dalla domestica Niobe e mostra sin da subito la sua vera vocazione di nullafacente che sfocerà nel matrimonio di interesse con Peggy, americana danarosa figlia dell'inventore della pentola a pressione, avendo lasciato le zie sul lastrico (ma non finisce male perché le Sorelle Materassi sono di scorza durissima).

Il libro è davvero divertentissimo ed è reso ancora più divertente dalla lettura toscanaccia di Paolo Poli (ah il libro è ambientato a Santa Maria a Coverciano, vicino Firenze) che riesce a rendere scoppiettante qualsiasi passaggio (memorabile il "sei te troia che mi fai il buio"). Come dice Maurizio Nichetti nella postfazione all'audiolibro, il romanzo è quasi erotico nel raccontare il desiderio e sdilinquimento che le zie provano per il nipote, ed attualissimo. Remo infatti rappresenta la scorciatoia per vivere bene, la poca voglia di impegnarsi, l'approfittarsi delle situazioni, il poco impegno. E' la promessa di una ricchezza facile, sono desideri instillati che li lasciano invece più poveri di prima.

Su YouTube si trova anche il film ed uno sceneggiato in tre parti. Nel film recitano le sorelle Gramatica (Teresa e Carolina), le eccezionali Olga Solbelli (Giselda) e Clara Calamai (Peggy - che qui è argentina, probabilmente a causa della censura bellica che vietava personaggi statunitensi), ma soprattutto Ave Ninchi che interpreta Niobe. Le differenze col libro sono molte, ma se vi volete togliere la curiosità...
Profile Image for Roberta.
1,412 reviews129 followers
March 12, 2015
Era la vita, quella, o si recitava una commedia? L’una cosa nell’altra: tutte e due le cose insieme.

Chissà cosa mi aspettavo esattamente da questo romanzo. Sarebbe un esercizio interessante quello di cercare di scrivere due righe sulle mie aspettative prima di iniziare un libro nuovo. I primi capitoli non mi hanno appassionato, in parte per il linguaggio impegnativo, arcaico, con dei periodi lunghi, difficili da seguire. Palazzeschi inizia con una descrizione minuziosa di Firenze, di Santa Maria a Coverciano, il paesello in cui si ambienterà la storia. Poi pian piano si rivolge ai personaggi, e mi sembra che il linguaggio si semplifichi, diventi bello, espressivo. Un’altra caratteristica riscontrata inizialmente e poi dispersa, è la somiglianza con Canne al vento della Deledda. Le somiglianze ci sono, ma anche innumerevoli differenze: tutto sommato qui Remo rappresentare il vento della novità, di un mondo più vitale (anche se in realtà Remo è anche descritto come tutto apparenza e gesti, niente sentimenti ma nemmeno pensieri, convinzioni, etica – quindi non un personaggio positivo). In ogni caso rispetto alla Deledda pesa meno il cuore: la storia di Palazzeschi è sì tragica, ma anche tragicomica. E il finale per quanto farsesco si può comunque leggere come una specie di distorta vittoria, o per lo meno con una risata di sottofondo (proprio così termina infatti il romanzo: "Ah! Ah! "Ah! Ah!" )

Questa è la trama: le sorelle Materassi sono due sorelle zitelle, Teresa e Carolina che, lavorando come schiave come cucitrici di bianco, hanno riscattato tutti i beni dilapidati dal padre (e faticosamente ammassati dal nonno) e sono diventate, ebbene sì, ricche. Eppure continuano a lavorare indefessamente, la biancheria di fino che cuciono e ricamano per le grandi signore rimane la loro ragione d'essere.

Pervenute all’apice della loro vita professionale e di ogni segreta e confessata aspirazione, rientrate da alcuni anni nel possesso completo delle loro proprietà le cui rendite sarebbero bastate a farle vivere con larghezza, seguitavano a lavorare con la febbre delle ore tristi, e nemmen mai prospettandosi una vita diversa pareva non si fossero accorte del miracolo operato dalle loro piccole dita, e che riconquistare la serenità e una posizione legittima non fosse la mèta. […] non avevano mai pensato a distaccarsi da quella forma di vivere, rallentarne il ritmo per godere un istante di riposo, di benessere e di gioia, concedersi uno spasso, uno svago, fare un piccolo viaggio, perseguire un lavoro meno intenso e incalzante: la sua durezza era la sua essenza stessa, il mezzo divenuto fine. Se questo pensiero fosse balenato nella mente avrebbero sentito il vuoto innanzi a loro, si sarebbero sentite infelici per la prima volta, e quasi che tutto fosse finito con lo scopo raggiunto, si sarebbero trovate con un pugno di mosche.


Esse vivono fuori dalla realtà, a cui si affacciano solo occasionalmente e con grandi tremori, mutandosi all'istante in risibili macchiette, nonostante tutte le loro affettazioni e pretese di nobiltà (Ci tenevano troppo a dimostrare che costituivano un mondo che con quello dei contadini non aveva nulla da spartire, quasi fossero uscite dalla costola di un re.). In casa vivono con la sorella Giselda, fuggita da un cattivo matrimonio (e se il matrimonio aveva indispettito e ingelosito le sorelle maggiori, il suo fallimento le aveva riappacificate con la sorella, che pure trattano a metà tra famiglia e servitù – la sua posizione nella casa falsa, falso il tono di vivere, quello del muoversi e del parlare: una creatura stridente, fuori di posto, incapace a ricostruirsi una vita da sé e a procacciarsi il pane) e la domestica Niobe, uno di quei personaggi 'larger than life', popolana verace e senza (o quasi) vergogne (Essendo la vita tanto bella non poteva rattenere un grido di compiacenza e di solidarietà per coloro che se la succhiano senza discrezione.)

C'è poi una quarta sorella, Augusta, anch'essa sposatasi ma dimessamente, con un poveraccio. Vive ad Ancona e solo quando è morente chiama al capezzale le sorelle e affida loro il figlio quattordicenne, Remo, che sta per rimanere solo al mondo. Teresa e Carolina tornano a Santa Maria comprese del loro ruolo di benefattrici, ma ignare di chi si stanno portando a casa. Perché Remo, pur così giovane, è un furbastro. Un dandy di provincia, che ama vivere, divertirsi, giocare e scherzare senza sprecare nessun pensiero per il domani. Egli sfrutta la sua bellezza e il suo ascendente presso le ingenue zie (La verità si è che tutte e due conoscevano gli uomini per sentito dire, per il più vago e lontano sentito dire. Non era facile, mi penso, trovarne altre due che li conoscessero meno) e pure presso la domestica Niobe per fare la bella vita e dilapidarne le sostanze. L'unica nemica è Giselda, che però in casa Materassi non conta nulla. Fuori di casa, ci sono altre donne da sfruttare, amici con cui divertirsi, e soprattutto l'onnipresente Palle, un giovanotto poco sveglio del popolino a cui Remo si è affezionato immensamente, per grande stizza delle zie e delle loro pretese sociali.

Palazzeschi racconta la sua storia con poco amore per i suoi personaggi, che sbeffeggia immensamente, rivelandone senza pietà i difetti, scoperchiando gli altarini e non concedendo quasi nessuna empatia. Nonostante tutto, i personaggi risultano anche simpatici: le zie sono completamente perse e verrebbe voglia di prenderle a sprangate per riportarle alla ragione, eppure fanno anche tenerezza, a tratti sembrano più felici, o per lo meno più vive, grazie a Remo, anche se la sua vitalità fa loro realizzare quanto poco abbiano vissuto. Anche Remo, con tutte le sue macchinazioni e sopraffazioni, fa rabbia, eppure non lo si può accusare di vera cattiveria: con il suo modo di fare pacato e noncurante, esternando sempre, fra quelli che per l’esistenza si dilaniano da mattina a sera, il proprio convincimento che la vita è facile; sorridendo dell’inutilità delle loro fatiche) pare navigare le onde della vita senza troppi crucci, atteggiamento in parte ammirevole. Quello che contava era il presente: l’attimo che fugge, ed era nato apposta per saperlo cogliere, per viverlo con splendore, quello che appena caduto nella botola non esiste più. Insieme a Palle, Remo conquista il mondo con la sua spensieratezza, se lo gode appieno:

Erano davanti al mondo coi suoi voli prodigiosi per la cui grandezza anche il pensiero della morte sparisce; le sue corse vertiginose, la sua ebbrezza di velocità. Respiravano nell’atmosfera di febbre generata da esse, dalle dispute, dal bisogno di osare, di correre, di correre sempre più forte: la volontà, la forza, la destrezza, tutto, tutto per correre. […] Questo senso agonistico della vita era il loro senso, della vita alla giornata, e dava ai due giovani una possibilità di eroismo che era per essi quotidiana, fisica, normale; e che disgraziatamente non si presentava quanto era l’aspirazione. Domani, richiesti, ognuno sarebbe stato capace di audacie grandi che li avrebbero fatti operare solo rivolti alla bellezza dell’atto, senza che neppure si affacciasse nella mente l’ombra del sacrificio o dell’interesse.


Anche le sue zie, che Remo chiama scimmie ammaestrate, vengono da lui coinvolte nella girandola che è la sua vita, e che le porta a ribaltare la loro stessa esistenza:

Le recluse videro il mondo, la vita, videro dove e come si muovessero le donne che portavano sotto la veste il frutto delle loro fatiche, del loro amore, e che da quarant’anni servivano con fedeltà cieca. Ne rimasero abbagliate e sgomente, attratte e scoraggiate. […] Quelle fughe affascinanti e misteriose che aprivano loro gli occhi facendo vedere tante cose, le invecchiavano, toglievano la freschezza, la forza, la fede, e lavorando si sentivano indifferenti, distratte, il pensiero vagava lontano […] trattavano il lavoro con freddezza, avvertendone il peso, simile al giogo, come la fonte indispensabile dei guadagni […] come la persona che si è amata troppo, con tutto l’essere, e per cui ad un certo momento sia cessato l’amore. […]


Eppure, come ragiona Niobe, a volte vera filosofa: non sono a questo modo proprio quelli che ci piacciono di più? Di quelli perbene, in fondo, non ce ne importa niente, ci lasciano apatiche, preferiamo romperci la testa con questi accidenti, è il nostro destino, sono questi che ce la fanno girare, e dopo ci conciano per il dì delle feste. Riflessione che non condivido ma che non può che essere l’unica spiegazione di certe relazioni che a tutti noi sarà capitato di osservare (se non di vivere).
Profile Image for Sergio.
1,355 reviews133 followers
September 7, 2020
Un romanzo dolceamaro che racconta la storia delle sorelle Materassi, abili cucitrici e ricamatrici di corredi nella valle di Settignano non lontano da Firenze che dopo aver dedicato una vita al lavoro e al riscatto sociale, dopo aver adottato il nipote Remo, orfano di una loro sorella, vanno incontro alla rovina perchè incapaci di negare al nipote ogni capriccio. Con un linguaggio fresco e innovativo Palazzeschi riesce a trasmettere la giusta atmosfera campagnola del primo novecento condendola con una sopraffina ironia che alleggerisce i momenti più "difficili" della storia
Profile Image for Theut.
1,886 reviews36 followers
September 4, 2025
Uno di quei romanzi che sono sempre citati nelle antologie ma che ormai sono letti raramente... ed è un grande peccato perché si tratta di romanzo molto attuale (soprattutto la figura di Remo e come le zie e le donne si comportano con lui), con uno stile lieve e irriverente.
Profile Image for Claudia.
347 reviews17 followers
April 22, 2014
attuale!
La storia delle "Sorelle Materassi" è ambientate nel lontano 1918 eppure è attualissima. La vita delle sorelle Materassi viene sconvolta un giorno dall'arrivo in casa del nipote Remo, loro che avevano una situazione economica eccellente visto che si dedicavano solo al lavoro di ricamo per signore dell'alta società e per la chiesa senza mai intaccare il patrimonio conquistato, non avevano nessuno svago e si sentivano un gradino più alto rispetto agli abitanti del piccolo paese toscano di Settignano. Donne zitelle non sapevano neppure che cos'era l'amore ma poi il nipote arriva e i loro averi piano piano si consumano. Il giovane con le zie fa tutto quello che vuole loro se ne sono completamente invaghite sono alla sua mercè. I soldi finiscono diventano povere senza neanche un pezzo di pane, lui se ne va in America con la moglie Peggy sposata solo perchè pare molto molto ricca....
Il libro è contornato anche da altri personaggi molto interessanti:la serva Niobe (anche lei presa fin nel midollo dal giovane nipote!), la sorella Giselda (che odia con tutta se stessa il genere maschile), Palle (l'amico e l'ombra di Remo), i paesani (pettegoli,invidiosi che assistono alla vicende fino a quando non hanno la loro rivincita personale sulle altezzose sorelle quando cadono in povertà) e i paesaggi toscani (così ben descritti dall'autore). Il motto di Remo secondo me è: "è bene vivere cento giorni da leone che uno da nessuno" a scapito di chiunque gli stia intorno un amore totale solo per se stesso. Le sorelle Materassi nonostante l'amore che non hanno mai provato per un uomo perchè zitelle e atrofizzate come donne lo riversano tutto verso quel nipote che invece con gli amici le mortifica dicendo "sono le mie scimmie ammaestrate"! Un ritratto veramente geniale Palazzeschi è da scoprire e da far scoprire ai giovani che vanno a scuola ancora oggi!
Profile Image for Maria Chiara Maestri.
892 reviews10 followers
January 18, 2019
Un romanzo pungente, che non risparmia commenti salaci ai comportamenti borghesi e contadini, le due sorelle sono le spettatrici dell'ascesa degli ultimi voluta dal fascismo, cavalcano anche quest'onda pur di guadagnare e sopravvivere.
Profile Image for natura.
465 reviews67 followers
June 29, 2022
Me costó un poco entrar en la historia, quizás por el tono tan localista de las descripciones del paisaje y de los caracteres, quizás por lo poco novedoso del tema central, o porque no estaba yo para los primorosos bordados de las Materassi. Pero Palazzeschi me ha ido ganando con una prosa sincera, unos personajes tan increíbles como reales y una crítica social con mucha socarronería de fondo pero acertada en sus apreciaciones.
Conoce muy bien lo que describe, tanto en lo puramente geográfico como en el espíritu y talante de los protagonistas, sobre todo cuando se trata de reacciones grupales (la clase alta, el campesinado, los más desfavorecidos, los nuevos ricos norteamericanos), reflejando una época y unas circunstancias ancestrales pero cambiantes.
Sin tener que recurrir a una novela tipo saga familiar larguísima, relata un episodio concreto de la vida de las hermanas, recogiendo la historia anterior y alargándolo hasta dejarlas casi donde empezaron, aunque después de que les haya pasado un terremoto vital por encima.
Todos ls estados emocionales por los que pasan desde Niobe, la criada, al sacerdote amigo de Remo, incluyendo los de las hermanas Materassi (las cuatro) y el “bendito” sobrino, tienen su porqué, y terminas despidiéndote de todos con algo de cariño, algo de rabia, pena y, casi, alivio.
No te cambian la vida, pero asomarte a la suya a través de Palazzeschi, te deja regusto florentino y ganas de vivir (a pesar de los batacazos).
Profile Image for Simona F. 'Free Palestine, Stop Genocide'.
618 reviews61 followers
February 27, 2020
Un linguaggio antiquato, uno stile prolisso e l'uso di periodi lunghi e di modi di dire tipici della società fiorentina di inizio '900 hanno reso lunga e difficile la lettura di questo romanzo. Dal punto di vista della storia, questa procede con coerenza e originalità fino alla fine ma ho trovato i protagonisti troppo "forzati". Troppo forzata la fissazione di Carolina nel voler baciare sulla bocca il nipote quattordicenne appena conosciuto. O il piacere di Niobe nel vedere nudo il ragazzo. O l'intenzionalità stessa di Remo ragazzino in queste situazioni. Insomma, c'è un aspetto osceno e morboso di fondo che non mi è piaciuto e che stona col resto, con la descrizione di una società semplice, che vive una vita semplice e spesso povera.
Profile Image for Karel Van Assche.
48 reviews7 followers
October 4, 2025
Gelezen ter voorbereiding op 'Il codice di Perelà'/'Het wetboek van Perelà', tussen een verwoede huizenzoektocht en verhuis in.

Ik weet dat Perelà me veel beter zal liggen, meer zal provoceren en minder zal vermoeien, maar ook in deze late, bedaarde, burgerlijke roman zijn nog een aantal sporen van Palazzeschi's scherpe geest te vinden.
Profile Image for Luisa.
284 reviews11 followers
August 9, 2014
Davvero bello! La cosa sorprendente (anzi direi più inquietante) è che, nonostante sia stato ambientato circa ottant'anni fa, la situazione in alcuni paesini del sud Italia non è cambiata per niente...
Profile Image for Glori.
35 reviews1 follower
February 26, 2024
4 stelle nella versione audiolibro letta dal fantastico Paolo Poli che riesce a far prendere vita in modo credibile e divertente alle sorelle e al loro mondo più attuali di quello che potrebbe sembrare
Profile Image for Andrea.
142 reviews10 followers
January 22, 2024
"Lo dicevo io", ripeteva Niobe a se stessa per combattere l'inquietudine dalla quale si sentiva assalita sempre maggiormente nel guardare la porta dove erano rinchiuse le padrone: "sono come due bambine, bisogna trattarle così, non c'è altro da fare".
[...]
E Remo, girellando rassegnato per la stanza, aveva tutta l'aria di rispondere: "lo so, lo so, è una scena disgustosa, ripugnante, ridicola, puerile, ma come si fa, con certa gente non si può fare altrimenti; a questo mondo bisogna far di tutto per tirare avanti, per vivere". Quasi che tutto quello scangèo appartenesse al suo mestiere, fosse cosa che faceva più per servire gli altri che per sé, e ch'egli ricevesse soltanto l'equo compenso di un lavoro sgradevole.

(Sorelle Materassi, Edizione 1934 - "Giselda! Niobe!", p.230)

Sorelle Materassi mi rimanda, inequivocabilmente, ad uno dei cult più celebri del principe della risata, Totò, Peppino e la... malafemmina , ovvero a quella realtà della piccola Italia permeata da ottusità e grettezza, in cui le preoccupazioni sono che questanno c'è stato una grande moria delle vacche (come voi ben sapete.:), o il figlio che invece di studiare si perde con donne di malaffare: una velata denuncia sociale, dipinta con estrema ma disincantata ironia. Inevitabile mi è, dunque, rivedere in Teresa e Carolina Materassi una grottesca deformazione di Vittoria Crispi nei panni di Lucia Capone, e di immaginarmi il bellissimo nipote Remo nelle fattezze di Teddy Reno - senza intermezzo canoro, giacché il libro di suo abbonda ampiamente di starnazzi, latrati, muggiti, e grugniti vari... oltreché al ridicolo Ah! Ah! Ah! che fa da manifesto all'ingenua pochezza delle due povere disgraziate!

- Trentacinquemila lire?
- Da pagarsi a rate.
Le sorelle non avevano mai sentito pronunziare con tanta semplicità una cifra simile; le cifre erano state nella loro vita delle tappe faticose e lunghe, come ascensioni di montagne inaccessibili, le cui vette avevano raggiunte col sacrificio completo di sé. Fino a quel giorno si era trattato di due o tremila lire per un conto da pagare, per far fronte a questa o quella necessità, alle spese quotidiane; la cifra le spaventò, non ebbero la forza di insorgere né di negare, di ribellarsi a una richiesta tanto sproporzionata alla loro forma mentale più che alle loro stesse possibilità. Chinarono la testa per dire "no" dolorosamente, quasi avessero ricevuto un colpo mortale.

(Ibidem - Teresa e Carolina stanno a vedere, Giselda canta, Niobe va a vendemmiare, p.192)

Veniamo noi con questa mia addirvi che, quindi, con un linguaggio differente, la pellicola di Camillo Mastrocinque ha filtrato ciò che Palazzeschi aveva minuziosamente ricamato tramite una complessa architettura linguistica, trionfo di circonlocuzioni e di periodi eterogenei tra loro, fili che si avviluppano in una complessità di suoni e rumori capaci di mettere alla prova il più paziente dei lettori; e il fatto che lo stesso Palazzeschi ebbe ragione d'intervenire a più riprese, in un arco temporale assai ampio (1934-1960), per smussare e rifinire quei fili precedentemente tessuti con larga minuzia, è testimone della grande ricchezza espressiva di un romanzo che, essenzialmente - ma, nondimeno, senza rifiutare la precisione - analizza la tensione erotica che svecchia il polveroso e monotono spazio esistenziale di due vecchie zitelle che, altrimenti, sarebbero rimaste ligie nel proprio laboratorio a ricamare pazientemente, e lo anima coi risvolti iperbolici di un carnevale - anche se, dato l'ampio repertorio di figure d'analogia col mondo animale, sarebbe più opportuno considerarla una fiera - dal sapore grottesco.

Avendo in prima linea descritto, e giustamente, la forza e la virtù, la fatica di queste donne, in quei particolari che ritenni necessari per darvi sufficiente testimonianza del loro carattere, è bene che ora sappiate di queste brevi pause, di queste ore di tregua tanto curiose e rare, e insieme delle loro debolezze che non offuscano la virtù, ma anzi, concedono umanità alle creature che spogliate di esse non risultano più né simpatiche né vere, ma aride, artifiziose, monotone e false.
(Ibidem - "Sorelle Materassi", p.56)

Con questo suo sottilissimo e ricchissimo studio, seppur declinandolo in chiave farsesca e grottesca, Palazzeschi tradusse in letteratura ciò che Totò avrebbe poi messo in scena con la sua sublime arguzia d'interprete: di una realtà, cioè, in cui è la somma che fa il totale, ove le persone si suddividono in uomini e caporali, tra chi comanda con abuso e chi invece subisce. E se in questa denuncia, mossa dal riso - che assolve una funzione men che meno dissimile dallo squarcio del Velo di Maya - Totò ebbe il paio di occhi più disincantati che si potessero vedere in una persona, Palazzeschi, tra sprazzi di burla e di pietà, preferì continuare a beffarsi di quella realtà: lasciamolo divertire... mentre noi continuiamo a trovare ragioni ulteriori per leggere, fatta salva una certa difficoltà, ciò ch'egli ha vivacemente ricamato; tra cui, appunto:

SORELLE MATERASSI
Cucitrici di bianco - Corredi da spose
.
Profile Image for Flavie.
153 reviews1 follower
October 19, 2024
Sorprendentemente divertente.
Un romanzo di quasi cento anni fa che racconta alla perfezione il maschilismo introiettato delle donne, anche se probabilmente Palazzeschi aveva altre mire. Una storia grottesca e avvincente, veramente un capolavoro da leggere. Insopportabile il personaggio di Remo, ho effettivamente provato rancore nei suoi confronti per tutta la seconda parte del romanzo e pena per le sorelle cadute in disgrazia in gran parte per causa sua.
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30 reviews
October 17, 2025
Dens i ple de descripcions. Fa la sensació que podria tenir 100 pàgines menys i dir el mateix.

Una àgil hiperbolització dels rols de gènere a l'Itàlia de primera meitat del Segle XX.
Profile Image for Liliana.
206 reviews3 followers
March 14, 2021
Paolo Poli ha interpretato magistralmente la lettura di questo romanzo che ho ascoltato inizialmente con sospetto. Superato il primo capitolo di descrizione del paesaggio toscano e del luogo in cui sono ambientati i fatti, ho scoperto personaggi con uno spessore psicologico maturo che mi hanno coinvolto in una trama che trovo attualissima. La figura di Remo è quella di chi, per i propri interessi, è disposto a sfruttare l'amore di chi gli è più vicino, e incarnando il prototipo dell'eterno figlio, arresta così lo scontro generazionale richiamando sempre su di sé l'attenzione. Le zie, dal canto loro, sono coloro che, ammaliate dalla novità, si lasciano abbindolare e che, anche quando si accorgono di essere rimaste senza più nulla, vivono in un passato ormai andato senza rimpiangere nulla e senza aver capito l'errore di essere passate sopra tutto, rinnegando anche se stesse.
Profile Image for alessandra falca.
569 reviews33 followers
April 19, 2018
Ho appena finito di leggere le Sorelle Materassi. Lo volevo leggere per i ricordi che avevo di uno sceneggiato in bianco e nero di quando ero piccola. Perché di Palazzeschi si conoscono più le poesie. Lo volevo leggere perché sapevo che mi sarebbe piaciuto. E infatti così è stato. Sapete di cosa parla? Non ve lo dico. Forse pensate di saperlo. Ma vi sbagliate. E' un buon libro. I personaggi sono perfetti. Ti sembra di vederli. E Palazzeschi li conosceva tutti. Dal primo all'ultimo. Non e' una lettura scorrevolissima ma appena si entra non si molla più anzi, ci si adagia ben bene. Ah, il mio personaggio preferito del romanzo è Palle. Via, leggetelo, Aldo Palazzeschi. Vi divertirà.
Profile Image for Antonella.
324 reviews10 followers
December 9, 2014
I miei ricordi delle Sorelle Materassi erano legati alla mia infanzia, allo sceneggiato in cui la grande Ave Ninchi faceva la parte della serva e Remo era interpretato da un giovane Pambieri. Non ricordavo affatto la figura bieca del giovane nipote, personaggio che ho detestato. Godibilissimo il personaggio di Niobe e dolcissime le due povere zitelle, ah come è facile prendere per il naso che desidera essere amato ed accettato perché non lo è mai stato in tutta la sua vita :-)
79 reviews2 followers
June 3, 2019
Oh, che belli i romanzi del 900 dalla bella scrittura.. Ogni tanto ne sento il bisogno. Questo poi, con questi personaggi, così ironico e familiare. Quanto mi sarebbe piaciuto essere in mezzo a tutti quei pizzi, merletti e matassine. E conoscere quelle due adorabili zitelle fiorentine, pettegole dalle mani sante. Lettura davvero piacevole.
Profile Image for Roberto Rho.
381 reviews4 followers
March 10, 2014
una stella in piu' per il bellissimo stile con il quale e' stato scritto, una stella in meno per il finale non troppo convincente...Bella l'idea del gigolo' specialmente ambientato in quegli anni.
Profile Image for Paola.
120 reviews4 followers
September 14, 2019
Un tranquillo paese della provincia fiorentina, forse troppo tranquillo, durante il primo trentennio del '900. Qui vivono le sorelle Materassi, Tiziana e Carolina, devote al lavoro che le ha rese sarte richieste dalla nobiltà fiorentina. Conducendo una vita austera sono riuscite a saldare i debiti lasciati dal padre e a guadagnarsi una posizione di prestigio. Un solido equilibrio ottenuto con paziente fatica e che viene stravolto dall'arrivo di Remo, figlio della defunta sorella Augusta. Un ragazzo tanto bello e affascinante quanto spensierato, capriccioso e senza voglia alcuna di lavorare. Un personaggio moderno, forse, in anticipo sui tempi che porta una ventata di freschezza, che si fa beffe delle virtù e del decoro dell'epoca e che al tempo stesso suscita curiosità e ammirazione. Ammalia e conduce la vita che vuole trascinando nel suo turbinio l'inseparabile amico Palle e le stesse zie, le quali si ritrovano a vivere una seconda giovinezza e a godere di quella leggerezza e frivolezza sempre negate ma ormai fuori tempo. Un'illusione insomma che torna utile a Remo per raggirare le sue "scimmiette ammaestrate" e ottenere ciò che vuole. Si ricoprono di ridicolo le due sorelle, perdono credibilità, finiscono sul lastrico, ma mai l'adorazione per quel Marcantonio del nipote verrà meno. Una situazione tragica che Palazzeschi, attraverso uno spregiudicato uso della parola, arguta e irriverente, riesce a rendere comica. Aggettivi aulici e termini altisonanti, giochi di parole, pompose metafore e meschine similitudini per descrivere la banalità del quotidiano, aiutano a creare un'atmosfera grottesca che capovolge convenzioni e cliché e stravolge ogni aspettativa, rivelando intrinseche assurdità, parodia del genere umano. Palazzeschi approcciandosi alla stesura del romanzo dichiara di volersi divertire e far divertire; il linguaggio è un po' datato e inizialmente ostico, ma nel suo intento c'è riuscito alla grande ieri come oggi.
Profile Image for Marisa Fidalgo Barrio.
257 reviews3 followers
September 18, 2023
Dos hermanas bordadoras primorosas en la Florencia de principios del XX acogen al hijo de una hermana pobre y fallecida, le dan todo y les quita todo. Con un inicio del libro y final muy parecidos, el autor nos presenta situaciones un poco grotescas en cuanto a las relaciones y conductas especialmente de las protagonistas y algún personaje secundario, las descripciones de los escenarios son tan minuciosas que a veces se hacen un poco pesadas, en especial al principio, aunque obviamente intentan crear una atmósfera que enmarca y explica la acción.
Profile Image for Phoebes.
597 reviews27 followers
March 30, 2022
Quel che più ho amato di questo libro è stato lo stile di Palazzeschi, così ironico, tranquillo, colloquiale, quasi ti stesse riferendo qualche pettegolezzuccio, dalla prima pagina, nella descrizione di Firenze, tra le cui righe si trova inserito anche qualche commento sui fiorentini, fino al finale, con quelle risate «Ah! Ah!» «Ah! Ah!» di Niobe e delle due Materassi. :)
Insomma, mi è piaciuto davvero molto!!! :D
http://www.naufragio.it/iltempodilegg...
Profile Image for Paolo Ventura.
375 reviews2 followers
December 14, 2021
(letto da paolo poli, bravissimo !)
...se non fosse stato letto tutto d'un fiato (che talento!) da p.p. non sarei arrivato neanche al 10% del primo capitolo.
invece, mi son voluto fare del male e l'ho ascoltato tutto, restando della stessa idea (negativa) dall'inizio alla fine (per la "bella scrittura" dell'autore).
forse a mio padre sarebbe piaciuto (...altri tempi).
Profile Image for Paola Pasquini.
16 reviews
June 25, 2022
Un romanzo meraviglioso che descrive una grande storia d’amore e di erotismo: la passione di tre zitelle verso il giovane nipote Remo. Ma è anche la storia di una grande illusione, l’altra faccia della passione: la delusione.
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