Sulla scia della teoria di Alexander Lowen, l'autore ribadisce la centralità del corpo rispetto all'analisi freudiana che "mentalizza" i conflitti. Star bene vuol dire soprattutto avere un senso di vitalità e allegria nel corpo, sentirsi a proprio agio nella pelle.
"Ogni tensione muscolare è un vuoto nella capacità di percepire noi stessi, un vuoto nel nostro senso di identità. Il corpo di ogni persona può essere rappresentato come una mappa dei buchi di identità che lo caratterizzano, una mappa cioè delle parti bloccate, insensibili, tagliate fuori dalla percezione. Poiché si tratta di buchi nella percezione della propria identità corporea ed emozionale, quindi nella consapevolezza della propria realtà, le persone tenderanno a privilegiare l'identificazione con un' immagine ideale di sé, costruita sulla base di ideali dell'io e illusioni dell'io".
Il compito dell'analisi bioenergetica ha l'obiettivo di riportare le persone ad una percezione reale di se stesse rinunciando ad un'immagine ideale costruita spesso in modo inconsapevole come forma di difesa. Il libro è molto utile per capire le basi di questa disciplina e la sua evoluzione a partire dagli studi di Lowen fino allo sviluppo delle scuole successive meno rigide e direttive nell'individuazione e gestione delle varie armature caratteriali. Interessante anche la parte finale dell'opera in cui l'autore racconta l'esperienza personale e le fasi della sua formazione a contatto con i propri formatori.