Per gioco, o forse per caso, Paul Auster ha raccolto in questi ventiquattro racconti aneddoti veri dove la fatalità ha imposto una svolta ai fatti narrati, dando vita a un vero e proprio «esperimento di verità». E così mentre leggiamo queste storie tragiche, fortunate o bizzarre, tutte frutto della «combinazione», scopriamo una insolita legge di natura: la realtà, come una divinità capricciosa che si diverte alle nostre spalle, lega e accosta gli eventi più insignificanti creando una nuova realtà che ci conforta, ci distrugge o ci diverte. Il volume comprende anche il celeberrimo "Racconto di Natale di Auggie Wren" tratto da "Smoke & Blue in the face".
Paul Auster was the bestselling author of 4 3 2 1, Bloodbath Nation, Baumgartner, The Book of Illusions, and The New York Trilogy, among many other works. In 2006 he was awarded the Prince of Asturias Prize for Literature. Among his other honors are the Prix Médicis Étranger for Leviathan, the Independent Spirit Award for the screenplay of Smoke, and the Premio Napoli for Sunset Park. In 2012, he was the first recipient of the NYC Literary Honors in the category of fiction. He was also a finalist for the International IMPAC Dublin Literary Award (The Book of Illusions), the PEN/Faulkner Award (The Music of Chance), the Edgar Award (City of Glass), and the Man Booker Prize (4 3 2 1). Auster was a member of the American Academy of Arts and Letters and a Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres. His work has been translated into more than forty languages. He died at age seventy-seven in 2024.
Diciamo subito che non si tratta di un capolavoro. Sono 24 storielline in pillole, lievi e divertenti, microracconti di fatti autenticamente accaduti, in cui protagonista è il caso (o si chiamerà destino, oppure sorte?). Quelle strane coincidenze a cui Paul Auster ci ha abituati e che trovano compiuta risonanza in 4 3 2 1 (lo so anche se non l'ho ancora letto, ma lo farò appena possibile: sono quasi mille pagine in attesa ;-) ) "Numeri di telefono sbagliati che aprono squarci rivelatori nel destino delle persone, desideri impossibili che si avverano, incontri inspiegabili che potrebbero far credere a qualche stregoneria di un demiurgo capriccioso..." Non è un capolavoro, confermo... e allora perché le quattro stelline? Ebbene, perché anch'io vado da sempre a caccia di coincidenze, quasi si trattasse di una missione; perché considero la vita proprio un esperimento capriccioso dominato dalla fatalità, dalla combinazione, e m'inalbero -letteralmente- di fronte al motto "Faber est suae quisque fortunae", non per niente attribuito al console Appio Claudio Cieco. Cieco. Cieco e pure sordo: incapace di riconoscere la fatalità, incapace di ascoltare la "musica del caso"
Libro comprato usato quasi un anno fa ad occhi chiusi, ma devo dire che era quello di cui avevo bisogno di leggere in questo momento. Una raccolta di 24 racconti, alcuni dolci, commoventi, divertenti, tristi, ma tutti accomunati dalla volontà di manifestare la casualità della vita, che poi tanto casuale non è: spiare alcuni eventi della sua vita che ce lo dimostrano è senza prezzo.
Se sei stanco delle solite storie natalizie perfette, Il racconto di Natale di Auggie Wren è ciò che fa per te. Breve, intenso e lontano dagli stereotipi zuccherosi, ci mostra che il Natale può essere trovato nei gesti semplici, anche imperfetti.
La storia? Auggie Wren, un tabaccaio di Brooklyn, restituisce un portafoglio a un’anziana cieca, che lo scambia per il nipote scomparso. Invece di correggerla, Auggie decide di regalarle un Natale speciale, con un piccolo inganno pieno di dolcezza. Non è un eroe, ma è umano, e la sua empatia scalda il cuore. Auster ci ricorda che non servono grandi gesti o alberi scintillanti per sentire lo spirito natalizio. Basta un momento di connessione reale.
Qualche giorno dopo rieccoci: ancora Paul Auster. Un altro libricino breve, ma consistente. Dico consistente ma forse dovrei dire leggero o soffice, pesante e tragico: è tutte queste cose allo stesso tempo. Le coincidenze della vita, come scrive lui stesso, "non vogliono dire niente" ma la vita è costellata di piccole stelle che se le guardi si uniscono a formare un disegno strano, poi un altro e un altro ancora e tutte insieme sono una galassia di eventi che si incontrano nella realtà incomprensibile che ognuno di noi vive. Consiglio questo libro che è la descrizione di una quotidianità vivace e semplice. È forse nelle cose di tutti i giorni che si realizzano piccoli miracoli che non vogliono dire nulla.
Racconti belli, interessante come il caso si faccia regista e narratore degli avvenimenti, sempre, in ogni tempo e circostanza. Non aspettavi il capolavoro ecco.. però merita.
Serie di racconti brevissimi e autobiografici sul tema del caso. Alcuni sono più interessanti di altri (a mio avviso, quelli da metà in poi...), ma tutti scorrevolissimi. Tre stelle e mezzo.