Un'automobile corre verso il Nord del Cile, a bordo Pedro Lemebel, un autista con voce "da cattedrale" e una splendida fata, la Africa Sound, DJ assai singolare. Di sorso in sorso, di "salute" in "salute!", il viaggio si trasforma in una festa di risate. Pedro ti porta con lui, come una piuma, per le strade di una città di mare. Nella notte brava di Valparaiso, dopo un clamoroso agguato ordito da ladri-pagliacci. Di fronte a una platea euforica di ragazzini, cui lancia baci alla panna montata. Oppure giù, verso i Caraibi, verso il suono, a bordo di uno dei velivoli folli e gioiosi della Cubana de Aviació e L'Avana si apre come una scatola musicale, come una conchiglia antica... Sfodera perle, le sue lettere d'amore si arrampicano in cielo, sono come una danza di parole che illumina una giornata arrugginita. Rammenda orrende evoca l'orrore ruvido della dittatura, lasciata da poco alle spalle e sempre dietro l'angolo. Denuncia ingiustizie che opprimono umili e diversi, anche oggi, in piena cosiddetta democrazia. Sono davvero un inno alla libertà, queste "cronache piumate", queste saette contro potere e omologazione, queste carezze funamboliche, queste avventure per mari, per cieli, per dittature, per trasgressioni.
Hijo de Pedro Mardones, panadero, y Violeta Lemebel, nació "literalmente en la orilla del Zanjón de la Aguada" y "vivió en medio del barro" hasta que, a mediados de los años sesenta, "su familia se mudó a un conjunto de viviendas sociales en avenida Departamental". Estudió en un liceo industrial donde se enseñaba forja de metal y mueblería y, después, en la Universidad de Chile, donde se tituló de profesor de Artes Plásticas. Trabajó en dos liceos, de los cuales fue despedido en 1983 "presumiblemente por su apariencia, ya que no hacía mucho esfuerzo por disimular su homosexualidad". En sus libros aborda fundamentalmente la marginalidad chilena con algunas referencias autobiográficas. Su estilo irreverente, barroco y kitsch lo ha hecho conocido en toda hispanoamérica. Gay declarado, explica el cambio de su nombre así: "El Lemebel es un gesto de alianza con lo femenino, inscribir un apellido materno, reconocer a mi madre huacha desde la ilegalidad homosexual y travesti".
Un minuto dopo aver letto l'ultima parola di "Ho paura torero", decisamente mia lettura top 2021, ho comprato questo libro, disponibile solo in cartaceo.
Non è un romanzo come l'altro, magari non sarà il top 2022, ma qui dentro ci sono tante piccole rivoluzioni, cronache di gesti e sentimenti, racconti spumeggianti e a tratti disperati, di chi ha sempre fatto la scelta di non nascondersi, anche quando il Cile era governato da una dittatura feroce e non si è mai voltato dall'altra parte fino all'ultimo, mostrando una faccia diversa dalla propria.
Questo libro è una raccolta di piccole cronache e di personaggi colorati, appassionati ed eccessivi come Pedro, capace di attraversare il Paese per rilasciare un'intervista per poi dimenticarsene travolto da una notte brava, o come Gaston che parte per l'esilio portando il pigiama di seta e il costume da bagno, o la Chabela, che rovina lo schermo gigante dell'aereo per chiedere giustizia per un omicidio fascista.
C'è amore, sesso, sfrenatezza e romanticismo, ci sono due ragazzi che di notte presidiano il liceo, soli contro una minaccia squadrista che poi non arriva, e si fanno coraggio cantando una canzone romantica, nel silenzio "perché la città senza te è solitaria" e nel tempo quel ritornello diventa nostalgia.
C'è anche tanta politica, perché sono i gesti che la fanno, uno scrittore che rifiuta di partecipare al lifting del regime e rovescia tavoli, rifiuta di stringere mani, apostrofa platealmente in aeroporto una magistrata amica di Pinochet che ancora trasuda superbia.
Menzione d'onore per il racconto "La musica e le luci non si sono mai spente", dedicato alla strage della discoteca Divine di Valparaiso. 4 settembre 1993. Morirono in molti e senza giustizia, alla polizia poco importava chiarire la dinamica che uccise persone considerate di serie B. Si passò dalla musica e dal ballo sfrenati a lanciarsi dalla finestra per il terrore di morire carbonizzati e ancora un colpevole "sicuro" non c'è. Si parlò di un cortocircuito, ma qualcuno sospetta un attentato. La musica non smise di suonare, anche mentre la gente moriva.
Quizás me gusta este libro tanto porque cuando lo leo, escucho la voz de un amigo en mi mente, leyendolo a mi...
Pero obviamente es también porque Lemebel tiene una manera de encontrar las palabras correctas que se hace querer releer y releer. Es íntimo y hermoso.
Hay buenos escritores, hay estupendos escritores, y hay artistas de la escritura, y Lemebel es (fue) uno de esos. Este hombre trabajó las palabras como delicadas filigranas, moldeadas y engarzadas con refinamiento artesanal, y puso ese arte al servicio de historias pequeñas, de amores fallidos y risueños a ras de tierra. Punto extra: cedió, generoso como era, los derechos de esta obra estupenda para que se publicara en la editorial Eloísa cartonera. ¿Cómo no adorar a Lemebel?
“La musica e le luci non si sono mai spente” e “La valle di Cuz Cuz” i miei due racconti preferiti. “Ed io sentii che era un suono anteriore a qualsiasi parola, forse un’eco magica o il chiacchiericcio della pioggia sulle pietre, quando accarezza le labbra della sua remota cicatrice memoriale” … un esempio della scrittura potente di Lemebel