1992: ventanni dopo la morte di Mussolini, il nuovo Duce non è stato ancora proclamato. Un Triumvirato regge l'impero, che si estende dalla Russia alla Somalia, nell'attesa di un accordo che sciolga il nodo della successione. In Medio Oriente, però, la situazione Yasser Arafat, presidente della Federazione Araba, cade vittima di un attentato di un partito estremista, la Mezzaluna Nera, che assume il potere nella Federazione. È la scintilla che fa divampare la guerra. Il comando supremo delle Forze Armate dell'impero è affidato al Triumviro Romano Tebaldi, mentre tutti i Paesi occidentali si coalizzano contro l'invasione degli eserciti della Mezzaluna Nera. Ma la guerra è l'unico fronte sul quale si decide il futuro dell'Occidente. Molti sono i segreti, le ombre, le inafferrabili presenze con le quali Tebaldi dovrà confrontarsi, prima fra tutte quella di Ettore Majorana, lo scienziato inspiegabilmente scomparso nel 1938, le cui tracce sono riemerse in un monastero, su un'isola dimenticata...
Questo è un seguito che mi ha entusiasmato come il primo volume, segno che anche autori italiani possono realizzare testi SF di ampio respiro e di ottimo livello. La sotria xontinua dove era terminata la precedente, dando un accento maggiore all'azione ed al sovrannaturale. Comunque l'attenzione non viene mai meno durante la lettura e la storia si dipana molto bene, in diverse ambientazioni e con personaggi anche molto diversi tra loro. Difficile trovare un punto debole al testo, in quanto il piacere della lettura è veramente notevole. Ad agosto il terzo ed ultimo volume!
Ci sono un paio di idee buone: la prima è il tema di fondo che la lotta non è tanto tra fascismo e capitalismo/islamismo ecc. ma tra civiltà spirituale e civiltà materialista. La seconda è inserire qua e là personaggi reali, che però sono calati in un 1992 decisamente alternativo. Non si può non sorridere quando si legge "il segretario federale della Padania" Bossi, il tribuno della milizia fascista di Pietro, il reggento del sultanato Mastallah (sì, Mastella), il direttore dell'EIAR Enzo Biagi e cose così; all'inizio facevano uno strano effetto, poi in realtà si sono rivelata la cosa migliore del libro, sia per l'ironia sia per la riflessioni che mi hanno fatto fare: è facile dirsi antifascisti nel mondo creato dalla sconfitta del fascismo, nel caso opposto (come è l'ucronia di questo romanzo), la maggiorparte di noi sarebbe stata fascista.
C'è anche la trama fantascientifica-fantasy, ahimé molto più arzigogolata del primo libro: in poco più di 300 pagine abbiamo nazisti, Majorana, pseudoalieni, Atlantide, complotti millenari ecc. Qua e là c'è qualche sprazzo interessante, ma nella maggior parte dei casi ho trovato una fantasia eccessiva.
Poi ci sono i molti difetti, che in effetti se non avessi avuto interesse per il tema (e per l'inventiva dell'autore) mi avrebbero fatto abbandonare già dal precedente libro: stile semplice ma a volte troppo semplice; numerosi personaggi macchietta; psicologie ridotte all'osso, quasi inesistenti; dialoghi a volte troppo irrealistici; risvolti di trama zoppicante; troppo rapido in molti passaggi (c'è l'equivalente di una guerra mondiale). Consigliato? Boh.
Ancora una volta, come nel precedente Occidente, si ha a che fare con una trama ricca di elementi fantascientifici ed esoterici, ma che si sarebbe retta benissimo senza. Questa volta, oltre ai riti esoterici pagani e alle leggende su Atlantide, si ha fare anche con pietre magiche, sette segrete, città sotterranee in Antartide, esplorazioni dei Caraibi precedenti il XV secolo, legionari romani con tanto di calzari che appaiono dalla nebbia, armi in stile Star Wars e viaggi dimensionali. E, non ultimo, il mito biblico di Lilith e dei suoi figli, i quali sarebbero da millenni i segreti manovratori delle vicende umane; questo, forse, fa un po' troppo "teoria del complotto". Di tutto ciò se ne sarebbe potuto benissimo fare a meno...Ma ormai ho ben chiaro come la saga di Farneti non sia affatto come gli altri romanzi ucronici. Interessanti e plausibili gli scenari di un conflitto armato "a viso aperto" tra Islam e mondo occidentale; ed è tristemente credibile il tradimento di alcuni potentati occidentali, che decidono di seguire i nuovi padroni per convenienza e codardia. E' terribile, poi, trovarsi a giudicare come effettivamente possibile l'atteggiamento sprezzante degli invasori verso i simboli della nostra cultura (Pietà di Michelangelo, Basilica di S. Pietro, P.zza del Campidoglio, Vittoriano, giusto per riportare quelli menzionati nel libro). Alcuni (pochi) dialoghi sono un po' troppo stereotipati o "irreali". I colpi di scena non mancano affatto, ma ormai i lettori di Farneti sono ben abituati a rivelazioni eclatanti. Anche per Attacco all'Occidente, come per il suo predecessore, tre stellette tutte guadagnate. Mi ha tenuto incollato alle pagine, e l'ho terminato in meno di una settimana.
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Il primo romanzo ucronico di Farneti (Nuovo Impero d’Occidente) si basava sulla “riscrittura” della seconda guerra mondiale: l’Italia non entra in guerra al fianco di Hitler ma dopo la sconfitta tedesca affianca le potenze occidentali in una terza guerra mondiale contro l’Unione Sovietica da cui esce vincitrice con USA e UK, diventando una delle potenze egemoni nello scenario mondiale. Questo e’ il seguito (ambientato agli inizi degli anni '90 del secolo scorso), ma assolutamente incomprensibile se non si e’ letto il primo. Come il primo, anche questo secondo episodio contiene esoterismi che non posso condividere. Contrariamente al primo, peraltro, manca di qualsiasi parvenza di verosimiglianza, di qualsiasi spiegazione di come si sia potuti arrivare (in un contesto ucronico) ad una improbabile situazione geo-politica, peraltro solo confusamente accennata, e di una costruzione letterariamente anche solo accettabile.