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Amnèsia

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Questa è la storia di Matteo, che a trentatré anni ha perso la memoria. "Amnesia retrograda globale" è stata la diagnosi. Praticamente è nato una seconda volta, e come un bambino ha iniziato a guardare il mondo con occhi nuovi, a scoprire ogni giorno una piccola cosa della vita: il sapore del tiramisù di sua mamma, il piacere di farsi una doccia, di andare in giro senza una meta e di tornare a casa dopo un lungo viaggio. Con sguardo vergine ha rivisto Roma e il mare, ha riletto il suo libro preferito, ha rifatto l'amore per la prima volta. Ha osservato come un extraterrestre piombato per caso sulla Terra le piccole grandi assurdità che ci circondano, le tante complicazioni inutili che ci appesantiscono la vita. Ha sperimentato la paura, la vertigine di non avere un passato, ma anche il privilegio dello stupore continuo, della meraviglia quotidiana. Questo libro è il diario della sua riscoperta del mondo. Giorno dopo giorno, emozione dopo emozione, sorpresa dopo sorpresa. "Amnesia" è anche una trasmissione di Radio Due, diventata un culto per migliaia di ascoltatori. Perché poter ricominciare tutto da capo è un sogno a cui è difficile resistere, nel quale è troppo affascinante calarsi.

238 pages, Paperback

Published January 1, 2009

11 people want to read

About the author

Matteo Caccia

13 books7 followers

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Community Reviews

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Pythia.
181 reviews9 followers
January 17, 2012
La storia di un uomo che perde la memoria e ricomincia a vivere mi incuriosisce: è un topos della narrativa e i tentativi di originalità sono innumerevoli. Qualcuno è più riuscito, qualcun altro lo è meno: questo fa parte del secondo gruppo.
Matteo Caccia soffre veramente di amnesia? Quello che racconta gli è davvero accaduto o è una rilettura della propria esperienza? Ha poi importanza saperlo?
A quest'ultima domanda rispondo di no: non ha importanza perché il risultato non cambia.
Il libro sembra scritto da un ragazzino delle medie, con un tono colloquiale finto-ingenuo che alla lunga annoia. I brevi paragrafi di introduzione ai capitoli sono banali e scontati. Qualsiasi cosa è degna del Nobel/è bellissima/deve dire che gli piace un sacco.
Tanti frammenti di vita, un po' sconclusionati e confusi, sembrano il contemporaneo "Fanclullino" di Pascoli: guardiamo il mondo con gli occhi di un bambino meravigliato anche dalle formichine! Bello: ma c'è modo e modo.
E la portinaia? L'unico personaggio veramente interessante, con gli occhi sempre colmi di lacrime e un monito sulle labbra: peccato che il motivo del suo pianto resti vago (ok l'amnesia, ma 'sta pora donna avrà avuto un qualche legame con Matteo per essere così addolorata!) e che i discorsi su una lezione non imparata non arrivino al dunque.
È meglio Fabio Volo, almeno sa scrivere decentemente.
Profile Image for Eu77.
5 reviews
June 18, 2015
Il libro ha un esordio curioso, un uomo che perde la memoria, deve percio' rivivere tutto come fosse la prima volta. Lo stile non é ricercato ma coerente con la storia. Siamo abituati a complicare la vita e forse cogliere il senso delle cose sta proprio nella semplicità e nell'immediatezza di quello che un bambino vede perché ha sempre lo stupore di scoprire nuove cose senza troppe sovrastrutture o pregiudizi. Il libro coglie anche un altro aspetto quello delle abitudini che benché rassicuranti possono creare una sorta di obnubilamento, si devono sempre cercare nuove strade dice il protagonista.
Profile Image for Stefania.
200 reviews
October 25, 2012
Devo dire che non mi ha esaltato. Di solito mi tuffo nei romanzi autobiografici a testa bassa perchè nulla è più bello per me del racconto della vita delle altre persone. Ma questa volta io l'autore non lo capisco. Perde la memoria e non fa nulla. Non cerca vecchi amici non parla quasi con i familiari, non cerca di lavorare (sì vabbè fa il cameriere ma per 1 settimana!).
Insomma anche come storia inventata è improbabile. Non mi è piaciuto.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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