Certo, noi siamo dalla parte di Lara: moglie e madre nel presente della narrazione; bambina e soprattutto ragazza nei flashback : la scopriamo ribelle, volitiva, coerente con la mentalità sessantottina: impegnata a (ri)discutere il mondo, ideologicamente schierata, ipoteticamente rivoluzionaria.
Perché Lara combatte le sue battaglie, è in grado di cambiare il suo progetto di vita e il suo panorama di valori di riferimento; soprattutto costruisce qualcosa di alternativo al suo modello familiare di origine, così perbene e distante; qualcosa che ritiene più giusto e più coerente con le trasformazioni in atto; qualcosa che mostrerà nel tempo tutte le sue inevitabili falle.
Siamo dalla parte di Lara perché lei si occupa di tutto, risponde in prima persona, è tenace e si solleva da sola dopo le sconfitte; soffre ma non si lascia vincere dalle difficoltà. Una donna, insomma, di cui capiamo bene le molte sfaccettature.
Sì, qualche volta ci sembra un po’ troppo rigida, ostinata, interventista, e vorremmo dirle: calmati, riposati, guarda meglio te stessa. Ma il personaggio meglio definito del romanzo è anche quello che sta più a cuore al lettore e così succede per Lara.
La scrittrice interrompe il corpo principale del racconto con diversi inserti, grazie ai quali accediamo a punti di vista differenti: la madre, il padre, il marito, i due figli, l’amica. Ci servono, in effetti, per ampliare lo sguardo, per capire meglio; però bisogna dire che figli e marito sarebbero da prendere a schiaffoni più di una volta, per non dire sempre. E nemmeno la madre fa una gran bella figura; l’unico personaggio della famiglia salvarsi è il padre che in vecchiaia rivela tutta quella umanità che mai prima si era intravista. Ma proprio per questo appare anche come il meno credibile.
Nonostante tutto, la storia è coinvolgente, a tratti commovente, compreso il finale sospeso che il più delle volte infastidisce non poco chi legge, ma qui, diciamo la verità, ci sta eccome.
È un po’ come dire: ecco l’esperienza di Lara, ha affrontato molte difficoltà, si è mossa bene o male attraversando i marosi della vita, è stata molte volte abbattuta e altrettante si è risollevata, senza mai smettere di lottare.
E continua ancora.