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Essendo capace di intendere e di volere. Guida al testamento narrativo

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Un secolo di testamenti olografi («di proprio pugno personale») tratti dagli Archivi notarili o di Stato dal curatore, Salvatore De Matteis - nato a Nola, avvocato e giornalista, sovrintendente dell'Archivio notarile di Napoli - scelti, divisi per argomenti e con l'aggiunta di una ironica guida al testamento narrativo, scritta dal curatore. Sono voci solitarie, senza altra mediazione che non sia la scrittura segreta, invocanti una memoria che non ha altro appiglio se non l'estrema testimonianza di sé; esprimono riconoscenza, odio, risentimento; oppure sono canti d'amore per la vita, l'umanità, il cosmo; o banali, inattendibili disposizioni. Il loro tempo è una superflua eternità.

171 pages, Paperback

First published January 1, 1992

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Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for S©aP.
407 reviews72 followers
November 1, 2012
Una raccolta di testamenti olografi. Grazie alla selezione sapiente del curatore, la lettura è surreale, leggera e divertente; talvolta spassosa. Non di rado la scarsa cultura degli estensori è motivo stesso d'ilarità. Altre volte, invece, s'intuiscono dietro agli scritti vicende grottesche. A fine lettura resta nell'animo una ricchissima varietà di spunti per riflettere. Le «... estreme testimonianze di sé» diventano declinazione di sapori della vita, campionario di sentimenti forti, spesso sempre nascosti, sublimi o terribili, legati inscindibilmente al pensiero della propria scomparsa. Una serie di "repliche ultime" a ciò che resterà scritto, per mano dei "cari", a fianco di una piccola foto nel marmo. Un contraltare realistico a quanto E.L.Masters dipinse con la sua celeberrima "Antologia di Spoon River".
Profile Image for vania.
107 reviews30 followers
April 20, 2011
'O surdato 'nnammurato

Raccolta di testamenti olografi, scritti cioè di pugno del testatore.
Alcuni sono raggruppati intorno a grandi temi: l'odio, l'indignazione e la solitudine; l'amore e la gelosia; l'emigrazione o la guerra.
Altre volte, dalla preoccupazione del testatore di lasciare tutto in ordine scaturiscono racco ... (prosegui)

Raccolta di testamenti olografi, scritti cioè di pugno del testatore.
Alcuni sono raggruppati intorno a grandi temi: l'odio, l'indignazione e la solitudine; l'amore e la gelosia; l'emigrazione o la guerra.
Altre volte, dalla preoccupazione del testatore di lasciare tutto in ordine scaturiscono raccomandazioni e istruzioni impartite agli eredi intorno a cose solo apparentemente minime (vacche, galline, sottani e soprani...) ma che aprono piccole finestre sulla vita di persone di un altro tempo e di un'altra Italia, o dipingono la storia di una famiglia attraverso più generazioni.
E' una lettura piacevole ma non leggera, che fa sorridere, ridere, riflettere e commuovere.
Per esempio, nelle poche righe che trascrivo si condensa la storia (la sorte?) di un soldato innamorato, di sua madre, della fidanzata rimasta al paese e di un soldato polentone:

"Mia cara mamma,
scrivo dalospedale del campo ferito grave da unazione volontaria. Non ci stanno medicine.
Il Capitano ha detto che se muoro la danno a te. Tu la fai vedere a tutti. Non lo dici che non ci volevo andare all'azione per un presentimento.
Vorrei tornare a casa per accudire le bestie. Tu sei vecchia. Se non torno, Stella è libera di maritarsi. Le lascio il casamento, le bestie e la terra nostre. Stella deve avere cura di te, sempre. E' meglio però se aspetta un poco. Se ce la faccio a tornare la sposo. Ci voglio bene da ragazzo.
Un polentone mi aiuta. E' uguale al nemico, ma è amico. Dice che te la portiamo insieme la medaglia. Io credo che viene solo lui perchè è più fortunato. Se viene, si chiama Daniele Berto. Facci conoscere a Stella.
Un bacio e un abbraccio forte."

La nota del curatore dice che il testamento risulta pubblicato dalla signora "Stella" coniugata con "Daniele Berto".

E' vero, questo testamento non fa ridere; è molto triste. Ma bello, però.
No?
Profile Image for Fab. Tummi.
116 reviews
April 10, 2025
Libro difficile da valutare secondo i soliti canoni, quindi 5 stelle obbligate per l’idea e perché è diventato uno dei più caratteristici nella mia libreria.

Di base è una raccolta di testamenti raccolti e selezionati dall’archivio nazionale e risalenti agli anni ‘40/‘50.

Poi lo leggi e ne viene fuori uno spaccato a tratti commovente di un’Italia che forse non esiste più, fatta di tante miserie ma con una profondissima umanità che, di fronte alla morte, odia, ama, si raccomanda, spera, prega.
Profile Image for Piero Ungaro.
54 reviews1 follower
January 12, 2024
"Solitudine
fai grande l'amore
Il bisogno di averlo
Il timore di perderlo."
Profile Image for Michela.
448 reviews47 followers
May 25, 2025
Originale, divertente e commovente in molti punti, ma anche noioso e ripetitivo in altri. Lo consiglierei più a chi legge non-fiction.
43 reviews
September 1, 2025
Un piccolo gioiello.

Questa raccolta di testamenti olografi è allo stesso tempo esilarante, surreale e profondamente umana. Si ride per le formule improbabili, le sgrammaticature e le disposizioni bizzarre, ma nello stesso tempo ci si commuove davanti a quelle parole che, pur scritte in vista della morte, traboccano di vita: amori, rancori, speranze, nostalgie.

L’idea è geniale e la selezione dei testi rende la lettura scorrevole e sorprendente: in poche pagine si attraversano decenni di storia italiana e si incontrano uomini e donne di ogni estrazione sociale che hanno voluto lasciare una traccia di sé.

Non è solo un libro divertente: è anche un documento di memoria collettiva, capace di far riflettere e sorridere nello stesso tempo. Una lettura rapidissima, ma che resta a lungo. Consigliatissimo.
Profile Image for Margherita Dolcevita.
368 reviews38 followers
November 15, 2010
Una raccolta divertentissima di testamenti olografi (tipografici, lografi, agrofali...) di vario genere e natura. Al di là delle numerose sgrammaticature (anche comprensibili) ciò che fa più ridere sono i riferimenti ai congiunti o ai figli, quel serpeggiare di allusioni che rende molti testamenti alquanto equivoci. In particolare quando si parla delle mogli...
Il migliore però resta quello di pagina 37 di Elena V., per Pepè e Nerone, figli adottivi. E non aggiungo altro, solo questo vale l'intero prezzo del libro.
12 reviews
July 19, 2024
Divertente in alcuni testi e a tratti dirompente è il perfetto libro per capire la realtà novecentesca e l'evoluzione sociale dello scorso secolo.
Resta un piccolo velo amaro al pensiero che si tratta di testamenti e dunque di testi scritti in vista di un pensiero o una consapevolezza di morte.
Consigliato.
Profile Image for Leonardo.
49 reviews1 follower
May 12, 2018
Un riferimento! Pagina 84 il testamento del barone "Il dramma è la morte", pagina 129 "Non ci stanno medicine", eccetera eccetera e "Spero che vevoliti sempre bene" (questo è duro... Andrebbe tradotto :))
Profile Image for Monica.
48 reviews1 follower
December 20, 2025
"Io perdono tutti che mi abbiano fatto male, consapevole o inconsapevole, come il fuciliere nemico e mia moglie Nicoletta sempre esaurita da dopo le nozze. Non è colpa sua dei nervi ma nemmeno la mia. Pregherò per tutti".
Profile Image for Marti.
115 reviews8 followers
June 19, 2025
dovrebbero metterlo come lettura obbligatoria per l'esame di diritto privato
Profile Image for Moloch.
507 reviews781 followers
March 7, 2018
Il merito di avermi fatto scoprire questo libro va al sito di “social reading” aNobii, e proprio di scoperta casuale si tratta: stavo forse vagando fra le ultime recensioni o nella libreria di qualche altro utente. Piccolo, agile e di lettura rapidissima (l’ideale sotto l’ombrellone), raccoglie alcuni testamenti olografi (cioè scritti di proprio pugno dal testatore) del XX secolo tratti dall’Archivio di Stato o dall’archivio notarile di Napoli. Il compilatore, Salvatore De Matteis, avvocato, ha scelto di riunirli per tematiche (forse avrebbe potuto indicare anche l’anno, che in alcuni è presente o intuibile, ma in altri no), e quindi si ha la sezione di quelli più rancorosi e inveleniti contro i parenti, di quelli dalle disposizioni più bizzarre, di quelli di emigranti lontani dalla propria terra d’origine, ecc. Inutile dire che l’intento prevalente è quello umoristico (ovviamente tutti i nomi sono stati omessi), anche perché a volte sono la lingua e la scrittura stesse, immediate, vicine al parlato, generalmente sgrammaticate (l’ortografia è stata lasciata immutata) a restituirci l’immagine vivissima di testatori spesso di ceto medio-basso, popolari, involontariamente comici e a tratti surreali (si percepisce in alcuni casi l’imbarazzo di dover prendere la penna per scrivere un documento importante, “ufficiale”, definitivo, da cui l’accumulo e l’esagerazione di formule assurde e che richiamano per assonanza e per sentito dire quelle corrette e dichiarazioni ridondanti per renderlo ancora più “autentico”: “Io affermo che tutto questo ho scritto in piena mentalità e di mio proprio pugno in questo momento ore 6 e minuti 23 ove termino con la mia firma alle ore 6 e minuti 24 circa”, “Della mia intentità [sic] personale è certezza a me medesimo e a tutti che mi canoscono [sic]”, “Testamento segreto a mia moglie M.G.T. fu Giovanni. Io sottoscritto sono il marito”, “Testamento io di persona qui residente con la mia ultima volontà. E domiciliato”).

E tuttavia, sia in quelli in cui si aprono più esplicitamente squarci di vita misera, amara, difficile, solitaria, sia in quelli in cui essi si avvertono solo tra le righe, o al contrario in quelli in cui si avverte il rimpianto di dover lasciare questa vita e gli affetti, sempre si rimane colpiti dal bisogno di raccontarsi, di accomiatarsi, di prepararsi all’ultimo passo, di uscire dall’ombra anche solo per una volta, di chiedere o pretendere un pensiero, un ricordo, di cercare un’ultima rivincita, un’ultima vendetta o un riscatto. Si legge in fretta, si ride, si immaginano scenette gustose alla Eduardo De Filippo, ma ci si commuove anche un po’.

“Non lascio nessun regolamento di messe o di esequie perché tanto i vivi fanno sempre come pare a loro. Spero solo nella bontà divina che l’altra vita è meglio di questa. Se no, per me basta così, non gradisco” (p. 30).


4/5

http://moloch981.wordpress.com/2011/0...
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews111 followers
January 27, 2014
Ho scritto questo mio testamento la notte del 23 aprile 1954 alle ore 01 cioe' praticamente il giorno 24 aprile 1954 mentre ero in servizio in clinica. Credo che questa data e' significativa perche' coincide col mio onomastico. Per la speciale ricorrenza di cui mai una volta vi siete ricordati, ho deciso di fare io a voi un regalo: vi comunico di avervi diseredato... un esempio del materiale raccolto da De Matteis spulciando archivi e compulsando collazioni. Il meglio e il peggio delle "ultime possibilit�".
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