Asja ha quattordici anni, l'aria spavalda e gli occhi inquieti. Vive in un quartiere popolare con una madre sempre depressa e va male a scuola. Ruba nei negozi e chatta con ragazzi più grandi. Esce di nascosto e si accanisce contro la sua compagna di classe Maria, troppo remissiva, troppo studiosa, troppo per bene. Asja è una ragazza difficile, cammina con fatica e non si separa mai dalle amiche del cuore. Poi un giorno si mette nei guai e tutto cambia. Inizia così una corsa alta ricerca della vera se stessa. Un romanzo sul bullismo al femminile raccontato dal punto di vista della "ragazza cattiva". Sul significato dell'amicizia, della luce che accende dentro il primo amore e del valore del perdono.
Sono combattuta. Da una parte, è un po'semplicistico. Dall'altra, è semplice. Da un lato, è a tratti sbrigativo. Dall'altro, è diretto. Ha il pregio di farsi leggere velocemente. È scritto bene, senza lungaggini. Offre svariati spunti di riflessione, se non altro sul fatto che nessuno diventa cattivo così, per caso, ma che in tutto c'è un motivo. Insomma, le tre stelle se le prende - non è il capolavoro del secolo, ma non fa danni, e visto il tema è già tanto. E poi Asja mi è stata simpatica fin dall'inizio.
Letto cercando un libro che trattasse di bullismo a scuola, ma non è che sia di grande aiuto a mio parere. C’è una trama convincente che dovrebbe essere sviluppata meglio secondo me. Poi, chissà, con qualcuno funzionerà anche, ma l’ho trovato superficiale, anche per ragazzi delle medie, nell’argomento che dovrebbe essere il più rilevante, ovvero il legame profondo che si crea fra vittima e bullo nella trasformazione del loro rapporto da negativo a positivo. Non sono state toccate con sufficiente realismo le scene che potevano davvero fare la differenza nell’immaginario dei ragazzi sul tema bullismo. Troppo concentrato sul personaggio della bulla e la sua vita privata. È stato sacrificato quel pezzo di storia in cui si ricostruisce il rapporto tra la bulla e la vittima, praticamente solo due o tre capitoletti di tre pagine narrano la ripresa della vittima. Non che questo libro sia inutile come lettura, tutto fa brodo, ma non è eccezionale se si vuole proporre qualcosa di intessuto meglio ai ragazzi.
Una prosa secca e veloce per una storia semplice ma toccante.
Sinceramente solo il personaggio di Gabriele mi pare un po’ una forzatura… all’inizio pensavo fosse un fake dietro cui si nascondeva la prof del corso di recupero (le stavo dando chiaramente troppo credito). E invece era proprio un principe azzurro mezzo psicologo, che innesca nella protagonista un processo di auto-analisi 🤷🏻♀️
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maria all'inizio del libro mi faceva pena. tra le tre solo asia ha fatto il character development, e che pianti che volevo farmi quando andava a cercare il padre.. e niente, lo voglio rileggere gabriele mezzo psicologo❤️❤️❤️❤️
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Difficile valutarlo, se da un lato è facile da leggere e offre diversi spunti di riflessione, dall’altra a volte risulta sbrigativo e sembra tralasciare alcune parti. Ho apprezzato particolarmente il modo diretto in cui vengono esposti alcuni argomenti
Un bel romanzo per ragazzi; lo vedo particolarmente adatto a loro perchè è breve, tratta un tema quantomai tristemente in voga negli ultimi anni e perchè non scava troppo in profondità, si mantiene in costante bilico tra la narrazione pura (ovvero la storia che va avanti, con un bel ritmo) e tra la riflessione, che in gran parte è lasciata al lettore. Il titolo, apparentemente senza senso, in realtà si colloca perfettamente nel romanzo. Uno di quei romanzi che dovrebbero leggere molte persone che invece non lo leggeranno mai. Ultimamente ne sto leggendo troppi.
Libriccino senza pretese. Forse più adatto ad un pubblico molto giovane, che può rispecchiarsi appieno nella psicologia della piccola protagonista, Asja. Quattordici anni, un presente e un passato difficili, che la rendono strafottente, superba, trova sfogo in atti di bullismo verso la sua compagna di classe secchiona. Piacevole passatempo che ha risvegliato vecchi ricordi..
Libro scritto abbastanza bene ma mi è parso un po' sbrigativo. Comunque è stato una piacevole lettura,sicuramente non commemorabile. Mi sento di consigliarlo alle persone un po' più giovani.