Da oltre un decennio pare quasi che la letteratura erotica debba essere "naturalmente" declinata al femminile. Quasi che l'emancipazione della donna implichi l'esposizione continua del suo corpo agli sguardi altrui. Cioè degli uomini. Quella che quindi al suo sorgere sembrava una letteratura di liberazione, oggi appare un genere fin troppo codificato. Se da una parte un terreno di narrazione si è trasformato in un ghetto, dall'altra appare sempre più come un enorme rimosso. Quello del corpo maschile. Gli scrittori disertano la narrazione erotica, forse non solo per pudicizia, ma per strategia. Mettere il cuore e il corpo a nudo significa esporsi agli sguardi pubblici, dimostrare le debolezze. Ma la gestione del sé pubblico è una strategia di potere, e il potere vuole essere saldamente maschile. Questa antologia cerca di rimettere in gioco una scrittura, quella maschile, che ha disertato l'eros, dando voce a chi non ha, colpevolmente, voluto parlare da troppo il sesso maschio.
Gianni Biondillo (Milano, 3 febbraio 1966) è uno scrittore e architetto italiano. Autore di romanzi, testi per il cinema e la televisione, articoli di tema artistico, letterario e politico, saggi su Pasolini e Proust. È membro del blog collettivo Nazione Indiana.
Questa piccola raccolta di racconti nasce da un'idea molto semplice, che il curatore (nonché uno degli autori) Gianni Biondillo esprime molto bene nella prefazione: sono anni che vanno per la maggiore le autrici erotiche "al femminile", sembra che solo le donne siano in grado di tenere la penna in mano per eccitare ed eccitarsi; come sembrano lontani i tempi in cui Anne Desclos, alias Pauline Réage, scriveva Histoire d'O per sfida, in quanto il suo amante (Jean Paulhan) aveva affermato che una donna non avrebbe mai saputo scrivere di erotismo... In effetti questo libro si propone come un tentativo di riappriopriarsi di un terreno dal quale, forse più per manovre commerciali che per altri motivi, gli uomini sono stati tenuti accuratamente lontani. La prefazione è riportata quasi interamente nel blog della "nostra eccetera" Loredana Lipperini, leggetela a questo link, che merita: http://loredanalipperini.blog.kataweb... Poi vengono i racconti. La domanda è: meritano? Possono stare allo stesso livello del narrato erotico di gente come Una Chi, Almudena Grandes, Valentina Maran, Florence Dugas (solo per fare qualche nome per me particolarmente "stimolante")? Premesso che io, nei confronti dei narratori italiani, nutro un certo qual pregiudizio - sono solito ripetere che dopo Tondelli nessuno ha scritto più niente di veramente significativo al di qua delle Alpi, ma magari non sono sufficientemente informato, non so - devo dire che questi racconti, per motivi diversi, mi sono piaciuti tutti. Bella padronanza della parola scritta, bella capacità di raccontare le storie. Ma, almeno in qualche caso, sorge spontanea una domanda: cosa distingue il racconto erotico dal racconto in cui si parla di sesso? Mi rispondo: la capacità di eccitare il lettore. Erotico è quello che crea eccitazioni e/o bagnamenti in chi legge, al massimo sessuale è quello che racconta, eventualmente, le eccitazioni e i bagnamenti dei personaggi di carta. A me personalmente non eccita leggere di un ottantenne che si masturba per onorare la memoria della moglie defunta ("Andirivieni" di Andrea Bajani) o di un poliziotto cinico e incanaglito il giusto, come vuole buona parte della tradizione giallistica, che se le fa succhiare dal collega ("Carne" di Marcello Fois). Va molto, molto meglio con le fantasie di una ragazza adolescente che si lascia cullare dai suoi sogni finché essi si fanno realtà ("Gaia, gli inizi", di Raul Montanari, splendidamente scritto) o con la seduzione dal finale a sorpresa di un giovane timido padre che si fa portare a letto non dalla madre, ma addirittura dalla giovane nonna di un altro pargolo ("Un bicchiere di té freddo" di Gianni Biondillo. Ma forse sono solo personalissimi gusti...
Essendo una raccolta di racconti scritti da sette diversi autori il voto è dato dalla media dei voti dei singoli racconti (la cosa si fa complicata).
Biondillo: 1/5. Un plauso all'idea della raccolta al maschile, ma le pagine scritte da lui sono davvero banali, poco affascinanti e troppo "da donna", non ho notato alcuna mano virile nella scrittura.
Morozzi: 4/5. In realtà il voto è esagerato, ma io amo Morozzi quindi quel punticino in più è sempre di default. Devo dire che mi ha stupito, insomma da lui non mi aspettavo un racconto del genere, che è comunque ben scritto, intrigante e sufficientemente arrapante.
Scarpa: 5/5. UN GENIO!!! Il migliore di tutta la raccolta, fantastico, ho riso un sacco: originale, divertente, sopra le righe, volgarotto in modo simpatico, ecco si capisce che questo racconto è scritto da un uomo. 1200€ (lordi!) guadagnati e sudati.
Fois: 4/5. Questo è forse il racconto più complesso per trama e per "messaggio" che vuole far arrivare. La girandola creata dall'autore però cattura e rende la lettura piacevole, è un caos all'interno del quale si sguazza volentieri.
Bajani: 1/5. Che cosa ci sta a fare questo racconto qua in mezzo?
Montanari: 4/5. Il suo racconto è delicato, forse poco "maschile", ma ben scritto, tradizionale se vogliamo, gentile. Mi ha incuriosito molto.
Evangelisti: 3/5. Senza infamia e senza lode, un po' pretestuoso lo sfondo politico "futuro" (futuribile?) però tutto sommato l'erotismo c'è ed è a suo modo originale. Sarebbe carino sapere se quel giochetto del soffio produce davvero certi effetti oppure no: è un modo gradevole per mandare all'altro mondo un uomo lasciandolo col sorriso sulle labbra.
Parlando più in generale ho trovato curiosa la scelta di far scrivere a degli uomini dei racconti erotici; è vero che la narrativa erotica negli ultimi anni è praticamente monopolio femminile, anche se si sfornano davvero pochi libri memorabili di questo genere, quindi direi che questo è un esperimento riuscito. Sono contenta che alcuni di questi autori c'abbiano messo la faccia (per così dire) perchè già so che se mai ne incontrerò uno sarà difficile non arrossire. Un po' come quando scopri che le regine del romance "hot" sono delle casalinghe zitelle di 50 anni in sovrappeso, un po' ci si rimane male. Ecco guardando le foto di Scarpa ho pensato la stessa cosa. Forse avrei fatto meglio a tenermi le mie curiosità.