Questa è la storia di una mamma e della sua bambina. Anzi, di una ragazza madre e della sua bambina malata. Ma non è, non vuole essere, una storia pietosa. Assomiglia più a un bollettino di guerra dove si scontrano la vita e la morte, la speranza e la disperazione, ma anche la buona e la mala sanità, la solidarietà e l'indifferenza. È la storia che nessuno vorrebbe mai scrivere. E per questo qualcuno ha dovuto farlo.
Avevo fatto uno scommessa con me stessa, e cioè che sarei sicuramente arrivata all’ultima pagina senza piangere, perché in fondo “che sarà mai questo, il solito libretto, veloce e commuovente come tanti altri già letti!”. E invece no. Ho perso, la lacrima è arrivata. E questo non è “solo” un semplice libretto. Sono 130 pagine di speranza, attesa, delusione, solidarietà, indifferenza, inganno, rabbia e amore, un macigno duro da digerire, anche per i cuori (apparentemente) più forti. E’ la storia maledetta che nessuno vorrebbe scrivere mai. Ed è triste sì, proprio come la vita, quella vera. A dire il vero in questo libro ci sono incappata dopo aver visto per la milionesima volta una dei miei film preferiti, lo straordinario “Alabama Monroe”, desiderosa di ritrovare un libro che mi facesse rivivere le stesse emozioni. Solo che qui il contorno è un po’ diverso, perchè di fianco alla bimba malata, Amy, non ci sono due genitori, come nel film sopracitato, bensì una ragazza madre, che lotta sola contro le beffe del destino e l’indifferenza del mondo. Lo sgomento alla scoperta del tumore della figlia, le corse in ospedale, i cicli di chemioterapia, le sedute col Dottor Nutella (così soprannominato a causa dell’iniziale superficiale consiglio che dà alla madre quando lei gli sottopone i primi sintomi del malessere generale della figlia, quali l’inappetenza), poi le difficoltà economiche, la solidarietà (talvolta sentita, talvolta “finta”) della gente, la terapia Di Bella che pare arrestare una corsa in discesa, l’amicizia con le altre mamme altrettanto sfortunate, le continue operazioni. Ma il destino di Amy, ahimè, pare segnato, e al lettore, verso la fine, le pagine iniziano a scottare. Perché sa che cosa gli toccherà vivere attraverso di esse. Ma siamo veramente lontani anni luce dalla storia di “Alabama Monroe”? Forse no. Perché, al di là della disperazione per la malattia di una bambina, è sempre di una storia d’amore che si parla: là dei due genitori, un amore che, attraverso il dolore, evolve, si spezza e si ritrova, come un cerchio infinito, dall’inizio alla fine; qua, di una mamma per la sua piccola , un amore estremo e disperato, che tenta l’impossibile. Che piacevole strazio leggere libri che ti struggono l’anima. Chissenfrega se non sono libroni di alta letteratura, se non sono scritti da autori acclamati, in uno stile ricercato, elaborato, d’élite. Chissenefrega. Lasciarsi emozionare è uno dei doni più grandi della lettura, qualunque essa sia. Ciao, Amy.
Stupendo, delicatissimo, da brividi! Ho pianto moltissimo (soprattutto perché anche la lettura precedente era basata su malattie terminali, quindi ero un po "provata"), ma mi ha anche trasmesso una gran voglia di lottare.
Molto bello! L'autrice racconta la sua storia vera, della morte di suo figlio che viene colto da una brutta malattia... L'autrice racconta con crudezza tutti i suoi stati d'animo, un libro biografico che fa pensare alla fatica del dolore di una madre che perde un figlio... Molto triste!
Indescrivibile l'insieme di emozioni che si provano nel legge questo libro, tocca veramente l’anima… “Non è che gli angeli mi fanno cadere quando mi vengono a prendere?” …una frase che rimarrà per sempre scolpita nel mio cuore!
Questo libro si può veramente riassumere con la frase dell'autrice: "E' la storia che nessuno vorrebbe mai scrivere. E per questo qualcuno ha dovuto farlo." Una storia davvero straziante, piena di emozioni crude, dolci ma soprattutto vere, quanta sofferenza per Amy e la sua mamma...Davvero una tristezza, la dolcezza di Amy è qualcosa di disarmante come la sua schiettezza: "non è vero. La rana c'è ancora. E' enorme e mi ucciderà." Non so come una madre possa sentirsi dire queste orribili parole dalla sua bambina... Straziante...davvero
Difficile dare un parere oggettivo e "tecnico" su un libro come questo. Posso solo dire che è straziante, ho iniziato a commuovermi già dalle prime pagine. Oltre al dolore e alla malattia della bambina, la madre parla anche di dottori, del gran da farsi per cercare di procurarsi i soldi per le cure (al solito la """"sanità"""" in Italia ne esce sempre ridotta a pezzi), di speranza, di lotta quotidiana per cercare di sopravvivere. Il tutto narrato con una dignità sorprendente e con una lucidità che permette di non far cadere tutta la storia nel patetico. Ho apprezzato ad esempio che Amy venisse descritta come una bambina come tutte le altre, difficile da gestire anche da sana, coi suoi capricci e i suoi cedimenti. Così come la madre, quando parla di sé, è estremamente franca e sincera nel descrivere le sue debolezze e i suoi momenti difficili. Un libro che non può lasciare indifferenti.
E' una storia vera di una donna sola che si ritrova ad affrontare un incubo terribile: è una ragazza madre e la sua bambina, il suo unico gioiello, è malata. E' un quasi un diario, una raccolta di pensieri, di giorni, di preoccupazioni, di ospedali, di medicine, di critiche verso i medici e il sistema ospedaliero, di paure, di stress, di sofferenza. Eppure, nonostante sia carico di emozioni, non è affatto pesante. E' uno di quei libri che ti resta dentro, di quelli che non ti puoi dimenticare facilmente.