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Dancing days. 1978-1979. I due anni che hanno cambiato l'Italia

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Settembre 1978. Il “Corriere della Sera” pubblica in prima pagina la lettera anonima di un cinquantenne che minaccia il suicidio perché la sua giovane amante, dopo anni di vita clandestina, ha deciso di lasciarlo per un matrimonio regolare. Per l’Italia di allora è una bomba: il privato per la prima volta irrompe sulla scena pubblica. Le tirature schizzano, il “Corriere” è bombardato di critiche, ma anche di consensi. Il ‘caso’ dell’amore in prima pagina è il segno che il paese sta cambiando: dopo un anno tragico, gli italiani che sognavano la rivoluzione si accontentano di essere felici o, più modestamente, di divertirsi, di andare a ballare la sera. Il consumismo, nemico giurato del ’68, sta per stravincere la partita. Nella tradizione del giornalismo investigativo di razza, e attraverso decine di testimonianze di giornalisti, intellettuali e artisti, Paolo Morando racconta un’epoca, rievoca storie e protagonisti, svela intrecci e retroscena mai venuti alla luce. E dimostra, documenti inediti alla mano, come la felice intuizione del “Corriere”, allora già inquinato dalla P2, sia stata tutt’altro che casuale.

336 pages, Paperback

First published January 1, 2009

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About the author

Paolo Morando

9 books10 followers
Giornalista, ha lavorato in quotidiani di Trento, Bolzano e Verona. Ora scrive per Domani, Huffington Post, Internazionale, L'Essenziale e sul blog minima&moralia. Per Editori Laterza è autore di Dancing Days. 1978-1979: i due anni che hanno cambiato l’Italia (2009, ristampato nel 2020), ’80. L’inizio della barbarie (2016, finalista al Premio Estense), Prima di Piazza Fontana. La prova generale (2019, vincitore del Premio Fiuggi Storia, sezione Anniversari) e Eugenio Cefis. Una storia italiana di potere e misteri (2021).

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for paper0r0ss0.
660 reviews61 followers
January 7, 2022
Laddove si dimostra che la societa', come la natura, non fa salti. Le degenerazioni degli anni '80, della Milano da bere, effimera e corrotta fino al midollo, degli anni '90 della fine delle ideologie, delle ingerenze armate, dei localismi xenofobi, hanno le radici ben piantate nel decennio degli anni '70, il decennio dell'impegno politico per eccellenza. E' proprio alla fine di quell'epoca, negli anni 1978-79, che viene meno il castello ideologico imperante. Opprimente, quanto ormai probabilmente consunta, la sovrastruttura culturale "di sinistra" si incrina definitivamente per lasciare campo libero alla ritirata nel privato edonistico. La discoteca come rito fondante e liberatorio, le mozioni private, famigliari, sentimentali che diventano oggetto di dibattito pubblico, la fuga dalla quotidianita' con droghe sempre piu' mortifere, le religioni orientali. Tutto pur di dare un senso alla svolta sociale in corso. Complice un'abile, quanto allora sconosciuta regia indirizzatrice dell'opinione pubblica fatta di giornalisti, politici e industriali affiliati alla loggia P2, prendeva il via una cavalcata selvaggia e autodistruttiva, ancora in corso, verso il disimpegno e l'autorefenzialita' (preferibilmente alimentata da una costante psicosi securitaria). Di qui al berlusconismo imperante il passo e' fin troppo breve.
Profile Image for Martinocorre.
365 reviews19 followers
June 22, 2020
Prima del Grande Fratello, dei reality, dei talent, le discoteche, i social e "the duck face", ecco che la lettera anonima di un cinquantenne innamorato deluso viene pubblicata in prima pagina dal Corriere della Sera, è il 1978 e come pallina di neve che trascina una valanga, è il privato che si riprende la ribalta a spese del pubblico, è il grande Riflusso.
Questo libro regala una bella fotografia, anzi direi un bel videoclip, degli anni di svolta tra i Settanta di Piombo e gli Ottanta dell'Edonismo Reaganiano, il 1978 e il 1979; tra le altre cose vengono illustrati molto bene i meccanismi di creazione del consenso dei mass-media e mi è piaciuta molto anche la panoramica del mondo culturale/musicale/cinematografico, io all'epoca ero solo un bambino ma ho ritrovato con buona fedeltà le atmosfere, le vibrazioni, le tensioni di allora. L'Italia è sazia, stufa di politica, assemblee, collettivi, sangue e piombo e vuole semplicemente divertirsi e uscire alla sera.
C'è anche un capitolo dedicato all'alienazione per eccellenza di quegli anni, l'eroina, soprattutto dal punto di vista dei fruitori, quale più tragico ed estremo "ritorno al privato".
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews115 followers
January 27, 2014
Sheik Yerbouti Leggendo le opere relative alla cronaca italiana (o storia, sebbene il termine sia improprio quando molti viventi sono testimoni di un periodo) tutto fila per schemi e processi, poi arrivati agli anni '70, sembra sempre che manchi qualcosa. La sensazione perdura indipendentemente dall'orientamento. Il solitamente leggibilissimo Montanelli (o meglio Mario Cervi) dopo "l'Italia dei due Giovanni" diventa un crittografo dedito alla politique politicienne. Pure se andiamo in tutt'altra area come in "Autobiografia di una Repubblica" di G. Crainz, sembra sempre che manchi qualcosa, idem nel lettissimo Bobbio di D&S o l'outsider Edmondo Berselli. La sinistra pi� potente dell'Occidente, con una catafratta egemonia nelle case editrici, nel cinema, nella stampa e preponderante pure nella tv, decine di sigle, partiti, associazioni, sindacati, gruppi, il cui potere di controllo o interdizione era immenso, viene colpita, neutralizzata e nelle sue aree pi� chiassose ed esuberanti pressoch� distrutta in pochissimo tempo. Si illustra come e perch�, guardando quasi sempre a ci� che nelle cronache o nelle storie � sempre o quasi tralasciato: il costume. Morando (che oltre tutto all'epoca dei fatti era un bambino) ricostruisce la perdita di contatto con la realt� e il conseguente schianto, come mai nessuno prima. Non so per� quanto possa essere comprensibile tutto questo per chi non c'era, l'indice dei nomi � vastissimo, io li ricordo quasi tutti � chi era, com'era e che faceva, ma non credo sia semplice, anche se and� proprio cos�. Avesse dovuto dar conto esaustivamente di chiunque, non avremmo avuto questo volumetto, ma un trattato in sei tomi. Perfetto, ma invenduto. Leggerete delle topiche clamorose dei ma�tres � penser, delle orbe sottovalutazioni dei Sinistri Soloni, delle fantasticherie di chi perdurava a voler installare impianti elettrici con la cassetta degli attrezzi da idraulico, della presunzione infinita di chi non credeva all'esistenza di intellettuali di destra, insomma, di come i resti di quello che fu uno dei pi� potenti movimenti del mondo risalirono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza, ecc ecc. Degno di nota che delle varie segmentazioni dei pensatori, ce ne sia una sola, che commise pochi o quasi nulli errori di valutazione. Quel segmento, che per gentile concessione degli organi di stampa si occupava di costume, non altro, che nei movimenti era relagato a claque, mai al palco, e per vicissitudini storiche, era loro inibito e impedito di sviscerare i meccanismi del compromesso storico o delle convergenze parallele, dovendosi occupare di cose risibili come l'educazione dei figli, la gestione della famiglia, chi incontrare, frequentare, dove stabilirsi e perch�: le donne. Solitamente giornaliste. Questo � il tono, ma compare doverosa piet� e totale rispetto per chi a sinistra cap� e parecchio, ma fu subissato fino a doversi trovare altri mestieri ed altre attivit�, sempre se fu concesso loro di vivere. Ovviamente il cumulo di fenomenali cazzate gravi precise e concordanti commesse a sinistra non deve far dimenticare che furono perpetrate perch� bene o male, era l� che si cercava di pensare qualcosa, essendo l'elaborazione sociologica al quadrante opposto quasi completamente limitata allo "zitti ebboni" o al sempiterno "se vogliono qualcosa vendiamoglielo". Dove sono finiti i responsabili dello sfacelo? La truppa � finita maluccio, molti al cimitero coll'eroina o seguendo agitatori velleitari, i capi sono frequentemente nei media (equamente ripartiti tra sinistra e destra, dove sono stati accolti con zelo e fratellanza nel comune sentire di fondo) e tuttora a ammonire col ditino alzato, e prescrivere come va il mondo e come dovremmo muoverci noi. Sticazzi. Colonna sonora: Jan Garbarek - Hilliard ensemble: Officium Chic � Live at the Bud?kan Chailly � Bollani - Rhapsody In Blue, Concerto in F, rialto Ripples K C & The Sunshine Band - Dance Remixes Pearl Jam - Vitalogy Kenny Dope & Louie Vega (Masters at work) - Kings of 'house 2cd remix La terza parte della storia la dovrebbe scrivere la Natalia Aspesi, temo non accadr� mai.
Profile Image for Alberto Avanzi.
489 reviews9 followers
April 20, 2024
Interessante approfondimento di uno snodo storico poco esplorato, il passaggio dagli anni 70 agli anni 80, dall'impegno al riflusso e all'individualismo, incentrato sul nostro paese ma tenendo presente il contesto internazionale (l'avvento di Thatcher e Reagan e la mitologia liberista che rialza la testa). Il tutto è narrato però prevalentemente dal punto di vista della cultura popolare: stampa, cinema , musica, moda, televisione. Una lettura utile sia a chi è appassionato di storia che trova il fatto che non conosceva o un collegamento che non aveva colto. Sia ancor più a chi ignora queste cose e ha l'occasione di apprenderle
Profile Image for Alessandra.
138 reviews16 followers
April 2, 2024
Saggio interessantissimo e anche divertente (cosa strana per la categoria cui appartiene). Nonostante parli di cose accadute ormai più di quarant'anni fa, è attualissimo e ritrovarci dentro dinamiche che pensavo appartenessero solo all'epoca attuale mi ha fatto riflettere molto.
Lettura consigliata a tutt*.
Profile Image for Edmond Dantes.
376 reviews30 followers
October 14, 2016
Piccola storia di un gran cambiamento...
Come in altre epoche, il nostro paesello, dopo la sbornia sinistrorsa dei settanta si stanca di questa "moda" cosi come si era stanata di fascismo/antifascismo/nazionalismo/sindacalismo/giustizialismo e ogni altro possibile "ismo2 per tornare a fare quello che meglioi riesdce, guardarsi l'ombelico (per non scendee più in basso) , la casa e il portafoglio.
Malinconico tramonto di anni che avrebbero potuto essere (ma non lo furono) formidabili ;
da Lenin e Che Guevara a Isaura in fondo passa poco , o , forse , anche Isaura è lotta di classe....
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