Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri: Nell'edizione per I tipi di Lorenzo Torrentino, Firenze 1550
Cofanetto in due volumi. La prima delle due edizioni delle Vite - quella che si presenta - era comparsa a Firenze nel 1550: ed era una stesura del libro più tesa e intensa rispetto alla successiva, edita diciotto anni dopo, dove Vasari molto aggiunge ed integra, ma anche spegne e banalizza. Per chi voglia aggiungere informazioni alle sue conoscenze e verificare ipotesi critiche non resta che ricordare, nei "Saggi" Einaudi, gli importanti Studi universitari, di Paola Barocchi. Per chi ricordi la magistrale ricostruzione moderna di Jacob Burckhardt della civiltà rinascimentale, sarà utile guida, anche per Vasari e la cultura moderna, il libro di Maurizio Ghelardi, La scoperta del Rinascimento.
Un'opera ambiziosa, quasi 1400 pagine, con le biografie di importanti pittori del suo tempo, e anche architetti. L'artista dell'epoca era spesso polivalente, si dilettava in diversi campi, compresa la filosofia e la musica, o la poesia. Mancano le date. Risulta un pò noioso seguire la lista lunga di luoghi, dove hanno lavorato (penso che infatti la caratteristica principale del libro è questa), e la descrizione in genereale piuttosto vaga delle opere. Ciò che mi ha colpito, che all'epoca non esistevano scuole specifiche per diventare architetto, ad esempio, ma un giovane di talento non faceva altro che spostarsi di città in città per imparare il mestiere, a bottega. Perciò da pittore poteva diventare scultore o architetto, semplicemente studiando sul campo, vedendo come si lavorava, copiando dai maestri, quindi cominciando poco a poco a costruirsi una reputazione, per mettersi infine in proprio, e continuando a muoversi nelle grandi città di tutta Italia, facendosi conoscere dai principali committenti dell'epoca, che erano poi Cardinali, Vescovi, Papi,...