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Mirta ha vent'anni. È intelligente, bella, con una famiglia normale alle spalle. Un giorno conosce Robin, dieci anni più di lei, affascinante, misterioso. È il colpo di fulmine. Gli ingredienti del loro rapporto sono un grande amore e l'eroina. Saranno fatali per entrambi. Si erano giurati di non lasciarsi mai e Mirta mantiene la promessa. Qualche giorno dopo il funerale, esce dalla tomba, ma di Robin nessuna traccia. Lei si accorge di essere cambiata, ormai fa parte della schiera fittissima dei sopramorti, quelli che non trovano pace. Ma per sopravvivere ha bisogno di mangiare. È la carne umana che le dà forza, la carne e il sangue. E la fame aumenta. Nascosta nei boschi del Subasio, Mirta va in caccia, lasciandosi alle spalle una scia di cadaveri. Ormai è fortissima, dotata di poteri straordinari, tanto che, incapace di attendere oltre, decide di scoperchiare la tomba di Robin.

427 pages, Hardcover

First published March 15, 2005

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About the author

Chiara Palazzolo

10 books8 followers
Trascorre l'infanzia a Floridia, in provincia di Siracusa, per poi trasferirsi definitivamente a Roma. Dopo la laurea in Scienze politiche alla Luiss, collabora con numerose testate: "L'informatore librario", "Il giornale di Siracusa", le pagine culturali de "La gazzetta del Sud" e de "Il Messaggero", il periodico "il Crotonese".

Nel 1988 vince il Premio Teramo nella sezione esordienti con il racconto inedito "Damasco e dintorni". Esordisce nel 2000 con il romanzo "La casa della festa" (Marsilio Editori), per il quale riceve il premio Orient Express. Nel 2003 pubblica "I bambini sono tornati" (Edizioni Piemme), che viene tradotto in Germania e con cui partecipa al Premio Strega. Nello stesso anno prende parte al calendario "Le fate sapienti" promosso dall'ALI.

Già molto lodata dalla critica, conquista il grande pubblico con tre romanzi gotici dove innesta nel genere fantastico la sperimentazione linguistica che la caratterizza. Nasce così la "trilogia di Mirta/Luna", che comprende "Non mi uccidere", "Strappami il cuore" e "Ti porterò nel sangue" (Edizioni Piemme)e vede protagonista una diciannovenne umbra, Mirta, che ritorna dalla tomba come sopramorta. I diritti cinematografici sono stati acquistati dalla R&C Produzioni. "Non mi uccidere" è stato tradotto in spagnolo.

Dopo la partecipazione a due antologie di horror-fantasy ("Incubi", uscito presso Dalai, e "I confini della realtà", pubblicato da Mondadori), la rivisitazione del fantastico prosegue nel 2011 con "Nel bosco di Aus" (Edizioni Piemme), dove Palazzolo affronta una delle grandi icone del genere, quella della strega, con cui la protagonista Carla dovrà progressivamente cimentarsi. Il romanzo è stato candidato a Libro dell'anno della trasmissione radiofonica Fahrenheit e finalista al premio delle lettrici della rivista Elle.

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54 (18%)
1 star
47 (15%)
Displaying 1 - 30 of 44 reviews
Profile Image for Callie S..
309 reviews96 followers
July 31, 2012
Non mi uccidere, ci penso dopo

Telegramma singhiozzato in cui il cliché della figa di provincia (issima in tutto e con fidanzato faigo) te la mena per 150 pagine di pensiero profondo riassumibili in tre parole: mado', sono morta.
Ripetitivo sino al ridicolo, scritto con una sintassi che chiamare isterica è un eufemismo, offre un'eroina il cui egocentrismo disturba quasi più della putrefazione in corso.
Fatina da viva, topona da morta, Mirta è un monito: mai risparmiare sui materiali, quando c'è da salutare il caro estinto (e mettetegli almeno le mutande, per carità).
Profile Image for Werehare.
772 reviews29 followers
December 17, 2012
2/10

Punto primo, lo stile è *abominevole*. Solo per quello il libro non raggiunge la sufficienza: un punto ogni due parole, decine di frasi senza verbo, catene di nomi, puntini di sospensione e qualsiasi altro espediente da due lire che sa di toppa lontano due chilometri - anche le PAROLE IN MAIUSCOLO PER LE URLA, ma si può? E dico di toppa perché l'autrice ne usa a piene mani nelle scene che avrebbe voluto rendere drammatiche, per rappezzare il fatto che di dramma e di angoscia non ne passa mezza: ci vuole ben altro che qualche a capo e qualche punto, per scrivere qualcosa di decente. Risultato: alla prima volta rido, alla seconda sbuffo, alla terza ho molta voglia di chiudere il libro.
Punto secondo, la storia si sarebbe potuta sviluppare in meno della metà delle pagine senza perdere nulla di trama o personaggi. Perché la protagonista non fa altro che perdersi in seghe mentali, frignare, cambiarsi di vestito, girare in tondo senza costrutto, ripetere per la millemiliardesima volta la stessa cosa come un'adolescente lobotomizzata. La trama praticamente non esiste fino alle ultime cinquanta pagine. Yawn.
Punto terzo, le poche idee interessanti (i sopramorti, l'inseguimento, una certa attenzione al dettaglio) sono relegate a mero intermezzo tra uno struggimento e l'altro, e riescono solo a strapparmi un 2/10.
Profile Image for La Stamberga dei Lettori.
1,620 reviews146 followers
January 28, 2014
Della Palazzolo avevo letto "Nel bosco di Aus": la trama non è nelle mie corde, ma lo stile narrativo mi ha intrigata parecchio, con le frasi monche quasi a seguire il flusso dei pensieri della protagonista. Mi ha colpita anche il senso di inquietudine strisciante, la sensazione di un pericolo intangibile eppure vicino, decisamente angosciante. "Non mi uccidere" è nato sei anni prima e, pur immaginando un'opera meno matura, vi ho trovato decisamente poco di quello che mi era piaciuto dell'opera più recente.

Il romanzo si apre su un doppio funerale, quello di Mirta e di Roberto, giovani innamorati morti improvvisamente in un incidente. Il punto di vista si sposta subito dal narratore onnisciente alla prima persona di Mirta, che si risveglia da quello che sarebbe dovuto essere il suo sonno eterno. Ovviamente confusa, cerca di capire cosa le sia capitato, ripercorrendo con la memoria gli avvenimenti del suo passato recente.

Continua su:
http://www.lastambergadeilettori.com/...
Profile Image for Martha.
74 reviews
May 12, 2020
PREMESSA: AMICI CARISSIMI POTETE CAPIRE CHE QUI AL MASSIMO SI PARLA DI ZOMBIE E NON DI VAMPIRI? GRAZIE MILLE.
LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER
Allora, premesso che se si potesse gli dare una stellina e mezzo, non proprio una sola, ma tanta differenza poi non fa.
Ho letto che a molti disturba lo stile di scrittura, anche a me all'inizio, ma poi mi sono abituata, anche in virtù di un'adolescenza passata a leggere autori che o eliminano la punteggiatura (vedi Santacroce) o fanno uso smodato dei periodi spezzati, in entrambi i casi per rendere l'idea del flusso concitato di pensieri, che inciampano l'uno sull'altro e s'interrompono a metà.
Nel caso di questo libro, qualche volta si è rivelato funzionale, altre molto meno.
La cosa peggiore, per quanto riguarda le scelte stilistiche e lessicali, è stata secondo me la ripetizione infinita delle stesse metafore ("tolta come una coperta pesante") e il fatto che Mirta adottasse spesso e volentieri il linguaggio di Robin, che a quanto pare parlava solo per superlativi "suissima", "zittissima", "straccissimo") e termini come "straccio", che vengono quindi ripetuti fino alla nausea nell'arco di due o tre frasi, fino a farti desiderare di passare oltre.
Questo parlare per assoluti mi trasmette ancor più l'idea di un Robin infantile, non in linea con i suoi 29 anni, che si nasconde dietro a problemi abbandonici e di droga ed alla sua compagnia di disagiati per giustificare il fatto che ha la stessa maturità mentale di Mirta (che di anni ne ha 10 in meno) e per tutto il libro ho pensato che una bella psicoterapia male non gli avrebbe fatto.
Non so chi mi infastidisca maggiormente tra lui, Mirta e Paco (altro disagiato pesantissimo).
La protagonista non sa di nulla e non risulta praticamente mai credibile, anche la sua transizione in Luna è confusa e a volte non si capisce quale personalità predomini, perchè non sembrano poi così diverse spesso e volentieri.
Le uniche parti che ho apprezzato un minimo del libro sono quelle in cui vengono elencate le persone che ha mangiato, perchè almeno si avvicina al genere horror a cui dovrebbe appartenere.
Ci sono così tante cose che vorrei dire, come lo schifo provato durante la scena con Paco nella cascina diroccata in cima al monte e l'inutilità della scena in discoteca in cui si vendica di Sonia, la bulla delle elementari, perchè sembra le abbiano appioppato il problema del bullismo giusto per renderla più umana, per far vedere che anche una che ha tutto (amore, soldi, amici, famiglia, bravissima a scuola) può soffrire e avere questo terribile trauma di cui vendicarsi scagliando la banda di 30enni violenti contro l'ex bulla.
Per non parlare del fatto che non abbia capito in 3 secondi chi cavolo fosse la strega fiamminga. Penso mi fermerò qui perchè ho già scritto un papiro, lasciandovi con l'intenzione di leggere gli altri due libri, per capire dove voglia andare a parare e forse mi voglio un po' male.

P.S. peccato per l'argomento tossicodipendenza buttato lì così, perchè poteva invece distinguere il libro dagli altri del genere e soprattutto rendere interessante la relazione tra i protagonisti senza scadere nel solito grande amore inspiegabile (che invece è esattamente quello che si racconta qui), parlando al contempo di un problema comune a molti giovani.
Profile Image for InchiostroeParole.
136 reviews3 followers
July 2, 2021
Quando ho terminato la lettura di questo romanzo ho dovuto prendermi del tempo per assimilare quello che avevo letto e organizzare i pensieri: tanti, confusi, stravolti e nuovi. Ora, a mente fredda, posso dire che non credo di aver mai letto nulla di simile. Non ho mai incontrato una scrittura come quella di Chiara Palazzolo e temo che non mi capiterà più. Voglio premettere il mio giudizio personale sull’opera prima di raccontarvela: io l’ho apprezzata moltissimo e ho intenzione di proseguire presto con i successivi capitoli. Ma “Non mi uccidere” non è, a mio parere, un libro per tutti. Ho letto opinioni molto contrastanti, che si concentrano tutte sullo stile di scrittura. Indubbiamente, al di là della trama, la penna della Palazzolo è assolutamente originale, diversa, nuova, quasi un esperimento stilistico deciso fin dall’inizio e proseguito per tutto il romanzo; che è poi l’elemento che lo renderà per sempre differente dai suoi simili in libreria. “Non mi uccidere” è un unico, lunghissimo, interrotto monologo dove Mirta/Luna è la protagonista assoluta, narratrice in prima persona della storia, che riferisce le frasi degli altri personaggi unendoli alla narrazione senza l’uso di virgolette o di alcun tipo di punteggiatura, mescolandole ai suoi pensieri. È una narrazione spezzata, concisa, veloce, tremolante, che inizia frasi che spesso non vengono terminate. Parole singole. Frasi brevissime. Un ritmo sincopato, pieno di ripetizioni, ossessivo e per questo catalizzante. Non nascondo di aver faticato all’inizio ad adattare il mio cervello a quello di Mirta e ad allineare i nostri pensieri. Ma dopo i primi capitoli il suo modo di pensare ti entra nel sangue e non ti accorgi più dello stile, perché lo hai assimilato, e le emozioni di Mirta/Luna le stai vivendo anche tu
Oltre a uno stile tanto peculiare, mi è piaciuto l’uso di due figure così diverse per un horror: i benandanti e i sopramorti. L’ordine dei benandanti è già presente in molta letteratura. Quella dei sopramorti, invece, è una figura nuova e originale, che non è né zombie, né vampiro: un essere che torna dal mondo dei morti e che per “durare”, come dice Mirta, ha bisogno di mangiare i vivi. Il cambiamento di personalità da Mirta a Luna è una delle cose più interessanti del romanzo: Mirta non è la classica eroina, non è una protagonista positiva, non è la povera vittima di un fidanzato malato, anzi il lettore arriva quasi a detestarla, senza farlo mai veramente.
Il finale del romanzo mi ha lasciata con la morbosa curiosità di sapere cosa accadrà ora a Mirta/Luna; e anche se la lettura può risultare in alcuni punti complicata, vi consiglio di non demordere perché alla fine vi trascinerà in un abisso di violenza, paura e ansia dal quale non avrete più voglia di emergere.
Tetro, violento, gotico, più unico che raro. Da non perdere assolutamente
Profile Image for Deirdre.
139 reviews1 follower
February 6, 2022
¿Sabéis que en los libros pasa igual que con algunas series? Pues pasa.

Este libro lo encontré en un rastrillo hace tiempo. Lo empecé a leer como lectura entre lecturas. Me lo tomé como algo desenfadado con lo que pasar el rato, y al final lo cogí gustillo.

No es un libro que marque. No es un libro para recordar. Es entretenimiento puro y duro.

Escrito muy de hoy día, nos cuenta las andanzas de una chica que decide suicidarse en común acuerdo con su pareja para volverse zombies. Y ella sí se vuelve zombie. Pero él no aparece por ninguna parte. Así que toca averiguar qué ha pasado con él. Luego está su adaptación como zombie... etc.

Pero... resulta que esta trilogía, porque es una trilogía, no está disponible en España, ni traducida del italiano. Y es lo mismo que pasa con algunas series, que tienen una, dos, tres temporadas y, de golpe y porrazo, las cancelan sin previo aviso y te quedas con cara de tonta, sin saber cómo sigue la historia y cómo ésta termina.

Aquí sucede igual. Leído el primer tomo, de los que se suponen tres (pues tres son los que son en Italia) te quedas con la miel en la boca.

¿Recomiendo leerlo? No, porque empezar algo que no va a acabar y no sabes cómo va a terminar no merece la pena. De otra manera, si hubiera los tres tomos disponibles, pues la cosa sería diferente, porque la lectura es desenfadada y se empatiza de inmediato con la protagonista, con momentos divertidos.

Mal por la editorial Minotauro que no ha sabido acabar lo que empieza.
Profile Image for Lilyth.
382 reviews19 followers
December 3, 2015
Non mi è piaciuto per vari motivi.
Per prima cosa la scrittura, periodi brevi, brevissimi a volte inesistenti solo un elenco infinito di parole, frasi lasciate in sospeso, pochi dialoghi (e non sempre questo è un difetto!) non immediatamente riconoscibili nel contesto della narrazione.
Seconda cosa che non mi è piaciuta è l'impostazione generale del libro, quasi quattrocento pagine di pensieri di Mirta/Luna, una lunghissima e, a volte, noiosissima introduzione per poi arrivare a meno di cinquanta pagine di azione, quelle che mi sono piaciute di più. Credo, ma questa è solo una mia idea personale, che con metà pagine avrebbe funzionato meglio.

La storia invece, pur non essendo originale, è interessante. Si parla di sopramorti in lotta con i benandanti, che alla fine del libro, non si è ancora ben capito chi siano. Non so se saprò mai come andranno le cose a Mirta/Luna questo primo libro non mi ha messo la curiosità di continuare la serie.
Profile Image for ApettaVale.
71 reviews3 followers
July 21, 2014
Di solito per scegliere i libri vado "a naso", che fortunatamente non mi delude quasi mai. Quando ho visto questo libro lo volevo comprare subito, ma questa volta il mio naso ha preso una bella cantonata...
La protagonista mi è sembrata una completa imbecille, avrei voluto prenderla a pedate tutto il tempo.. Ma è possibile che una appena uscita dalla tomba, la prima cosa che pensa è di andare in discoteca? Ma non era disperata nella ricerca del suo amore? Ci si è messa proprio d'impegno l'autrice a farla detestare: oltre all'imbecillità, ci si mette anche continuando a farle dire "so figa so bella so la regina della discoteca" (scusatemi i termini) e facendola ricca sfondata: il padre cacciatore con le conoscenze "giuste" che chiudono uno ma anche due occhi, la madre fissata che veste solo vestiti di marca, il gatto a cui cucinano personalmente tutti i giorni il pranzetto... Insomma, se l'intento dell'autrice era far odiare la protagonista ci è riuscita benissimo, ma dato che non credo sia così non lo considero un punto a favore.
Poi parliamo dello stile: in prima persona, il libro è un insieme di frasi brevi che vogliono dare l'effetto di una cascata di pensieri, i pensieri della protagonista. Sì carina l'idea, però esistono i concetti di punteggiatura (almeno i punti interrogativi alla fine delle domande...) e la differenza tra linguaggio scritto e parlato. Un po' lo puoi fare, ma non tutto un libro di 400 e passa pagine.
Nonostante tutto, una volta abituati allo stile, e tralasciando i vari punti che bisogna rileggere 3 volte per capirli, si legge abbastanza velocemente. Altrimenti le 200 pagine centrali di assoluto niente non passerebbero più...
E poi la droga: poteva anche approfondire un attimino di più i problemi dei protagonisti legati alla droga, descriverne meglio gli effetti... Sembra "un'arma del delitto" scelta su una tavola imbandita, che però per come è descritta nel libro sia totalmente una cosa di routine, come se tutti i giovani di 20 anni si drogassero tranquillamente, come se per ammazzarsi avessero scelto di prendersi a pentolate in testa...
Impressione finale: in un'altra mia recensione scrivevo che avevo letto dell'autrice che era una piaciona ma che non condividevo l'idea. Di questa lo dico io che mi sembra una piaciona: sesso, droga, un pizzico di fantasy e via. Vende no? Peccato che il risultato finale sia pessimo... Non so se e quando leggerò il seguito.

Voto: 5/10
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books97 followers
June 3, 2021
Difficile scrivere un parere su questo romanzo che ha una storia, al di fuori delle pagine, molto particolare. Volevo leggerlo da anni. Poi l'autrice è morta. Poi mi è passato di mente. Poi è uscita la nuova edizione in concomitanza con il film. Che non ho visto. Mi aspettavo troppissimo (avrebbe detto Robin) da queste pagine. Avevo letto di una scrittura del tutto innovativa, avevo letto di una nuova stagione dell'horror italiano. La scrittura è singolare, un flusso di coscienza sincopato. Dialoghi senza mai voci altre, oltre a quella di Mirta/Luna. Reiterazioni, quasi ossessioni. La lapide spinta via come una coperta pesante. Sempre, ripetuto a nastro. Il costante ritorno al cimitero, il mistero di ciò che Mirta/Luna è che si svela - ma non del tutto - dopo tante, troppe pagine di andirivieni di abiti sporcati, di gente mangiata viva. Mai amati gli zombie e, in fondo, questo è la protagonista. Oltre che un'adolescente sciocca che si lascia uccidere da una dose di eroina per amore di un tossico. Che poi non mantiene la promessa di risorgere con lei per una vita da immortali. Ho una mia teoria su cosa sia realmente accaduto alla discarica, dopo quell'overdose, ma non so se leggerò i prossimi due volumi. Con Mirta non è scattato il feeling. Con Luna non avrebbe mai potuto. Mi manca solo la gatta selvatica del casolare su un Subasio incrostato di ghiacciai che, nella realtà, non sono mai esistiti. Ecco, il personaggio migliore è proprio quella gatta.
Profile Image for Ania.
62 reviews7 followers
January 30, 2020
Sono sempre stata grande fan dei Dark Fantasy e non ho mai disdegnato le storie d’amore travagliate e impossibili – e il racconto che sto per presentarvi pare proprio mischiare alla perfezione questi due elementi!
Forse, la trilogia dedicata a Mirta/Luna, non è tra le opere più conosciute di Chiara Palazzolo, autrice catanese scomparsa nel 2012 dopo un lungo periodo di malattia, ma ha molto da dire, soprattutto in ambito “sovrannaturale”.
Seppur ad oggi sia quasi impossibile recuperare i tre volumi pubblicati nei primi anni del 2000, qualche mercatino delle pulci o bancarella sul lungo mare può riservare una piacevole sorpresa – è infatti lì che ho recuperato la mia copia dopo anni di ricerche.
Insomma, se come la sottoscritta vi piace un po’ di horror, mischiato al vampirismo (o qualcosa di molto simile), alla favola dell’amore eterno, di tematiche lgbt, violenza gratuita e nessun vero lieto fine, correte a cercare un modo per leggere questa storia!

Ci sono libri che non si dimenticano mai e questo, per me, è uno di quelli. Il mix di elementi narrativi ha evocato immagini ancora ben vivide nella mia mente, così come il fatto che all’interno delle pagine vi siano citate strofe di una delle canzoni che più ho amato nell’infanzia, fanno di questo testo un piccolo tesoro.

Ovviamente, leggere questa trilogia a quattordici anni è una cosa, a ventiquattro, tutt’altra – ed è forse per questo che temo il momento in cui deciderò di riaprire le sue pagine e tornare al fianco di Mirta/Luna, questa eroina che è tutto, tranne che pronta ad affrontare le disavventure in cui si ritrova invischiata.
La sua è una storia che si svolge lentamente, alle volte in modo evidente nonostante il tipo di scrittura che l’autrice adotta per narrarci il mondo che ha creato e, ciò, fa sì che “Non mi Uccidere” si discosti dai classici Young adult o New adult a cui siamo abituati, diventando un libro a tratti fin troppo maturo. Le tematiche trattate, come vi ho già accennato, sono infatti molteplici: la vita e la morte sono sicuramente in primo piano, seguite dagli abusi, dai tradimenti, dalle violenze e dai rapporti “fluidi”, ma anche dai traumi e dai dissociamenti della personalità. Insomma, un mix non proprio canonico, che potrebbe persino risultare caotico se descritto così, eppure logico nel modo in cui viene affrontato. E di certo, leggendo questa sfilza di argomenti, vien normale pensare che i colpi di scena siano un susseguirsi continuo all’interno della narrazione, ma non è proprio così – anche perché non parliamo di libri “corti”, quanto più di “tomi”.

Ad ogni modo, vi ho già accennato che la storia non si può propriamente definire come un classico Y.A. o N.A. per via delle tematiche, ma non è solo questo a renderlo ibrido.
Solitamente l’avventura, la lotta contro il male, la dose quasi indispensabile di romance sono elementi evidenti e fondamentali per rendere un libro degno di essere letto da un pubblico “giovane”, ma qui, a mio modesto avviso, la signora Palazzolo è andata palesemente controcorrente.
Sì, l’avventura c’è. Dal momento in cui la protagonista viene letteralmente catapultata fuori dalla propria tomba inizia una trafila di eventi che la porteranno a scappare da ciò che a sempre conosciuto, a compiere azioni che mai avrebbe pensato potesse fare. Il percorso però è lungo e travagliato, lento nel modo in cui ci viene presentato seppur, personalmente, ben ponderato.
Mirta è una di noi. E’ una ragazza universitaria con un futuro roseo che l’attende. Ha una famiglia che l’adora, degli amici che le vogliono bene e un bellissimo fidanzato che ha occhi solo per lei, anche se, a dire il vero, nasconde dei segreti che non ci si aspetterebbero mai da un tipo del genere.

Robin ama la sua Mirta alla follia. Lei è la sua fata dagli occhi viola, il suo tutto, l’unica ragione di vita. Ma è un tossico, esattamente come la loro relazione. Ogni sera s’inietta eroina e lei non è da meno, per questo le loro esistenze si spezzano in contemporanea a causa di una dose tagliata male, di un’overdose che non gli lascia scampo e, da qui, inizia tutto.

La protagonista di Chiara Palazzolo si ritrova a essere sola in un mondo che ora le è ostile, diventa una sopramorta (una sorta di vampiro cannibale) in cerca della sua dolce metà che, però, pare non essere destinato a raggiungerla in questa nuova vita – ma si sono promessi amore eterno, quindi come può abbandonarla?
Ed ecco che l’attesa di lei si trasforma nella nostra, le sue paranoie diventano familiari e la paura che sente la ritroviamo un po’ anche in noi. E’ un timore che avverte ma non sa definire, una minaccia che le corre dietro più velocemente di quanto possa pensare – e Mirta inizia a scappare, lasciandosi dietro una striscia di sangue e resti umani che la condurranno da Sara, ma soprattutto dalla nuova sé, Luna.

Lo stile di Chiara Palazzolo è lento. Punto.

E questo dovrebbe già dividere a metà il pubblico di possibili lettori.
Nonostante il suo uso di frasi monche, che spesso vengono frammentate da punti e ricalcano la falsariga di un flusso di coscienza, le vicende non si muovono come i classici libri d’azione (perché sì, c’è anche questo tra gli elementi più significativi della narrazione), ma si dà una maggiore importanza all’introspezione, al capirsi in un momento di totale smarrimento.
A mio modesto avviso è un modo di raccontare originale, diverso, che aiuta a restare concentrati su ciò che si sta leggendo – allo stesso modo, l’uso così bizzarro della punteggiatura per qualcuno potrebbe risultare l’esatto opposto.

This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Luana Nigro.
49 reviews4 followers
May 27, 2015
Spono proprio rimasta colpita da questa storia, la protagonista mi è piaciuta tantissimo e il clima è da vero HORROR non quelle cosette, un po' da paura e tanto amore no no. Mirta ma meglio Luna mi ha entusiasmata perché lei ormai è una morta vivente e non si fa scrupoli a mangiarsi le persone anche quelle che conosceva già. E' insomma un libro reale, niente le solite storie dove il buono diventa immortale e rimane buono, no qui troviamo la verità di come davvero si diventerebbe dopo la morte!
Profile Image for Gwen.
496 reviews13 followers
December 5, 2012
Un vero romanzo gotico

Credibile come storia, nel suo genere, e ben costruito. Mi ha tenuto incollata fino a tarda notte... c'è un pò di Mirta in ognuna di noi, e forse anche di Luna...
Qui la mia recensione:
http://www.sololibri.net/Non-mi-uccid...
Profile Image for Alessandro Balestra.
Author 38 books43 followers
June 10, 2013
Poveri vampiri... Stoker si rivolta nella tomba!
Semplicemente illeggibile!
Profile Image for Silvia Gio.
18 reviews22 followers
May 5, 2021
Mirta and Robin: #You & me 3 meters above the sky..err..NO. Mirta & Robin: #Me & YOU SIX FEET UNDER 🤦‍♀️
Mirta, Mirtina .. what to say? First, some clarity: this is not a vampire story. And not even a story of teenagers in love. Despite the fact that our protagonist does nothing but remind us throughout the book of her love with a capital "A" for her Robin (without ever clarifying the reasons for it), Robin who is beautiful & damned: wow original! 😒 And what else? no one knows. And maybe he is not even dead, but to find it out we have to read the following books (thanks but, no thanks).
Mirta, Mirtina, Luna is an undead, dead and resurrected, or as written in the book "sopramorta" in an identity crisis. Obvious if you are a twenty-year-old who wakes up in your own grave without even understanding how you got there. So Mirta, Mirtina, Luna begins to wander, waiting for her beloved Robin to awaken too from his (eternal ?) rest to continue doing together what they did before (i.e. NOTHING).
And in the meantime Mirtina kills, hungry and ferocious, victim of her new nature and of a hunger that leaves no room for pity or other feelings (if not for her beloved, which she never forgets to remind us - sigh -), a hunger that suffocates her conscience more and more each time she kills. Mirtina's story therefore moves away from the intense gazes of the glittering vampires and the sugary vows of eternal love of Twilight to get closer to the darker and gory atmospheres of Christopher Pike's "Monster". Unfortunately where Pike manages to describe in a few pages the descent into the nightmare of the protagonist, condemned in spite of herself to become the "monster" of the title, Palazzolo fails miserably, thanks to Mirtina, an inconsistent little girl when alive and a little less as a resurrected one. The cool dresses are not enough to make her a snob, nor the intellectual quotes to make her an undead with a deep soul (was it really necessary to bother Wittgenstein to give substance to her internal monologues? Seriously?? And who the hell was this Wittengstein ??).
In short, it is hard to love Mirtina, at least not too much. The fault is also of a jarring and broken writing at times too repetitive, which at the beginning annoys like the nails on a blackboard and which you get used to only towards the end and only because necessary.
But in the end is the story of Mirta worth it or not? Here is the problem (one of many, but perhaps the biggest for me) is just that: the end. Because we also accept the idea of ​​an open ending (why ever end a story once we reach the end? Who has ever advanced this absurd idea? Mah!). The problem is not even this: the problem is that what for 300 pages had dragged itself (literally) like a teenage-existential gothic melodrama, suddenly turns to turn into a bad Dylan Dog's episode. And we discover that Mirta is not the only one among the "survivors", that there is an organization (sigh), the "benandanti" (ri-sigh), which has been hunting creatures like Mirta for centuries (sigh) and Mirtina has to escape if she wants to hope to survive and find answers to her questions (questions that she had forgotten to ask up to 3 pages before), first of all what happened to Robin (aaargh!). And nothing ... This is more chilling than any murder committed by Mirtina. At this point I raise my hands and give up. Like our heroin, it's better to get a good sleep than resist. I leave to the bravest the honor and the burden of finding out what will happen to our revenant in the next 2 books.
Profile Image for Svaetulla.
131 reviews4 followers
October 16, 2023
1.5 stelle, arrotondate a 2 per l'effetto nostalgia.
Lessi per la prima volta questo libro in piena adolescenza e mi piacque tantissimo, ora metto decisamente in dubbio i miei gusti.
La narrazione è frammentata, senza veri dialoghi, frasi brevi, a volte solo parole senza verbo. Inizialmente spiazza, poi ci si fa anche l'abitudine. Quello che non sono riuscita a digerire è stato il resto. Troppe troppe paranoie senza scopo della protagonista, ripetitive all'inverosimile che portano il volume del libro a raddoppiare senza un vero scopo dato che la trama si svilupperebbe con la metà delle pagine.
Veniamo alla protagonista, Mirta sarebbe una mary sue se ovviamente non avesse i neuroni bruciati dall'amore per il suo Robin (e forse anche dalla droga dato che per non lasciarlo solo si droga pure lei oltre a lui). Purtroppo far dire alla protagonista quanto è bono, bello e fotomodello non ci dà nessun Indizio e Robin resta appetibile come un carciofo marci caduto dalla bancherella del mercato. Almeno Mirta-Luna è odiosa oltre a parlare con il fantasma di Wiggestein. Eppure qualcosa di buono in questo libro c'è il libro nonostante le lungaggini scorre e l'idea di base è avvincente. Lo consiglio? Solo a chi volesse vedere l'equivalente di uno YA, dark, di circa 20 anni fa.
Profile Image for ❦ jem.
38 reviews4 followers
August 20, 2023
cuando lo estaba por terminar me di cuenta que este libro viene de una trilogía que por lo que sé no está disponible la trad de los demás 👍
y es hasta el final en donde recién se hace mucho más fácil de leer, pasan cosas más interesantes y termina.
la quiero a mirta por más que haya sido tan ilusa estando viva o ya muerta
2 reviews
November 22, 2023
Lo stile è molto particolare, ma penso sia dettato dal fatto che la protagonista parla attraverso un flusso di coscienza continuo, ecco perché le frasi sono molto brevi e ci sono molti punti.
L’inizio un po’ lento è sempre molto simile, alla fine, invece, c’è un po’ più di azione e la storia si fa interessante.
Profile Image for Francesca Russolillo.
37 reviews2 followers
April 2, 2022
Ho comprato questo libro perchè ho sentito parlare molto bene del film. La trama del libro in se é carina, ma ho trovato il modo in cui é scritto veramente orrendo e purtroppo non sono riuscita a finirlo. Ringrazio dio di non averlo comprato a prezzo pieno, ma super scontato a Portaportese
Profile Image for Jesica.
1,706 reviews16 followers
June 18, 2022
Me mintieron, me dijeron que tenia tintes a Crepusculo y por eso me convencieron y pues no. nadita nadita, creo que en los unico parecido es que a las dos protagonistas les falta un poco de sentido comun y el hambre insaciable cuando se convierten en "eso". en fin 100% decepcionada.
Profile Image for Elisewin.
372 reviews15 followers
March 14, 2025
Cosa cavolo ho appena letto!?
La prosa? Cos'era? La trama? Dov'è?
Robin spero seriamente che tu sia morto e sepolto. Enfasi sul morto. Ti ho odiato dalla prima riga e alla fine del libro non ti sopportavo più, e non sei comparso mezza volta.
Sulla protagonista c'è solo da stendere un velo pietoso e bon. Aspe, l'avevano già fatto e manco ha funzionato. Senza speranza proprio.
Leggo che i prossimi due capitoli dovrebbero migliorare. Speriamo.
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7 reviews
October 8, 2022
Bellissimo, anche col suo stile particolare. Chiara (ci manchi) ha reinterpretato il mito del non morto in modo davvero originale, crudo, affascinante.
Profile Image for Alessandro Schümperlin.
Author 3 books1 follower
July 11, 2023
Comprato ai tempi e letto senza grosse aspettative, la storia mi ha appassionato molto, e mi ha fatto dimenticare alcune situazioni poco simpatiche sulla struttura grammaticale e sulla punteggiatura
Profile Image for Evelyn Zheira.
4 reviews
December 22, 2023
Stile mediocre, non la si può chiamare nemmeno scrittura e il problema è che è voluta così. Punta a essere visivamente d’impatto, ma resta uno dei testi peggiori che abbia mai letto.
Displaying 1 - 30 of 44 reviews

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