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1982: Memorie di un giovane vecchio

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«Ho deciso. È arrivato il momento di portare a termine l’indagine lasciata in sospeso a suo tempo e capire perché i miei capelli sono diventati bianchi proprio allora. Scoprire dove è cominciata la mutazione, e con la mutazione la china discendente. È ora di tornare indietro, al dove, al quando e al perché. Cominciamo a inquadrare l’anno. Era il millenovecentottantadue.»

«Tutto è successo in un periodo in cui non mi guardavo mai allo specchio. Diciamo quasi mai. Perché sì: era il periodo del servizio militare.»

Un anno per diventare adulti, incanutire, perdere la fidanzata, fare il militare, avere un esaurimento nervoso, scoprire che fare della propria vita. Un anno di grande storia mondiale e piccola storia personale, rivissuto con l’intento di scoprire quand’è accaduto esattamente, che tutto ha cominciato a girare senza più fermarsi. Roberto Alajmo invita a trascorrerlo sotto la sua pelle, seduti sul suo «giovanile strapuntino di osservazione» a guardare le trame del mondo. «Poi come è andata a finire? Dipende. Per me, per l’Italia o per l’umanità nel suo complesso?»

166 pages, Paperback

First published January 1, 2007

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About the author

Roberto Alajmo

42 books20 followers
Giornalista professionista, dal 1988 è assunto al TG3 Sicilia della RAI e collabora con diverse testate nazionali. Dal 2012 è nella redazione della rubrica "Mediterraneo".
Il suo primo romanzo pubblicato è stato nel 1986 Una serata con Wagner. Sue opere sono tradotte in inglese, francese, olandese, spagnolo e tedesco. Con il romanzo Cuore di madre è secondo classificato al premio Strega e premio Selezione Campiello, premio Verga, premio Palmi.
È stato docente a contratto di Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo e consigliere d'amministrazione del teatro Stabile di Palermo.
Con Notizia del disastro ha vinto il Premio Mondello e con il libro L'arte di annacarsi ha vinto il Premio letterario Antonio Aniante.

Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie La porta del sole (Novecento, 1986), Luna Nuova (Argo, 1997), Raccontare Trieste (Cartaegrafica, 1998), Sicilia Fantastica (Argo, 2000), Strada Colonna (Mondello, 2000), Il Volo del Falco (Aragno, 2003), Racconti d'amore (L'ancora del mediterraneo, 2003) Inoltre ha scritto il libretto dell'opera Ellis Island, con musiche di Giovanni Sollima (Palermo, Teatro Massimo, 2002).
Il suo romanzo "È stato il figlio" è stato trasposto, nel 2012, in un omonimo film per la regia di Daniele Ciprì, con Toni Servillo come interprete protagonista.

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Profile Image for Simone S.
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August 6, 2023
Qualche anno fa mi fu regalato il libro 1982 - Memorie di un giovane vecchio, di Roberto Alajmo. Io ci sono nato nel 1982, e questo spiega il gesto, che ho apprezzato perché mi ha fatto scoprire un autore che scrive benissimo e che mi ha fatto approfondire le mie conoscenze realtive a molte cose dell'anno in cui sono venuto al mondo.
Nel 1982 Alajmo aveva 23 anni e, durante il servizio militare, si vide il suo primo capello bianco. È da questo spunto del tutto personale che prende il via il suo libro, che poi spazia fino ad abbracciare eventi globali. Altra coincidenza: pure a me il primo capello bianco è spuntato intorno ai 23 anni, anche se non ricordo il momento esatto. Ora temo di avere più capelli bianchi che colorati, ma questa è un'altra storia.
Cosa successe nel 1982? Due guerre di cui si parlò molto furono quella delle Malvinas (per l'Argentina) o Falklands (per il Regno Unito), e quella del Libano, in cui l'esercito israeliano attaccò quel paese su iniziativa del ministro della difesa (!) Ariel Sharon. Passando a fatti più puntuali, morirono molti famosi, tra cui gli attori Marty Feldman e John Belushi e gli scrittori Philip K. Dick e Georges Perec. E nacquero persone che col tempo divennero note nei campi più svariati, da Kirsten Dunst a Antonio Cassano.
Ma il libro non è certamente una mera lista di avvenimenti che potremmo trovare su Wikipedia. Alajmo riesce a parlare di fatti personali più vari (dalla rottura con la sua fidanzata del tempo alla sua partecipazione ad un pomeriggio del circolo di Leonardo Sciascia nella Galleria Arte al Borgo) e di eventi al di fuori del suo controllo in maniera fluida, fondendo vita personale e giornalismo storico in modo molto naturale. Non manca nemmeno un capitolo dedicato al mondiale vinto dall'Italia in Spagna nell'estate del 1982, ovvio (mi è stato detto che io, dall'alto dei miei 6 o 7 mesi di età, piangevo molto ed esigevo il silenzio più assoluto durante le partite: non essendo chiaramente possibile, mi si dice che piangessi come una banshee).
C'è un po' di politica italiana, tra DC e PCI, e, essendo Alajmo siciliano, ecco dei capitoli sulla P2 e sulla mafia, anche perché a fine 1982 dei sicari fecero fuori il generale Dalla Chiesa (la moglie e l'agente di scorta) a colpi di AK-47... Tremende le parole di Dalla Chiesa prese da una famosa intervista a Giorgio Bocca rilasciata poco prima di morire: "Credo di aver capito la nuova regola del gioco: si uccide il potente quando avviene questa combinazione fatale, è diventato troppo pericoloso, ma si può uccidere perché è isolato." Era una vittima predestinata, e lo sapeva benissimo.
Nel finale del libro, dopo aver toccato argomenti duri, Alajmo alleggerisce un po' il tono e parla di musica e di cultura, e torna sul piano più personale con disavventure amorose e con il suo congedo, facendo un parallelo tra la fine dell'anno e quella del suo servizio militare. La frase finale, ironica, mette in chiaro che non volesse fare un trattato di geopolitica sull'anno 1982, ma che semplicemente volesse mettere su carta dei ricordi personali in cui naturalmente si riflettono eventi di portata nazionale e mondiale.
In realtà si sminuisce: il libro è, secondo me, un piccolo gioiello che aiuta a capire come funzionasse il mondo 41 anni fa, e nonostante la gravità della maggioranza dei fatti riportati, è leggibile con assoluta tranquillità e risulta di una lucidità invidiabile.
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