Qualche anno fa mi fu regalato il libro 1982 - Memorie di un giovane vecchio, di Roberto Alajmo. Io ci sono nato nel 1982, e questo spiega il gesto, che ho apprezzato perché mi ha fatto scoprire un autore che scrive benissimo e che mi ha fatto approfondire le mie conoscenze realtive a molte cose dell'anno in cui sono venuto al mondo.
Nel 1982 Alajmo aveva 23 anni e, durante il servizio militare, si vide il suo primo capello bianco. È da questo spunto del tutto personale che prende il via il suo libro, che poi spazia fino ad abbracciare eventi globali. Altra coincidenza: pure a me il primo capello bianco è spuntato intorno ai 23 anni, anche se non ricordo il momento esatto. Ora temo di avere più capelli bianchi che colorati, ma questa è un'altra storia.
Cosa successe nel 1982? Due guerre di cui si parlò molto furono quella delle Malvinas (per l'Argentina) o Falklands (per il Regno Unito), e quella del Libano, in cui l'esercito israeliano attaccò quel paese su iniziativa del ministro della difesa (!) Ariel Sharon. Passando a fatti più puntuali, morirono molti famosi, tra cui gli attori Marty Feldman e John Belushi e gli scrittori Philip K. Dick e Georges Perec. E nacquero persone che col tempo divennero note nei campi più svariati, da Kirsten Dunst a Antonio Cassano.
Ma il libro non è certamente una mera lista di avvenimenti che potremmo trovare su Wikipedia. Alajmo riesce a parlare di fatti personali più vari (dalla rottura con la sua fidanzata del tempo alla sua partecipazione ad un pomeriggio del circolo di Leonardo Sciascia nella Galleria Arte al Borgo) e di eventi al di fuori del suo controllo in maniera fluida, fondendo vita personale e giornalismo storico in modo molto naturale. Non manca nemmeno un capitolo dedicato al mondiale vinto dall'Italia in Spagna nell'estate del 1982, ovvio (mi è stato detto che io, dall'alto dei miei 6 o 7 mesi di età, piangevo molto ed esigevo il silenzio più assoluto durante le partite: non essendo chiaramente possibile, mi si dice che piangessi come una banshee).
C'è un po' di politica italiana, tra DC e PCI, e, essendo Alajmo siciliano, ecco dei capitoli sulla P2 e sulla mafia, anche perché a fine 1982 dei sicari fecero fuori il generale Dalla Chiesa (la moglie e l'agente di scorta) a colpi di AK-47... Tremende le parole di Dalla Chiesa prese da una famosa intervista a Giorgio Bocca rilasciata poco prima di morire: "Credo di aver capito la nuova regola del gioco: si uccide il potente quando avviene questa combinazione fatale, è diventato troppo pericoloso, ma si può uccidere perché è isolato." Era una vittima predestinata, e lo sapeva benissimo.
Nel finale del libro, dopo aver toccato argomenti duri, Alajmo alleggerisce un po' il tono e parla di musica e di cultura, e torna sul piano più personale con disavventure amorose e con il suo congedo, facendo un parallelo tra la fine dell'anno e quella del suo servizio militare. La frase finale, ironica, mette in chiaro che non volesse fare un trattato di geopolitica sull'anno 1982, ma che semplicemente volesse mettere su carta dei ricordi personali in cui naturalmente si riflettono eventi di portata nazionale e mondiale.
In realtà si sminuisce: il libro è, secondo me, un piccolo gioiello che aiuta a capire come funzionasse il mondo 41 anni fa, e nonostante la gravità della maggioranza dei fatti riportati, è leggibile con assoluta tranquillità e risulta di una lucidità invidiabile.