Come più avanti Genna scriverà, il problema dell’occidente è l’io in privazione di coscienza, conoscere senza conoscersi, e qui ancora usa il thriller anzi il noir anzi il giallo anzi diciamo il romanzo anzi diciamo la scrittura che talvolta accidentalmente dice io — e l’io è voce dal coma, è Lopez in privazione di coscienza, è il personaggio giuseppegenna e il suo esicasmo in privazione di io che è la scrittura autentica — che usa l’apocalisse con figure (apo-calisse ovvero disvelamento) di ciò che è. Alla narrazione plumbea e tagliente degli eventi in terza persona si alterna un flusso di coscienza meditativo in prima persona, che da un lato spezza il passo rapido ma cadenzato del racconto e destruttura l’ossatura del giallo, dall’altra gli conferisce un maggiore spessore psicologico e filosofico. Lopez perde la testa letteralmente e metafisicamente. La Milano di Genna, fumosa, la Milano pre-expo, la Milano a cavallo tra il deliquo e lo splendore, tra il puzzo di piscio e la gentrificazione, è lo sfondo di una storia che è pretesto. Se la trama appare ancora “di genere”, infatti, i contenuti non lo sono più: ci si trova al cospetto di un’opera di complessa catalogazione, una sorta di zibaldone e coacervo di saggistica e narrativa, un cross-over che integra elementi di giallistica con suggestioni da spy story, la cronaca e la politica con il thriller e il noir, il tutto condito con spezie esoteriche e odori da letteratura cospirazionista. Lopez perde la testa e tramite il romanzo — che non è mai finzione — conosce e vede. Gli inserti in prima persona contengono approfondimenti e citazioni sulle teste mozzate, che ben potrebbero simboleggiare l’essere (o meglio il problema dell’essere), ma che sono anche teste concrete, capocce vere e conosciute, nel mondo vero - e quindi falso - al di fuori del romanzo, come quella dell’imprenditore Nicholas Berg, decollato dai terroristi fondamentalisti. È l’apocalisse con figure: la testa recisa come disvelamento dell’occidente decapitato; corpo che agisce senza testa che conosce, o testa che galleggia senza corpo che vive.