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La retta via. Otto storie di obiettivi mancati

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La smania delle scorciatoie, la presunzione di essere più furbi, di saperla più lunga, l'istinto maldestro dell'esplorazione, per arrivare dove? Per ottenere che cosa? Starnone sviluppa storie nate come meri spunti narrativi sulle pagine dei quotidiani e realizza un volume di racconti cuciti con il filo rosso di questa ossessione. C'è allora il guidatore di Cinquecento Fiat che abbandona l'autostrada Napoli-Salerno per "tagliare" attraverso vie meno battute ma finisce per restare ingarbugliato in una ben più crudele trama di incidenti; c'è il corteggiatore che per arrivare alla bella di cui si è infatuato finisce per sedurre tutte le amiche di lei senza mai arrivare al suo "oggetto del desiderio". E così via.

159 pages, Paperback

First published January 1, 1996

20 people want to read

About the author

Domenico Starnone

42 books794 followers
Domenico Starnone (Saviano, 1943) è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano.

Ha collaborato e collabora a numerosi giornali (l'Unità, Il manifesto per cui è stato redattore delle pagine culturali) e riviste di satira (Cuore, Tango, Boxer), con temi generalmente improntati alla sua attività di insegnante di liceo.

Ha scritto con costanza su Linus, negli anni '70-'80.

Ha lavorato anche come sceneggiatore; film come La scuola di Daniele Luchetti, Denti di Gabriele Salvatores e Auguri professore di Riccardo Milani sono ispirati a suoi libri.

Il suo libro maggiormente apprezzato, Via Gemito, ha vinto il Premio Strega nel 2001.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,466 reviews2,441 followers
August 16, 2025
OBIETTIVI MANCATI



Otto storie tra grottesco e paradosso, registri che a Mimmo Starnone si confanno particolarmente bene, forse soprattutto nel periodo che precede il suo Premio Strega (2001).
Otto racconti nati sulle pagine dei quotidiani, presumo soprattutto sul Manifesto, qui raccolte con un unico filo conduttore: la ricerca di altre strade, alternative diverse ma anche più corte (scorciatoie), fughe.
Otto io narranti che si assomigliano l’uno con l’altro, e ognuno fa venire in mente lo stesso Starnone.



La “diritta via” si smarrisce, senza bisogno di arrivare nel mezzo del cammin di nostra vita, senza per forza smarrirsi in una selva oscura. Può succedere anche a otto anni, come capita proprio all’io narrante del primo racconto, Altre destinazioni, che alla sua tenerissima età vuole scappare da Via Vincenzo Gemito 64, scala B, interno 12, attraverso la buca delle lettere.
Vuole fuggire perché lo disturbava la lingua stessa che si parlava nella mia città. Non vedevo l’ora di sparire per la buca delle lettere.
La buca delle lettere diventa via di fuga attribuendole una funzione diversa e altra rispetto a quella reale.



Nel secondo racconto, Otto, l’io vuole cambiare corpo, trasformarsi in altri, e sceglie di farlo attraverso avventure atletiche, a cominciare dal ciclismo, corpo di ciclista finito tra gli scarti dei corpi possibili, per poi passare al canottaggio.
Oppure, in Strade secondarie, la scorciatoia e la deviazione sono cercate e perseguite proprio con la macchina, avventure e scorribande automobilistiche, prendendo strade secondarie e fuori mano a bordo della sua Fiat 500L, su e giù per strade di montagna dalle parti di Potenza.
Lo scarto tra realtà e finzione, l’altrove per eccellenza, si va ovviamente a cercarlo sul grande schermo, al cinema.



Starnone sfodera anche qui uno dei suoi cavalli di battaglia, l’ipocondria, il malato immaginario, l’ossessione per malattie immaginarie per esorcizzare la morte:
La ritengo uno strumento indispensabile di esplorazione. Mi serve a svicolare in direzione della fine, abbandonando per un po’ il percorso superbo del corpo sano. Anzi, non la chiamo nemmeno ipocondria, né la spiego col sistema articolato delle nevrosi. La chiamo preassuefazione, termine di lunga tradizione e arcaica saggezza. Non aspetto, cioè, di essere a un passo dalla morte per entrarci in familiarità. No, io anticipo l’assuefazione e perciò, pur restando di necessità nel punto della vita in cui sono arrivato, faccio una corsetta per scorciatoie e mi acquatto nei paraggi del momento brutto che mi aspetta.

Chiaro che a flirtare con la malattia, dai e dai, il corpo s’ammala. In questo caso, non resta che scrivere:
E sapevo adesso che, finché c’era racconto, non c’era compimento, non c’era morte.

Profile Image for Simo Brando.
23 reviews
November 27, 2023
Ho apprezzato molto alcuni racconti, come l'ultimo, Approssimazione per Difetto, dove il protagonista, per arrivare al suo obbiettivo (la donna di cui si ossessiona), cerca di captare pezzi di lei dalle amiche e colleghe. Piacevole e di veloce lettura.
This entire review has been hidden because of spoilers.
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