Collaboratore delle maggiori riviste musicali degli anni Settanta, da Creem a Rolling Stone, per le quali ha scritto reportage, interviste, recensioni e stroncature epocali, Lester Bangs è considerato uno degli scrittori più rappresentativi della sua epoca e un'icona della controcultura americana. Personaggio geniale e scomodo, ha stravolto il linguaggio della critica musicale grazie a un'innata capacità di parlare della musica con la voce appassionata e appassionante del fan, spostando l'epicentro del rock'n'roll da sopra a sotto il palco. Ma Bangs ha rivolto la sua attenzione anche ad altri aspetti del proprio tempo, raccontandoli con lo stile visionario e dissacrante che caratterizza la sua scrittura. Dopo due raccolte di articoli e interviste, ecco una scelta di suoi pezzi inediti: ricordi, confessioni, provocazioni in cui vediamo la mente e la penna inquiete di Bangs fare i conti con una serie di miti e tabù della società contemporanea: il sesso, la droga, il successo delle star, le temibili gang degli Hell's Angels e l'assassinio di Bob Kennedy, il mito di Elvis e quello dei Sex Pistols; pagine troppo personali e anticonformiste per trovar posto sulla stampa di allora, ma troppo affascinanti per non essere offerte ai lettori di oggi.
Leslie Conway "Lester" Bangs (December 14, 1948 – April 30, 1982) was an American music journalist, critic, author, and musician. He wrote for Creem and Rolling Stone magazines, and was known for his leading influence in rock music criticism. The music critic Jim DeRogatis called him "America's greatest rock critic".
"Sento che mi sta nascendo un tono tutto mio, e quel tono, per quanto stravagante possa essere, è la cosa di cui più vado fiero"
Tanti scritti folli, s-centrati e volgari. Tante intuizioni, acume, capacità di analisi e un black humor che neanche Bill Hicks.
Capisci il titolo della raccolta grazie a chicche amfetaminiche tipo quando Lester dice di infilare la mano nel culo del cadavere di Elvis, ravanarci dentro, tirare fuori le pillole con cui si è drogato (per fare sapere la verità al pubblico) e mangiare quelle stesse pillole viscide e puzzolenti per compiere l'atto più feticista che un fan possa mai compiere.
Cinque righe più tardi scrive che ama masturbarsi con un pezzetto di pelle di una rockstar famosa avvolta attorno al cazzo.
Ha scritto cose migliori, senz'altro. Ma qui si intuisce il Lester che sarà.
lester bangs al suo peggio: logorroico, dispersivo, e a tratti -ooops!- noioso. eppure quante verità tra le righe: già pronto a lamentarsi del culto della nostalgia (tramite i p.i.l. di "metal box"), a sentire in tempo reale la delusione per la nuova sinistra americana, e capace di momenti di grande umanità (in fondo vedi solo affetto per la protagonista di "maggie mae"), gli stessi momenti di umanità che emergevano in certi suoi scritti degli ultimi anni (tipo la splendido articolo d'addio per peter laughner). ma meglio le due raccolte ufficiali, queste sono solo briciole per i fan: chi non conosce bangs leggendo solo questo potrebbe non capire perchè è così stimato e imitato.
Adoro Bangs e la sua delirante agiografia sul Rock, del quale ha contribuito a costruire il mito. Ma queste pagine, come da titolo, sono impubblicabili!