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Le mie prigioni

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Silvio Pellico usciva dallo Spielberg nell'agosto del 1830, Le mie prigioni furono pubblicate nel novembre 1832. La distanza di tempo è importante per capire il clima da cui nasce il libro: un clima di "vitalità" che è divenuta tutta interiore, ma anche un clima di assoluto isolamento, a cui Pellico è relegato, come dice, dal "sospetto dei politici" e dal "timore dei benpensanti". C'è dunque ne Le mie prigioni - sicuramente - la tentazione dell'autore a erigersi a monumento, sia pure modesto, di farsi modello di precetti austeri. Ma c'è anche in esse l'affanno di un "povero cuore": una fragilità che rende tormentosa (e pericolosa) a lui la "solitudine continua", che gli fa nemica "l'immaginativa" e persino la più semplice memoria degli affetti. In questa verità di un movimento interiore, che ha poi sulla pagina una sua intensa proiezione figurativa, può essere letto oggi questo libro, a più di centocinquant'anni dalla sua prima pubblicazione.

224 pages, Paperback

First published November 1, 1832

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About the author

Silvio Pellico

466 books3 followers
Silvio Pellico (Italian: [ˈsilvjo ˈpɛlliko]; 24 June 1789 – 31 January 1854) was an Italian writer, poet, dramatist and patriot active in the Italian unification.

Silvio Pellico was born in Saluzzo (Piedmont). He spent the earlier portion of his life at Pinerolo and Turin, under the tuition of a priest named Manavella. At the age of ten he composed a tragedy inspired by a translation of the Ossianic poems. On the marriage of his twin sister Rosina with a maternal cousin at Lyon, he went to reside in that city, devoting himself during four years to the study of French literature. He returned in 1810 to Milan, where he became professor of French in the Collegio degli Orfani Militari, now the Scuola Militare Teulié.

His tragedy Francesca da Rimini was brought out with success by Carlotta Marchionni at Milan in 1818. Its publication was followed by that of the tragedy Euphemio da Messina, but the representation of the latter was forbidden.

Pellico had in the meantime continued his work as tutor, first to the unfortunate son of Count Briche, and then to the two sons of Count Porro Lambertenghi He threw himself heartily into an attempt to weaken the hold of the Austrian despotism by indirect educational means.

The Conciliatore, a review, appeared in 1818. Of the powerful literary executives that gathered about Counts Porro and Confalonieri, Pellico was the able secretary on whom most of the responsibility for the review, the organ of the association, fell. But the paper, under the censorship of the Austrian officials, ran for a year only, and the society itself was broken up by the government. In October 1820, Pellico was arrested on the charge of carbonarism and conveyed to the Santa Margherita prison. After his removal to the Piombi at Venice in February 1821, he composed several Cantiche and the tragedies Ester d'Engaddi and Iginici d'Asti.

The sentence of death pronounced on him in February 1822 was finally commuted to fifteen years of jail in harsh condition, and in the following April he was placed in the Spielberg, at Brünn (today's Brno), where he was transferred via Udine and Ljubljana. His chief work during this part of his imprisonment was the tragedy Leoniero da Dertona, for the preservation of which he was compelled to rely on his memory.

After his release in 1830, he commenced the publication of his prison compositions, of which the Ester was played at Turin in 1831, but immediately suppressed. In 1832, his Gismonda da Mendrisio, Erodiade and the Leoniero , appeared under the title of Tre nuove tragedie, and in the same year the work which gave him his European fame, Le mie prigioni, is most famous book, an account of his sufferings in prison. The last gained him the friendship of the Marchesa Juliette Colbert de Barolo, the reformer of the Turin prisons, and in 1834 he accepted from her a yearly pension of 1200 francs. His tragedy Tommaso Moro had been published in 1833, his most important subsequent publication being the Opere inedite in 1837.

On the decease of his parents in 1838, he was received into the Casa Barolo, where he remained until his death, assisting the marchesa in her charities, and writing chiefly upon religious themes. Of these works the best known is the Dei doveri degli uomini, a series of trite maxims which do honor to his piety rather than to his critical judgment. A fragmentary biography of the marchesa by Pellico was published in Italian and English after her death.

He died in 1854 at Turin. He was buried in the Camposanto, Turin.

The simple narrative and naive egotism of Le mie prigioni has established his strongest claim to remembrance, winning fame by his misfortunes rather than by his genius. However "My prisons" contributed to the Italian unification, against Austrian occupation. The pamphlet was translated into virtually every European language

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Displaying 1 - 30 of 39 reviews
Profile Image for Sara Sbaraglia.
193 reviews20 followers
January 25, 2013
Forse sarò un tantino esagerata con questo giudizio, ma secondo me è un libro che non arricchisce e non si ricorda. Credo che mi aspettassi qualcosa di diverso da una celebrazione della carità cristiana e della potenza della fede in momenti difficili. E mi ha lasciato anche parecchio da pensare il fatto che tutti i volti del libro siano gentili, pacati, caritatevoli, buoni, assennati, dolci, cortesi, giusti e chi più ne ha più ne metta. Unica eccezione, quel Giuliano che si scaglia contro il Cristianesimo. Ammetto che effettivamente la Fede è la sola che ha permesso a Pellico di non impazzire ed è giusto elogiare tutti i buoni principi dell'etica e della morale, ma ho trovato tutto ciò estremamente artificioso, altro che testimonianza storica!
Per contro me l'aspettavo molto più pesante e difficile da digerire.
Profile Image for Manuel Alfonseca.
Author 80 books215 followers
March 9, 2021
ITALIANO: Impressionante sintesi della condanna che Silvio Pellico dovette subire per dieci anni per motivi politici (come membro della Carboneria, ha cercato la libertà politica e una costituzione liberale in Italia e in tutta Europa).

Il libro è commovente e descrive molto bene i vari stati d'animo che Pellico ha attraversato durante la sua permanenza in carcere, dove nonostante tutto è riuscito a mantenere intatte le sue convinzioni religiose e la sua fiducia in Dio.

ENGLISH: Impressive summary of the prison sentence that Silvio Pellico had to suffer for ten years for political reasons (as a member of the Carboneria, he sought political freedom and a liberal constitution in Italy and throughout Europe).

The book is moving and describes very well the various states of mind that the prisoner went through during his stay in prison, where, despite everything, he was able to keep intact his religious beliefs and his trust in God.

ESPAÑOL: Impresionante resumen de la condena que tuvo que sufrir Silvio Pellico durante diez años por razones políticas (como miembro de la Carboneria, buscaba la libertad política y una constitución liberal en Italia y en toda Europa).

El libro es conmovedor y describe muy bien los diversos estados de ánimo por los que fue pasando el preso a lo largo de su estancia en la prisión, donde a pesar de todo pudo mantener intactas sus creencias religiosas y su confianza en Dios.
Profile Image for Marmott79.
136 reviews36 followers
June 1, 2020
In questi giorni (maggio 2020) si è parlato molto, e molto nel modo sbagliato, di Silvia Romano, la volontaria milanese liberata una settimana fa dopo un sequestro durato diciotto mesi.
La narrazione che ci ha offerto la Stampa e che parte della politica italiana ha cavalcato, ha sottolineato la sua conversione all'islam:

"è successo a metà prigionia, quando ho chiesto di poter leggere il Corano e sono stata accontentata".

Ci fu un altro, uomo, famosissimo e celebrato dall'Italia e dalla Chiesa, che due secoli fa, esattamente nel 1820, si convertì grazie a un libro e a causa della sua detenzione a carcere duro nella fortezza dello Spielberg: Silvio Pellico:

"Ben mi si permise ch'io avessi una Bibbia e il Dante. (...) Siffatta lettura non mi diede mi la minima disposizione alla bacchettoneria, cioè a quella divozione malintesa che rende pusillanime o fanatico. Bensì m'insegnava ad amar Dio e gli uomini, a bramare sempre più il regno della giustizia, ad aborrire l'iniquità, perdonando agl'iniqui. Il Cristianesimo, invece di disfare in me ciò che la filosofia potea avervi fatto di buono, lo confermava, lo avvalorava di ragioni più alte, più potenti."

Silvio Pellico fu un importante politico piemontese che dopo la Restaurazione si affiliò alla Carboneria. Arrestato e condannato dagli Austriaci scontò la pena nel carcere dello Spielberg dove scrisse un'opera, Le mie prigioni, che divenne il libro più famoso di tutto il Risorgimento e rese l'autore celebre in tutta Europa.

📌 Sul blog trovate la storia di questo capolavoro con riferimento soprattutto al suo significato universale, la storia dell'enorme fortuna che riscosse in tutta Europa facendone uno dei capolavori letterari dell'ottocento nonché riferimento politico e letterario.📌

https://marmott79.wordpress.com/2020/...
Profile Image for Vladimiro.
Author 5 books37 followers
August 15, 2021
Su Silvio Pellico e la sua più famosa opera c'è un grande equivoco: "Le mie prigioni" è solo in minima parte un libro politico (così mi venne spacciato a scuola) e soprattutto un libro religioso e, oserei dire, esistenzialista. In tutto il libro l'autore, infatti, non denuncia mai l'impero austriaco, l'imperatore, nemmeno i suoi carcerieri, ma si limita alla descrizione del durissimo carcere cui fu sottoposto.

La trama è presto detta. Pellico, carbonaro, viene arrestato nella Milano del 1820 e, dopo due anni di prigionia in Italia (Milano e Venezia) viene trasferito al famoso Spielberg, dove sta per una decina sottoposto al carcere durissimo. Pellico descrive quindi con grande efficacia la propria condizione di carcerato e riesce a farci percepire, tramite il racconto della quotidianità del carcere (le fantasie che si costruisce dietro una voce femminile che ode; le "chiacchierate" con gli altri carcerati dalle finestre ecc) la condizione di solitudine del prigioniero.

Il tema religioso è fondamentale. L'autore ci dice chiaramente di aver riscoperto la fede in carcere, condivisa con alcuni compagni di sventura (o non condivisa come nel caso del misterioso Giuliano, con cui scambia alcune lettere da una cella all'altra). Il cuore dell'opera è questo: la sopravvivenza spirituale e morale grazie all'accettazione del dolore e della sofferenza in ottica cristiana. L'autore spende parole molto belle e profonde per la fede, vero farmaco universale. Ho davvero apprezzato, tantissimo, la sua totale assenza di odio per qualsiasi persona. Non meno importanti dei compagni di sventura sono le figure dei carcerieri, tutti descritti come figure umane e benevolenti.

Lo stile è particolarmente semplice e immediato. Un plauso all'autore quindi perché, considerando che scrive in pieno '800, non adotta una prosa fluviale od elaborata.

In definitiva, lo consiglio se volete approcciarvi al racconto di un uomo che resistette ad una condizione difficilissima trovando/ricostruendo un mondo interiore e spirituale supportato dalla fede in Dio. Il tema politico c'è ma è secondario.
Profile Image for Marco Beneventi.
324 reviews8 followers
January 5, 2020
Venerdì 13 Ottobre 1820, Milano, Silvio Pellico, scrittore, poeta e politico viene arrestato con l’accusa di far parte dei “Carbonari”, inizieranno per lui anni di patimenti ed espiazione fra i carceri di Milano, “I piombi” di Venezia, quelli di “San Michele” sull’Isola di Murano per poi concludersi nel periodo più lungo e duro (psicologicamente e fisicamente) nella fortezza dello Spielberg in terra Austriaca.

Pubblicato nel 1832, “Le mie prigioni” è il resoconto scritto del periodo di prigionia vissuto da Pellico, da quando il 13 Ottobre 1820 venne arrestato a Milano, sino al 17 Settembre 1830, giorno in cui ritornó a casa.
Scritto in un Italiano arcaico rispetto alla forma odierna, questo diario riesce a immergere il lettore nell’esperienza carceraria dello scrittore, conosceremo le sue paure, le sue angosce, i momenti di cupa rassegnazione ma anche quelli di giubilo per piccole cose, sonderemo, grazie alle sue parole, l’animo di un uomo incarcerato per un ideale, lo accompagneremo fra sogni e speranze, paure e distacchi, vita e morte, malattie e guarigioni e scopriremo sentimenti profondi come l’amore, la pietà e l’umanità anche in posti impensabili come le carceri di quel tempo.
Lungo il diario, racconterà di sè, delle prove che mano a mano gli si sono poste davanti, della forza di resistere che troverà nella genuina vicinanza a Dio (che in passato aveva perduta durante il suo soggiorno a Lione), vicinanza che gli darà conforto nei lunghi momenti di solitudine, faremo la conoscenza di tanti personaggi che, a diverso titolo, percorreranno un pezzo di “strada” con lui, Maddalena, una detenuta vicina di cella a Milano con cui ebbe un amore solo platonico, un giovane sordomuto figlio di detenuti che Pellico si mise in testa di educare, Maroncelli, compagno di sventura nei lunghi anni di carcere duro dello Spielberg e ancora Schiller suo carceriere con cui riuscì ad instaurare un rapporto d’affetto e quasi fratellanza e molte altre variegate umanità di passaggio.
Un libro, meraviglioso affresco storico, che racconta di un tempo ormai perduto nelle pieghe dei secoli, uno scritto intenso, empatico, carico di emozioni e di momenti di meditazione, un diario che riesce a catturare sicuramente l’attenzione, il cuore e la mente di chi deciderà di affrontarlo.
Profile Image for Gianluca.
314 reviews1 follower
October 15, 2022
Letto quasi esclusivamente alle lezioni di Latino e di Geografia

"Oh corsìa di porta Orientale! Oh pubblici giardini, ov'io avea tante volte vagato con Foscolo, con Monti, con Lodovico di Breme, con Pietro Borsieri, con Porro e co' suoi figliuoli, con tanti altri diletti mortali, conversando in sì gran pienezza di vita e di speranze! Oh come nel dirmi ch'io vi vedeva per l'ultima volta, oh come al vostro rapido fuggire a' miei sguardi, io sentiva d'avervi amato e d'amarvi! Quando fummo usciti dalla porta, tirai alquanto il cappello sugli occhi, e piansi, non osservato." (Capo XXII, p. 69)

"Vedendo sì di rado creature umane, diedi retta ad alcune formiche che venivano sulla mia finestra, le cibai sontuosamente, quelle andarono a chiamare un esercito di compagne, e la finestra fu piena di siffatti animali. Diedi parimente retta ad un bel ragno che tappezzava una delle mie pareti. Cibai questo con moscerini e zanzare, e mi si amicò, sino a venirmi sul letto e sulla mano, e prendere la preda dalle mie dita." (Capo XXVI, p. 83)

"Due giorni dopo, addì 9 settembre, giunsi col commissario a Milano. All'avvicinarmi a questa città, al rivedere la cupola del duomo, al ripassare in quel viale di Loreto già mia passeggiata sì frequente e sì cara, al rientrare per Porta orientale, e ritrovarmi al corso, e rivedere quelle case, que' templi, quelle vie, provai i più dolci ed i più tormentosi sentimenti: uno smanioso desiderio di fermarmi alcun tempo in Milano e riabbracciarvi quegli amici ch'io v'avrei rinvenuti ancora: un infinito rincrescimento pensando a quelli ch'io aveva lasciato sullo Spielberg, a quelli che ramingavano in terre straniere, a quelli ch'erano morti: una viva gratitudine rammentando l'amore che m'aveano dimostrato in generale i Milanesi: qualche fremito di sdegno contro alcuni che mi avevano Calunniato, mentre erano sempre stati l'oggetto della mia benevolenza e della mia stima." (Capo XCV, pp. 323-324)
Profile Image for Silvio Giono.
Author 2 books2 followers
October 6, 2021
Dopo l'ubriacatura di retorica risorgimentale, con la rilettura critica di tutto il periodo dell'Unità d'Italia anche questo libro di testimonianza è stato un po' dimenticato.  Eppure quando ci appassioniamo alle sorti di Patrick Zaki o di Alexey Navalny, il pensiero va a questo italiano del XIX secolo, condannato a morte, pena poi commutata a soli quindici anni di carcere duro per "alto tradimento" (tipico reato di opinione) dall'impero Austro-ungarico di cui in quel momento facevano parte la Lombardia e il Triveneto.
Trascorsi 200 anni dell'arresto e dal processo possiamo leggere il libro per la sua attualità: il racconto delle conseguenze delle proprie scelte e delle proprie idee quando non coincidono con quelle di chi detiene il potere. Probabilmente le prigioni egiziane o russe non sono molto diverse dai Piombi di Venezia o dallo Spielberg di Brno. In ogni caso è uguale il desiderio dei regimi autoritari di chiudere da qualche parte e tenere in silenzio chi pensa e soprattutto parla in modo critico.
Silvio Pellico era convinto di essere uscito migliore dall'esperienza del carcere, in ogni caso è stato in grado di scrivere questo capolavoro che dichiara come si possano chiudere le persone ma non le loro idee e il loro desiderio di vivere in un mondo più giusto.
Profile Image for Jitse.
238 reviews28 followers
May 28, 2018
Beautiful memoires on his time in prison, filled with hope. Apparently a lot of the religious comments (both content and positive about the clergy) may have been made in order to avoid being censored by the Roman Catholic church.
Profile Image for Stefania.
12 reviews1 follower
October 11, 2025
Libro molto interessante per comprendere il panorama spirituale e religioso che animava gli uomini nell'800. Testimonianza non solo politica, ma di vita e di coscienza
Profile Image for Enrico Scebba.
Author 8 books23 followers
April 21, 2024
Ero molto curioso di recuperare questo grande classico che ha fatto la storia, e finalmente sono riuscito a leggerlo, devo dire anche molto in fretta, nonostante lo stile di scrittura ottocentesco, con all'interno tantissime parole arcaiche andate ormai in disuso.


Al di là delle suddette parole, l'unico neo è la quasi totale mancanza di dialoghi, che non aiuta nella lettura.


Nonostante questo però, come dicevo, l'ho terminato in pochissimi giorni, non essendo formato da molte pagine.


Il romanzo tratta appunto della vera prigionia dell'autore, durata ben quindici anni, e che decide di mettere su carta solo tornato in libertà, dopo aver ricevuto la grazia.


Nelle sue parole è possibile riconoscere la forza con cui ha affrontato la sua prigionia, ma soprattutto le speranze che lo hanno tenuto in vita.


Oltre alle speranze, vi era Dio con lui, insieme alle persone che, in un modo o nell'altro gli tenevano compagnia.


Recensione completa sull'articolo del mio blog:


https://www.enricoscebbablog.it/recen...
Profile Image for Marina.
10 reviews5 followers
June 9, 2014
Anche se non posso pensare come un fervente cattolico dell'ottocento, niente mi impedisce di apprezzarne la sincerità, il romanticismo, il modo di vedere, da un punto di vista terribile come quello di un carcerato, una speranza nell'umanità, nelle piccole cose e nella sua fede.
Un libro molto scorrevole, adatto a chi non storce il naso di fronte alle storie degli scolari di De Amicis.
225 reviews
July 14, 2023
Il 13 ottobre 1820 a Milano le truppe austriache mandano agli arresti Silvio Pellico, accusandolo di insurrezionalismo. In effetti egli da un paio d’anni praticava la Federazione, setta segreta perseguente obiettivi non molto dissimili da quelli della più nota Carboneria. Fino al 20 marzo 1821 con l’amico e correo Piero Maroncelli sarà detenuto a Venezia, in attesa di sentenza. Commutata questa da un’iniziale pena di morte al carcere duro, i due saranno condotti nientemeno che al carcere Spielberg (oggi in Repubblica Ceca). Pellico tornerà libero solo il 13 ottobre 1830, per raccontare la propria esperienza in uno dei libri di maggior successo del tempo e destinato al novero dei classici che tutti citano e nessuno legge.

Questa la storia de ‘Le mie prigioni‘, il quale a parere del celebre cancelliere austriaco Klemens von Metternich – lo stesso che giudicò l’Italia “niente più che un’espressione geografica” – avrebbe danneggiato l’Austria “più di una sconfitta in guerra“. Paradossalmente l’opera piacque più all’estero che da noi: mezza Europa sussultò alla descrizione della durezza delle carceri austriache e provò simpatia per i moti risorgimentali; i nostri patrioti in gran parte inorridirono alla mancata condanna di Pellico per i propri aguzzini, spesso descritti persino con simpatia.

Al primo incontro, la lettura del libro sorprende per il peso pressoché nullo dei temi politici e delle ragioni della condanna all’autore. Di fatto Pellico non fa che raccontare la propria conversione religiosa, garbatamente sbattendocela in faccia pagina dopo pagina. Egli peraltro arriva quasi a ringraziare Dio per un’esperienza estrema ma senza la quale non avrebbe potuto acquistare “il sommo dei beni“. Per fortuna certi didascalismi non diventano mai leziosi e ‘Le mie prigioni‘ resta una lettura degna d’interesse, forse non letterario ma almeno storico.

“La disgrazia di non piangere è una delle più crudeli ne’ sommi dolori”
Profile Image for Alessandro De Chirico.
38 reviews
March 19, 2023
"Io amo appassionatamente la mia patria, ma non odio alcun’altra nazione. La civiltà, la ricchezza, la potenza, la gloria sono diverse nelle diverse nazioni; ma in tutte havvi anime obbedienti alla gran vocazione dell’uomo, di amare e compiangere e giovare."

Stupisce come d'un calvario carcerario così lungo, l'autore sia riuscito a raccontare minuziosamente molti dettagli ed episodi.
Sì, ammetto che a tratti la monotonia e il tema religioso/spirituale volevano allontanarmi dal proseguire con la lettura... ma ho guardato all'opera con rispetto e l'ho portata a termine.
Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews340 followers
September 26, 2017
Ho letto Pellico prima di visitare lo Spielberg a Brno.
La fortezza è decisamente inquietante, soprattutto alla luce della lettura pellicana (!).
Molto coinvolgente nella prima parte, poi il povero Silvio si fa prendere da una deriva da neo-convertito fastidiosa, untuosa e a tratti posticcia, decisamente irritante.
Forse perché il Risorgimento non mi ha mai attratto, e solo ora, causa l'età?, sto iniziando ad infervorarmi per quei due simpatici gaglioffi di Garibaldi e Mazzi!
Profile Image for Flavia Imperi.
Author 9 books37 followers
July 10, 2018
Un'incredibile scorcio sulle condizioni dei prigioniero politici dell'epoca. Nonostante il linguaggio ormai desueto e il fatto che sia infarcito di pietismo cristiano, la testimonianza dell'autore è toccante, piena di momenti di tenerezza, e al di là della cronaca pura, talvolta si perde nel narrare il mondo delle piccole dal punto di vista di un uomo a cui viene tolto tutto.
Profile Image for Matteo Pazzano.
116 reviews2 followers
May 14, 2022
La mutazione da rivozionario a uomo di Dio attraverso un odissea carceraria. Riesce a esaltare i valori laddove meno ce li si aspetta. Un opera che fece storcere il muso sia a Metternich che ai sabaudi. A coloro che criticano l'assenza di suspance e colpi di scena consiglierei di tornare alle ovvie e banali letture alla stephen king.
Profile Image for Mycena _giardino_punk_.
48 reviews18 followers
August 21, 2019
Non ha niente a che fare con la questione della libertà, il tema centrale di questo libro è l’umanità e in ogni capitolo, in un modo o nell’altro, c’è una celebrazione dell’umanità che è anche (o forse soprattutto) nei luoghi in cui non ci si aspetta di trovarla. È commovente.
Profile Image for heidola.
213 reviews10 followers
February 28, 2020
“Mi si fece un lungo interrogatorio per tutto quel giorno e per altri ancora. Ma di ciò non dirò nulla. Simile ad un amante maltratto dalla sua bella, e dignitosamente risoluto di tenerle il broncio, lascio la politica ov’ella sta, e parlo d’altro.” Diario di fede e speranza.
Profile Image for Marco Spataro.
33 reviews1 follower
December 6, 2023
Personalmente ho amato questo libro, e di ciò ne ho amato la fede ritrovata dal Pellico, i suoi incontri, la tua mitezza e sensibilità. Un modo per entrare nella sua vita ed uscirne rinnovati e ristorati.
Profile Image for Elisa Trev.
57 reviews
January 5, 2020
Sono in disaccordo con le opinioni negative
È un libro che resta nella mente
Lo consiglio
Profile Image for Francesca.
41 reviews9 followers
February 24, 2022
4,5
troppo interessante?? silvio unico uomo in prigione che ha il coraggio di riconoscere i propri privilegi senza piangersi addosso tutto il tempo, lo amo
Profile Image for Annalaura.
5 reviews
July 19, 2022
Libro illeggibile per la pesantezza dello stile e del contenuto. Silvio Pellico è considerato un eroe risorgimentale ma non fa altro che piangersi addosso per tutto il tempo e per ogni cosa.
Profile Image for Lau ᯽.
12 reviews
November 3, 2024
mi spiace dare due stelle perché è un'importante testimonianza, ma mi sembra di aver letto un libro da 500 pagine invece che da 200
Profile Image for Smog.
80 reviews1 follower
May 1, 2023
I enjoyed the author's calmness and his reflections on the vanity of earthly passions. The book had some political significance in terms of reconciling progressive ideals and a renewed religious faith, but this is not particularly relevant to me, and I am not much of an expert on the matter. What I appreciated was how the protagonist remained composed and viewed the world without judgment, hatred, or resentment, even towards his enemies, fellow inmates, or the sufferings he endured. He calmly fought his battle, with an understanding eye for the unavoidable circumstances that steer history.

Oh fugacità del tempo, oh mobilità perpetua delle cose!
Profile Image for Giorgia Saolini.
Author 6 books39 followers
September 28, 2025
Questo non è un brutto libro. No, no, chiariamolo subito: i libri brutti hanno almeno un merito, ti fanno arrabbiare, ti spingono a lanciargli contro improperi, a raccontarne gli orrori agli amici con entusiasmo. Questo invece no: questo libro è l’equivalente narrativo di un panino con aria. Non ti disgusta, ma non ti nutre. Ti lascia lì, con lo stomaco ancora vuoto e il tempo perso.

Il protagonista vive la sua esperienza in prigione. “Ah, che occasione!” penserete voi. Dramma, introspezione, conflitto, disperazione… e invece no: l’autore riesce nell’impresa quasi miracolosa di trasformare un carcere in un centro benessere. Nessun pugno nello stomaco, nessuna tensione, nessuna ombra: solo la cronaca piatta di un uomo che *forse* soffre, ma non abbastanza da farcelo sentire.

Di lui, per altro, sappiamo il minimo indispensabile: il periodo della storia e qualche dettaglio tirato via, come se fosse stato creato con il generatore automatico di personaggi “basic edition”. Non abbastanza caratterizzato per appassionare, non abbastanza misterioso per incuriosire. Un fantasma con la divisa a righe.

E i personaggi secondari? Be’, chiamarli “personaggi” è già un complimento. Sono manichini appoggiati in giro, sagome di cartone piazzate lì a riempire lo spazio. Non parlano, non agiscono, non esistono. Se fossero scomparsi a metà libro, nessuno se ne sarebbe accorto.

Alla fine, il libro si legge, certo. Ma con lo stesso entusiasmo con cui si compila un modulo all’ufficio postale. Non ti ferisce, non ti conquista, non ti rimane. È la pizza senza mozzarella, il caffè decaffeinato freddo, il gelato sciolto dimenticato al sole. Un’opera che, più che ballare, si siede in un angolo e guarda gli altri divertirsi.

Insomma: bello ma non balla. E a dire il vero, dopo un po’, smette pure di camminare.
Profile Image for Matteo Affini.
24 reviews1 follower
February 27, 2023
Il 13 ottobre 1820, Silvio Pellico viene tratto in arresto, successivamente condannato a morte e infine, con la pena commutata, imprigionato dal ‘22 allo Spielberg, in Moravia. Due anni dopo la scarcerazione (1830), pubblica Le Mie Prigioni, il memoriale della sua prigionia, un libro che spinse il Metternich a dire “è costato più all’Austria che una battaglia perduta”. Pellico era un giovane intellettuale 31enne, coinvolto a bassi livelli nella Carboneria e redattore per il bisettimanale liberale Il Conciliatore, in cui si occupava di politica. Quando nel 1820 il governo austriaco dichiarò fuorilegge qualunque appartenenza a società segrete (Metternich ne aveva una gran paura), Pellico venne tradotto nel carcere di Milano, poi ai Piombi a Venezia e infine là dove si è detto.
La sua esperienza in quel decennio di detenzione e pene indicibili è racchiusa in questo volumetto, solo travestito da racconto di edificazione religiosa (Pellico vi affida tutta una episodica in cui tocca il suo riavvicinamento alla Provvidenza e a Dio), ma che mantiene intatta la forza morale del patriota, sebbene tornato a più miti consigli e rifuggendo la politica. L’ardore giovanile si è forse spento, eppure le idee sono ancora radicate nell’animo di Pellico, il quale resterà sempre convinto che l’Austria debba andarsene dal Lombardo-Veneto.
Un libro che tutti dovrebbero leggere, specie chi è convinto di essere oggi silenziato per le proprie idee “fuori dal coro dei media mainstream asserviti al potere plutomassonico bancario” e che non si rende conto che, potendolo dire ribadire e annunciare in diretta televisiva o social, egli vive in una società libera fondata anche sul sacrificio di chi per le proprie idee ha perso i migliori anni della propria vita o finanche trovato la morte.
Displaying 1 - 30 of 39 reviews

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