Fra i molti elementi controcorrente che resero celebre Schopenhauer presso una ristretta cerchia di contemporanei e contribuirono nel Novecento a trasformarlo in oggetto di culto per una ben più folta schiera di appassionati vi è senz’altro la lungimirante apertura nei confronti del mondo, della cultura e della religiosità dell’Oriente, in particolare dell’India. Alcuni, da Nietzsche a Hesse, videro in ciò il segno di una inarrivabile libertà intellettuale: per Schopenhauer non la Grecia, non Roma, non il Cristianesimo rappresentano la culla e l’età dell’oro dell’umanità – e, quindi, dell’Europa –, bensì l’India, il Brahmanesimo e il Buddhismo. Certo egli non fu il solo a pensarlo, giacché una sorta di indomania caratterizzò l’intera cultura romantica. Schopenhauer fu però il primo e unico filosofo a inserire organicamente l’India in un poderoso sistema di pensiero, facendone il cardine della sua metafisica e della sua etica: «Buddha, Eckhart e io insegniamo nella sostanza la stessa cosa» annotò due anni prima della morte, consapevole di imprimere così il proprio sigillo di verità a un’opera destinata a permanere.
Arthur Schopenhauer was born in the city of Danzig (then part of the Polish–Lithuanian Commonwealth; present day Gdańsk, Poland) and was a German philosopher best known for his work The World as Will and Representation. Schopenhauer attempted to make his career as an academic by correcting and expanding Immanuel Kant's philosophy concerning the way in which we experience the world.
Anotaciones de Schopenhauer que nos pueden llevar a decir que su obra magna bien podría llamarse El mundo como Brahma y Maya.
Schopenhauer divulga -en su propia interpretación no-creyente, exageramente mística y pesimista-nihilista frente a la vida material-presente, con mucho del lenguaje de filosofía occidental y del misticismo cristiano- una combinación de vedantismo y budismo. Pero aún cuando su pensamiento sea su propio vendantismo-budismo, más que el estrictamente histórico (cosa que de todos modos aún es difícil al día de hoy determinar), sus reflexiones aportan luces al lector occidental para entender al menos las versiones más esotéricas-renunciantes del vedantismo y el budismo.
Me atrevo a decir que Schopenhauer sería el primer fundador de un "budismo occidental", si bien es cierto que este término se asocia a las adaptaciones occidentales del budismo más bien optimistas que forman parte de las corrientes de desarrollo personal - es decir, de un talante distinto al budismo de Schopenhauer.
Libro recomendado para quien quiera estudiar el origen de la infuencia de la filosofía india en Occidente (influencia que inició oficialmente en la filosofía alemana).