La Bibbia della musica che si ascolta, e che tutti abbiamo ascoltato. Come nasce, chi l'ha fatta e perché.
In centodiciotto capitoli un percorso guidato nel Novecento americano. Una grande storia che va dal blues al nu-metal, passando per tutto, ma proprio tutto quello che riguarda ogni artista e ogni tendenza Usa davvero importante. Dentro la crescita di un Paese che, nel bene e nel male, è diventato il modello per gli altri. Una bussola per orientarsi nella musica di ieri, oggi e domani, e per capire la natura profonda dell'America.
Con l'indice dei nomi e delle formazioni musicali.
Allora, premessa necessaria. Ci ho messo sei mesi per leggere questo perché era il mio libro da bagno...
Insomma 861 pagine dedicate alla musica americana. Dalle prime registrazioni di "Mary had a little lamb" nel 1878 al fenomeno nu-metal dei primi anni 2000. Sì, insomma, peccato che il volume sia un po' vecchiotto.
Mi è piaciuto non soltanto perché parla di musica ma anche perché dà un'introduzione storica ad ogni decennio. Per chi è digiuno di storia americana come la sottoscritta è una benedizione. D'altro canto, lo spazio dedicato al jazz - indicato come unico genere autoctono - è esagerato. E visto che io e il jazz non andiamo per nulla d'accordo quei capitoli sono stati molto lunghi da leggere. E il country viene trattato in pochissimi capitoletti. Scusate, sono di parte: il mio ex mi ha lasciato una tonnellata di musica country da ascoltare...
Una storia lunga un secolo. Il libro è ben strutturato con accenni storici che aiutano a capire in che ambito nasceva la musica. Bello il continuo confronto tra filoni diversi (jazz, rock, blues) che fa comprendere come nulla sia statico musicalmente. È un libro utile soprattutto come introduzione da cui partire per ascoltare. Non credo sia stato semplice condensare tanta musica e tante vicende in poche frasi. Bel libro!