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Sillabari

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«Forse il modo migliore per leggere quello che insieme a Il ragazzo morto e le comete, a Il padrone e a L’odore del sangue è tra i vertici dell’opera di Parise, è fare come se di Parise non conoscessimo nulla, e questo libro uscisse per la prima volta oggi. Che immagine ci faremmo dell’autore dei Sillabari? I suoi racconti sembrano prossimi alla Mitteleuropa di Peter Altenberg: nel sentimento che non scade nel sentimentalismo, nell’asciutta creaturalità, nella musica fintamente trasandata; ma può anche essere un seguace del Robert Walser dei racconti in forma di temi di scuola: meno follemente didascalico, più narrativo, più “carnale”; o può somigliare a uno scrittore americano alla Truman Capote: per lo sguardo acuto e quasi tattile che cala nel mondo dell’adolescenza, per la capacità di dare parole ai trasalimenti privi di parole del corpo».
GIUSEPPE MONTESANO

359 pages, Paperback

First published January 1, 1984

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About the author

Goffredo Parise

80 books22 followers
Goffredo Parise è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, saggista e poeta italiano.
Nasce a Vicenza l'8 dicembre del 1929; la mamma Ida Wanda Bertoli, ragazza madre, cerca con grandi sacrifici di riempire il vuoto della mancanza del padre. Nel 1937 muore il nonno e la madre sposa il giornalista Osvaldo Parise, direttore del «Giornale di Vicenza»; il piccolo Goffredo, sempre alla ricerca di una figura paterna, gli si affeziona ed è ricambiato e Parise dopo otto anni lo riconosce come figlio.
Goffredo appena quindicenne partecipa alla resistenza in provincia di Vicenza; finita la guerra frequenta il liceo e in seguito si iscrive a vari indirizzi universitari senza arrivare mai ad una laurea (sarà laureato «ad honorem» solo nel 1986 dall'Università di Padova).
Tramite alcune conoscenze il padre adottivo lo introduce al mondo della carta stampata. Goffredo incomincia a scrivere per quotidiani come «l'Alto Adige» di Bolzano, «l'Arena» di Verona e il «Corriere della Sera» e in questo periodo il giovane capisce la sua vera passione: l'inclinazione a scrivere storie. Parise nel 1950 si trasferisce a Venezia e in una stanza in affitto scrive il suo primo libro, il «cubista» Il ragazzo morto e le comete, pubblicato dall'amico Neri Pozza (il quale però suggerisce cambiamenti che Parise si rifiuta di fare).
Dopo un'iniziale stroncatura sia dalla critica sia dal pubblico, Parise pubblica nel 1953 il libro La grande vacanza, con una lusinghiera recensione sul «Corriere della sera» di Eugenio Montale: «...affascinato dall'abilità di Parise e dal suo calarsi nell'infanzia senza modi nostalgici e crepuscolari»; questo libro viene definito nel 1968 da Carlo Bo autentica poesia.
Nel 1953 si trasferisce a Milano, dove lavora alla casa editrice di Livio Garzanti, e dove conosce Leo Longanesi che lo incoraggia a continuare a scrivere. Con il romanzo Il prete bello (1954), lo scrittore acquisisce grande notorietà non solo in Italia, ma, con decine di traduzioni, anche all'estero. Intanto, è diventato amico di Eugenio Montale e Nico Naldini; si sposa il 29 agosto 1957 con Mariolina Sperotti, detta «Mariola», giovane vicentina. Testimone di nozze è l'amico Giovanni Comisso.
Cominciano gli anni di spostamenti e viaggi. Tornando a Vicenza, incontra Guido Piovene, del quale diventa amico, scoprendo però di non voler più tornare nella sua città. Dopo una vacanza a Capri, è indeciso se tornare a Milano o a Venezia o andare a Roma, dove vive un altro amico, Carlo Emilio Gadda, del quale diventerà nel 1964 vicino di casa (in via della Camilluccia). Nel 1956 pubblica Il fidanzamento e nel 1959 Amore e fervore (che poi verrà intitolato Atti impuri). Nel 1961 fa un lungo viaggio in America, dove Dino De Laurentiis vorrebbe che scrivesse un film per il regista Gian Luigi Polidoro. È insieme colpito e deluso da New York, ma soprattutto è affascinato dai viaggi e, appena uscito Il padrone (1965), visita la Cina, il Laos, il Vietnam, la Malesia, e di nuovo New York, Londra, Parigi, Giacarta, Tokio, Mosca (reportage in parte raccolti postumi in Lontano).
È ormai uno scrittore affermato e frequenta intellettuali, scrittori, registi e pittori nella Roma degli anni Sessanta. Ma i suoi punti di riferimento sono Gadda e Moravia, e poi nel 1963 ha incontrato Giosetta Fioroni che considera la sua nuova compagna (con la moglie il matrimonio è naufragato da tempo). In occasione de Il padrone è passato da Garzanti a Feltrinelli, e qui pubblica anche Il crematorio di Vienna (1969). Intanto ha scoperto una casa nel bosco di Salgareda, nel trevigiano, e riesce a trovare il modo per comprarla. Escono I sillabari, il primo volume nel 1972 presso Einaudi e il secondo nella collana «Medusa» di Arnoldo Mondadori Editore, che raramente pubblica italiani, ma nella quale Parise voleva essere incluso perché vi aveva letto i suoi amati Ernest Hemingway e William

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317 (35%)
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234 (26%)
2 stars
75 (8%)
1 star
25 (2%)
Displaying 1 - 30 of 87 reviews
Profile Image for Evi *.
395 reviews309 followers
November 16, 2017
Romanzo e racconto si confrontano
Il romanzo è così: accoglie il suo lettore a braccia larghe lo invita sulla soglia del suo incipit, gli mette un bel calice di vino bianco freddo in mano e lo accomoda sul divano dove lui può accavallare le gambe, appoggiare placido la schiena e rilassarsi proteso all’ascolto, e il romanzo comincia ad inscenare la sua storia, c’è tutto il tempo, da un minimo di 100/150 pagine fino ad arrivare ad un massimo di 1200/ 1300 pagine? (Il conte di Montecristo? L’Ulisse di Joyce? L’uomo senza qualità di Musil?) , niente fretta, la serata è lunga e lui (sempre il romanzo) presenta tra loro gli altri invitati, prima solo per nome ma poi si rompe il ghiaccio e si comincia a conversare si entra più in confidenza e si svelano caratteri, vite, fisionomie, idee, follie, dapprima qualcuno fa antipatia o simpatia ma l’alba è lontana c’è tutto il tempo di capovolgere punto di vista perché loro, i personaggi, le loro vicende andranno srotolandosi adagio e alla fine crederemo di conoscerli così bene di esserci fatti degli amici tanto da affezionarcisi a tal punto da soffrire al momento di lasciarli…il romanzo è buono è paziente, aspetta e cerca, per quel che può, di sciogliere i tuoi dubbi….

Il racconto invece no, il racconto è un despota che pretende tutto e subito, concedendo il minimo, è così…. avaro che non ti offre nemmeno un bicchiere d’acqua del rubinetto e devi fare tutto da solo, e in poco meno di una manciata di pagine incontri personaggi che sai già di abbandonare a breve, un po’ come i viaggiatori con cui condividi gomito gomito uno spicchio di vita condensata in dieci fermate di metro distratto li osservi ne ascolti i discorsi con la levità e la consapevolezza che non li incrocerai mai più, e ti rimane la voglia di sapere altro ma il racconto è inclemente e ti pianta in asso proprio quando iniziava a piacerti.

E così avviene che il lettore di racconti debba essere più attrezzato pena il non decifrare, in così esigue righe offerte alla vista e al cuore e alla mente, il sottointeso il non detto, la direzione impressa dall’autore, quell’atomo della sua esperienza, quella scheggia della sua vita che con lui non ha mai condiviso, quel battito d’ali impercettibile della sua esistenza che lo ha ispirato.
E come frange di nuvole che si sfilacciano e modificano la loro forma, non devi rincorrere un senso obbligato, devi solo lasciarti andare e ascoltare ciò che i racconti hanno da dirti, a volte molto, a volte veramente poco, spesso il messaggio è diverso da quanto stava nella testa del loro autore, e arrivi in fondo e ti ritrovi a domandarti ma perché?
Cosa avrà mai voluto dire Goffredo Parise? forse non lo saprò mai, forse ognuno è autorizzato a fare dei racconti ciò che vuole, e che se ne approprii a sua discrezione, senza una direzione chiara perché il luogo dove il racconto ti porta lo decidi tu, perché il racconto è la terra della pura libertà.
E queste storie, questi Sillabari di Parise sono da leggere e accogliere in questa modalità di lettura, nella loro semplicità, nella loro pretesa di poco restituiscono invece moltissimo: una pace breve, un dolore non intenso, piccolo e che si può sopportare, una melanconia che è quasi desiderabile e colori di paesaggi tenui della campagna e della laguna veneta e una umanità normale senza eccessi come in fondo è poi la vita vera.
Quelli che ho preferito:
Altri
 Bontà 
Cinema
 Età 
Estate
 Fame
 Famiglia
 Ingenuità
 Lavoro
Matrimonio
 Odio
 Paura
 Sesso
 Sogno.


Profile Image for Fabio.
468 reviews56 followers
October 25, 2018
L'indescrivibile rilevanza dei sentimenti lievi (e molti capelli rossi e ricci)
Parise, parole sue, "preso dalla mano della poesia" intendeva "scrivere tanti racconti sui sentimenti umani, così labili, partendo dalla A e arrivando alla Z. Sono poesie in prosa". Giunto alla lettera S, però, abbandonato dalla poesia, sceglie con grande onestà di lasciare incompiuta l'opera. Onore al merito, sia per il progetto, sia per la decisione di non portarlo a termine a ogni costo. D'altra parte, l'incompiuto, l'incompleto suscita a volte fascinazione irresistibile.

Ho però trovato questi alfabetici racconti altalenanti, per qualità e riuscita. Non però con il saliscendi che ci si potrebbe aspettare in una raccolta di brevi scritti: mancano i picchi, mancano le cadute; si resta al pelo dell'acqua, ora lievemente sopra la sufficienza, ora una spanna sotto. Niente di illeggibile, niente di memorabile, se non qualche fulmine espressivo a ciel sereno ("la voce della ragazza somigliava ai gridi delle rondini ed era fuori stagione", Solitudine). Forte vena di malinconia, poca (purtroppo) ironia, una certa fissazione per i capelli rossi. Alcuni racconti, naturalmente, li ho preferiti ad altri (per esempio, Antipatia, Sogno, oppure Malinconia, pensa un po').

Due grossi ostacoli, durante la lettura: la mia refrattarietà alla poesia, anche quando poesia non è; gli incipit dei racconti, a volte stilisticamente simili a quelli di una raccolta capolavoro (Manganelli, Centuria). Per esempio, nel disegnare con pochi tratti alcuni anonimi protagonisti (Antipatia: "Un giorno un uomo un po' pigro che non si era mai interessato di politica..." - un ). Ma il confronto è - per me, in questo momento - decisamente impari.

Malinconia, ma non troppo https://www.youtube.com/watch?v=jzcWh...
Profile Image for Karenina.
135 reviews105 followers
November 15, 2010
Dei circa cinquanta brevi racconti che compongono questa raccolta, una decina sono belli, gli altri oscillano fra il mediocre e il passabile, alcuni li ho trovati decisamente brutti.
A parte l’ormai noto espediente dei titoli raggruppati per lettere in ordine alfabetico dalla A di amore alla S di solitudine, il filo che lega questi componimenti appare la nostalgia, più che velata di malinconia, intrisa di rimpianti: lo sguardo di un vecchio che ha vissuto male al quale i ricordi anziché portare conforto acuiscono il senso di inutilità, almeno questa è la sensazione che mi ha dato la lettura, e non è un bel sentire.
Ai tanti che ne elogiano la scrittura avrei da fare qualche osservazione, a me sono sembrati molto elementari, un po’ “tirati via” , probabilmente mi aspettavo tutt’altro.
Profile Image for Flavia.
215 reviews8 followers
January 14, 2020
Senza nulla togliere alla scrittura, che reputo oggettivamente molto bella e poetica, i racconti, se non pochi, faccio fatica, a fine lettura, a ricordarli.

Non è la prima volta che provo a leggere dei racconti in generale, e torna il fatto che non credo siano fatto per me. Lo stile è molto bello, ma alcuni li ho trovati inconcludenti.

Nel cuore mi è rimasto, però, “Estate”.
Profile Image for Valentina.
46 reviews7 followers
November 20, 2020
I Sillabari di Goffredo Parise è un libro da cui mi sono fatta prendere a poco a poco, mio malgrado. Malgrado soprattutto sia fuori dal tempo, spaesante, fatto di racconti brevi eppure perfettamente conclusi, che narrano un mondo che resta il nostro (anche se le storie spesso rimandano, chiaramente, agli anni Quaranta e Cinquanta), perché pongono in situazioni, spesso banalissime, in cui ci siamo trovati tutti.
E Parise lo fa con un lessico semplice e con un modo un po' didascalico, e con lo sguardo di chi sa tutto degli uomini e li osserva con affetto, e un po' con un piglio quasi da entomologo.
A parte in tre casi in cui i racconti (Fame, Odio e Roma) si fanno violenti, splatter, stranianti, onirici, iperrealistici, in cui Parise pare quasi volerci risvegliare dal torpore un po' compiaciuto in cui ci ha gettato, come per mostrarci che quella sua realtà del quotidiano, quella sua malinconica poetica, è solo una possibilità, è solo uno sguardo parzialissimo, e meraviglioso, su una parzialissima realtà.
Profile Image for La contessa rampante.
154 reviews96 followers
January 14, 2020
Nella casa di Salgareda, a una manciata di chilometri da Treviso, Parise scrive i Sillabari tra il 1971 e 1980.

Una vera e propria poesia in prosa dalla A di amore alla S di solitudine, fino a quando la poesia lo abbandona, come scriverà a margine dell’edizione del 1982.

Sotto il segno dell’essenzialità, Parise delinea dei veri e propri ritratti dei sentimenti umani, riscoprendone l’autenticità attraverso dei personaggi sempre particolari e diversi tra loro.

Ma cosa resta di questa raccolta? Nessuna morale, nessun colpo di scena o emozione sussultante, perché “non c’è niente da capire” come dirà Parise, ma solo da “sentire” attraverso i sensi e la bellezza delle parole.
Profile Image for Michela Pisano.
41 reviews4 followers
August 10, 2023
Parise ha una dolcissima "scrittura bambina", di sole e di qualcosa di antico.
I suoi racconti sono guizzi, piccoli scorci; i personaggi hanno archi narrativi impercettibili, a volte assenti, e va bene così.
Mi ci sono voluti due tentativi e un paio di mesi per finire questo libro, ed è stata una lettura placida: a volte non l'ho toccato per settimane e settimane. A volte mi è pesato. Ma forse era sbagliato lo spirito con cui l'ho affrontato: non è uno di quei libri che ti trascina e che finisci in una notte (anche perché non è esattamente un libricino), è quasi più come un manuale con riproduzioni di quadri, che apri quando ti va di fare un minuscolo viaggio nel passato e in qualcosa di accogliente e gentile.
È una raccolta di cose molto umane, e perciò molto belle.

I dieci preferiti: Bambino, Carezza, Estate, Famiglia, Fascino, Lavoro, Malinconia, Paternità, Paura, Sogno
Profile Image for Bobparr.
1,149 reviews88 followers
March 18, 2025
(Abbandonato)
Discontinuo, ormai è assodato, ma vista la dilatazione nei tempi della scrittura è ragionevole pensare che non si possa tenere sempre alto il livello. I racconti di Sillabario n.2 - quello che ha vinto il Premio Strega - sono più lunghi e paiono più meditati.

Ma come i primi, a parte qualche vetta di intensità malinconica, o di geniale ed attento sentire, rasentano la piattezza della lingua e delle situazioni. Non c’è magia, non c’è curiosità, non c'è scintilla. C’è una vita di sottofondo, assiemata spesso da avventure banali e/o improbabili, ma come basso continuo, senza variazioni: sembra di leggere limerick stonati. Il senso che mi lascia è di inutilità, lo stesso di quei desolanti film ad episodi degli anni 70.

Pare a volte che ci sia la volontà di rendere questi quadri quotidiani, di sentore desolato ed evanescente, come fossero favole ("c'era una volta un uomo che...."). Ma Parise non ha la magia di Hopper, e neppure la banalità acclamata di Coelho.

Ne risultano spesso strascichi di parole giustapposte correttamente, ma inutilmente, che partono dal nulla per arrivare nel medesimo luogo, senza sollevare polvere al loro passaggio: forse solo un lieve spostamento di foglie, che poi lentamente si ricompongono
Profile Image for La mia.
360 reviews33 followers
August 21, 2016
Una vacanza, una coccola, una brezza fresca in una serata d’estate, una bevanda calda in un pomeriggio d’inverno, un letto con lenzuola fresche quando sei veramente stanco. I Sillabari sono tutto questo. Uno stile unico, non solo per la singolarità del linguaggio. Parise ci trasporta in tanti piccoli mondi, a volte più strani e a volte meno strani. Ma la sua capacità di guardare “da un altro punto di vista” ci lascia senza fiato, ci fa volare, ci trasporta altrove.
Profile Image for Teresa Chiriacò.
99 reviews11 followers
March 11, 2023
4.5
Una raccolta di racconti che è stata una zona di comfort, una coccola
Profile Image for Soobie is expired.
7,183 reviews135 followers
January 25, 2020
Ad essere onesti, non l'ho finito: mi mancano i due ultimi racconti. Purtroppo, il mio CD è rovinato e non riesco ad ascoltarli. Ho cercato di rimediarne un'altra copia e li ascolterò appena possibile. intanto devo mettermi a scrivere qualcosa, altrimenti mi dimentico tutto.

Fortuna che ero in macchina senza niente da fare perché è stato un brutto ascolto. Forse c'entra anche la voce di Nanni Moretti. Io mi prostro davanti ai romani e chiedo loro scusa: il loro dialetto non mi piace. C'è qualcosa nei suoni nella C e della S che... mi sembrano note stonate. E sentirli, nella voce piuttosto monotona di Nanni Moretti alle 6.40 del mattino - dopo solitamente 4-5 ore di sonno - non ha certamente aiutato. Per dire, adesso sto leggendo L'insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera letto da Fabrizio Bentivoglio. E la differenza è abissale: Bentivoglio potrebbe leggere l'elenco del telefono e potrei starlo ad ascoltare per ore. Ha una voce talmente bella che voglio assolutamente mettere le zampe sull'altro audiolibro che lui ha registrato: Le notti bianche... Io, che pur di ascoltare una bella voce, potrei sorbirmi un racconto di Fëdor Dostoevskij.

Non avevo idea di cosa avrei ascoltato. Ho preso la collezione degli Audiolibro di Repubblica e ne ho scelto uno, né troppo lungo né troppo corto. Già dopo il primo racconto mi è venuto da pensare: «Allegria portami via!». C'è una nota di malinconia che pervade tutti i racconti. A cominciare da quello del povero cane, uno tra i primi. Tremendo.

Sono racconti strani. Nel senso che son più schizzi di avvenimenti che altro. Appena si ha l'impressione che il racconto si indirizzi verso un evento fondamentale, ecco che tutto si interrompe. Non c'è un inizio è una fine. Son solo dei lampi nella vita delle persone. Si parla di omosessuali, di travestiti, di prostituti (o almeno credo)... Ma forse solo due o tre son riusciti a catturare la mia attenzione. Spesso e volentieri dovevo tornare indietro perché mi perdevo nella noia.

Il racconto più brutto, che quasi mi ha fatto buttar fuori il CD dal finestrino, è Odio. Un giovane uomo vede una donna che non conosce e la prende in antipatia. Un'antipatia profonda e immotivata. Lui non capisce più niente, tanto che alla fine del racconto la vede di nuovo e la prende a pugni come se niente fosse, con tutte le persone che lo guardavano e non intervenivano.

Anche Roma è assurdo. Da un lato dipingeva una città sporca, degradata e piena di immigrati. Dall'altro il protagonista fa una talmente assurda che... non so... Non aveva senso... Come il protagonista di Guerra, se non ricordo male.

Son malinconici e pessimisti. Ma dipingono anche un'Italia che non c'è più. Quella che ad agosto prendeva e andava in villeggiatura. Quella dei telefoni fissi e delle lire. Le donne ci sono ma, o son ricche ricche o son povere operaie che non riescono - neanche con il lavoro - a uscire dallo stato mentale di povertà.

Direi che, a parte l'ascolto dei due ultimi brani che mi mancano, in futuro mi terrò ben alla larga da questo libro.

Secondo vincitore del Premio Strega che letto (l'altro è stato Lessico famigliare, sempre in versione audiolibro). Stessa valutazione.
Profile Image for Saturn.
631 reviews79 followers
March 25, 2018
Sillabari comprende una serie di brevi racconti che cercano di racchiudere l'essenza di emozioni, sentimenti ed esperienze della vita umana. Alcuni sono meravigliosi come Anima che è un racconto molto toccante e il cui protagonista è... un cane! :) Oppure Simpatia che vede i due giovani protagonisti alle prese con un topo. Altri sono più imperscrutabili come i sentimenti che descrivono: fra cui Odio, di cui non c'è traccia di genesi, o Poesia, altra esperienza umana quasi inspiegabile. Tanti sono ambientati negli anni della guerra o al suo approssimarsi; ma la guerra, i nazisti, il fascismo fungono più che altro da sfondo guardando ai sentimenti come a qualcosa che trascende i tempi storici. Scritti negli anni settanta, sono però lontani dai sentimenti politici dell'epoca. Un racconto che segna profondamente è Fame: descrive la povertà più estrema che si possa vivere, la fame vera lontanissima da ciò che possiamo sperimentare in Italia, ed è straziante. Sono racconti ricchi di umanità. Alcuni li ho adorati, altri meno, ma vale la pena leggerli e farsi avvolgere dalla loro, solo apparente, semplicità.
Profile Image for Paolo Manieri.
25 reviews2 followers
November 23, 2014
Ho iniziato a leggere i “Sillabari” con molta curiosità e con un pizzico di delusione ho riposto il libro nello scaffale.
Una serie di piccoli racconti a metà tra prosa (tanta) e poesia (poca) che nascono da spunti di vario genere; un’ideale, un sentimento, una situazione, un oggetto, così si presentano questi brevi scritti di Parise, non tutti all’altezza.
Quelli che funzionano di meno sono proprio i racconti in cui vengono narrate vicende amorose (grazie a quell’immancabile tocco di consapevolezza di mezz’età che ha veramente stancato ormai), privi di leggerezza e a volte di una certa sensibilità. Si ha l’impressione che siano raccontati dall’esterno, sembrano quasi semplici esercizi di stile, perché in quanto a capacità descrittiva di certo non si può imputare nulla a Goffredo.
Chissà, potrei riscoprire questo libro fra vent’anni, ma mi auguro vivamente di continuare a preferire lucidi ragionamenti, vicende descritte con un certo ritmo e inspiegabili paradossi nei libri.
Profile Image for Geo.
24 reviews5 followers
February 26, 2022
I Sillabari sono una raccolta di racconti che Parise definisce anche poesie in prosa. Credo che questa definizione sia totalmente azzeccata, soprattutto per quanto riguarda il linguaggio che risulta semplice ma sempre profondo. La pecca sta nel fatto che sia una raccolta di racconti e, come chiunque possa prevedere, alcuni sono più belli rispetto ad altri (secondo il gusto personale del lettore). Nonostante la bellezza della lingua e la commozione che mi hanno provocato alcuni racconti, nel generale I Sillabari sono un bellissimo esercizio che non incontra i miei gusti. Nonostante ciò sono e rimarranno un classico da leggere.
Profile Image for Telarak Amuna.
218 reviews3 followers
December 9, 2024
Parise costruisce dei racconti molto particolari, dipanati in un’atmosfera rarefatta, dove ogni parola è accuratamente scelta e densissima, carica anche di tutta la pressione del non-detto, molto presente come strategia narrativa che contribuisce a creare l’aura di mistero che avvolge ogni racconto. La realtà che vi sta racchiusa sembra sempre quasi solo sfiorata, come se avesse molto di più di quello che si coglie, come se fosse impregnata di un senso che ci sfugge, che sfiora la parola e sembra per un attimo affacciarsi esplicito, afferrabile, per poi svanire montalianamente. E così il reale sembra quasi andare fuori tempo, stonare, assumere una sfumatura onirica (intendendo il sogno come specchio vagamente deformante della realtà, in cui essa al contempo sembra nota e misteriosa, collocata leggermente a lato della realtà che conosciamo); proprio per questo diventa anche più vero, perché noi in effetti ci muoviamo nel reale senza averne piena comprensione, a tentoni. La varietà tematica, l’imprevedibilità, la vaghezza (l’ambientazione e i protagonisti che agiscono al suo interno sono spesso definiti in modo vago) unite all’estrema cura formale rendono ogni nuovo racconto una piacevole sorpresa, ma all’interno di una coesione generale dell’intera opera. Se il sillabario serve a suddividere le parole e le parole servono a pensare e raccontano il reale e il nostro essere al suo interno, l’opera di Parise punta a scomporre questo reale in frammenti che ne isolano solo alcuni aspetti, su cui soffermarsi, dei quali cogliere nuove sfumature; tuttavia, proprio perché estrapolati da un continuum enormemente più vasto, rimane appunto questo senso di non-detto, di sospensione, di straniamento.
I personaggi di questi racconti contribuiscono a dare questa idea di realtà misteriosa, in cui ci si muove senza comprenderne bene le leggi e il senso, un po’ a tentoni. Infatti agiscono spesso con un certo tasso di incongruità e di disagio, un po’ a lato, in un certo senso, come la protagonista di Ingenuità, che si scotta a più riprese, non sa ordinare al ristorante o scegliere al buffet, … Eppure ha un’esistenza in cui non mancano soddisfazioni, piaceri e momenti dove prevale il sentimento di adeguatezza. La galleria di personaggi e situazioni diventano quindi un campionario di tipi umani e del loro agire, ma come osservati dal fuori, senza cioè che ne derivi una comprensione maggiore. In un certo senso i personaggi mantengono quell’opacità che spesso hanno le persone vere e a causa della quale il relazionarsi è sempre una più o meno impegnativa negoziazione.
Di ogni parola a cui viene intitolato un racconto Parise fornisce un significato, uno solo dei vari possibili, che si configura secondo l’esperienza dei personaggi. E se alcune sembrano più generali (come il bellissimo racconto sulla malinconia) altri sono molto “personali”: il mare dell’omonimo racconto assume quei connotati solo per Bruno. In un certo senso Parise costruisce una realtà di significati intensi jakobsianamente, validi in quel modo specifico e individuale solo per una o pochissime persone (ad esempio in Matrimonio la parola assume senso diverso a dipendenza dei personaggi), cosicché rimane l’inconoscibilità, la fumosità del reale e una sostanziale base di incomunicabilità (stile quella che emerge nell’Insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera), poiché ogni oggetto ha un senso generale molto vago e accolto con contorni sfumati (così Silvia intuisce cosa sia la malinconia, ma nemmeno la risposta del nonno le permette un inquadramento netto), a cui si sovrappone/sovrappongono sensi individuali, innestati nell’esperienza, ma non condivisi.
Grazie a un lessico molto preciso, dove colori, odori e marche temporali abbondano, andando così ad accentuare il senso di sfumato, di indefinito generato dai racconti (per l’assenza quasi totale di nomi di luoghi, per l’assenza frequente di nomi, per tutta una serie di altri elementi accennati ma mai precisati) con una strategia pascoliana, Parise costruisce dunque dei racconti che sondano sì la varietà dell’umano e del reale, ma piuttosto che fornire a chi legge una conoscenza più profonda, fanno sorgere solo più dubbi e domande. Inoltre l’atmosfera rarefatta e un po’ misteriosa, come se tutto si vedesse in quelle giornate troppo calde e luminose d’estate, con l’aria che tremola per il calore, una generale lentezza o immobilità e gli oggetti che sembrano quasi dechiricamente accampati nello spazio, lascia addosso a chi legge una inquietudine viscosa, che rimane come un alone sui pensieri anche parecchio tempo dopo aver chiuso il libro. Il reale descritto dall’autore non è infatti quello noto e quotidiano, in cui ci si muove a proprio agio e senza badarci, ma come una sua leggera deviazione, che ci fa riconsiderare e rimettere in discussione il nostro modo così pacifico di considerarlo, che solitamente deraglia solo quando si incappa in un elemento che stona con questa nostra visione, che in qualche modo per la sua incongruità non riesce a rientrarvi pacificamente; Parise generalizza appunto questa impressione, questa situazione, spingendoci a muoverci con maggiore consapevolezza e apertura mentale, poiché molto di quello che ci sembra congruo non per forza lo è, ma vi viene forzato dai nostri schemi mentali, e viceversa quello che sembra incongruo potrebbe risultare assolutamente congruo assumendo un altro punto di vista.
Passando dal macroscopico al microscopico dei singoli racconti, non tutti sono convincenti e riusciti allo stesso modo: alcuni si sorvolano senza grande impatto, dimenticandoli quasi subito, mentre altri sono davvero di grande impatto, dei piccoli capolavori.
Profile Image for Valentina.
18 reviews18 followers
July 4, 2014
Parise scrive piccoli bozzetti, rapidi ma precisi. I vari racconti sono accomunati da scenari che si rincorrono tra le pagine della raccolta, che sono sfondo ma anche fulcro di un'azione spontanea, viscerale. Come la vita stessa.
Bello il passaggio continuo tra vari stili di scrittura, che contribuiscono essi stessi alla memesi dei diversi aspetti dell'esistenza.

Bellissima la breve premessa dell'autore: la poesia fa quel che vuole,arriva e riparte senza curarsi di nulla. Bisogna seguirla finché acconsente a rimanere e non trattenerla quando decide di andar via.
Profile Image for Chiara F..
593 reviews47 followers
August 28, 2024
Immagino Parise scrivere questi racconti immerso nella lussureggiante vegetazione della sua casa di Salgareda e non mi stupisco di quanto la penna dello scrittore si dimostri così ispirata, così intensa e al contempo agrodolce.

Il narratore riesce a riportarci indietro nel tempo facendoci gustare le atmosfere di un’epoca passata troppo rapidamente, o per meglio dire anni luce distante dai giorni attuali. Tutto ha il sapore dell’incontaminato, dell’autentico, del “passato che non torna più”, quando niente era immediato ed effimero, bensì ogni cosa maturava con i propri tempi. Qualcuno potrebbe obiettare che anche in epoche passate (Ottocento o periodi precedenti) si potevano esperire queste sensazioni, ma è proprio la vicinanza alla contemporaneità, il fatto che sia un passato relativamente recente della nostra Storia, a rendere questi scritti così cari al lettore moderno, che sa di aver mancato per un soffio la realtà genuina (e non alterata dall’IA) descritta in queste pagine.

I personaggi di questa trapassata umanità sono spesso simili nei tratti (denti forti, occhi neri, donne rotonde ed infantili) ma non si mostrano attaccati ad un device, vivono semplicemente la noia e la quotidianità in pienezza; anche certe ambientazioni ricorrenti (Venezia, la montagna dolomitica, Roma) hanno quell’autenticità solenne del mondo pre-rivoluzione digitale; ma più di tutto ciò che si ripete è quel sentimento di nostalgia tipico di chi assapora la vita in ogni istante, sebbene questa sia effimera e breve (non come noi che siamo assorbiti solo dal cellulare e spesso non riusciamo a godere la vista di un panorama, impegnati ad immortalarlo su un cellulare). È questo sentire così intenso, grondante attimi di vita vera, che rende alcuni di questi racconti sublimi ed indimenticabili.

Ho scoperto uno dei miei libri per la vita e sono felice di averlo potuto gustare in estate, quando il tempo si dilata, quando la luce della sera illumina ancora le pagine e dona al lettore un magico momento.
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Profile Image for Silvia.
367 reviews29 followers
March 5, 2024
Le sillabe dell'animo umano
Goffredo Parise costruisce la nitida trama delle emozioni umane in ordine alfabetico e lo fa, a mio avviso, magistralmente.
Certo, alcuni 'costumi' di cui parla possono apparire oggi un po' datati e non allineati con la contemporanea tendenza al 'correct', declinato in ogni sua sfaccettatura.
Io, che per formazione ed inclinazione non cerco il presente nel passato, ho trovato queste brevi prose- non più di 5, 6 pagine l'una dalla A alla S, bellissime.
Si parte da 'Amore' e si finisce con 'Solitudine': una struttura ad anello, a mio avviso.
L'originalità dei tipi umani che incarnano le storie- umanissime, topiche- è un grande punto di forza; si ha l'impressione che ogni prosa, autonoma in sé, in realtà concorra ad animare il palcoscenico del mondo, in cui tutti gli attori brillano per il breve spazio loro concesso dall'autore, per poi uscire di scena.
Alcuni- 'Odio' ad esempio- hanno una forza dirompente e catartica; altri, come 'Matrimonio', intridono l'anima di malinconia e dolcezza.
Icastiche appaiono le descrizioni degli ambienti, sia aperti, sia chiusi; mi è sembrato che lo spazio sia in se stesso un personaggio, mai un contenitore inerte e che viva dei e con i moti dell'animo degli uomini.
Molti sono i tratti ricorrenti in Parise che mi incuriosiscono e mi spingono a leggere altro (auspicabilmente...tutto).
Le donne, ad esempio, sono tutte ricce e rosse di pelo: chissà perché ...
Profile Image for Marcello.
396 reviews6 followers
June 24, 2018
Dopo aver letto Il prete bello, che non mi aveva convinto, mi aspettavo molto da questo libro, da tanti considerato il migliore di Parise. Purtroppo ne sono rimasto deluso: brevissimi racconti che sembrano un divertissement o un esercizio di stile dell'autore più che storie con un capo e una coda. Si faceva appena in tempo ad entrare nelle vicende narrate che già queste si concludevano, spesso senza essere arrivate a compimento o comunque ad un punto fermo, come se l'autore si fosse stufato di andare avanti o, più semplicemente, il suo obiettivo fosse solo quello di tracciare due o tre "pennellate" descrittive e poi chiuderle. Capisco l'intento, capisco pure che da questa sorta di lunghe poesie il lettore dovrebbe cogliere il messaggio che Parise trasmette con riferimento ai temi trattati (in ordine alfabetico, dalla A di affetto fino alla S di solitudine), però sono riuscito ad apprezzare il risultato solo in parte, facendo addirittura fatica a concludere la lettura. Penso tuttavia che si tratti di uno di quei libri in cui la soggettività del lettore giochi un ruolo molto forte, visto che a parecchie persone il libro è piaciuto molto, come testimoniano le numerose recensioni altamente positive.
1,004 reviews4 followers
April 11, 2019
Niniejszą książkę w formie audiobooka udało mi się znaleźć w mojej lokalnej bibliotece. Bardzo zaintrygował mnie opis z okładki. Autora nie znałem, oczekiwałem niespodzianki. Książka okazała się być miłą niespodzianką.
Pomysł na książkę jest dość oryginalny. Mamy do czynienia ze zbiorem krótkich opowiadań raczej wątkiem nie powiązanych ze sobą. Każde opowiadania ma swój tytuł którym jest jedno słowo wyrażające jakieś uczucie, na przykład: radość, odrazę, słodkość, miłość, przyjaźń.
Trudno jest mi podsumować książkę lub też cokolwiek więcej napisać o treści. Ta książka to swoisty album ze zdjęciami, każde opowiadanie to zdjęcie czy też obrazek. Każde z opowiadań opisuje temat z życia wzięty, jakieś sytuacje mające miejsce powszedniego. W sumie nic nadzwyczajnego, a jednak pewna harmonia, prostota i błogość płynie z tych opowiadań.
Cieszę się, że udało mi się odkryć tego włoskiego autora.
Profile Image for Sara Polo.
76 reviews2 followers
April 21, 2021
Difficile dare una votazione a questo libro per il semplice fatto che è una raccolta di brevi racconti e inevitabilmente ci sono alti e bassi, per lo meno per quanto riguarda il suo godimento. Alcuni sono delle vere e proprie poesie che lasciano degli squarci dentro, altre scivolano via indolori o al massimo regalano una certa perplessità. La bellezza di "Sillabari" sta forse proprio in questo, ricorda una galleria d'arte, dove i quadri che cominciano con una chiara descrizione di quando, dove e chi, ci trasportano nei loro universi, ricchi di dettagli e sospensioni . Universi spesso legati al nord est di Parise.. che è un po' anche il mio. Alcuni colpiscono al cuore e ci ripenseremo per molto tempo altri scivoleranno via, come spesso succede nei musei, nella bulimia di immagini che scorrono.

"Sa che ero molto curiosa di conoscerla?
"Io ancora di più. La sto guardando da un mese."
"E perché?"
"Perché è come la vita."
Profile Image for Miriam.
20 reviews1 follower
March 14, 2018
Raccolta che si compone di 54 racconti. Ingegnosa l'idea di scrivere un racconto per ogni sentimento organizzandoli in ordine alfabetico. Il progetto prevedeva di partire dalla lettera a e arrivare alla lettera z, ma purtroppo la raccolta si è interrotta alla lettera s. Tutti i racconti trattano di vita quotidiana e hanno quale comune denominatore la malinconia, la mestizia e soprattutto la solitudine: una lettura sicuramente non rasserenante. Nel complesso alcuni racconti sono molto belli (tra i miei preferiti Altri, Ingenuità, Ozio e Povertà), la maggior parte piacevoli e alcuni trascurabili.
Profile Image for Alessia.
35 reviews4 followers
August 16, 2020
Cartoline da un'altra Italia, istantanee di un'epoca che sembra lontanissima. Racconti narrati in una lingua quasi sconosciuta, che parlano di luoghi situazioni stati d'animo persone a tratti fantasmagorici.
Un abbecedario di emozioni e sentimenti, a cavallo tra prosa e poesia.
Alcune "voci" memorabili, stilisticamente perfette, altre per me addirittura disturbanti.
Narrativamente più omogenea tutta la prima parte, dalla "a" alla "f" pubblicata sul "Corriere" tra il 1971 e il 1972, più disarmonica la seconda scritta nell'arco poi di un decennio (anche se si incontranocon perle di rara bellezza).
24 reviews
November 12, 2025
Una serie di racconti per raccontare i sentimenti umani dalla A alla Z (ma ci si ferma alla S); il sentimento che pervade tutta l'opera è però la malinconia con personaggi di ogni tipo, spesso anche non identificati da un nome, ma in cui è possibile immedesimarsi. Anche il tempo è spesso indefinito e oscilla tra la Seconda Guerra mondiale e gli anni 80, che a una lettura posteriore aumentano il senso di malinconia. Il senso dei racconti viene dato dal titolo, ma i temi sono interconnessi e i titoli interscambiabili. Chissà cosa avremmo scoperto se l'autore avesse proseguito fino alla fine dell'alfabeto.
40 reviews
December 28, 2025
I Sillabari di Parise sono una raccolta di racconti brevi, ognuno dedicato a un sentimento o a un’esperienza umana. L’idea è affascinante: sezionare l’animo umano in piccole parole, come in un vocabolario delle emozioni. Alcuni pezzi funzionano molto bene, altri invece restano più opachi, difficili da seguire o troppo brevi per lasciare il segno.
La scrittura è elegante e precisa, a volte quasi poetica, ma l’effetto complessivo può risultare freddo o frammentato. È un libro che si legge a piccole dosi, più da assaporare che da divorare. Alcuni racconti restano impressi, altri si dimenticano in fretta.
Un classico interessante, ma non sempre coinvolgente.
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