Verità e Giustizia non sono mai interamente conoscibili e realizzabili. Appartiene alla natura umana agire con prove e controprove, esercitando la virtù del dubbio e l’arte del dialogo per avvicinarsi alla verità e alla giustizia (con le iniziali minuscole). Tuttavia «la capacità di dialogo equivale alla disponibilità all’auto-modificazione, in base ai buoni argomenti. Se non è così il dialogo si trasforma in monologhi tra sordi. Questo pericolo esiste sia per il pensiero razionale, sia per quello religioso, ma per quest’ultimo è più grave, in quanto solo esso è sostenuto da un’autorità concentrata, produttiva di dottrine nel suo ambito vincolanti. In questo consiste la causa della secolare difficoltà della Chiesa cattolica nei confronti della democrazia». Dal rapporto tra Stato e Chiesa, cittadini e credenti, all’etica laica, attraverso la virtù e le difficoltà della democrazia, questo libro è una riflessione, un esercizio di razionalità contro il dispotismo del dogma e della regola.
Le virtù del laico sarebbero il rigore critico, il dubbio metodico, la moderazione, il non prevaricare, la tolleranza, il rispetto delle idee altrui. Il compito, il senso della vita sarebbe che gli uomini lavorassero insieme, nel dialogo e nel rispetto reciproci e nell'assenza di dogmi messianici, per rendere la vita meno ingiusta. Boh! A me sembra un bel sogno che forse condividono in pochi e che ancora in meno cercano di realizzare. Il dubbio metodico, il rigore critico, la moderazione si possono permettere di perseguirli concretamente solo coloro che sono economicamente autosufficienti. Tutti gli altri di fatto non sono liberi. E quelli che non devono vendersi per sopravvivere, non so fino a che punto possano o vogliano incidere sulla realtà esercitando il loro pensiero critico. Molti degli intellettuali che ragionano oggi sui massimi sistemi (e anche quelli intellettualmente onesti) godono di un'ottima indipendenza economica e ho la netta sensazione che la realtà della gente comune non sappiano neppure cosa sia.
Avevo già letto tutti gli articoli da "la Repubblica", ma qui ci sono anche interventi da conferenze, ed è veramente incredibile come tutti questi testi separati si tengano insieme perfettamente, tanto che rileggendoli di fila si scoprono nuovi significati. La popolazione italiana ha decisamente bisogno di essere istruita sul funzionamento della democrazia liberale: sul vero significato delle parole "democrazia", "libertà", "laicità", "laicismo". Leggendo Zagrebelsky si respira cosí bene, ci si puliscono tanto i polmoni dalla fuliggine quotidiana del populismo e dell'integralismo teocratico contemporaneo. Qualche citazione qui: http://it.wikiquote.org/wiki/Gustavo_... e anche qui: http://it.wikiquote.org/wiki/Speciale... . In particolare ho aggiunto delle citazioni di Tocqueville; diverse le ho ri-aggiunte perché le avevo già messe a suo tempo: significa proprio che mi colpiscono sempre (una peraltro era stata tolta, bah). Resta il fatto che invece di girarci intorno, fra Zagrebelsky, Sartori, John Lukacs, Losurdo... dovrei leggerlo direttamente, Tocqueville. È ora di passare ai grandi classici.
sono passati più di 15 anni dal libro, e lo trovo datato. Erano i tempi in cui alcuni politici e seguaci ostentavano al collo rosari e croci. Adesso non fa più paura la religione cristiana, ma altre, direi , con i loro fanatismi e certezze granitiche. Sono comunque ai primi capitoli. Dopo un paio di capitoli l'ho abbandonato: datato! forse 20 anni fa aveva senso temere ingerenze da parte della chiesa cattolica in Italia, adesso abbiamo ben altro , religioni che vogliono imporre per legge la loro visione e i nostri laicisti li sostengono in nome di una tolleranza che temo porterà a una brutta fine se la lasciamo fare.
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raccoglie una serie di articoli dell'autore sul tema dei rapporti stato-chiesa e sui principi della democrazia. Si apprezzano la chiarezza espositiva ed il rigore del pensiero; qualche ripetizione, dovuta alla precedente pubblicazione in tempi diversi, è un peccato veniale, anzi si potrebbe dire che di questi tempi su questo tema "repetita iuvant". consiglio: leggetelo e fatelo leggere